<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900</id><updated>2012-01-12T10:58:51.419+01:00</updated><category term='Conversazioni con esseri sovrumani'/><category term='Le vicende di Zerbinetor'/><category term='Angolo poetico'/><category term='taccuino di viaggio'/><category term='Dark Room'/><category term='Fritto misto'/><title type='text'>Visiria</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>112</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-2621216998641592740</id><published>2012-01-09T11:03:00.006+01:00</published><updated>2012-01-09T14:28:35.348+01:00</updated><title type='text'>Blind Man Walking</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4e2N4Ygfo4w/TwrqGjrS-NI/AAAAAAAAArc/2vMWorpB118/s1600/cieco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695622077140367570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 377px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-4e2N4Ygfo4w/TwrqGjrS-NI/AAAAAAAAArc/2vMWorpB118/s400/cieco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo mondo dove viviamo abbagliati dalle apparenze, incapaci di poter vedere quella parte senza nome e senza tempo che vive in ognuno, dovremmo per poterla scorgere, paradossalmente, divenire ciechi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-2621216998641592740?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/2621216998641592740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=2621216998641592740' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2621216998641592740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2621216998641592740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2012/01/blind-man-walking.html' title='Blind Man Walking'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4e2N4Ygfo4w/TwrqGjrS-NI/AAAAAAAAArc/2vMWorpB118/s72-c/cieco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-9020600003399617577</id><published>2012-01-02T13:20:00.016+01:00</published><updated>2012-01-12T10:58:51.427+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Ta-tà!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-eBkmZJD48RI/TwGhPiSIH2I/AAAAAAAAArQ/fSme7v-9hVg/s1600/Spider%20manAAAA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693008692245962594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-eBkmZJD48RI/TwGhPiSIH2I/AAAAAAAAArQ/fSme7v-9hVg/s400/Spider%252520manAAAA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ogni tanto c'è qualche nuova profezia.&lt;br /&gt;Dieci anni fa andava in voga Nostradamus ora non se lo fila più nessuno per colpa dei Maya.&lt;br /&gt;Durante l'avvento dell'anno mille si racconta che molti diedero tutti i loro averi alla Chiesa.&lt;br /&gt;In tanti smisero di fornicare, di uccidere, di peccare insomma. Nell’attesa certa della fine del mondo e del giudizio di Dio.&lt;br /&gt;Visto poi che non accadde un bel niente tornarono tutti a fare i loro comodi.&lt;br /&gt;Tutto uguale, tranne per i soldi e le proprietà elargite al Papa che non diede indietro: Deus gratias, allora come oggi. Si sa che i preti sono uno strano animale con tre braccia, un braccio gli serve per arraffare e gli altri due per non dare niente a nessuno.&lt;br /&gt;Cosa ci insegna tutto questo?&lt;br /&gt;Un bel nulla visto che ogni generazione fa gli stessi errori. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A proposito di questo proprio stamattina riflettevo sui ragni.&lt;br /&gt;Contemplavo idealmente la forma perfetta della loro tessitura e mi domandavo da dove mai è pervenuta questa sapienza.&lt;br /&gt;Gli aracnidi sono una specie antichissima che fu tra i primi colonizzatori delle terre emerse, questo è almeno quello che ci insegna la Scienza, io allora non c’ero.&lt;br /&gt;Fra l’altro non tutti i ragni sono dei tessitori, questo lo scrivo solo per sfatare un luogo comune.&lt;br /&gt;L’esistenza di questi artropodi risale a 400 milioni di anni, ma due ordini principali dei quattro noti si sono estinti circa 280 milioni di anni fa e non si sa al momento da quale di questi due può essere provenuta la capacità di costruire la tela.&lt;br /&gt;Problemi nodali, me ne rendo conto, che cito solo per amore di erudizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni modo tanto per rimanere in tema di curiosità è utilissimo sapere che ogni ordine diverso di questi aracnidi ha una sua architettura nella costruzione della tela.&lt;br /&gt;Un disegno che contraddistingue la famiglia di appartenenza tanto per parlare semplice, una sorta di firma d’autore.&lt;br /&gt;E’ anche stupefacente sapere che si muovono senza muscoli estensori ma grazie ad un sistema a pressione idraulico centralizzato. Un sistema semplice di allungamento molto efficiente che farebbe la gioia di tanti uomini di una certa età.&lt;br /&gt;Il ragno poi è presentato come un cacciatore solitario, ma ne esistono anche specie comunitarie, una addirittura vegetariana. Magari ne troveranno presto anche una specie vegana.&lt;br /&gt;Immaginavo inoltre durante la mia solitaria elucubrazione il momento in cui un insetto di questo tipo si è trovato a produrre il filo di seta che compone la ragnatela grazie a una ghiandola serica che gli altri suoi simili non avevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, dopo svariati millenni, questo animaletto ha fatto di questa strana capacità lo strumento per costruire una perfetta trappola per altri insetti.&lt;br /&gt;Credo che prima della ragnatela abbia sperimentato la costruzione di una sciarpa, poi magari si è fatto un maglioncino; Purtroppo inutile perchè senza un sistema circolatorio il nostro beniamino non poteva conservana alcun calore. Infine, probabilmente un disendente hippy della specie, ha realizzato un'amaca molto grande per dormirci sopra. Visto che si riempiva continuamente di insetti avrà detto: “Ciò che non ammazza ingrassa”, e ha approfittato di questi ospiti per ampliare la sua dieta.&lt;br /&gt;Va detto, e questo è un dato oggettivo, che la seta secreta dal rago non ha corrispettivi sintetici per robustezza, leggerezza ed elasticità.&lt;br /&gt;Un prodigio dunque, ma come è accaduto? Mistero. L’ufficio brevetti non era stato ancora inventato.&lt;br /&gt;Viene anche da chiedersi: Come spiega questi fatti la teoria evolutiva?&lt;br /&gt;Con altre teorie certamente ma non del tutto certe.&lt;br /&gt;Resta il fatto che questa capacità è, chissà come, passata nel DNA per giungere intatta come conoscenza “ante litteram” ad ogni discendente di questo simpatico animale.&lt;br /&gt;C’è da rimanere basiti.&lt;br /&gt;L'istinto, si dirà, certo, ma il concetto di istinto è in buona sostanza un artifizio scientifico.&lt;br /&gt;Un gioco di prestigio dei naturalisti per nascondere più che per spiegare questo enorme punto di domanda.&lt;br /&gt;Nessuno lo ha mai visto: l'istinto. Cazzo!&lt;br /&gt;Si suppone che sia allocato in alcune aree del cervello, forse nel sistema nervoso, magari in alcuni gangli di esso, ma non si capisce come funzioni né fisicamente si è mai trovato il suo contenitore.&lt;br /&gt;La domanda che mi ha regalato qualche momento di stupore è stata: quando, come e semmai perché una conoscenza oggettiva è diventata patrimonio indelebile di una specie? E’ possibile che accada anche a noi esseri umani proprio adesso? O dobbiamo aspettare migliaia di secoli per mandare a casa tutti i predicatori e i consiglieri di amministrazione delle banche?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale è spesso possibile spiegare il “come”, talvolta il “quando”, quasi mai il “perché” di un certo evento.&lt;br /&gt;In questo caso (dei ragni) paradossalmente è vero il contrario.&lt;br /&gt;E’ facile comprendere il “perché” fanno la tela: Perché è utile.&lt;br /&gt;Molto difficile stabilire il “quando”: migliaia di anni or sono (?).&lt;br /&gt;Però, è quasi impossibile capire il “come” è giunta questa abilità sino a loro.&lt;br /&gt;Forse non si capisce nulla perché il tempo di osservazione di noi umani è tanto breve.&lt;br /&gt;Siamo una specie recente nel patrimonio vivente del mondo.&lt;br /&gt;Pare che lo dimentichiamo spesso.&lt;br /&gt;La Natura proceda per salti, si sostiene, ma è impossibile affermarlo con sicurezza perchè bisognerebbe tornare ai tempi successivi al periodo Cambriano pr verificare se veramente è avvenuta l’esplosione di quella miriade di tipi di vita di cui si favoleggia. Moltissime di queste specie estinte quasi immediatamente. Solo così forse si potrebbe affermare se è proprio vero che ogni qualche milione di anni la Natura si sveglia dal suo torpore apparente e ci mostra cosa vuol dire essere veramente creativi.&lt;br /&gt;Anche questa idea è naturalmente un artifizio dell’intelletto. Un modello interpretativo. Stimolante, forse affascinante, ma tutt’altro che certo.&lt;br /&gt;Noi uomini siamo successivi a tutto; Siamo gli ultimi arrivati e come tutti i bambini siamo degli egocentrici che fanno sempre casino finchè non cresceranno. Secondo me siamo solo un eperimento per un nuovo metodo di trasmissione della conoscenza. Comunque una versione di prova, un beta test, come dicono gli informatici.&lt;br /&gt;Infatti tornando proprio al processo di apprendimento degli esseri viventi e dell'uomo in particolare è da rilevare che il più delle volte è fortuito, spesso generato dalla necessità ma in fin dei conti accidentale.&lt;br /&gt;Parlo dell’apprendimento personale, “esperienziale” non certo delle lezioni che si prendono a scuola mi pare ovvio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La particolarità di tutte le nostre esperienze e conoscenze è che sono soggettive è spesso intrasmissibili.&lt;br /&gt;Solo in alcuni casi certe informazioni possono passare da una persona ad un'altra. La conoscenza appare così un prestito, un privilegio ma non certo un diritto per l'uomo a differenza di ogni altro animale che riceve dall'istinto quanto gli serve per vivere. In questa apparente defraudazione vi è anche però, una grande opportunità. L'uomo infatti grazie al linguaggio potenzia all'enesimo grado le possibilità di apprendimento e grazie ad esso può sviluppare modelli interpretativi diversi e funzionali confrontabili con quelli di altri e comprendere molto più velocemente. Una comprensione che permette all'umanità di adattarsi all'ambiente senza bisogno di cambiare strutturalmente.&lt;br /&gt;Direi con un tocco di poesia che l'essere umano è una mutanda per molti culi.&lt;br /&gt;Come detto in questo processo di trasmissione di informazioni (quindi di conoscenza) si inserisce necessariamente il linguaggio, un espediente nuovo nel panorama animale, almeno non articolato e pravalente come nell'essere umano, che ha dato notevoli vantaggi nel breve termine. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno strumento non certo perfetto, visto le manipolazioni al quale si presta, ma necessariamente perfettibile se volessimo veramente il nostro bene, cosa di cui dubito fortemente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il linguaggio dunque e con esso la scrittura è il by-pass della conoscenza per trasmettersi da una entità (umana) ad un'altra. La scorciatoia che scavalca i tempi dell'evoluzione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pericolo, l'insidia e la responsabilità nell'uso di questo dispositivo è di contro: la non certezza del vero.&lt;br /&gt;Almeno fino alla nascita di un linguaggio abbastanza efficente ma soprattutto utilizzato con molta attenzione. A differenza degli altri animali dove la trasmissione di dati conoscitivi si misura in millenni e passa (?) nel DNA dopo un attentissimo vaglio, nella nostra conoscenza umana, trasmessa dal linguaggio e dalla scrittura, non vi è alcun filtro.&lt;br /&gt;Essa inoltre agisce e opera immediatamente una volta appresa in maniera quasi indipendente dalla volontà del soggetto che la accoglie cioè funziona sull'individuo sia che il dato sia vero o falso, purchè ritenuto vero.&lt;br /&gt;Se dunque l'uomo non costruisce per se stesso e da se stesso un filtro depuratore resta invevitabilmente inquinato dalle follie dei suoi predecessori.&lt;br /&gt;Cioè il veleno è talmente mischiato alla medicina che il paziente si ammala proprio nel tentativo di guarire. Basta osservare la situazione attuale ad ogni livello per comprendere da soli lo stato di intossicazione dell'umanità.&lt;br /&gt;Ecco il motivo della pervicace sopravvivenza nei secoli di opinioni prive di qualunque fondamento e l'adesione di molti a superstizioni di ogni tipo camuffate magari da religioni che in teoria pretenderebbero di sviluppare la spiritualità ed invece ne sono solo la ghigliottina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è inoltre da considerare con sincerità che tutto ciò che abbiamo imparato finirà con noi e questo, mi spiace dirlo, è una certezza.&lt;br /&gt;Nulla può sopravviverci ed è illusorio confidare in figli e nipoti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'umanità intera si estinguerà con la nostra fine personale, si spegneranno le luci e comparirà la scritta "game over" sul nostro piccolo display, ma non ci sarà il modo di inserire un'altra moneta e riprendere il gioco da dove si era interrotto.&lt;br /&gt;Poco o nulla resterà agli altri delle nostre esperienze e conoscenze se non abbiamo scritto qualche cosa e non abbiamo avuto occasione di comunicare in maniera significativa con qualcuno pronto ad ascotare e a capire.&lt;br /&gt;Affidiamo quindi, la nostra vita ad una trasmissione estremamente aleatoria se paragonata alla "certezza genetica" del cosiddetto “istinto” ma infinitamente più rapida. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aleatoria perché affidata al caso e all’interpretazione, rapida perché non abbisogna dei tempi giudiziari della Natura.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comunque un azzardo, come direbbe il mio amico che gioca a poker tutti i venerdì sera.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le nostre esperienze trasmesse sono dunque un messaggio infilato in una fragile bottiglia ed affidato al mare dell'esistenza, diretto spesso ad un lettore sconosciuto. Queste incognite dovrebbero se non generare un senso di responsabilità almeno di pudore per chi si occupa dell'insegnamento, dell'informazione e della formazione culturale della moltitudine.&lt;br /&gt;Tuttavia è solo utopia pretendere uomini migliori in una società che premia l'avidità. Quando mai si è visto un uomo che ama la virtù apprezzato dalla folla? Si apprezzano tali esseri quando sono morti e non possono più dire nulla a riguardo del modo di interpretare quello che hanno fatto e detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo in un tempo dove è palpabile che la comunicazione usata è funzionale solo per alcune idee ma non certo per tutte.&lt;br /&gt;Per le conoscenze tecniche può essere molto utile ma per quelle filosofiche, umaniste o con maggiore estensione, per tutto quello che riguarda “l’essere” dell''uomo ovvero la sua soggettività, il suo personale rapporto con il mondo, questi insegnamenti sono parole quasi senza significato.&lt;br /&gt;Il senso di questo messaggio, se mai perviene correttamente, va ricercato poi nella vita.&lt;br /&gt;Forse questo tipo di conoscenza va “interpretata” non può essere certo usata come le istruzioni necessarie a costruire una turbina a gas.&lt;br /&gt;Interpretata non certo con la propria soggettività, ma con un modello conoscitivo il più possibile reale e privo di preconcetti. Viceversa gli effetti saranno completamente nelle mani del caso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Personalmente penso che il bagaglio di conoscenza indelebile (istintivo direi con una certa riluttanza) non sia da considerarsi una conoscenza cerebrale ma piuttosto cellulare.&lt;br /&gt;Infatti, mi è capitato di notare casi di persone catatoniche e con un importante ritardo mentale (spesso presentate come interlocutori autorevoli durante la tribuna politica) che comunque conservavano le funzioni primarie di nutrizione e alcuni riflessi vitali e riproduttivi. Queste funzioni comunque emergevano nonostante tutto il cervello fosse andato a ramengo.&lt;br /&gt;Disponiamo quindi di una sorta di piccolissimo libro indelebile che portiamo dentro nelle nostre cellule. Piccolo, ma non breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono certo, di quella certezza forgiata dall’ignoranza, ma sostenuta dall’intuizione che in questo libro non solo è contenuto ciò che siamo stati e cosa siamo, ma che vi sia lasciato molto spazio per scrivere da noi stessi anche ciò che potremmo essere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-9020600003399617577?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/9020600003399617577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=9020600003399617577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/9020600003399617577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/9020600003399617577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2012/01/ta-ta.html' title='Ta-tà!'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-eBkmZJD48RI/TwGhPiSIH2I/AAAAAAAAArQ/fSme7v-9hVg/s72-c/Spider%252520manAAAA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-6026148936693324620</id><published>2011-10-10T15:52:00.001+02:00</published><updated>2011-10-10T15:54:58.506+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Oltreuomo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-m94uZSoqiHg/TpL4_4GRkPI/AAAAAAAAAq8/VCAWPT8JB10/s1600/nietzsche.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661861457832284402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 308px; CURSOR: hand; HEIGHT: 379px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-m94uZSoqiHg/TpL4_4GRkPI/AAAAAAAAAq8/VCAWPT8JB10/s400/nietzsche.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come dice il falegname: "Ogni credenza è falsa".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-6026148936693324620?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/6026148936693324620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=6026148936693324620' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6026148936693324620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6026148936693324620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/10/oltreuomo.html' title='Oltreuomo'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-m94uZSoqiHg/TpL4_4GRkPI/AAAAAAAAAq8/VCAWPT8JB10/s72-c/nietzsche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4158500063876729645</id><published>2011-10-05T11:56:00.003+02:00</published><updated>2011-10-05T12:01:26.328+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Sahara e Samsara</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-lW3jPTs32Qs/TowqCdWc7KI/AAAAAAAAAq0/X0PGv06xurc/s1600/foto_deserti_005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659945053424774306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-lW3jPTs32Qs/TowqCdWc7KI/AAAAAAAAAq0/X0PGv06xurc/s400/foto_deserti_005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il piacere è la sola, vera ed eterna ricerca dell’uomo.&lt;br /&gt;Amare ed essere amati dunque, ma senza un perché; Alla fine si riduce tutto a questa semplice realizzazione che allarga il nostro mondo, completandolo.&lt;br /&gt;La distinzione tra effimero e reale è la differenza tra una soddisfazione momentanea e una conquista inviolabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vagare così nel deserto della vita, forviati dai miraggi, dove è tanto facile girare in cerchio non è modo per chi sa, vuole e può tracciare un sentiero nella propria anima.&lt;br /&gt;L’orizzonte allora non resterà un limite ma solo un momentaneo confine da lasciare alle spalle.&lt;br /&gt;E’ un percorso di sabbia sotto la canicola lungo cui ci affrettiamo, ma se si incontra un’oasi...non bisogna mai mancare di bere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4158500063876729645?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4158500063876729645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4158500063876729645' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4158500063876729645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4158500063876729645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/10/sahara-e-samsara.html' title='Sahara e Samsara'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-lW3jPTs32Qs/TowqCdWc7KI/AAAAAAAAAq0/X0PGv06xurc/s72-c/foto_deserti_005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4050653462456039816</id><published>2011-09-30T12:55:00.008+02:00</published><updated>2011-10-04T14:16:20.136+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>108</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PWXXC6rlDU4/ToWgS4jHCUI/AAAAAAAAAqs/-88ONLbSFZY/s1600/autumn+(17).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658104753138633026" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-PWXXC6rlDU4/ToWgS4jHCUI/AAAAAAAAAqs/-88ONLbSFZY/s400/autumn%2B%252817%2529.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Paesaggi autunnali scorrono davanti agli occhi.&lt;br /&gt;Siamo noi che ci muoviamo o è il mondo che avanza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' come in una stazione non si sa mai se è il nostro treno che parte o quello accanto.&lt;br /&gt;Ci nutriamo durante questo viaggio di cibo, ma anche di immagini, di sentimenti ed emozioni.&lt;br /&gt;Mangiamo sempre qualche cosa.&lt;br /&gt;Che sia un sorriso di uno sconosciuto che ci passa accanto, uno sguardo rubato a due innamorati o il silenzio della gente che parla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mastichiamo ogni cosa, poi deglutiamo la vita che ci scorre dentro ma ci lascia ancora sete.&lt;br /&gt;Si beve per dissetarsi, ma spesso è acqua salata.&lt;br /&gt;Ha, però una sua bellezza questo impulso, questo appetito che ci spinge a addentare ogni evento.&lt;br /&gt;E’ una fame insaziabile di vita.&lt;br /&gt;Piaceri momentanei come piccoli bignè punteggiano il divenire, ci soddisfano inaspettatamente ma subito ci abbandonano lasciando solo un eco del sapore appena gustato. Così è per i bocconi amari.&lt;br /&gt;Talvolta ci si sorprende che anche l'acqua abbia odore e l'aria sapore.&lt;br /&gt;In quei frangenti regalati fluttuiamo nel vento delle stagioni che passano e poi ritornano.&lt;br /&gt;Uguali e diversi siamo ospiti dei cicli legati dal grande mistero che è servito, però a piccole porzioni, confondendoci.&lt;br /&gt;Una musica silente accompagna questo pranzo, essa suona il violino senza corde del nostro cuore.&lt;br /&gt;Passa e va...fra i rami arrossati dalle foglie, perdendosi in un arancio magnifico.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4050653462456039816?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4050653462456039816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4050653462456039816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4050653462456039816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4050653462456039816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/09/108.html' title='108'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PWXXC6rlDU4/ToWgS4jHCUI/AAAAAAAAAqs/-88ONLbSFZY/s72-c/autumn%2B%252817%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-5930209664771106984</id><published>2011-09-22T15:29:00.009+02:00</published><updated>2011-09-29T15:08:45.760+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Summa</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KRkd9F_y4aI/Tns6Ud-GS0I/AAAAAAAAAqk/vM3bSF2j0mk/s1600/b51fd904a43ba158d55794abb698cbdc.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655177880410671938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-KRkd9F_y4aI/Tns6Ud-GS0I/AAAAAAAAAqk/vM3bSF2j0mk/s400/b51fd904a43ba158d55794abb698cbdc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tutto quanto fatto, detto e pensato dall'uomo, tutto lo scibile umano si riassume in unica frase. E' al tempo stesso un'esortazione e un monito. E' una domanda e una risposta nel medesimo istante. Una affermazione che suona in ognuno, chiara, semplice, cristallina. In certi momenti la senti sussurare all'orecchio in altri invece grida, vibrando nel petto come un urlo di guerra. Quattro semplici lettere con talvolta un punto esclamativo: Vivi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, lascia tutto il resto alla legge non scritta dell'Infinito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-5930209664771106984?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/5930209664771106984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=5930209664771106984' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5930209664771106984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5930209664771106984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/09/summa.html' title='Summa'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KRkd9F_y4aI/Tns6Ud-GS0I/AAAAAAAAAqk/vM3bSF2j0mk/s72-c/b51fd904a43ba158d55794abb698cbdc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-1753655851863438717</id><published>2011-09-16T11:47:00.006+02:00</published><updated>2011-09-16T12:14:43.517+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Spicchi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zrb2XGihlnw/TnMbnfJqRSI/AAAAAAAAAqc/tXUdpArNtfY/s1600/mela.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652892322470970658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 392px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-zrb2XGihlnw/TnMbnfJqRSI/AAAAAAAAAqc/tXUdpArNtfY/s400/mela.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Pare strano ma spesso il modo migliore di trascorrere il tempo è perderlo.&lt;br /&gt;Gli attimi perfetti nella vita sono rari; Essi accadono...a prescindere, direbbe Totò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ci entra nell’anima quel silenzio che ci fa udire l’armonia della vita. Un regalo inaspettato dell’esistenza che non meritiamo forse, ma che possiamo mettere a frutto.&lt;br /&gt;Ci rendiamo conto così che non abbiamo bisogno di quasi nulla, a parte noi stessi.&lt;br /&gt;Restano indelebili i ricordi di questi momenti particolari che ci donano se non proprio la felicità almeno una profonda armonia che spesso è ancora meglio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mia madre durante la seconda guerra mondiale non era che una bambina. In quello sfacelo che era l'Italia viveva alla giornata sotto i bombardamenti orfana di padre con le sue due sorelline. Le retate tedesche seminavano il terrore anche nei civili per non parlare dello stato di incertezza e di disagio che solo frangenti estremi come quelli di un conflitto riuscivano a rendere tanto palpabili.&lt;br /&gt;Quando arrivarono gli americani e le truppe inglesi al seguito, lei era sfollata in campagna.&lt;br /&gt;Un giorno, mentre stava giocando da sola incontrò per caso un soldato inglese. Era un indiano.&lt;br /&gt;Un Singh, con il turbante la barba nera e l'uniforme marrone. Non aveva mai veduto nulla di simile.&lt;br /&gt;Un'immagine stranissima almeno agli occhi di una bimba che non conosceva niente del mondo. Questo uomo alto e imponente, tanto diverso dalle persone che vivevano in paese, si chinò su di lei ed estrasse dallo zaino una mela per fargliene dono. Gi fece un inaspettato regalo senza dire una sola parola.&lt;br /&gt;Era un bellissimo frutto, pieno e lucente.&lt;br /&gt;Questo soldato tagliò la mela in due, poi ne pelò uno spicchio. Prima di darglielo, però ci mise su un pizzico di sale.&lt;br /&gt;Questa combinazione strana era buona. Anzi buonissima, e in quel particolare istante avulso da una realtà tanto tetra gli parve che acquistasse maggior sapore, fu meglio di una fetta di torta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nei momenti più bui c'è sempre una piccola luce che ci ricorda che il sole esiste. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-1753655851863438717?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/1753655851863438717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=1753655851863438717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1753655851863438717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1753655851863438717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/09/spicchi.html' title='Spicchi'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zrb2XGihlnw/TnMbnfJqRSI/AAAAAAAAAqc/tXUdpArNtfY/s72-c/mela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-1622549623934318452</id><published>2011-08-31T14:08:00.011+02:00</published><updated>2011-09-01T11:02:32.058+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Sights of life</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8rCKzh0Phsk/Tl4kmVSJ_4I/AAAAAAAAAqU/hWVe5KusOWg/s1600/ansel+adams.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646991223736106882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-8rCKzh0Phsk/Tl4kmVSJ_4I/AAAAAAAAAqU/hWVe5KusOWg/s400/ansel%2Badams.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando si avvera un desiderio lascia dietro di se sempre un sentore di malinconia.&lt;br /&gt;Forse perchè sorge la constatazione che alla fine siamo sempre noi stessi, inseparabili compagni di una brama inesauribile che ci spinge, appena realizzato, verso un altro sogno. E' il prezzo che paghiamo alla nostra insoddisfazione.&lt;br /&gt;L'esistenza si riassume in fotografie a colori e in bianco e nero conservate nella memoria che non sono altro che l'emblematica metafora del divenire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La vita? Un fiume di cui ci è dato conoscere solo una sponda, l'altro margine è invece avvolto nelle tenebre di una foresta dai contorni incerti. La strada lungo questa via resta ancora da essere percorsa. Ne possiamo vedere solo una porzione. ll particolare diviene così per il viandante orizzonte finito. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nostra soggettività ci concede giusto un fotogramma del reale imprigionandoci nel limite di un’istantanea. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che dire della luce? E’ un epigrafico riferimento al Divino che illumina, ma non interferisce nel moto apparente delle cose di questo mondo; Egli getta il suo bagliore sull’esistenza, lasciando a noi poveri cechi l'incombenza di vedere, se mai un giorno avremo il coraggio di aprire gli occhi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In una visione più ampia, però tutto è profonda armonia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'amore non è forse la musica del cuore? La bellezza non è il canto degli occhi? La verità non è forse l'assonanza dell'anima con il Tutto? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La saggezza infine? Null'altro che l'accordo perfetto fra conoscenza e poesia nel concerto della vita, mentre esegue il suo misterioso spartito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-1622549623934318452?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/1622549623934318452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=1622549623934318452' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1622549623934318452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1622549623934318452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/08/sight-of-life.html' title='Sights of life'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8rCKzh0Phsk/Tl4kmVSJ_4I/AAAAAAAAAqU/hWVe5KusOWg/s72-c/ansel%2Badams.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-8241958208626393794</id><published>2011-08-29T13:13:00.009+02:00</published><updated>2011-09-21T12:35:36.178+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>The Ultimate Highway</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6ryJDLjUyeA/Tlt1IN5nSkI/AAAAAAAAAqM/JAwblVT9xyQ/s1600/kawasaki_z750_2008_03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646235341869763138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-6ryJDLjUyeA/Tlt1IN5nSkI/AAAAAAAAAqM/JAwblVT9xyQ/s400/kawasaki_z750_2008_03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quando sarà, voglio andare in cielo con la mia Kawasaki e a tutta velocità.&lt;br /&gt;In maglietta e coi miei jeans preferiti, però.&lt;br /&gt;Mentre l’aria fredda mi morde le braccia e la musica degli AC/DC mi inonda i timpani con Highway To Hell.&lt;br /&gt;Fendere velocissimo le nuvole rombando e arrivare al cospetto di Dio mentre freno in derapata.&lt;br /&gt;Poi, mi toglierò il casco e lo guarderò per un attimo dritto negli occhi.&lt;br /&gt;Gli dirò, chinando il capo: “Signore, E’ vero, sono uno stronzo, ne ho fatte di tutti i colori. Non sono stato un angelo né un genio, non ho certo compreso la vita, ma cazzo se ci ho provato!&lt;br /&gt;“Almeno una cosa buona l’hai capita?”, mi domanderà con la sua bella voce.&lt;br /&gt;“Si, solo una: so cos’è l’Amore”&lt;br /&gt;“Va bene…può bastare per questa volta. Resta qui per un po’ se ti va”.&lt;br /&gt;"Posso tenermi la Z750?"&lt;br /&gt;“Ok, puoi farti anche un giro, ma non farti vedere da Jesus che altrimenti la vuole anche lui. Questo è stato sino ad ora un posto tranquillo, un paradiso diciamo”&lt;br /&gt;“Signore, posso anche andare a vedere come si sta giù?”&lt;br /&gt;“Giù?”&lt;br /&gt;“Si, insomma…L’Inferno”&lt;br /&gt;“Ma se ci sei andato via ora”&lt;br /&gt;“Eh già! Che pirla”&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=fsDpznl8eIs"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=fsDpznl8eIs&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-8241958208626393794?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/8241958208626393794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=8241958208626393794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8241958208626393794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8241958208626393794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/08/ultimate-hightway.html' title='The Ultimate Highway'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6ryJDLjUyeA/Tlt1IN5nSkI/AAAAAAAAAqM/JAwblVT9xyQ/s72-c/kawasaki_z750_2008_03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-9047995276160290122</id><published>2011-08-18T13:52:00.028+02:00</published><updated>2011-09-21T12:34:16.043+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Quid pro Quark</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-3awFSNICzUM/Tkz-D_3qnNI/AAAAAAAAAqE/6eS6epiZJtk/s1600/index.3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642163777826364626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-3awFSNICzUM/Tkz-D_3qnNI/AAAAAAAAAqE/6eS6epiZJtk/s400/index.3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L'olfatto, celebrato in quel bel libro di Suskind "Il profumo" è direttamente collegato con la parte limbica del cervello, il cosiddetto “cervello rettile” che è il retaggio della parte primitiva nella formazione di questo apparato di elaborazione sensoriale che risulta essere l'encefalo con il sistema nervoso connesso. Uno strumento incredibile che ci ha dato tra le altre cose una certa supremazia sulle altre specie viventi e il telegiornale con Emilio Fede.&lt;br /&gt;Studi recenti hanno dimostrato che le scelte più importanti nella vita le facciamo con quella porzione antica del nostro sistema cerebrale.&lt;br /&gt;Dunque si è appreso oltre ogni ragionevole dubbio che le parti costituitesi intorno a questo primitivo cervello e cioè i lobi frontali, parietali e la materia grigia (responsabili del pensiero astratto, della logica e del linguaggio) incidono solo lievemente nelle nostre scelte fondamentali. Scegliamo il compagno di vita, il modello dell'automobile, le relazioni sociali significative con questa parte istintiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E si vede! Direbbe qualche cinico, ma tant'è.&lt;br /&gt;In ogni caso le istintive reazioni di fuga o di attacco che portano tutte le specie viventi alla sopravvivenza nell’uomo sono fortemente mediate da quella struttura cerebrale successivamente evolutasi che viene detta "nobile". In particolare nel momento che si vive con i propri simili la parte del leone viene lasciata alle aree logico-linguistiche; Infatti il nostro sviluppo cerebrale si è evoluto, ingrandito e diversificato di pari passo con la complessità della società umana. Obbedendo alla necessità prioritaria di creare una struttura sociale ed un linguaggio per costituire un gruppo sempre più complesso ed esteso, quindi in definitiva più forte.&lt;br /&gt;La parte dell'encefalo "evoluta" ha anche una caratteristica peculiare: è programmabile. Il sistema nervoso centrale ha anche un'altra caratteristica interssante: crea delle pre risposte; Ossia crea delle risposte prima che gli stimoli siano veramente percepiti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se non avessimo questa struttura programmabile e quindi condizionabile allocata in queste parti deduttive, immaginative e mnemoniche la nostra naturale reazione ad una persona estranea che, seduta al ristorante vicino a noi, alza il bicchiere per bere sarebbe di immediato allarme; Vivremmo questo gesto come un possibile attacco, invece che come un semplice gesto convenzionale.&lt;br /&gt;Dunque questo apparato cerebrale incredibile che effettua miliardi di operazioni al secondo fa un considerevole investimento a sostegno di questa struttura programmabile che tra le altre cose è un freno alla nostra natura profonda e primitiva. Un controllo cui l'essere umano da il più delle volte nomi pittoreschi come ad esempio: educazione, carattere, moralità, etica, capacità previsionale, ecc. ecc.&lt;br /&gt;E' invece semplicemente una struttura di elaborazione e controllo che ci permette di adattarci alle situazioni molto complesse che derivano dalla vita insieme cioè opera come limitatore sulla manopola del gas che guida la nostra corsa nell'esistenza. &lt;/div&gt;Una sorta di freno, quasi sempre tirato per poter viaggiare tutti assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Detto così non fa molto figo per l'uomo, ma pare comunque vero. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va considerato inoltre che più un animale è forte più è solitario. Le formiche hanno una struttura sociale non perchè sono buone e care ma perchè sono piccole e coordinandosi divengono grandi. Un T-Rex non aveva bisogno di nessuno, poi però si è estinto ma questo è un altro discorso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se si analizza in questa ottica la struttura tentacolare del nostro mondo umano le conclusioni cui si perviene spezzano molti preconcetti sul vero motivo per cui siamo "animali sociali" e sulla presunta forza di questo "trionfo dell'evoluzione" che dovrebbe essere rappresentato dall’uomo.&lt;br /&gt;Molte convinzioni (immaginate, dette e sostenute guarda caso dall’uomo) che ci nobilitano, ma ci forviano, però da un’analisi obiettiva “del perchè e del per come” ci comportiamo come ci comportiamo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fatta salva la peculiare capacità (unica nel genere animale) che ha l'uomo, da tenere costantemente presente, cioè la sua attitudine alla menzogna che riversa a piene mani sui suoi simili e ancora con più generosità a se stesso.&lt;br /&gt;Se si guarda alla Natura e si usa lo strumento della similitudine (non dell'eguaglianza che non esiste) si capisce da soli come siamo fatti, non abbiamo bisogno degli scienziati, dei Papi, dei Profeti, neanche di Dio; Che probabilmente esiste ma non è come ce lo aspettiamo.&lt;br /&gt;Un annedoto. Un po' di tempo fa un mio amico tornato dall’India mi ha raccontato di aver visto Dio. Naturalmente gli ho domandato: “Com’è?”. Lui mi ha risposto: “Mah! Lo credevo più alto”.&lt;br /&gt;Forse fa sorridere questa risposta, ma è proprio così che ragioniamo.&lt;br /&gt;Invece a proposito del nostro modello biologico e di come si adatta al mondo circostante va precisato che il salto di qualità dalla forma vegetale a quella animale cui apparteniamo è stata, a mio modesto parere, nella costituzione della bocca e del relativo apparato digerente.&lt;br /&gt;Pare stano ma alla fine siamo tutti delle bocche. Il resto è accessorio. Infatti, nel nostro corpo la preponderanza di sensori propecettivi è nella mandibola dove sono presenti anche i muscoli più forti di tutto il corpo.&lt;br /&gt;Se comprendiamo che siamo bocche che hanno avuto nei millenni la necessità di spostarsi ed hanno costruito per tentativi il nostro apparato locomotore si può capire che la “predazione” non solo è la parte fondamentale di cui siamo fatti ma anche la ragione che ha dato seguito a tutto il resto di questo bordello che chiamiamo Esistenza.&lt;br /&gt;Non si sbaglia di molto e diventa immediatamente chiaro, se si è onesti con se stessi, che ogni nostra azione in questo mondo finito è determinata da rapporti di forza e di opportunità.&lt;br /&gt;Non siamo diversi dall'Universo o dalla Natura in cui viviamo che aderisce alla stessa fondamentale regola per mantenere in armonia il Tutto.&lt;br /&gt;L'organizzazione sociale, l’educazione scolastica e familiare, le religioni, la scienza che ci vendono costantemente una marea di stupidate a proposito di noi stessi, non sono affatto funzionali alla nostra indipendenza. In definitiva alla nostra libertà. Perché una libertà personale indcondizionata non può sopravvivere senza conflitti in una struttura sociale. Lo scopo di questo tipo di sistemi educativi e culturali è solo l'adattamento dell'individuo alle regole di una società. Anche le scienze che si occupano più da vicino dell'uomo come la medicina e la psicologia non ricercano né lavorano veramente per la salute dell'individuo, ma per la sua standardizzazione. I parametri per cui una persona viene definita sana sono il più delle volte svincolati dalla singolarità della persona e dal suo reale stato di salute; Infatti le medicine usate per curare i sintomi (e solo quelli) o normalizzare i valori hanno un percentuale di successo che varia dal 40 al 70%, cioè funzionano per molti, ma non per tutti; Semplicemente perchè non siamo tutti uguali né siamo sempre gli stessi. Così è anche per la psicologia che non ha come scopo la felicità e la fioritura dell'individuo, ma la sua integrazione e l'adattamento nell'organizzazione comunitaria.&lt;br /&gt;Anche alla Natura non interessa se diveniamo consapevoli, gli basta che ci sviluppiamo e riproduciamo e poi, quando non siamo più necessari ai suoi scopi, ci leviamo di torno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In poche parole siamo soli nel nostro percorso verso la felicità o come si usa dire nella propria realizzazione, intesa come conoscenza e libera espressione di se stessi (ammesso che ci sia un reale se stesso da esprimere). Un percoso comunque personale ed arduo proprio perchè "innaturale" .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non si comprende allora che in ogni istante della nostra vita il cosiddetto "cervello rettile" opera con scelte di impulso attivatore e quello della corteccia cerebrale come freno determinato dal condizionamento, non si può in alcun modo trascendere questo meccanismo che ci rende solo macchine biologiche prevedibili e programmabili. Macchine lo ribadisco nulla di più. Ad un determinato stimolo si ha una determinata reazione, è in questo senso che siamo macchine non c’è affatto una connotazione morale in questo pensiero o un giudizio di merito sulla Fiat.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la libertà di scelta? Il libero arbitrio? Come si può, mi domando, divenire liberi se ci si crede (senza esserlo) già liberi? La condizione di autodeterminazione è un punto di arrivo non di partenza per l'individuo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I messaggi che pervengono all'uomo della strada sono essenzialemente rassicuranti, come gli avvisi del capitano del Titanic ai passeggeri, mentre affondava la nave, cioè si continuava a suonare la musica nel salone delle danze per dare l'impressione che tutto andava bene.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Hai un'anima unica, eterna, perfetta, divina addirittura. Ti basta fare come diciamo noi e continuare a darci il tuo oggi in cambio della promessa di un domani", recita la religione. Meno male, io pensavo di essere un coglione qualasiasi nato per morire. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sei un cittadino libero e giusti diritti sanciti da una democrazia forte e sicura", ci racconta il politico con un sorriso di plastica, mentre ti sfila dalle tasche i soldi e sgomma sulla sua auto blu circondato da guardie del corpo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sei la corona dell'evoluzione", ci dimostra lo scienziato, mentre la società opera scelte assurde e stupide che in confronto fanno sembrare il calcio un'attività intelligente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Abbiamo ogni risorsa per darti una vita lunga, piena e sana", racconta il medico, mentre dietro di lui passa la barella di quello che è andato in ospedale per una tonsillite ed ora ne esce con i piedi in avanti dall'Obitorio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se veramente fossero vere tutte queste belle affermazioni, mi domando come cazzo è che si vede in giro un sacco di gente disperata? Non solo i poveri e gli ignoranti che non hanno quasi nulla, ma anche quelli che hanno quasi tutto. Anche le persone con le migliori possibilità di studiare e che sono economicamente dei privilegiati, anche loro, manifestano ogni genere di fobia, ansia e depressione nervosa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un famoso psicologo sosteneva che se conoscessimo di una persona l'intero passato e i suoi pensieri a riguardo si potrebbe prevedere esattamente ogni sua scelta futura. Pare plausibile, ma è una prospettiva agghiacciante. Magari perchè non ci conforta sapere che ogni Uomo ha ancora molto da fare prima di chiamarsi tale.&lt;br /&gt;Ecco che allora il danno mostruoso operato sulla coscienza personale dalla collettività è stato necessariamente e volutamente determinato dal tentativo di dare una soluzione al problema dell’organizzazione sociale che è una necessita prioritaria in senso biologico.&lt;br /&gt;Il cosiddetto "problema" è che l'uomo ha sviluppato un ego proprio grazie a quella corteccia con capacità di elaborazione che gli serviva per superare la sua condizione di inferiorità rispetto a quasi tutti gli animali. L’ego umano è certamente un ostacolo alla vita gregaria perché tende a separarsi considerandosi una entità scissa e a se stante affermando necessariamente la propria autonomia in maniera molto più articolata rispetto chessò ad un Criceto.&lt;br /&gt;Se osserviamo per esempio una società di api o di formiche si nota come sia splendidamente organizzata.&lt;br /&gt;Niente reati, niente conflitti. E' una struttura funzionante senza disagi né soprusi. Non è che ad un certo punto una formica si mette a mangiare una briciola per conto suo e si dimentica di portarla al nido.&lt;br /&gt;Un Hitler o un Mao Tze Tung non avrebbero ragione di esistere ne avrebbero alcun seguito in queste società animali perfette.&lt;br /&gt;La nostra società invece è in costante fermento e vive un conflitto insanabile fra la necessità di organizzazione e la repressione o comunque i divieti e gli obblighi connessi al funzionamento di questa organizzazione.&lt;br /&gt;Come mai allora l'umanità vive in una società iniqua e pericolosa senza poterla cambiare? L'Uomo ci prova da quarantamila anni ma continua a metterselo nel culo a vicenda appena ne ha l'occasione; Penso sia per via della sua struttura, che lo differenzia, cioè sempre quella struttura egoica che l'ape o la formica non ha, ma che non ha nessun animale in una forma così esasperata.&lt;br /&gt;Un cane per esempio quando trova un altro cane più forte si sottomette, ma non è che diventa triste o si sente sconfitto e si giudica un vigliacco o magari un incapace. Vive quella condizione sino a quando c’è.&lt;br /&gt;Poi trova uno più debole e lo sottomette a sua volta e tutto finisce lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che la struttura dell’ego è il "danno collaterale" dello sviluppo di quella parte di cervello che abbiamo nominato e che gli altri animali non hanno o hanno solo in forma meno sviluppata. Difatti gli animali con un cervello più elaborato sono anche quelli addomesticabili o che presentano degli aspetti caratteriali dovuti al condizionamento esperienziale. Un cane può avere un abbozzo di carattere ma non un serpente o uno scarafaggio.&lt;br /&gt;Pare strano è poco affascinante? Forse perché non tiro in ballo lo Spirito Santo e la Vergine Maria? Mi spiace ma se uno cerca una storia piena di effetti speciali deve andare al cinema o in qualche chiesa durante la predica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un piccolo esempio personale obiettivo di cosa avviene durante la vita normale.&lt;br /&gt;Un calo delle mia reattività richiede un neuro stimolante cui diamo il nome convenzionale di caffè. Attraverso l'area pedonale che mi porta al Bar, e così incrocio una bicicletta guidata da una signora. Mi vede, ma non cambia la sua trattoria che punta su di me. Probabilmente la conducente si sente forte del mezzo e della velocità, magari valuta che la sua superiorità rispetto alla mia posizione gli consente di fare quello che gli pare.&lt;br /&gt;La mia parte -rettile- in un nanosecondo percepisce la minaccia, valuta l'antagonista, produce adrenalina per prepararmi alla lotta. Considero inoltre la possibilità di spostarmi e dargli un bello spintone eliminando quel velocipede dalla mia area vitale e schiantare a terra quella stronza. In fondo la sua stazza fisica e la sua età non rappresentano un pericolo per me ed inoltre non la rendono apprezzabile per la riproduzione.&lt;br /&gt;Poi, subentra la parte elaborativa che valuta l'opportunità, il rischio di conseguenze (anche legali), la disapprovazione sociale. Il meccanismo di condizionamento dell'educazione agisce potentemente e mi farebbe sentire un asociale, un pazzo, un delinquente se non rispettassi le regole apprese in anni di ammaestraemento. Tutti questi stimoli e pensieri corrono rapidissimi e sono valutati in un quinto di secondo, cioè il tempo di reazione umana inun soggetto in ottime condizioni fisiche.&lt;br /&gt;Il risultato? Mi sposto un poco e...Lascio passare.&lt;br /&gt;L'adrenalina è dispersa nel mio organismo con una sensazione di stress e disappunto.&lt;br /&gt;Posso continuare in questa breve narrazione di vita vissuta?&lt;br /&gt;Arrivo al Bar, c'è fila. Avanti a me una ragazza carina che attira la mia attenzione. I ferormoni liberati dalla sua pelle sono valutati dal mio olfatto e danno il via libera alla possibilità di un accoppiamento compatibile. La forma del suo apparato locomotore non presenta anomalie evidenti che possono denotare difetti genetici per la prole. E’ quindi una possibilità valida per la riproduzione.&lt;br /&gt;Per un attimo il mio corpo si predispone a questo tipo di incontro, una sensazione di leggera euforia e di benessere è prodotta dalle endorfine liberate dal sistema nervoso centrale che favorisce ed incentiva la mia entità biologica alla riproduzione; Questi neurotrasmettitori mi fanno dilatare le pupille, il mio stomaco rientra lievemente, la mia postura assume maggiore tonicità. Una leggera vasodilatazione predispone per quello che serve in questi casi…Non serve scendere nei particolari.&lt;br /&gt;Non ricevo, però una risposta di invito da parte di questa giovane femmina. Vengo ignorato e le convenzioni sociali mi impediscono di saltarle addosso fra i tavolini del bar creando forse un certo stupore fra i clienti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I miei pensieri a riguardo, il mio carattere e la mia educazione inibiscono un successivo approccio più esplicito. Un vago sentore di scontentezza fa seguito all'attivazione del meccanismo inibitivo mentre, la mia parte elaborativa mi mente raccontandomi una storia plausibile, cioè -alla fine la ragazza non è poi così carina- e comunque ho un sacco di cose da fare più urgenti.&lt;br /&gt;Non è finito il racconto di dieci minuti di vita.&lt;br /&gt;Subito dopo lascio passare un sorta di culturista con la faccia da ergastolano rispettando "educatamente" il fatto che è prima di me per la fila alla cassa, reprimo così la mia impazienza sollecitata dalla mia voglia di bere.&lt;br /&gt;Quando esce dalla fila questo energumeno mi urta il piede con il suo, ma non do seguito a quella che potrebbe essere intesa come una provocazione. In fondo non mi comporterebbe alcun vantaggio né mi darebbe una certezza di facile vittoria vista la disparità fisica tanto evidente .&lt;br /&gt;Termino così il racconto di pochi momenti di vita “normale”. Pare strana? E' invece tanto simile all'esistenza, magari un po' sedata, di tutti. Questa è in definitiva la nostra vita, una monotana sinfonia con due sole note abbellita da solfeggi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' un costante impulso a prendere ed a soddisfare le priorità biologiche con una altalenante percezione di gratificazione/frustrazione a secondo del successo o del fallimento che ne ricaviamo, giustificando in entrambi i casi con falsità in ossequio al condizionamento sociale.&lt;br /&gt;Un po’ più elaborate sono le menzogne che usiamo (e ci raccontiamo) per i rapporti più complessi, cioè con i familiari e gli amici con cui abbiamo stretto patti di alleanza o di reciproco aiuto ed interesse. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non parlo del matrimonio che, come si sa, si basa sul reciproco fraintendimento tra due sconosciuti quasi sempre ostili.&lt;br /&gt;Per tutti quindi la vita è solo una costante elaborazione dei rapporti di forza e di opportunità funzionali alla sopravvivenza, ma questo meccanismo di spietato opportunismo è abilmente camuffato come ho già detto, dalle bugie che costantemente ci raccontiamo in ottemperanza al condizionamento più o meno profondo subito che ci vuole come persone civili non certo bestie gregarie, opportuniste e predatrici. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peccato che basti una carestia, un disastro naturale o una guerra e l'uomo si mostri per quello che è.&lt;br /&gt;Invece in tempi "normali" ogni impulso e pensiero reale è quasi costantemente sottoposto alla censura creatasi nella parte "nobile" del nostro cervello. Una stuttura che aderisce così strettamente alla nostra primitiva natura da soffocarla il più delle volte; che ci guida da quando siamo nati, spesso verso un labirinto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se si osservano, tanto per fare un altro esempio, le strategie adottate dal neonato (cratura innocente si dice) per carpire l'attenzione e le cure dai genitori esse sono un manuale di tattica che farebbe impallidire Sun-Tzu e il suo libro “L’arte della Guerra”.&lt;br /&gt;Come già detto vi è un grande sforzo da parte del nostro cervello "evoluto" per connotare ogni evento di risposta stereotipata alla vita nei modi più fantasiosi; Dandogli nomi come “educazione”, “rispetto”, “amore”, “altruismo”, “spiritualità”, “dovere” e via all’infinito. E' il tentativo di adeguarsi, giustificare ed adattare all'ambiente quel simulacro irreale di identità personale cui diamo il valore di “me stesso”. Tuttavia va detto per amore di verità che se non fossimo egoisti non resteremmo vivi per molto ma spesso è prorio questo servitore che divenuto padrone ci porta a una fine prematura e desolante.&lt;br /&gt;Pare triste? Forse solo perché non siamo su questo pianeta per essere felici, ma per servire la vita. Chissà se ce ne siamo mai accorti?&lt;br /&gt;Con una nota del mio inguaribile ottimismo penso anche che sia possibile probabilmente un percorso diverso e reale verso la nostra anima se solo riuscissimo a sollevare questo velo di illusione.&lt;br /&gt;Come ho scritto fino alla nausea, una volta visto quello che siamo potremmo decidere di percorrere a ritroso la strada del pensiero nel nostro cervello sino alla fonte della vita e darne un senso personale che altrimenti non avrebbe.&lt;br /&gt;Se provassimo a percepire liberamente questi processi in noi stessi forse potremmo trascenderli, per trovare non solo una libertà vera, cioè libera dai preconcetti, ma anche una percezione autentica del mondo e un’emancipazione nelle nostre scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse solo quando l’uomo smetterà di permettersi l’incredibile lusso di credersi eterno e di vivere così fra enormi contraddizioni ed infinito egoismo, solo allora, parole come “Amore” e “Spiritualità” potranno divenire qualche cosa di autentico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una fatica immane che non auguro al peggior nemico risalire la china della vita. Immagino, però che non c’è di meglio da fare visto quello che si vede in televisione e si incontra per strada...Anche il sabato sera.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-9047995276160290122?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/9047995276160290122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=9047995276160290122' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/9047995276160290122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/9047995276160290122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/08/quark-e-dintorni.html' title='Quid pro Quark'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3awFSNICzUM/Tkz-D_3qnNI/AAAAAAAAAqE/6eS6epiZJtk/s72-c/index.3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4453348418635074641</id><published>2011-08-05T12:03:00.052+02:00</published><updated>2011-08-16T11:36:17.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Stupore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-SQ6xbnr3qcM/TjvBsHJBW4I/AAAAAAAAAp0/XEOirBgBFNw/s1600/metropolis2nr7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637312322159598466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 307px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-SQ6xbnr3qcM/TjvBsHJBW4I/AAAAAAAAAp0/XEOirBgBFNw/s400/metropolis2nr7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La notizia che rimbalza sui mezzi di comunicazione è il vile attentato che ha colpito la Danimarca e sconvolto il resto del mondo per opera di uno squilibrato.&lt;br /&gt;Al di là del pensiero comune mi viene da ragionare con un diverso sistema di valutazione dei fatti. Un semplice strumento per vedere da un'altra angolazione le cose, nulla di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo doveroso preambolo. Alcune specie animali quando raggiungono la sovrappopolazione cominciano ad uccidersi; A volte prima sopprimono la prole.&lt;br /&gt;I Capibara (una sorta di topone che vive in sud America) sono capaci, quando il loro numero diventa eccessivo, di suicidarsi in massa. Prendono una rincorsa pazzesca e si sfondano la testa contro un masso.&lt;br /&gt;Sti cazzi! Direbbe un mio amico maestro di Bon Ton.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Natura non è certo una ragazza timida e gentile, penso che ce ne siamo accorti un po’ tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosamente noi esseri umani ci crediamo migliori, unici, diversi e irripetibili. Ci sentiamo avulsi da quei meccanismi che funzionano da sempre e sono sotto i nostri occhi, ahimè! Quasi sempre chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Uomo non vuole o non può constatare che se il mondo che ci circonda ha dei meccanismi spietati, perché mai Egli (regaliamogli la maiuscola) dovremmo essere diverso? Considerando poi che siamo in questo mondo e siamo fatti di questo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' noto che il processo di decomposizione è la base della vita. Siamo dunque organismi che lentamente si disintegrano su un pianeta di letame in disgregazione anch'esso.&lt;br /&gt;Non è romantico ricordarlo a cena alla ragazza che magari si cerca di portare a letto, ma è comunque così.&lt;br /&gt;"Siamo la merda danzante e canticchiante di questo pianeta in decomposizione", mi ricorda , ancora il mio simpaticissimo amico. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In merito invece a questo disatro raccontato con dovizia di particolari dalla cronaca nera, devo dire che umanamente mi dispiace molto per le entità biologiche della mia specie che sono state svincolate dall'universo fenomenico che conosciamo e che percepiamo. Non sembra un grande epitaffio letto così ma lo è. La loro coscienza, secondo me, limitata e chiusa in un corpo è ora libera di muoversi in una dimensione nuova; Essa attua finalmente la realtà ultima dell'indiffernziato da cui proveniamo e al quale ritorniamo, cioè lo stato di non-separazione dall'Energia primigenia. La fine esaustiva della vita di contribuenti sempre in coda per pagare qualche cosa. Tutti così, prima o poi, vivremo nella luce senza, però bollette e mora da saldare all'Enel.&lt;br /&gt;Questo evento violento che ha tolto la vita a questo gruppo di disgraziati è stato determinato dal gesto folle di una persona che non aveva un odio particolare per loro, ma provava "semplicemente" odio per un gruppo che rappresentava delle idee diverse dalle sue. Infatti ha ucciso degli sconosciuti, mentre ha lasciato in vita tanti altri che magari sono dei rompicazzo galattici. Ha usato il sistema del "chi tocca-tocca" come da bambini quando si faceva la conta per la penitenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco che una differenza impercettibile ad occhio nudo, come quella di un pensiero, un piccolo leggerissimo pensiero diverso che si è insinuato nella mente di una persona ha determinato un cambiamento radicale in così tante esistenze a lui prima estanee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci si fa caso, però è la storia dell'Umanità. Dove milioni di esseri umani hanno quasi sempre trovano una morte prematura, una sofferenza che non gli toccava e un sacrificio insopportabile aderendo ad un pensiero...Un pensiero di qualche altro, però. Morire per un'entità astratta come un pensiero fa già girare pesantemente le palle, ma morire per quello di un altro pare proprio una beffa. Questo mi ricorda una frase di Napoleone che si vantava di poter mandare a morire un uomo in battaglia per un nastrino sul petto.&lt;br /&gt;L'idealismo come si vede porta sempre a gesti estremi. Valutati poi, secondo le opportunità, come positivi o negativi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non dovrebbe essere una grande sorpresa per l'uomo se si ferma a riflettere che è sempre e solo -l'idea- che genera la realtà oggettiva, determinandola, e quella soggettiva influenzando le risposte personali alle percezioni. Ciò che viene realizzato e valutato dall'uomo in seguito allo stimolo delle sensazioni dunque è sempre prima pensato per diveniere sensibile alla coscienza. In effetti tra gli organi di senso in Oriente è considerato anche la mente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' scritto anche nella Genesi, dove il Grande Architetto crea il Tutto grazie al verbo. Cosa è in definitiva "il verbo" se non un contenitore dell'Idea. Se il processo creativo ha funzionato per Dio che ha fatto questo meravigloso Cosmo, allora come mai non funziona per me quando cerco un parcheggio all'automobile? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo sono fatto a sua immagine e somiglianza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invece questo potere mi è precluso forse perchè non ho l'ambizione né il coraggio di assumermi completamente la responsabilità della mia vita, ovvero l'onere di determinare il mio destino senza scuse nè ripensamenti. Magari è solo perchè il mio corpo-mente non è in grado ancora di gestire una sufficiente quantità di Energia per la creazione di tre metri quadri di spazio senza divieto di sosta, oppure c'è veramente troppo traffico in città.&lt;br /&gt;Pervengo anche alla conclusione che una persona con un "sano egoismo" cioè che si sforza di pensare con la propria testa, parlare secondo i propri pensieri autodeterminati e che agisce in conformità ad essi, assumendosene in pieno la responsabilità, non sarà mai un vero problema per gli altri. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Magari apparirà un tizio un po' strano e con un pessimo carattere, ma solo perchè esprime una sanità mentale in questa società dove, mi pare banale scriverlo, regna e prospera la follia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa "verità" risulta ancora più evidente da un'analisi oggettiva degli eventi quotidiani e storici. Se proviamo a paragonare questo essere "normale" appena descritto e la leggerezza con cui vive con i presunti Benefattori dell'umanità quali: Messia, Papi, Indovini, Guru, Profeti, Statisti e Riformatori sociali; Cioè quella pletora di personaggi affascinanti ed affabulatori che segnano solchi profondi nel mondo e promettono sempre un domani migliore per tutti e si riservano invece (per loro e solo per loro) un presente di privilegio, ecco che il confronto palesa come questi -grandi uomini- hanno fatto in definitiva solo disatri. Casini immani che perdurano, purtroppo, anche dopo la loro scomparsa lasciandoci in eredità guerre sante in nome di questa o quella religione, odi razziali per torti subiti, disparità economiche determinate dalla cupidigia e dall'avidità e ogni sorta di problema ecologico, manco avessimo un altro pianeta da cambiare quando questo si guasterà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornando però alla vicenda pare che questo criminale sia, libero da ogni tipo di vincolo morale, ma non dall'idealismo anche se porta avanti un ideale difficilmente condivisibile. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo bombarolo sembra svincolato da quella moralità che accomuna la maggioranza delle cosiddette brave persone. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un certo senso è un uomo affrancato dai limiti. Sollevato dai fardelli del pentimento, del peccato, dei sensi di colpa e nell'investimento che facciamo tutti nelle relazioni interpersonali e nei comportamenti, nella convinzione -dura a morire- che la Vita abbia delle regole morali. Ci si aspetta sempre una retribuzione alle nostre azioni, lamentandoci se l'Esistenza se ne sbatte altamente delle nostre aspettative.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è purtroppo da rilevare parlando sempre di questo assassino che questa sua presunta libertà è priva completamente del senso di umanità, ed ha generato quel mostro che è sotto gli occhi di tutti, ma come si fa a conoscere cosa accade nella testa di un essere umano quando crollano le sovrastrutture della cosiddetta "normalità"? Certo è che in confronto ai massacri fatti dai -grandi uomini- celebrati della Storia egli appare un vero dilettante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia bisogna obiettivamente rilevare che il più delle volte i limiti imposti dalla società e dall'educazione, cui aderiamo quasi tutti in maniera acritica, sono gli stessi che ci rendono incapaci di realizzare una libertà di scelta totale che dovrebbe essere espressione di una mente incondizionata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In senso più generale (non riferito certo a questa tragedia) mi domando senza rispondermi: "Uno schiavo può mai comprendere il gesto e il pensiero di un uomo libero?".&lt;br /&gt;Mi pare evidente che una libertà senza un'etica sia pericolosissima per la società, ma se c'è bisogno di un'etica per contenere e regolare la libertà allora che razza di libertà è? Si potrebbe discutere che l'uomo può realizzare nel caso migliore una libertà condizionata, come quella che elargiscono talvolta ai carcerati, tanto per fare un esempio calzante con il quotidiano, ma si aprirebbe un discorso troppo ampio.&lt;br /&gt;Se voglio invece continuare a discutere del fatto posso aggiungere che le vittime di questo attentato sono "solamente" ritornate agli elementi compostivi primari; I quali saranno comunque aggregati nuovamente dalla Natura per qualche altro scopo. Eh gia! Non si butta via nulla in questo Universo. E' come con il maiale. &lt;/div&gt;Computando invece le perdite con l'ausilio dell'arida statistica sorge naturale la valutazione che il numero delle vittime non eguaglia nemmeno i decessi sulle autostrade nazionali per incidenti stradali durante un week end di esodo vacanziero. Queste vittime, però non riscuotono quasi nessuna solidarietà da parte dei mezzi di informazione. Schiattano e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella mia personale ottica, forse un po' bislacca, le vittime dell'attentato hanno anticipato di qualche attimo (in proporzione al tempo dell’Universo) la fine certa cui erano, e siamo, destinati. Non certo per loro volontà è accaduto tutto ciò, ma chi mai è padrone della propria fine? Forse solo i Capibara. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi poveri cristi assasinati dunque non hanno potuto vivere a lungo, si dirà, ma avrebbero potuto comunque vivere come volevano (?), si potrebbe anche rispondere. Dovrebbe far riflettere che se non abbiamo il minimo potere sulla durata dell'esistenza ne abbiamo invece molto sulla sua qualità. Stranamente tutti si affannano nel tentativo di allungare la vita senza riuscirvi neanche di un secondo e pochi, pochissimi cercano di renderla seriamente migliore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi consolo pensando che alle giovani vittime di questa furia omicida strappate prematuramente alla Vita almeno non è stato dato il tempo di conoscerne la futilità, ma forse questo ragionamento è troppo cinico anche per me.&lt;br /&gt;In ogni caso "mi fa strano" trovare differenze sensibili tra morire in un incidente stradale magari domani, ammazzato in un vicolo -nel fiore degli anni- forse fra qualche mese o schiattare dolorante in una casa di riposo, tra qualche migliaio di giorni o poco più, con una miriade di cateteri conficcati nelle braccia e in altre parti del corpo (che non nomino per educazione) che mi faranno sembrare un bambolotto voodoo lamentoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa cambia in definitiva per me? Poco o nulla; Probabilmente cambierà per quelli cui devo qualche cosa. Si sa che il modo di rimanere nella mente delle persone avide è avere con loro dei debiti, reali o presunti che siano. I vincoli d'amore e di amicizia, allora? Bah! Per il momento rispondo come un mio amico cieco: "vedremo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' davvero un mondo strano: Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non avevano veramente bisogno e tutto questo spreco di tempo in atti superlui la maggioranza lo chiama: "vivere". E' normale? E' da esseri intelligenti? Mi viene da dubitarlo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si considera mai che se il “figliol prodigo” non fosse mai tornato a casa il vitello grasso sarebbe ancora vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, buone vacanze a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4453348418635074641?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4453348418635074641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4453348418635074641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4453348418635074641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4453348418635074641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/08/stupore.html' title='Stupore'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-SQ6xbnr3qcM/TjvBsHJBW4I/AAAAAAAAAp0/XEOirBgBFNw/s72-c/metropolis2nr7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-3488526173689408015</id><published>2011-04-29T11:11:00.001+02:00</published><updated>2011-06-20T12:02:17.257+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Il partito del Menga</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-sSvGDJ6eKGI/Tf8aPc6d6SI/AAAAAAAAAps/nIyq3OWw3EI/s1600/kandinsky02ki6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620239712743450914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 254px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-sSvGDJ6eKGI/Tf8aPc6d6SI/AAAAAAAAAps/nIyq3OWw3EI/s400/kandinsky02ki6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Se la televisione è lo specchio della società mi viene da chiedermi: come mai non la si mette in bagno? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbondano nell’odierno palinsesto sociale e televisivo dei "personaggi" che a mio modesto parere sono solo “l'esoscheletro del nulla” e ben rappresentano l'umanità nel suo attuale.&lt;br /&gt;Paiono egoisti, stupidi, avidi, sessualmente capricciosi. Sembrano diversi da noi e dalle persone di tutti i giorni ma solo perché, è ancora la mia opinione, sono sotto i riflettori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se volessimo essere accondiscendenti dovremmo ammettere che anche noi “in nuce” abbiamo tutte le loro debolezze e meschinità.&lt;br /&gt;Se volessimo, però, essere veramente onesti dovremmo ammettere che invece non siamo immuni da questi virus della mente, del carattere e dello spirito ma anzi ne siamo contaminati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se siamo dunque contagiati come possiamo definirci sani solo perché la malattia non è conclamata o presentiamo sintomi minori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ho sempre sostenuto e con il conforto di prove inoppugnabili (mi si perdoni l’enfasi oratoria): l'uomo è un impasto di briciole tenute insieme dall'orgoglio. Nulla di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decine di migliaia di anni di cosiddetta evoluzione non ci hanno cambiato per nulla nella sostanza, questa è almeno la mia idea.&lt;br /&gt;Apparentemente addomesticati siamo potenziali animali predatori nell’attesa di una buona occasione.&lt;br /&gt;La morale? L'etica? La religione? I diritti umani? I regolamenti di condominio?&lt;br /&gt;Sedativi sociali inoculati come sonniferi per tenere tranquilla la moltitudine.&lt;br /&gt;La struttura portante della psicologia sociale è solo un vestito da cambiare alla bisogna con le stagioni e la moda.&lt;br /&gt;Questa veste non è la nostra pelle. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pochi uomini hanno toccato la propria epidermide, vi è riuscito o almeno ci ha provato solo chi prima di tutto ha saputo denudarsi, rischiando ben più di un semplice raffredore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo scevro dal condizionamento è un bandito per sua natura intrinseca (Ohibò, che notizia! Ma toglietevi le mani dal portafoglio).&lt;br /&gt;Anche se, una volta libero dalla morale (ammesso che sia umanamente possibile) non ha senso parlare di criminalità, casomai di opportunità di certi comportamenti.&lt;br /&gt;Manifestare o no questo predatore è solo una questione di circostanze e di fatti accidentali.&lt;br /&gt;Basta osservare i propri vicini e i conoscenti quando ricevono qualche fortuna per accorgersi di essere divenuti per loro improvvisamente trasparenti. Sono cambiati! Si dirà. No, hanno solo gettato una maschera.&lt;br /&gt;Se proprio volete fare una prova dite in giro che avete bisogno di denaro e di colpo, come per magia, godrete di una perfetta pace e solitudine.&lt;br /&gt;Siete oggetto di scherno? Vi invidiano?&lt;br /&gt;Raccontate ai vostri nemici che avete un tumore, che vostra moglie è una ninfomane fedifraga, che avete le emorroidi a grappolo grosse come fichi fioroni e allora…Troverete negli occhi dei vostri interlocutori finalmente comprensione magari un lieve sorriso e una pacca sulla spalla, ma non vi confondete non è compassione è solo gioia. Riusciamo tutti così bene ad intenerirci per chi sta peggio mentre è così difficile rallegrarsi per chi sta meglio di noi. Non è strano che si crede facilmente ad una calunnia e ci si insospettisce di fronte ad un apprezzamento?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Volete invece toccare con mano la generosità umana forgiata dall’amore? Fatevi un giro nei corridoi di un Palazzo di Giustizia e precisamente dove si dibattono le separazioni e i divorzi. Quei mariti e quelle mogli erano gli stessi che, qualche anno prima, si giuravano a vicenda eterno amore ed ora invece si scannano anche per un televisore e un forno a microonde (regalo di Mammà).&lt;br /&gt;Restano salvi ormai solo i vincoli di sangue…almeno finché non c’è un’eredità da spartire. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Chi non comprende almeno questa onesta visione degli altri e di se stesso è ormai inguaribilmente accecato dall’illusione, ma poco male godrà almeno l'ottima compagnia di quanti brancolano nel buio dell'incoscienza .&lt;br /&gt;Tuttavia va tenuto presente che ci si può liberare da qualsiasi cosa nel momento in cui la si possiede, se viceversa non si è capaci di svincolarsi vuol dire semplicemnte che è quella cosa che possiede noi.&lt;br /&gt;Ecco perché vi è in questa constatazione sincera della nostra natura grezza, almeno in linea di principio, una via percorribile di libertà. Una possibilità per quanto remota di sgravarsi da questo giogo, affrancarsi dal patto leonino con la società ed estirpare ogni regola ipocrita che ha messo radici nel nostro essere.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Personalmente sostengo che l'errore di tutti i sistemi politici e religiosi è nel fondarsi su un presupposto errato e cioè che l'uomo è per suo natura buono ed intelligente.&lt;br /&gt;Difatti il fallimento di queste teorie nella pratica è palese seppure esse siano perfette ed encomiabili negli intendimenti. Volete un altro riscontro? E' quasi banale: basta leggere un libro di storia o il giornale del mattino.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;A me pare che la bontà non è mai un punto di partenza ma un punto di arrivo per l'essere umano. L'intelligenza se non diviene saggezza porta inevitabilmente alla sofferenza.&lt;br /&gt;Il percorso educativo -dal latino “educere” cioè tirare fuori- dovrebbe e il condizionale è d'obbligo, essere intrapreso da ogni persona come una ricerca personale di sperimentazione basandosi sui dati oggettivi acquisiti relativi alla propria natura.&lt;br /&gt;Dovremmo quindi, far uscire ciò che c’è in noi per poi, eventualmente, discernere cosa farci entrare.&lt;br /&gt;Invece si fa proprio il contrario, cercando di infilare dentro la zucca un sacco di assurdità alla rinfusa con quei risultati che risplendono sotto i nostri occhi meravigliati in particolare nei momenti che decidiamo di aprirli.&lt;br /&gt;Sarebbe come installare un programma qualsiasi in un computer senza conoscerne il sistema operativo, come schiacciare a caso i pulsanti di una centrale nucleare sperando che funzioni, come cercare di far ragionare una suocera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando un po' più seriamente invece devo dire che la vera educazione di se stessi è una strada dove è molto facile perdersi perchè non esistono mappe né sentieri.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per saper dove andare bisogna prima di tutto sapere con certezza dove ci si trova. Lo insegnano anche ai corsi di trekking.&lt;br /&gt;Bisogna considerare inoltre che ogni essere umano è un progetto unico e non ci sono percorsi di gruppo verso la realtà. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche se è indispensabile il confronto e il riscontro con gli altri in ogni momento per valutare correttamente e sarebbe utile ascoltare tutti, ma decidere autonomamente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sembra questo un ottimo sistema per scegliere, tanto sappiamo sbagliare benissimo anche da soli.&lt;br /&gt;E' certo un paradosso questa vita, ma che a molti sfugge, mi pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che mi sento pronto per dar fiato al seguente appello al popolo e chi vuole può anche prendere nota. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse possiamo conquistare la nostra unicità solo grazie alla conoscenza della nostra diversità.&lt;br /&gt;Possiamo evadere verso gli altri solo partendo dalla esplorazione della nostra prigione di solitudine (fisica, emotiva e mentale).&lt;br /&gt;Possiamo camminare verso la luce solo abbracciando la tenebra (in senso di apertura all’ignoto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'uomo l’approccio alla conoscenza è sempre indiretto, per sottrazione, di "sponda" direbbe un mio amico che ama il biliardo.&lt;br /&gt;Non è possibile guardare direttamente il sole della realtà ne saremmo accecati.&lt;br /&gt;Sulla scorta di questa intuizione dovremmo procedere nella vita come in una camera oscura quando si sviluppa un negativo fotografico. Creare di noi stessi un’istantanea, unica ed irripetibile possibilmente artistica, ma dello stesso ologramma cosmico: la Vita.&lt;br /&gt;E’ così che avviene in questa dimensione: la mancanza genera la sostanza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si spiega in questa ottica la ragione e la necessità della sofferenza patita da tutti in questo zozzo mondo che è invece in realtà in perfetta armonia, esclusa forse la presenza molesta degli ausiliari della sosta che sono probabilmente un errore del Padreterno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa pena è semplicemente il necessario attrito fra la costruzione interiore soggettiva ed una realtà esteriore oggettiva. Questo contrasto sussiste almeno fino al superamento di questa dualità, cioè sino alla limatura delle asperità che impediscono il perfetto inserimento di questi due ingranaggi, facendo funzionare così senza intoppi il meccanismo dell’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è quello che è definito da alcuni religiosi: essere lo strumento perfetto di Dio. Oppure in altre tradizioni: vivere in armonia con il Tao.&lt;br /&gt;Le definizioni possono essere molteplici secondo le culture differenti, ma l'esperienza è la stessa.&lt;br /&gt;Naturalmente quando parlo di sofferenza non intendo i dolori del corpo e i disagi che comporta la vita come ad esempio: le malattie, la vecchiaia, la morte e i Testimoni di Geova alla porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sintesi: solo quando l’umanità realizzerà su scala planetaria questi presupposti potrà avere una speranza di emancipazione globale. Viceversa avremo come è accaduto da sempre, solo sporadiche fioriture personali, peraltro rarissime e il più delle volte fraintese e arse in piazza con qualche simpatico rogo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Queste mie semplici considerazioni personali sono assolutamente inutili, ne sono ben conscio, perché l’esperienza è intrasmissibile; Invece gli idioti su questo mondo sono moltissimi e tra loro si capiscono benissimo fraintendendosi continuamente, ma proprio per questo bisogna parlarne. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non voglio proprio convincere nessuno visto che come tutti su questo pianeta ci sono arrivato per sbaglio e me ne andrò inaspettatamente per coincidenze inevitabili. Non senza aver fatto prima scorta di una buona dose di calci nel deretano.&lt;br /&gt;Nondimeno, una cosa la voglio ribadire, magari con uno slogan (siamo in campagna elettorale): Potremo essere tutti uguali...solo, quando saremo tutti, veramente, diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti, applausi, qualche fischio e naturalmente…Sipario.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-3488526173689408015?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/3488526173689408015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=3488526173689408015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3488526173689408015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3488526173689408015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/04/se-la-televisione-e-lo-specchio-della.html' title='Il partito del Menga'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-sSvGDJ6eKGI/Tf8aPc6d6SI/AAAAAAAAAps/nIyq3OWw3EI/s72-c/kandinsky02ki6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-6098198375924985553</id><published>2011-03-18T12:02:00.108+01:00</published><updated>2011-09-21T12:44:21.467+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Vitae et mortis</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-wxP85Aa1FDE/TYh6DUutwUI/AAAAAAAAApI/tNYkfAtpXT0/s1600/spartacus-blood-and-sand+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586849535275942210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-wxP85Aa1FDE/TYh6DUutwUI/AAAAAAAAApI/tNYkfAtpXT0/s400/spartacus-blood-and-sand%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; -Parte prima- I giorni nell'Ade- &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il rumore della folla era un muggito indistinto che arrivava ad ondate ritmate infrangendosi sin nei sotterranei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il caldo opprimente mischiato all'odore del sangue e degli escrementi pareva sorgere dalle fogne stesse dell'Inferno. Un'esalazione che conosceva bene e gli bruciava le narici e la gola impedendogli quasi di respirare. Era purtroppo arrivato il suo momento, sapeva che lo attendeva un avversario. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Improvvisamente sentì il brivido della morte che si abbrancava alle sue gambe, un abbraccio freddo e malevolo che lo trascinava in una voragine di paura; Lo scacciò con stizza, ma una stretta allo stomaco gli serrò le viscere rubandogli per un attimo ogni forza in corpo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Si accorse che stava insinuandosi nella sua mente il terrore, il dubbio e l'incertezza. "No, no!", urlò a se stesso. Non doveva farsi sopraffare dalla paura, non ora. Per gli Dei, non ora! "Sono il più forte, sono il più svelto", disse quasi sottovoce percuotendosi diverse volte il torace con il piatto del gladio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il dolore di quei colpi si allargò come una ragnatela di fuoco sul suo petto segnato dalle ciccatrici e rinnovò in lui quella rabbia e quel livore fermentato in un'esistenza senza libertà. Solo lacrime, violenza e terrore gli erano rimasti come amici in questa vita, se ancora si poteva chiamare così questa sadica rappresentazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quanto lontani gli parvero i giorni vissuti da persona libera. Giorni punteggiati d'amore e di serenità, ma che erano stati sepolti da secoli. Ricordi che ormai appartenevano ad altro uomo. Uomo? Poteva ancora chiamarsi così un essere cui avevano rubato l'umanità? Questa domanda però, non ebbe vita che per un attimo in lui perchè questo genere di pensieri non avevano più spazio per crescere nel suo cervello.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il portone si spalancò all'improvviso accompagnato dal rumore dei cardini arrugginiti che sferzavano sul legno. Fu investito dalla luce intensa del sole. L'aria pareva densa, riempita delle grida della folla impazzita per lo spettacolo osceno. Respirò a bocca aperta cercando di estrarre da ogni alito la forza che gli serviva per arrivare sino alla fine. Corse rapido i metri in salita del corridoio sino all'arena. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il suo vagito in quel mondo ostile fu un urlo animalesco, gutturale e profondo rivolto non tanto al suo oppositore, ma al suo destino. Gli occhi trasfigurati dalla rabbia non videro gli spettatori assiepati sugli spalti che parevano una massa indistinta di colori accesi, ma solo chi gli stava davanti. Il lottatore era al centro di questa sorta di teatro e lo aspettava dondolando con noncuranza la spada lungo il fianco. Non gli parve un uomo, ma solo un ostacolo, una barricata eretta contro un atro giorno di vita. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il suo avversario era sporco ed armato come lui di una spada corta e di uno scudo rotondo, aveva l'elmo aperto sul davanti, quel poco da permettergli di scorgerne gli occhi vitrei. Aveva uno sguardo perso, da folle o semplicemente indifferente perfino al proprio fato; Avvolta ai fianchi aveva una benda rosso fuoco. Allora lui comprese la ragione per cui i soldati di guardia gli avevano fatto annodare come una cintura quel pezzo di stoffa blu, rendendo i duellanti riconoscibili agli scommettitori. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'altro appariva robusto, con gambe possenti. Calzava delle protezioni di spesso cuoio sulle tibie ed indossava una corazza leggera simile alla sua che copriva le spalle e parte del petto, ma che lasciava libero il ventre e una porzione dei fianchi. Questo permetteva quel particolare tipo di ferita che prolungava il tempo dello spettacolo dilatando l'agonia dei gladiatori. La folla, resa ebbra dal sangue, poteva così godere per più tempo della battaglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questi pensieri corsero rapidissimi nel suo cervello, lampi che schiarivano la situazione e lo aiutavano a prendere la migliore decisione per vincere. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Generalmente si opponevano uomini con armi diverse, ma in questo caso il sorteggio aveva deciso in questo modo. Curiosamente, mentre valutava il suo avversario, gli parve di scorgere nell'altro come il riflesso di se stesso. Per un attimo si vide allo specchio. Fu solo un'impressione nella sua mente, fugace e terribile, che passò velocissima lasciandosi dietro solo una nota di stupore, una sorta di estraniazione delirante da quella cruda realtà. Adesso, però non c'era più tempo per i pensieri...Era il momento di combattere, anzi di uccidere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ora doveva esistere solo il presente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un colpo, poi un altro, rapidi e precisi si susseguono gli attacchi mentre il clangore delle lame rimbalza come un eco tra le staccionate alte dell'anfiteatro. L'apparente indolenza del suo avversario è completamente svanita. Combatte con una ferocia e una forza notevole. I colpi di entrambi sono accompagnati dai grugniti e dagli espiri pesanti che aiutano nella fatica. A parte questo solfeggio macabro il silenzio è totale. La folla, generalmente rumorosa è rapita per qualche momento dall'energia di questo duetto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La sua intuizione precede di poco il fendente dell'avversario; E' un colpo forte e sordo che si abbatte dall'alto verso il basso direttamente sul suo scudo e regala un dolore acuto al braccio sinistro, mentre il metallo trasmette la vibrazione dell'urto che penetra sin nelle ossa. La sua mano è però temprata dall'allenamento e nonostante il colpo sia potente non molla la presa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La lotta per la vita di solito dura poche manciate di secondi. Raramente si arriva oltre qualche minuto, ma per chi combatte paiono istanti infiniti colmi di tensione.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Così, dopo i primi assalti, il fiato si fa già corto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Lui inspira profondamente e appena riprese le forze si lancia in una finta. Prima a destra e poi, rapido con un salto a sinistra. Una mossa che ha ripetuto tante volte durante l'allenamento e che sorprende il nemico. Gli dona uno spiraglio fra la corazza corta perchè l'altro ha fatto l'errore di indugiare più del dovuto con lo scudo alzato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quasi non c'è tempo di riflettere, la lama guizza come un serpente con un fendente montante e stretto che tocca. Penetra per pochi centimetri nel costato, aprendo un taglio che pare un sorriso. Non affonda oltre però, o potrebbe rimanere bloccata fra le coste. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Bastano quattro dita, che il taglio raggiunga gli organi interni" Così gli avevano insegnato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ritrae rapido il corpo e la lama, mentre il fiotto di sangue disegna un'onda rossa sulla sabbia e gli lambisce il piede sinistro con grosse gocce calde. Il pubblico finalmente sbotta in un coro di meraviglia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quel passo indietro gli evita l'affondo del nemico che lo manca di poco. Poi, la sorpresa per il taglio non dà il coraggio necessario al suo antagonista per incalzarlo.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Di nuovo si ricompongono entrambi in guardia. L'esperienza insegna che un colpo come questo non può bastare. La lacerazione è probabilmente grave, ma lascia ancora troppa vita. In un luogo dove si decide tutto in un grumo di secondi, i minuti valgono come decenni e in così tanto tempo le sorti possono cambiare drasticamente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"E' più utile stancarlo e mantenere la distanza", pensa muovendosi lungo una circonferenza ideale disegnata attorno al guerriero colpito, come un felino nell'attesa del momento giusto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La gente sugli spalti urla che vuole vedere combattere. Non c'è spazio su questo palcoscenico di sabbia per la pietà. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'altro caracolla qualche passo indietro, butta lo scudo a terra e la mano che prima lo reggeva ora preme forte contro lo squarcio per rallentare il dissanguamento che altrimenti gli farebbe perdere i sensi in poco tempo. Una decisione che lo priva di una protezione importante ma cui deve rinunciare per necessità. La mano avversaria si colora sempre di più di carminio come se gli stesse nascendo dal fianco un grosso garofano scarlatto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ogni azione pare rallentata, sono eterni i secondi prima di un nuovo contatto e anche la mente diventa muta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il pubblico urla esasperato dall'attesa, ma lui non sente quasi nulla, i sensi attenti, la vista sempre più acuta e i colori degli oggetti brillano sotto la luce, una luce luminosissima. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gocce di sudore scorrono da sotto l'elmo che pesa come un macigno. Gira di scatto la testa per liberarsene. Una goccia salata negli occhi lo renderebbe cieco per qualche attimo e invece gli occhi devono restare fissi in quelli dell'avversario. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sente la paura dell'altro che lo raggiunge come un'onda contagiandolo. "Concentrati", sprona se stesso. "Non sprecare l'occasione, oggi forse gli Dei ti sorridono". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ecco, il respiro è tornato normale, sente di nuovo la forza nelle braccia e nelle gambe, è il momento. Sferra due colpi rapidi, ma l'altro li para bene, anche se la debolezza si percepisce attraverso la lama nemica sorretta con minor vigore.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Poi, ancora attimi lunghi come una vita e riprende la lotta , i duellanti ora vicinissimi, le spade intrecciate, i muscoli che spingono, i glutei contratti in uno spasmo, nessuno dei due riesce ad avanzare sull'altro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"E' ancora forte", pensa ma ha una buona occasione in serbo e non la lascia scappare. Si rillassa assorbendo l'impeto dell'altro, trasferendo il peso nei talloni e come una molla restituisce la spinta al modo di un ramo piegato e poi improvvisamente lasciato libero. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E' una spinta che fa con lo scudo, inaspettata ed elastica. Il nemico ferito vacilla, inciampa, appoggia un ginocchio a terra. Tenta una reazione scomposta per scongiurare la fine che sente prossima. Allunga così la sua spada per difendere la posizione esposta, sventola il gladio a destra e sinistra come una ramazza che voglia tenere lontana la polvere, ma è lento. Il gesto è troppo debole e non ha il tempo di rialzarsi da quella posizione in ginocchio perchè lui gli è quasi sopra. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;a spada dell'altro arriva fiacca sul suo scudo, mentre lui fa passare sopra di esso la sua lama. Radente il bordo, sorgendo inaspettata e stavolta è dentro completamente la difesa avversaria. Entra così di netto con la punta nel collo, appena sotto l'orecchio dove non c'è protezione dell'elmo, e affonda la lama come nel burro fuoriuscendo dall'altro lato. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Uno spostamento laterale da continuità all'attacco e apre maggiormente la ferita mentre sfila il ferro e si tira fuori della portata di un contrattacco imprevisto. Una precauzione che risulta per sua fortuna inutile. L'altro lascia la spada e si porta entrambe le mani al collo. Mentre lapilli di sangue escono dalla ferita mortale al ritmo sistolico del cuore. Piscia vita direttamente sulla sabbia e da quel buco si ode un sibilo strano.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"E' forse l'urlo silenzioso della morte?", si domanda in un attimo di chiarezza il superstite. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il nemico cade faccia avanti, mentre le natiche e le gambe hanno per qualche momento delle convulsioni. Ballano l'ultima tragica danza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Vivo, sono ancora vivo", pensa mentre una boccata d'aria gonfia il torace come un mantice. E' madido di sudore. La tensione però, non lo abbandona e la pelle punge come colpita da migliaia di spilli invisibili. Lentamente gli torna l'udito e con esso la musica folle di questo mondo. Sente le risa sguaiate della gente e man mano distingue il suo nome: "Por-zius! Por-zius!". E' il nome che i Romani gli hanno dato e che è scandito dal pubblico nello stadio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; davvero un magro guadagno questa notorietà, rispetto al costo per continuare la perpetuazione, ma questo è il suo prezzo, almeno per ora. Rende un ultimo sguardo al corpo esanime che pare un fantoccio pallido e lacero. "Ormai sei finalmente libero", pensa con mestizia. "Forse sarebbe stato meglio se...No, meglio non pensarci", scaccia dalla sua testa questa osservazione che potrebbe affievolire la sua voglia di vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Questo era l'ultimo. Oggi è finita", ragiona infine togliendo l'elmo e si dirige verso i sotterranei. Il buio delle segrete lo attende per inghiottirlo, ma anche per accoglierlo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Si passa le mani stanche tra i capelli bagnati, mentre saluta il sole che lascia alle spalle con un lungo sospiro da condannato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Novel in Progress... &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-6098198375924985553?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/6098198375924985553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=6098198375924985553' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6098198375924985553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6098198375924985553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/03/spartacus.html' title='Vitae et mortis'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-wxP85Aa1FDE/TYh6DUutwUI/AAAAAAAAApI/tNYkfAtpXT0/s72-c/spartacus-blood-and-sand%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-1956261029737594978</id><published>2011-03-02T12:49:00.023+01:00</published><updated>2011-05-03T14:39:03.388+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Tanto va la gatta al lardo...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Mqrlqk0zMW0/TW4vKCO-_MI/AAAAAAAAAo4/askZF8wS9vs/s1600/asterix-obelix.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579448837803539650" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-Mqrlqk0zMW0/TW4vKCO-_MI/AAAAAAAAAo4/askZF8wS9vs/s400/asterix-obelix.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come già commentato in un’altra sede, allungo il brodo delle mie preposizioni con una chiacchierata di più ampio respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle sale è arrivato “127”, la storia vera di un escursionista solitario che incappa in una frana, rimane prigioniero e si libera da una situazione apparentemente senza via di uscita con un’amputazione. Il titolo rimanda alle ore di calvario di questo povero cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conoscevo già la notizia dalla cronaca, la vicenda è stata veramente drammatica; Visto che nella realtà il poveretto si è dovuto tagliare il braccio con un coltellino e poi ha camminato sotto il sole per quaranta chilometri, tutto questo dopo aver trascorso giorni di immobilità sotto un masso che gli era rotolato addosso e gli imprigionava l’arto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sventurato sostiene che questa esperienza gli ha cambiato la vita (come dargli torto) ed ora per lui nulla è impossibile, almeno così afferma.&lt;br /&gt;Conduce con successo dei seminari di motivazione (molto in voga in U.S.A.) dove insegna il suo “segreto” per riuscire nella vita.&lt;br /&gt;Alla fine, puntuale come una cambiale, di questa storia hanno realizzato il film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ veramente un “happy end”, in linea con l’opinione (molto americana) che ognuno è padrone del proprio destino, ignorando però che niente diverte il Fato come questa affermazione.&lt;br /&gt;Mi pare ovvio che l'appuntamento è solo rimandato, il nostro beniamino non ha certo vinto la morte, ha avuto solo una proroga di qualche decina di migliaia di giorni, almeno mi auguro per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volessi puntualizzare a proposito di questa intensa avventura, ci sono per lo meno molte circostanze che sarebbero potute andare storte, nonostante l’impegno dimostrato dal protagonista, ma dire semplicemente “non era il suo momento” non è bello come rappresentare una storia di trionfo sulla Grande Falciatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosamente osservo che nella società moderna (?) l’accento è posto molto spesso sulle possibilità quasi infinite dell’uomo, sulle sue capacità di dominare la Natura, gli animali, la Vita grazie alle prodigiose scoperte delle scienze. Queste meraviglie liberano man mano l'essere umano dal giogo degli eventi casuali, dalla povertà e delle malattie. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viviamo inoltre in una società democratica, i diritti umani sono rispettati e tutelati da un apparato che sulla carta è efficente e giusto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peccato che non si vive sulla carta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardandomi attorno infatti, non vedo tutta questa indipendenza, questo pionierismo positivista, questa originale singolarità di ogni esistenza portata finalmente a fioritura.&lt;br /&gt;Vedo solo molta gente triste, conformista e omologata che non ha neanche lontanamente quelle qualità che invece, per qualche ragione sconosciuta, si attribuisce su modello dei cosiddetti "esempi noti" cui, secondo l’interesse personale, si ispira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di progresso, ora largamente condiviso, è legato all’idea di nuovo. Inevitabilmente viene sostituita la tradizione con l’avanguardia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il rischio non calcolato è che con l’acqua sporca si butti via anche il bimbo, cioè rinunciando a priori a ciò che esisteva per cambiarlo con qualche cosa di nuovo, quindi migliore, si rinunci di fatto a dei sistemi che in realtà funzionavano meglio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sorvolando con magnanimità sulle mode e su gli atteggiamenti esteriori che contagiano ormai tutti, non resta che constatare la povertà assoluta di idee originali.&lt;br /&gt;Il massimo della dialettica poi, oggigiorno è in un’affermazione (banale) e nella sua negazione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’analisi termina prima ancora di iniziare riamanendo confinata in una discussione da "Bar Sport", senza altro sostegno ai propri principi che le considerazioni fideiste ad uno schieramento o ad uno schema preconcetto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il modello imperante rimanda alla discussione calcistica, manichea e senza costrutto. L’analisi oggettiva è una terra straniera, non si ragiona con il cervello proprio, neanche per errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendo con stupore osservando oltre le apparenze che, per qualche ancora più oscura ragione, la maggior parte di noi si attribuisce una parte di quelle doti che incarnano l’Uomo con la “U” maiuscola, magari non proprio come “l’Uomo di Successo” proposto dalla società, ma abbastanza.&lt;br /&gt;Questo meccanismo di identificazione largamente diffuso mi lascia sempre con un gran sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi è questo “Uomo di Successo”? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solitamente è rappresentato (venduto?) come, uno strano animale composto di parti diverse assemblate. Un pezzo di “Marlboro Man”, un altro di Padre Pio, ma con la scaltrezza di un manager rampante. Ha il volto d’attore, il corpo d’atleta, lo spirito di un poeta, il cuore di un torero e, alla bisogna, il pisello di Rocco Siffredi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso avviene, ma con opportune modifiche degli optionals, per la cosiddetta “Donna di successo”.&lt;br /&gt;Questo animale fantastico, questa Chimera, è evidente che non esiste né mai potrà esistere.&lt;br /&gt;Dove mai si è visto un essere con una commistione di elementi così diversi e totalmente positivi? Giusto al cinema e nei fumetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che allora il "popolino" indulge, diciamo così, nell’attribuirsi una sorta di “potenzialità virtuose”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Magari non ha il coraggio di ammantarsi di queste qualità pubblicamente, ma interiormente pensa di possederle; Qualità però che non esprime in nessuna causa ma solamente perchè, si giustifica, ha avuto di meglio da fare o è stato solo sfortunato nella vita.&lt;br /&gt;Ma se una cosa non si manifesta in nessuna occasione non è forse ragionevole pensare che non esista?&lt;br /&gt;Questa semplice considerazione non intacca lo stato di sonnambulismo di questi “Figli del Progresso” nel luminoso percorso di tenebra che li accompagna. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non stupisce che non si riconoscano in questa immagine... Non si sono mai guardati allo specchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che questo essere umano, attribuendosi caratteristiche semidivine, cioè pensando di avere il controllo quasi completo della vita (ma dove?), sviluppa, più o meno consapevolmente, un’arroganza che lo allontana dal Mondo, dalla Natura e forse anche da Dio. Certamente si discosta dal suo simile e dall'’esistenza, rinunciando alla serenità di fluire nel grande torrente dell'esistenza con consapevole umiltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita invece, aderendo a questo modello tanto in voga, diventa una competizione. Una corsa frenetica cui non basta più possedere, ma l'imperativo è consumare...e conusmare il nuovo; non c'è bisogno di ribadirlo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' palese che queste pseudo filosofie sono solo meschine operazioni di marketing.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andiamo in giro coperti di marchi pubblicitari come manichini di un negozio, praticamente siamo delle "reclame" deambulanti e ci piace pure.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ricchezza, in questo odierno, non ha più neanche lo scupolo del pudore e viene esibita come una virtù in spregio ai poveri.&lt;br /&gt;Tutti alla fine ci si siede a tavola con il Diavolo senza altra giustificazione che questa tavola è molto lunga. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si sente al riparo così dalla responsabilità solo perchè si è lontani dall'origine dei problemi dimenticando che è solo un gioco di prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva non ci si vuole accostare al mistero della vita, si preferisce una menzogna plausibile piuttosto che abbandonarsi a ciò che è più grande di noi.&lt;br /&gt;Capita anche che alcune di queste nullità, di cui è composto il pianeta in gran maggioranza, si incuriosisca a corsi di un paio di week-end per scoprire e potenziare queste presunte capacità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mercato dell'occulto o delle religioni offre un ampio catalogo di prodotti. Questi signori che non si sono mai degnati di valutare seriamente se per prima cosa sono disposti a pagare il prezzo per diventare persone un po' più libere sono convinte che bastino poche ore di "effetti speciali" per sanare i guasti di una vita intera.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell'intenzione l'impegno è lodevole, ma nei risultati si sfiora il ridicolo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisognerebbe forse ricordare a questi campioni che il più grande ostacolo alla conoscenza non è l'ignoranza, ma l'illusione della conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia mi sembra che "in primis", si dovrebbe prendere coscienza del desolante vuoto interiore che esiste dentro di noi e anche dalla pretenziosa facciata che presentiamo al mondo con una, più o meno, convincente maschera di auto inganno; questo tanto per cominciare. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le nostre opere e azioni poi, che consideriamo così importanti non sono altro che scarabocchi su questo mondo eticamente vuoto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invece, questo dubbio sfiora pochissimi e l’indagine in tal senso non è neanche presa in considerazione. Si passa direttamente alla cassa a cercare di ritirare il premio, stupendosi di trovarsi, il più delle volte, con una mano davanti e una di dietro, come diceva mia nonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, cercando di sorvolare sulla banalità che è sempre in agguato nei commenti a situazioni del genere vale la pena riflettere su un paio di considerazioni, almeno a mio modesto parere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima è che non ci conosciamo quasi per nulla e a voler guardare bene, facciamo di tutto per non metterci alla prova per conoscerci.&lt;br /&gt;Rimanere veramente nudi di fronte a se stesso non è cosa da poco. Se applicassimo metà dell'intelligenza e dell’impegno che usiamo per riempirci lo stomaco, correre dietro al sesso opposto e sgomitare nella vita per possedere degli oggetti futili, avremmo le forze e il tempo sufficiente per avere ottime indicazioni sulle nostre pretese virtù e sulle nostre meschinità nascoste ad arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda considerazione invece, più sottile, è che ogni esperienza personale non è trasferibile ad altri.&lt;br /&gt;L'illuminazione o più prosaicamente, l'intuizione, dipende molto da chi vive l’esperienza e in quale momento la vive, ma soprattutto dalla domanda che alberga dentro di lui. Sia che questa domanda sia formulata coscientemente o inconsciamente.&lt;br /&gt;In particolare mi pare che cercare di condividere l’insegnamento appreso a caro prezzo con la massa di esseri umani, spesso ipnotizzati dal tran- tran quotidiano, è come pensare che masticare una cicca possa aiutare qualcuno digiuno di matematica a risolvere un’equazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parlo però, solo di fatti estremi, di eventi eclatanti, di guerre, di pestilenze, di invasioni di cavallette o di atti eroici al limite dello straordinario che rivelano a volte aspetti della nostra natura, ma voglio porre l’accento sulle piccole intuizioni che accadono nel quotidiano, rivelandoci spesso la realtà per quella che è.&lt;br /&gt;Quanto spesso è capitato ad ognuno di noi che parole, immagini colte al volo abbiano aperto mondi inaspettati nella nostra vita? Non sarà successo spessissimo, ma accade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come già scritto tutti inciampiamo prima poi nella verità, però di solito ci si rialza e si continua a camminare… come se nulla fosse.&lt;br /&gt;Forse sarebbe più onesto ammettere che amiamo le nostre catene e anche l’uomo più coraggioso ha paura di se stesso. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-1956261029737594978?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/1956261029737594978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=1956261029737594978' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1956261029737594978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1956261029737594978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/03/tanto-va-la-gatta-al-lardo.html' title='Tanto va la gatta al lardo...'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Mqrlqk0zMW0/TW4vKCO-_MI/AAAAAAAAAo4/askZF8wS9vs/s72-c/asterix-obelix.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-868420460993342772</id><published>2011-01-19T11:05:00.045+01:00</published><updated>2011-01-24T12:29:14.811+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Quanto è bella giovinezza che si fugge tuttavia...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TTa4txVukgI/AAAAAAAAAoo/kpyalzbhmjs/s1600/Old+man.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563837486140920322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 265px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TTa4txVukgI/AAAAAAAAAoo/kpyalzbhmjs/s400/Old%2Bman.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La gioventù è veramente un attimo fuggente poi, inevitabilmente arriva l'invecchiamento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ti svegli una mattina è trovi un filo bianco nei capelli, magari una piccola cicatrice sul viso; come una linea scritta dal tempo che comincia, pian piano, a diventare più profonda e lunga. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una trincea necessariamente scavata per rallentare l’avanzata di ciò che sappiamo non poter sconfiggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me è il modo che ha la Natura di esigere la restituzione di quello che ci ha prestato: salute, forza, bellezza.&lt;br /&gt;Epitteto diceva: “In ogni evento della vita è necessario distinguere fra ciò che è nostro e ciò che invece non ci appartiene”. La gioventù rientra certamente in questa ultima categoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vivere una vecchiaia dignitosa è essenziale fare affidamento su ciò che la Fortuna e il Tempo non possono portarci via, vale a dire su ciò che abbiamo saputo costruire in noi stessi, indipendentemente dai capricci di questi due tiranni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' giusto una "cosina" da nulla! Facile, facile cui anche l'uomo della strada può dedicarsi nei ritagli di tempo, una sorta di bricolage dell'anima. A parte l'ironia è vero proprio il contrario.&lt;br /&gt;Può accadere così che una leggera malinconia (ma guarda un pò) ci sorprende se si indugia nel considerare ciò che man mano si sta perdendo, ma in realtà come ho detto, stiamo solo ricambiando un dono, anzi, a volte ci stiamo solo sgravando di un debito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo sarebbe meglio non restituire nulla di quanto ci è stato affidato, al modo di certi finanzieri e capitani d'industria del nostro paese, ma la Natura non è perfetta come il nostro sistema economico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Abbrancarsi poi ostinatamente a ciò che è stato non ferma la realtà che si rinnova in ogni istante, pare nascere e risorgere da se stessa, modificandosi senza spesso la possibilità di una previsione certa; E' come quando si vuole parcheggiare l'automobile in centro, vedi un posto libero fai inversione è non c'è già più. Insomma, tanto per fare un esempio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' necessario così evitare almeno il paradosso vivente di certi uomini e donne che si atteggiano e si mascherano da ventenni senza più esserlo da tanto tempo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le cure contro la senilità sono così peggiori della condizione stessa e i risultati estetici cui si perviene sono, il più delle volte, orripilanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A questo ineluttabile destino paiono sottrarsi alcuni esponenti del "bel mondo", noti alle cronache, la cui fama e anche (perchè no) il portafoglio adombra qualunque giudizio estetico e dona, a questi poveri uomini soli, la compagnia di giovanissime ninfe. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tali procaci e voraci donzelle certo bisognose di una matura guida nel dedalo del lavoro più antico del mondo donano a questi ominidi: mendaci momenti di piacere, una piccola riduzione del loro immenso patrimonio e talvolta alcuni tediosi fastidi con la magistratura che è di solito compiacente e cieca con questi privilegiati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la moltitudine (in particolare maschile) si palesa man mano un orizzonte onanistico di desolante intimità. Alcuni scelgono invece una castità forzata per mancanza di stimoli ed occasioni altri una convivenza con un estraneo ostile cui l'anagrafe dà il nome di coniuge.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si consola, ahimè, che così si entrerà a buon diritto nel Regno dei Cieli, fatto salvo che i posti non siano già occupati dai soliti raccomandati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi fortunati, che ne hanno fatte di tutti colori in vita, hanno sempre l'anima giusta &lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;al posto giusto che li aiuta e passano avanti senza pagare il dazio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Si capisce allora il perchè di tutte quelle udienze papali dove sono sempre gremite di personaggi famosi e politici di spicco: stanno in fila per la prenotazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornando su questo povero mondo, pare facile adottare un coraggioso realismo disprezzando ciò che non ha nè meriti né durata, ma non è così semplice. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Coltivare un sogno è d'altronde parte integrante della vita del contribuente medio, il quale ha una dotazione di serie di aspirazioni di alta caratura filosofica che vanno, tanto per esemplificare, dalla gnocca velina (bionda o mora che sia) alla ricchezza intascata con il totogoal in spregio a qualunque merito, passando naturalmente dalla tribuna vip per seguire la squadra del cuore. Con tali ideali largamente condivisi non stupisce la situazione idilliaca che viviamo quotidianamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In buona sostanza mi pare che spesso ci si affanna (me compreso) a mantenere ciò che ormai è passato ad altri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rassegnarsi o meglio adeguarsi, trovare una filosofia saggia, reinventarsi come essere umano, magari con il fascino di un bel sorriso (avendo ancora i denti si spera) sono strategie che non fanno vincere la guerra, al massimo qualche battaglia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo sappiamo tutti benissimo, ma è meglio che deprimersi, è meglio che rinunciare alla vita facendosi ipnotizzare negli ultimi anni a disposizione da una telenovela o da programmi demenziali televisivi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il ridicolo è sempre un rischio per noi poveri cristi che abbiamo superato la boa della gioventù e non apparteniamo al jet-set. E' sempre in agguato nell'erba come le deiezioni canine quando si passeggia in un giardino pubblico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Risulta così un'impresa titanica accettare il naturale decadimento, specie se si considerano preziosi i vantaggi della giovinezza dimenticandone però, le stupidità, le ansie inutili e la cecità che spesso accompagnavano i passi arroganti con cui iniziavamo il cammino nell'esistenza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una certa maturità e ragionevolezza non sono però, una regola biologica. E' noto che peggio di un giovane stupido c'è solo un vecchio stupido, perchè questi ha più esperienza nell'antica arte dell'idiozia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;A volte, curiosamente mi viene da pensare che se a questo mondo non esistessero gli specchi, forse non esisterebbe neanche la vecchiaia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così fra qualche decennio promuoverò un movimento rivoluzionario composto di coetanei della terza età. Lo scopo eversivo sarà distruggere tutte le superfici riflettenti per la salvaguardia della autostima dei non-più-giovani (questi eufemismi, vabbè!). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certamente questo manipolo di coraggiosi sarà legato a evidenti difficoltà. L'area operativa circoscritta, per esempio, alla lunghezza del tubo del flebo; L'ingombro dei cateteri che non favoriscono i gesti atletici legati ai colpi di mano terroristici. Per non parlare della difficoltà delle comunicazioni fra i membri di questo "gruppo di fuoco", rese ostiche dalla dizione non perfetta propria delle dentiere traballanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Immagino il rischio legato alla preparazione di ordigni esplosivi costruiti e manipolati da cospiratori affetti dal morbo di Parkinson.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Allora geometra Fusetti, ci vediamo domani alle 6 per mettere la bomba alla fabbrica di specchi"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Tomba? Quale tomba, chi è morto? Il Cerutti?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Bomba! Bomba geometra, ho detto bomba, al Cerutti gli hanno tolto solo la prostata e domani torna a casa dall'ospedale"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ah, ho capito! Alle 6? Non posso, ho gli ultrasuoni al ginocchio. Sapesse che male stanotte, l'artrosi non mi fa chiudere occhio e poi, la sciatica anche quella..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Allora facciamo alle 8?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Eh no! Dopo ho il Bingo"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Il Bingo? E la Causa non è forse più importante?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Certo ragioniere, ma l'ho promesso già al Colasanti"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Beh! Se c'è anche il Colasanti allora vengo anche io, l'attentato lo facciamo magari un alto giorno"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Si, si, lo facciamo dopo la gita in pullman ad Albissola"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Quella gratis? Con quelli che vendono le pentole?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Proprio loro, poi si va in trattoria a mangiare, quel posticino dove fanno il brasato che è la fine del mondo"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ummm, buono il brasato, ma l'altra volta mi ha fatto acidità, magari prendo lo stinco che è più leggero"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si capisce che non sarà facile...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornando invece alla mia riflessione, mi domando e sorrido pensando: -Quanto del mio buon umore dipende come nella favola di Biancaneve dal responso di questo specchio?- &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Molto e spesso, troppo- mi viene sinceramente da rispondere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo un impasto di briciole tenute insieme dall'orgoglio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così l'immagine che percepiamo di rimando è a volte abbagliante e altre invece desolante, ma più realisticamente penso è una sembianza che rivela solo la nostra fragilità, un'evanescenza indistinta e incoerente che è tale perchè è edificata sull'apparenza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non di meno sono specchi ingannevoli gli altri, i dolori, i successi, le adulazioni, le vanità, gli ideali, le occasioni buone e le sconfitte brucianti. Tutti elementi opinabili in balia delle circostanze che viviamo invece su questo pianeta manicomio come verità assolute e valori obiettivi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si giudica così gli altri in base a quello che fanno e non a quello che sono. Non sarebbe un errore così grossolano se quello che le persone realizzano poi non fosse giudicato a sua volta in base al successo che ne deriva. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tardivamente l'umanità si accorge (giusto qualche secolo di solito) del valore di opere che i contemporanei ignoravano bellamente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte vorrei avere la sfera di cristallo di un mago per vedere cosa nel futuro sarà giudicato e ricordato come significativo di questo presente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi pare una globale attesa inconsapevole per guarire dalla follia e meritare così forse, una nuova destinazione. Magari in una dimensione parallela dove non esisterà un decadimento così feroce, le tasse non saranno inique, dove si godrà del libero amore tra uomini e donne bellissimi e soprattutto non ci sarà più il traffico nelle ore di punta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se proprio non si può avere tutto questo, almeno vorrei il parcheggio riservato per l'automobile; Questo già sarebbe, a mio modesto parere, un grande passo avanti personale verso il divino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oscar Wilde ha scritto: "La tragedia della vecchiaia non è non essere più giovani, ma esserlo stato".&lt;br /&gt;Ecco che chi vuol vivere felice gli anni che passano non deve guardare molto avanti e certamente (quasi mai) indietro esitando nei ricordi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A onor del vero se proprio uno volesse stare bene-bene non dovrebbe proprio guardarsi intorno, ma non voglio essere un promotore della cecità totale, meglio continuare come accade ora con una visione sporadica, cioè uno vede quello che gli pare e quando gli pare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In questo marasma ci aiuta, ancora una volta, la Natura che alla maggior parte degli anziani non lascia una buona vista e ancor meno, una buona memoria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo ultimo deficit, porterebbe immensi vantaggi sul tempo refrattario tra un coito e l'altro, se solo funzionassero ancora le attrezzature del piano basso che invece sono le prime a guastarsi, togliendoci fra i piaceri effimeri ed illusori di questa vita, il più divertente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo sostiene anche il mio idraulico che le tubature sono il "tallore d'Achille" di ogni opera ingegneristica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allora, l'ultimo baluardo contro questa realtà cinica resta il rincoglionimento senile: è l'ultimo Paradiso in questo Inferno, l'ultimo bastione prima dell'indifferenziato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo, non si dice sempre che bisogna saper cogliere il meglio da ogni situazione? Però, che fine ingloriosa ci tocca...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-868420460993342772?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/868420460993342772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=868420460993342772' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/868420460993342772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/868420460993342772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/01/quanto-e-bella-giovinezza-che-si-fugge.html' title='Quanto è bella giovinezza che si fugge tuttavia...'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TTa4txVukgI/AAAAAAAAAoo/kpyalzbhmjs/s72-c/Old%2Bman.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4688789131096574730</id><published>2011-01-10T12:56:00.004+01:00</published><updated>2011-01-10T13:10:32.497+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Dedicato a R</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TSr1i4T2HAI/AAAAAAAAAog/M_BCi6VCXcE/s1600/luna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560526669522279426" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 275px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TSr1i4T2HAI/AAAAAAAAAog/M_BCi6VCXcE/s400/luna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo sguardo è rapito dal riflesso di una pallida luna in uno stagno silenzioso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vento soffia piano e muove i rami neri protesi a toccar le stelle, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;mentre le foglie stormiscono nel buio...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;pare che salutino il tuo ultimo viaggio con un semplice addio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4688789131096574730?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4688789131096574730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4688789131096574730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4688789131096574730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4688789131096574730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2011/01/dedicato-r.html' title='Dedicato a R'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TSr1i4T2HAI/AAAAAAAAAog/M_BCi6VCXcE/s72-c/luna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-154826652194011753</id><published>2010-10-12T16:31:00.050+02:00</published><updated>2010-10-29T12:31:03.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>La Rissa senza fine</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TLRx00AT5GI/AAAAAAAAAoM/1NHHJ5JHUZ4/s1600/foto_autunno_333.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527167794817524834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TLRx00AT5GI/AAAAAAAAAoM/1NHHJ5JHUZ4/s400/foto_autunno_333.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo mondo affollato da esseri umani brulicanti la sensazione che ne ricavo talvolta è di completa estraneità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non per mancanza di amore o di umanità, ma per qualche cosa di più sottile eppure persistente, come un odore che mi perseguita, anche se apro le finestre.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avulso dalla realtà circostante certe volte mi guardo intorno è patisco una solitudine sconfinata.&lt;br /&gt;Un dolore sordo e terribile che sorge dal fondo della mia anima.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Molto spesso invece la ferocia dei comportamenti dei miei simili mi lascia stranito, mi ferisce, anche quando non mi colpisce direttamente; Così come l’insensibilità di tutti alla percezione della "quieta disperazione" che ci accomuna e che mi appare solo un’immensa follia condivisa.&lt;br /&gt;Invece di sostenersi in questo breve sentiero impervio che è vivere, si preferisce buttarsi in una battaglia disputata su un precipizio che si sgretola man mano sotto i piedi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si nuota in questo divenire come in un marasma torbido e ci si affoga pure a vicenda; Senza regole, senza rispetto finanche per i propri avversari. Senza la minima nobiltà di intenti e sentimenti che paiono ormai un tesoro inabissato nel buio fondale dell’incoscienza.&lt;br /&gt;E' la tenebra dell’egoismo che avanza inesorabile, mani nere che ghermiscono e che ci fanno comodo, finché non ci raggiungono riducendoci in pezzi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La fantasmagoria di buoni sentimenti poi, con cui si ammantano le nostre azioni ciniche, ci farebbe sorridere se non fossimo noi stessi i protagonisti inconsapevoli di questa commedia degli equivoci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si ama troppo spesso come in un Supermaket: si prende quello che serve e si esce dal negozio senza neanche salutare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ un universo predatorio senza ritegno, senza orrore di se stesso.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si condividono insieme momenti della vita come se non ci fosse un domani cui dare un valore. Il nostro passato spesso non è rinnovato nel presente né tantomeno investito in un futuro che, sebbene incerto, si suppone possa essere così migliore.&lt;br /&gt;Ci si dimentica delle cose buone avute per vivere invece nel rancore del male subito o per recriminare sulle aspettative disattese.&lt;br /&gt;A volte si tocca il peggio con l’indifferenza con cui si paga gli altri come fossero prostitute.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Tralascio la cronaca nera che ci descrive il mondo efferato in cui viviamo. E’ fin troppo facile additare comportamenti deviati, assassini spietati, ladri ingordi sino all’inverosimile.&lt;br /&gt;Uno zoo di esseri che hanno veramente poco di umano. Organismi biologici dominati dalle pulsioni più abiette, ma anche dalla stupidità più ottusa, che gli fa credere che la felicità e il piacere presi a scapito di altri possano mai essere un buon affare.&lt;br /&gt;Diavoli incarnati, forse e solo, perché nati e vissuti in un Inferno.&lt;br /&gt;Certo stupidi oltre ogni limite, come chi si arricchisce smodatamente in un mondo di poveri.&lt;br /&gt;Come se mai un uomo potesse provare piacere a mangiare su una tavola imbandita, mentre sotto di questa le persone muoiono di fame e stingono le caviglie di chi si riempie la pancia.&lt;br /&gt;Persone del genere non riescono a comprendere che senza la condivisione non c'è nemmeno senso nell’avere.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Preferisco così osservare ciò che mi accade, mettendo sui piatti della bilancia quanto riesco a dare e quanto ricavo.&lt;br /&gt;In questo modo mi vedo nella mia completa incapacità di uscire dalla Gilda dei Mercanti di questo mondo. Questa riflessione mi consola che in fondo merito la mia pena, come un reo confesso mai veramente pentito.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il dubbio mi assale in particolare, quando penso che i sentimenti provati sono un affare che resta sempre circoscritto nel confine della mia pelle.&lt;br /&gt;Non ho mai la certezza che ciò che provo insieme con gli altri sia veramente spartito.&lt;br /&gt;Per non parlare poi, del valore di queste emozioni e sensazioni provate che è alla mercé delle transazioni di un mercato delirante, della fortuna, del caso e delle circostanze più assurde.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi trovo così sordo alla vera musica dell’Amore, quando magari suona vicinissima e potrei udirla se non fossi distratto dal mio stesso pensiero, dalla cacofonia delle mie illusioni, dall’assurda proiezione del mio ego insignificante; Insignificante poiché costituito della stessa sostanza dei sogni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci consideriamo generalmente come l'unico proprietario della nostra soggettività, mentre in definitiva si osserva che siamo un condominio di personalità diverse (spesso contraddittorie) che abitano in noi.&lt;br /&gt;Rabbrividisco nella constatazione che ascolto unicamente me stesso; Obbedisco solamente ai miei desideri capricciosi e così mi infliggo una pena con le mie stesse mani.&lt;br /&gt;Sono la vittima, il carnefice e il giudice implacabile della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ripenso ai momenti d’amore, ai baci ardenti, agli attimi intensi, alle carezze di una dolcezza infinita; Alle parole sussurrate nella notte e messe ai piedi della donna amata come perle rare distese su un velluto blu e illuminate dal riflesso della Luna, e mi domando: come è possibile che tutti questi eventi abbiano avuto un valore solo per pochi istanti?&lt;br /&gt;Tutto è divorato dal tempo. La memoria è stinta da questo meccanismo ingordo che si nutre di ogni attimo dell'esistenza. Così ogni emozione evapora come una goccia d’acqua piovuta nel deserto. In questo luogo arido la siccità è determinata dalla pochezza di uno spirito senza rigoglio.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Pare che gli uomini e le donne di questo pianeta non abbiano facoltà di ricordare, e che io stesso non ne abbia; Non solo ci si scorda degli errori, ma anche delle cose buone.&lt;br /&gt;Viviamo di miraggi che appena raggiunti svaniscono. In una costante ripetizione coattiva e stereotipata di pensieri, comportamenti e modelli.&lt;br /&gt;Sprazzi di autenticità colorano a volte la tela monocromatica del quotidiano, ma sono eventi talmente lontani dalla "normalità" che spesso si classificano semplicemente come degli attimi di follia.&lt;br /&gt;Non serve allora viaggiare, divertirsi, concedersi ogni lusso o vizio quando dentro la nostra mente non vi è mai una vera festa di rinnovamento.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A che pro cambiare orizzonte e clima cercando il sole se dentro la nostra coscienza piove sempre?&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra proprio una planetaria rissa dove ognuno brandisce una spada, affilata da una buona occasione, per lanciare fendenti nel buio ai propri simili; colpi che lacerano, feriscono, storpiano, mutilano con una rabbia che non conosce misura né misericordia; né soprattutto un vero perché.&lt;br /&gt;Nella pazzia di questa mischia l’unico imperativo pare essere rimanere in piedi, durare il più a lungo possibile senza domandarsi il costo di questa perpetuazione e soprattutto di come ci si ridurrà una volta arrivati alla fine.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Spesso si vive una manciata d’anni alla bella e meglio inseguendo solo la speranza di trovare una porta che conduca fuori da questo Bar malfamato.&lt;br /&gt;Questa porta però non si trova, non l'abbiamo costruita, forse non c’è mai stata. Credere diversamente ci fa immediatamente aderire alle superstizioni più bizzarre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Può capitare che disegniamo sul muro di questo locale tetro un rettangolo, magari con un gessetto colorato, e ci convinciamo che sia un cancello. Presuntuosamente lo indichiamo agli altri come un’uscita, ma solamente perché sarebbe troppo difficile ammettere che ci siamo persi in questo labirinto.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Allora, che senso ha tutto questo affanno? Questa faida eterna? Se non macchiare di fango e sangue ancora di più la nostra anima tutt’altro che candida.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Uomini e donne usati e poi buttati in un angolo come abiti stretti o semplicemente passati di moda.&lt;br /&gt;Si fa spazio per le schiere di una nuova generazione che ripeterà gli stessi identici errori.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il senso di queste umane vicissitudini?&lt;br /&gt;Il premio per la vittoria di questa lotta senza quartiere? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si capisce quale sia e tutta l’umanità mi appare così: una montagna di scarpe spaiate e malconce che svettano sotto un cielo indifferente.&lt;br /&gt;Un’immagine che mi ricorda la raccolta degli effetti personali di quanti finivano nei Lager.&lt;br /&gt;Questi poveretti cantavano sotto la doccia che avrebbe dovuto lavarli, ma che in realtà li asfissiava. Il paragone con il nostro odierno mi appare evidente nei fraintendimenti che guidano le azioni e ancor più i risultati.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le immagini crudeli di uno sterminio avvenuto solo poco più di sessanta anni fa ci sconvolgono se ci soffermiamo ad immaginarle, parimenti al disorientamento che si prova nell’incapacità di esprimere la vita, la speranza e la bellezza insita in ogni uomo.&lt;br /&gt;Chi può aprir bocca per questi deportati?. Chi potrà parlare per noi? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse i nostri beni? Non credo, gli oggetti sovente costituiscono la brama del nostro vivere e paradossalmente spesso ci sopravvivono, ma non ci posso raccontare; Così come le montagne di oggetti requisiti nei campi di concentramento non possono descrivere l'Olocausto.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Solo le persone possono. Uomini e donne che hanno condiviso con noi qualche momento. A patto che questi ricordi non siano cancellati della superficialità, la più terribile delle amnesie perchè dimentica, per prima cosa, il cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In realtà quando scordiamo gli altri ci scordiamo di noi stessi ed allora, tutti i momenti vissuti saranno destinati a perdersi prematuramente… Come foglie cadute dai rami, prima che giunga l’autunno.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-154826652194011753?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/154826652194011753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=154826652194011753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/154826652194011753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/154826652194011753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/10/la-rissa.html' title='La Rissa senza fine'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TLRx00AT5GI/AAAAAAAAAoM/1NHHJ5JHUZ4/s72-c/foto_autunno_333.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-715455777752842553</id><published>2010-09-30T12:58:00.025+02:00</published><updated>2011-05-31T10:57:53.336+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Il grande Pusher</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TKRuIelW0KI/AAAAAAAAAn8/0XeVpgLPzSc/s1600/2006_pusher_trilogy_005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522660134990827682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TKRuIelW0KI/AAAAAAAAAn8/0XeVpgLPzSc/s400/2006_pusher_trilogy_005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare che la televisione renda più stupide le persone.&lt;br /&gt;Dati clinici dimostrano che la lettura de: Il medico di campagna, di Kafka aumenti l'intelligenza.&lt;br /&gt;Non ho idea se anche la rilettura all'infinito di questo libro può, in teoria, elevare qualunque idiota a genio.&lt;br /&gt;In questo caso avrei delle ottime chances.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Evito quindi di guardare molto la tv e ultimamente, purtroppo, leggo poco.&lt;br /&gt;Non rischio così di diventare talmente captativo da cogliere la cosiddetta "visione d'insieme" che mi farebbe penso, impazzire o precipitare nel baratro della mia anima in pochi istanti.&lt;br /&gt;La mediocrità mi imprigiona, ma alla fine mi protegge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettevo malinconicamente ieri su questa esistenza senza senso apparente, nell'attesa di una fine certa quanto sconosciuta. Pensieri allegri, lo so, nei quali talvolta indulgo, ma che non riesco ad allontanare dalla mia ragione. Non posso fare a meno di valutare le coincidenze beffarde del destino, i curiosi casi della vita, il perfido umorismo della realtà. Tutti elementi che danno a pochi, molto e, a tutti, comunque una costante insoddisfazione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Poi, ho interrotto queste meste elucubrazioni quaresimali per una serata con gli amici.&lt;br /&gt;Sono rientrato a casa a notte fonda contento come un bimbo dopo la poppata e senza un pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre giravo la chiave nella serratura della porta di casa ho compreso quanto il mio cervello fosse un drogato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fulminato da questa rivelazione ho ragionato su come abbiamo, un po’ tutti, solo bisogno di abbondanza di neurotrasmettitori come: Serotonina, Noradrenalina, Dopamina, Endorfina (quest'ultima simile alla Morfina) e via di seguito. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sostanze che vengono prodotte dal sistema nervoso centrale nei momenti intensi di piacere. Molecole che ci danno la forza per un altro giro di valzer, in questo folle ballo in maschera che presuntuosamente chiamiamo vivere.&lt;br /&gt;Il modo di procurarsi queste "quantità limitate" avviene nei modi più disparati ed è il senso del continuo affanno di noi poveri diavoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo sempre alla ricerca di un pusher, per una nuova dose. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi si "cala" con il lavoro, chi con il sesso, chi con la famiglia, col potere, con la fama. Ad ognuno il suo sballo, l'importante è distrarsi, sottrarsi in particolare dall'orrore del proprio egoismo e alla solitudine della propria anima monca.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche la tanta esaltata "spiritualità" non supera questo vallo insormontabile. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dio non è forse il più grande pusher? Non ci aspetta forse sull'entrata della grande discoteca del Paradiso sbracciandosi per raccogliere nuovi clienti con un bel sorrisone di circostanza? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ci promette, grazie ai suoi rappresentati in questo porco mondo, il miraggio di poter godere una felicità senza tempo? Una contentezza libera dalle responsabilità delle nostre azioni? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci ficca in bocca una bella pastiglia fatta di assurdità condite di buoni sentimenti e ci strizza l'occhiolino. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ora sei dei miei", pare dirti seducente e ti fa accomodare come un eterno irresponsabile adolescente, sedato dal Nirvana, nel suo infinito Rave...Yeaaaaaaaaaah!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, inutile dire, che questa riflessione notturna mi ha tolto il buon umore, ma solo per venti secondi, per mia sfortuna.&lt;br /&gt;Durante i quali ho avuto però, un girapalle fotonico. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sono sentito uno schiavo; Uno schiavo di me stesso, ovvero un padrone terribile perchè non abdicabile; Un tiranno invulnerabile a qualunque attentato.&lt;br /&gt;Allora, in un sussulto libertario ho ricordato William Ernest Henley: "Non mi importa quanto stretta può essere la porta...Quanto piena di castighi la vita, voglio ogni giorno essere il padrone del mio destino, il capitano della mia anima".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Se l'infausto divenire è certo, allora a che serve preoccuparsene? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dovendo andarsene sicuramente da questa tavola imbandita, come sembra essere qualche volta la Vita, tanto vale, alzarsi a stomaco pieno. Ubriacarsi di consapevolezza, fare indigestione di emozioni, di conoscenza, di amore e anche, perché no? Di sofferenza, c'è né tanta in giro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parole grosse che ho perfino pensato sottovoce, ma che mi bollivano dentro in un’irrefrenabile moto di riscatto; Purtroppo disatteso quasi sempre dalla meschinità della mia pochezza, dalla debolezza congenita del tran, tran ipnotico dei miei giorni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così mi capita: talvota inciampo nella verità però mi rialzo sempre; Pulisco le mani sulle cosce e continuo come se nulla fosse...Ecchecazzo! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-715455777752842553?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/715455777752842553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=715455777752842553' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/715455777752842553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/715455777752842553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/09/il-grande-pusher.html' title='Il grande Pusher'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TKRuIelW0KI/AAAAAAAAAn8/0XeVpgLPzSc/s72-c/2006_pusher_trilogy_005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-3596102344820266517</id><published>2010-09-01T15:46:00.008+02:00</published><updated>2010-09-08T10:19:21.622+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Palinsesto Religioso</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TH5a-VVcmoI/AAAAAAAAAn0/b-jXu95eqVM/s1600/buddha-sri-lanka.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511943020873554562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TH5a-VVcmoI/AAAAAAAAAn0/b-jXu95eqVM/s400/buddha-sri-lanka.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Perchè dovrei chiedere a qualcuno di raccontarmi la trama di un film, quando pagandone il biglietto, posso vederlo direttamente?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-3596102344820266517?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/3596102344820266517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=3596102344820266517' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3596102344820266517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3596102344820266517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/09/palinsesto-religioso.html' title='Palinsesto Religioso'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TH5a-VVcmoI/AAAAAAAAAn0/b-jXu95eqVM/s72-c/buddha-sri-lanka.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-1192926187611639297</id><published>2010-08-20T15:44:00.010+02:00</published><updated>2010-10-20T12:48:27.975+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Lo sport estremo di vivere</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TG6IvUlDROI/AAAAAAAAAnU/rtY_AbpUPsQ/s1600/extreme-volo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507489740880037090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 272px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TG6IvUlDROI/AAAAAAAAAnU/rtY_AbpUPsQ/s400/extreme-volo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ascoltavo proprio ieri il telegiornale che enumerava i rischi della moda di questi nuovi sport pericolosi, che ora vanno tanto in voga, e dispensano sfortune peggio di un voodoo malefico.&lt;br /&gt;Seguivano poi le notizie di bagnanti annegati, alpinisti sfracellati e di tutta quella masnada di vacanzieri che non riescono a star fermi neanche quando non hanno niente da fare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Da sempre sono convinto che l'uomo(?) faccia di tutto per complicarsi la vita, salvo poi lamentarsene e ancora più spesso, pentirsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scoprirsi atleti è il sogno di quasi tutti. Altrimenti perchè lo sport sarebbe così seguito? La realtà è spesso dura, in questi casi: traumatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, oltre ad una naturale struttura bio-meccanica molto efficiente non ho mai trascurato l'allenamento.&lt;br /&gt;Nonostante questo, complice il tasso alcolico, l'euforia della notte, gli imprevisti che sono sempre in agguato (magari un marito geloso che rientra inaspettatamente) ho qualche cicatrice qua e là e qualche “ossicino” non è più come mamma lo ha fatto. Nel complesso però non mi posso lamentare, e se penso a tutte le volte che l’ho scampata posso chiamarmi: fortunato.&lt;br /&gt;Quindi, preventivo ancora un po' di chilometri di autonomia prima della rottamazione cui tutti siamo destinati, sia che siamo fuoriserie oppure utilitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso però con orrore ai rischi che corrono ogni estate i bagnanti inesperti, gli scalatori della domenica, gli occasionali sperimentatori di parapendio e sport similari che sfidano la gravità e ancor più la sorte.&lt;br /&gt;Non stupisce la statistica dei decessi e le notizie di cronaca che stila un vero bollettino di guerra degli eroici caduti nell'adempimento di azioni futili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' la selezione naturale", sostiene un mio caro amico.&lt;br /&gt;Prima favoriva il più dotato (fisicamente e intellettualmente) ora il più prudente e paraculo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosamente è anche vero che una vita piatta lascia giusto il tempo di morire tranquilli.&lt;br /&gt;Evito così gli estremismi che non sono mai un buon esempio.&lt;br /&gt;Preferisco seguire il motto latino: "Si vis pacem para bellum" e mi tengo pronto ad ogni evenienza, ma senza rischiare inutilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se voglio provare l'ebbrezza adrenalica del pericolo faccio il 730, oppure gioco a rimpiattino parcheggiando l'automobile fra torme di ausiliari della sosta, feroci come molossi tibetani.&lt;br /&gt;Anche gironzolare in bicicletta in certe ore di punta nella metropoli è rischioso, un po' come sbarcare ad Omaha Beach durante il D-day.&lt;br /&gt;Se voglio invece sfidare la fortuna e necessito anche di un brivido peccaminoso, allora attraverso il corteo annuale del Gay Pride cittadino, e metto così a rischio la mia eterosessualità e anche la reputazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Infine, se proprio voglio vivere l'azzardo, l’ignoto e l’inaspettato allora mi innamoro.&lt;br /&gt;Non c’è cosa più pericolosa e che mette a nudo le debolezze, le aspettative, la fragilità di un uomo.&lt;br /&gt;E’ lo sport estremo per eccelenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per quanto si sia disposti a pagarene il premio non vi è assicurazione che possa garantirne il risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, sono piaceri sottili, forse non eclatanti che non hanno la notorietà delle mode di oggi, ma che mantengono vivi e donano, talvolta, emozioni forti e vere senza il fastidioso sole della ribalta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostengo così che gli sport estremi sono per uomini coraggiosi ma senza fantasia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-1192926187611639297?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/1192926187611639297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=1192926187611639297' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1192926187611639297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1192926187611639297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/08/lo-sport-estremo-di-vivere.html' title='Lo sport estremo di vivere'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TG6IvUlDROI/AAAAAAAAAnU/rtY_AbpUPsQ/s72-c/extreme-volo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-555779222127496829</id><published>2010-06-14T15:46:00.023+02:00</published><updated>2010-08-09T11:21:20.482+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Te lo do io il Mundial</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TBY7Iuy56VI/AAAAAAAAAnM/UfQ2Zw9DLsQ/s1600/mgilajpgpn8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482634617556691282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 291px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TBY7Iuy56VI/AAAAAAAAAnM/UfQ2Zw9DLsQ/s400/mgilajpgpn8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Panem et circenses, così scriveva Giovenale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono passati duemila anni da allora e non è cambiato quasi nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Milioni di esseri inebetiti, prima innanzi ai gladiatori, ora davanti al moto ondulatorio, sinusoidale, ellittico di una palla calciata da miliardari in brache corte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le grida della folla che esulta al goal segnato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Manco gli venisse in tasca qualche fortuna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viceversa la disperazione più nera che cala sulla moltitudine, quasi un lutto, per la sconfitta dei propri beniamini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'opinione pubblica mondiale distratta (ma è mai stata attenta?) dai veri problemi, mentre i potenti razzolano e fanno affari sporchi in santa pace.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fiumi di denaro spesi dietro al gioco, mentre non si trovavano mai fondi sufficienti per la ricerca medica e scientifica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Strano pianeta e strani esseri ci vivono. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così ragionava il Comandante, seduto sulla sua comoda poltrona nella sala di controllo dell'astronave Zaporat, al largo della cintura degli Asteroidi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Osservava da moltissimi anni lo svolgersi della vita sulla terra, ultimamente ogni quattro di questi anni terresti si allestiva, fra l'interesse generale, la complessa organizzazione dei mondiali di calcio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa era l'edizione del 2010, almeno secondo il loro primitivo calendario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il comandante del vascello, recenemente nominato Ammiraglio, era stato incaricato di valutare questa civiltà in rapida crescita, era una missione delicatissima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infatti, era al vaglio del Gran Consiglio delle Menti Pure e Illuminate, la possibilità di annessione di questi curiosi esseri al Parlamento delle Razze Civili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parimenti si valutava anche la possibilità di una loro eliminazione, ma solo nel caso fossero emersi motivi fondati di pericolosità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'esperienza aveva dimostrato che era meglio così, le razze folli erano un problema per l'Universo intero, non si poteva fare diversamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invece, ogni nuova razza ammessa doveva dimostrare di saper convivere con gli alti standard morali della Congregazione delle Razze Pacifiche. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo sistema aveva determinato una coesione di intenti e di comportamenti che aveva prodotto una prosperità reale e condivisa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In caso di ammissione certamente questi umani sarebbe stati aiutati e molto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I benefici di entrare in contatto con la Congregazione erano immensi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli abitatori della terra sarebbero stati finalmente liberati delle malattie e dalla sovrapopolazione, dalla sofferenza -sia materiale che spirituale-. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In poche centinaia d'anni, con i suggerimenti degli "Illuminati" sarebbe fiorito un Paradiso sulla Terra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La decisione del Consiglio era appena pervenuta dal comunicatore subspaziale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si era giunti unanimemente alla conclusione che gli umani erano privi di qualsiasi logica obiettiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prova ne erano le assurde guerre, l'economia delirante che aumentava la povertà a scapito di una ricchezza iniqua, gli sprechi folli che altrimenti avrebbero consentito una vita degna a tutti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per non parlare del fiorire delle più assurde passioni sportive che occupavano, quasi costantemente, le menti di miliardi di loro mentre le cose andavano a ramengo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non era stata giudicata veramente pericolosa, almeno nell'imediatezza dei prossimi mille anni, ma solo perchè tecnologicamente arretrata...L'ultima parola su di loro, però spettava all'Ammiraglio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egli, infatti, insieme al suo equipaggio, aveva dedicato quasi tutta la sua vita (lunghissima rispetto agli standard terrestri) a raccogliere informazioni da inoltrare al Gran Consiglio. L'Ammiraglio si era guadagnato una lunga esperienza di come girava questo mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'era stato un tempo lontano in cui aveva perfino inviato, in epoche diverse, alcuni volontari sul pianeta per aiutarne lo sviluppo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era stato un fallimento, pensò scuotendo la testa con un vago sentore di malinconia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi eroi erano scesi sul pianeta, animati da un alto senso morale e un amore profondo per la vita in tutte le sue forme, con l'intento di educare questi esseri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano stati invece, quasi tutti, vilmente uccisi, prima ancora di aver potuto in qualche modo instillare nella mente degli umani le basi di una visione oggettiva della realtà. Condizione primaria questa per una esistenza felice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo aveva particolarmente colpito il destino di uno di loro, un suo caro e giovane amico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi barbari gli avevano riservato una fine lunga e orribile, impalandolo addiritturaa su una croce di legno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche gli altri, però non avevano avuto molta più fortuna. Rinchiusi in manicomio, bruciati come eretici, torturati o semplicemente ignorati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scacciò il pensiero di vendetta che vide sorgere. Niente doveva contaminare la sua essenza interiore cristallizzata. Doveva prendere una decisone libera e chiara.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sua meditazione fu interrotta dopo un bel po' dal Nostromo che chiese:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"A Capità che faccio? Lancio sto' siluro fotonico per la distruzione completa di chilla fetenzia di pianeta o no?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così la profonda riflessione dell'Ammiraglio si concluse con un sospiro rassegnato e rispose:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Non è necessario, Paisà, basta aspettare...diamogli tempo e faranno tutto da soli".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi rivolto uno sguardo nostalgico verso Le Pleiadi aggiunse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Facitemopiacere, turnammo a'casa. Qui abbiamo solo perso un fottio di tiempo e tengo na'voglia di una tazzurella e'cafè de casa che nun' sape dicere".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il boato del motore ad antimateria ruggì, in perfetto sincrono con l'urlo dei tifosi del Parguay, la cui squadra aveva inaspettatamente battuto l'Italia all'ultimo minuto.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-555779222127496829?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/555779222127496829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=555779222127496829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/555779222127496829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/555779222127496829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/06/panem-et-circenses-cosi-scriveva.html' title='Te lo do io il Mundial'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TBY7Iuy56VI/AAAAAAAAAnM/UfQ2Zw9DLsQ/s72-c/mgilajpgpn8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-567833339104830397</id><published>2010-06-10T13:35:00.007+02:00</published><updated>2010-06-10T14:37:35.342+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Just a moment</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TBDOMoN48LI/AAAAAAAAAm8/P4iNuZxyuiI/s1600/vento+solare.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481107462859321522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TBDOMoN48LI/AAAAAAAAAm8/P4iNuZxyuiI/s400/vento+solare.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Chi teme la morte sicuramente non ha mai lavorato abbastanza”, questo pensiero scivola dalla mia mente per sedersi un attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'eterno riposo mi appare talvolta più seducente di una bella donna in abito lungo, più invitante di un piatto di fritto misto e pomodorini in una trattoria vicino al mare.&lt;br /&gt;Finalmente libero da questo corpo materiale potrò un giorno, etereo e bellissimo, trascorre un tempo eterno in santa pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi mancheranno le fatiche del vivere quotidiano? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tedio di riempire il frigorifero sia in senso materiale che spirituale?&lt;br /&gt;Avrò nostalgia delle sensazioni, dei brividi, delle passioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non saprei, certo non mi mancheranno le ansie, le bollette da pagare, i litigi.&lt;br /&gt;Non avrò rimpianto dei dolori del corpo, della mente e ancor meno di quelli che fanno più male: quelli dell'anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio spirito non sarà più gravato da questo universo materiale, così pesante e grezzo.&lt;br /&gt;Sperimenterò, allora il librarsi della mia essenza nello spazio infinito. Sarò un punto di consapevolezza fra le stelle, un vento solare che lambisce i pianeti lontani.&lt;br /&gt;Sarò un viaggiatore senza bagaglio, senza meta e senza fretta alcuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto lontani dunque mi sembreranno i caldi estivi e gli inverni lunghi come una steppa.&lt;br /&gt;Gli amori poi, che ardevano il cuore fino a consumarlo e le risate degli amici gorgoglianti come un ruscello di montagna che rinfresca… Saranno lontani come un eco indistinto. Appariranno come lampi di esistenza che vanno e vengono, intermittenti percussioni nella musica del silenzio.&lt;br /&gt;Giungerà l’alba di una perfetta autarchia.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cos’è questo rumore assordante?&lt;br /&gt;Pare una sirena di uno Stukas in picchiata su di me. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ invece un clackson che urla alle mie spalle.&lt;br /&gt;Inserisco la marcia e riparto con una sgommata nervosa.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi ero appisolato solo un attimo, ma porca puttana è ancora tempo di vivere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-567833339104830397?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/567833339104830397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=567833339104830397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/567833339104830397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/567833339104830397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/06/just-moment.html' title='Just a moment'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TBDOMoN48LI/AAAAAAAAAm8/P4iNuZxyuiI/s72-c/vento+solare.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-8285108146937209642</id><published>2010-06-08T15:48:00.050+02:00</published><updated>2010-08-24T12:16:23.007+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Millenium Novo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TA5KiWelHTI/AAAAAAAAAm0/WLQ1j8XZGZs/s1600/uominicheodianoledonne.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480399750566321458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TA5KiWelHTI/AAAAAAAAAm0/WLQ1j8XZGZs/s400/uominicheodianoledonne.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Può un personaggio immaginario determinare il successo di un libro? Anche il successo del film cui si ispira? A prescindere dalla grandezza della storia e da come è raccontata ?&lt;br /&gt;Pare di si.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il caso di Millenium, trilogia tinta di giallo del giornalista svedese Stieg Larsson, morto qualche anno fa a cinquanta anni di infarto lasciando in eredità tre libri mai pubblicati.&lt;br /&gt;In seguito ad una serie di circostanze fortuite la divulgazione dei tre romanzi è avvenuta postuma e con la pubblicazione anche il successo editoriale. Un successo eccezionale, inaspettato e fatto proprio dal cinema che ha realizzato tre film di grande consenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I diritti milionari di questa popolarità tardiva sono stati accaparrati dal padre e dal fratello dell’autore (con cui non andava d’accordo), in spregio alla sua compagna e collega che aveva collaborato alle fatiche della stesura dell'opera e con cui aveva diviso oltre trenta anni di vita lavorativa e sentimentale.&lt;br /&gt;Questa almeno è la cronaca contemporanea e la notizia non è priva di una certa ironia, in quanto la storia dei tre romanzi si staglia su un fosco panorama di soprusi perpetrati particolarmente nei confronti delle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda raccontata è un itinerario in tre titoli: -Uomini che odiano le donne, Donne che giocano con il fuoco, La Regina dei castelli di carta- .&lt;br /&gt;La narrazione letteraria è lunga come un inverno, al modo di alcuni autori nordici.&lt;br /&gt;Niente di particolare differenzia lo scritto dalla produzione comune sia nella trama che nei dialoghi. Ad un occhio obiettivo non si riesce a giustificare l’attenzione pubblica di cui gode.&lt;br /&gt;Larsson non è certo James Elroy, questo va detto per amore di sincerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto strano o meglio la singolarità dell’opera è che nel libro, ed ancora di più nel film, il posto da protagonista è rubato da una donna al suo naturale detentore, cioè al giornalista Mikael Blomkvist il direttore della rivista Millenium che si occupa di scandali economico politici.&lt;br /&gt;Una comprimaria che appare solo dopo la prima metà del racconto, ma che catalizza subito l’attenzione e la simpatia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa donna è Lisbeth Salander, una giovane hacker socialmente emarginata posta in tutela da una struttura assistenziale delirante e bigotta, una burocrazia apparentemente irreprensibile come appare la stessa società svedese. La ragazza è assunta per un'indagine dal protagonista proprio grazie alle sue doti particolari.&lt;br /&gt;Alla Salander è stata, infatti, diagnosticata la sindrome di Asperger, una forma particolare di autismo che “regala” ad alcune persone colpite da questa diversità capacità notevoli, a volte sorprendenti. Particolarmente in campi quali l’informatica e la matematica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è l'anamnesi che la descrive, ma questa donna supera la facile identificazione di “fenomeno” assumendo, da subito, un altro spessore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, la sua diversità tratteggia una personalità complessa e carismatica che compensa la sua inabilità comunicativa con capacità superiori di analisi e logica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paradossalmente, lei che ha molto da dire non ha (o non vuole) nessuno cui rivolgersi.&lt;br /&gt;Pare allora uno strano risarcimento della vita, donare grandi talenti a chi non riesce ad instaurare dei rapporti umani significativi se non in casi sporadici e al prezzo di molte difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei diventa così man mano, il vero outsider della storia collaborando con il giornalista per questa investigazione e finendo poi, essa stessa, al centro di vicende criminali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da vera "ladro informatico" quale è riesce a rubare anche la ribalta, non solo al giornalista Blomkvist, ma a tutti gli uomini che si affacciano nel racconto. Uomini che brillano solo di una piattezza insignificante anche se ricoprono posizioni di rilievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfino i personaggi maschili che incarnano il male e che esprimono una ferocia potente e una violenza senza altra morale che il soddisfacimento delle proprie pulsioni, non riescono a colpire così forte e così in profondità. Non raggiungono il rilievo di questa anti-eroina. Il cui dolore, la cui pienezza, si esprime spesso in un mutismo assordante, cui basta un solo sguardo per trapassare nel medesimo tempo l’interlocutore e se stessa con il proprio passato nebbioso e terribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lisbeth, tocca corde profonde nel sentire del lettore e ancora di più nello spettatore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Merito probabilmente, nella versione filmica, della brava attrice che la interpreta: Noomi Rapace. Certo, ma non solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che questa commistione di determinazione e disadattamento, di rifiuto delle convenzioni e genialità. Di coraggio anche corporeo, inaspettato in una donna fisicamente insignificante, incarna un ideale femminile estremamente attuale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi elementi offrono spunti su cui si appoggia la simpatia prima, e l’ammirazione dopo che fanno amare un personaggio tanto originale.&lt;br /&gt;Una figura presente probabilmente nel nostro inconscio sociale cui però ancora non ne abbiamo udito distintamente il richiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo, il maschio, negli ultimi diecimila anni non ha realizzato poi molto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I tentativi di cambiamenti radicali di vita comunitaria sono stati sempre degli insuccessi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I problemi e le dinamiche sociali sono rimaste pressappoco le stesse, forse solo più subdole e raffinate. Prima c'erano gli schiavi ora i salariati, prima le guerre sante ora si adora il petrolio e il denaro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una volta si perseguiva la ricchezza ora si è compreso che il vero potere è il debito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi controlla il debito delle nazioni, delle imprese, dei singoli è il vero padrone ed ha al guinzaglio questi soggetti. I vantaggi sono molteplici, uno per tutti? Il debito non si può rubare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le responsabilità e l'identificazione di questi "padroni" si perde nell'organigramma complesso di organizzazioni, fondazioni, enti e società multinazionali. Un dedalo di connessioni inestricabili che costruiscono un anonimato quasi perfetto, che regalano la sicurezza di non essere visibili. Non si spiegherebbe diversamente il sorriso di alcuni di loro che salturiamente finiscono sotto i riflettori dell'opinione pubblica, essi hanno il ghigno soddisfatto di chi non pagherà per i propri peccati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un salariato, difficilmente ucciderà il proprio datore di lavoro nel sonno come accadeva ai tempi degli spartani e dell'antica Roma con le rivolte degli schiavi esasperati dalle vessazioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si è compreso il vantaggio di non dover mantenere uno lavoratore, quando diventa vecchio e improduttivo. Ora c'è il licenziamento, la mobilità, la cassa integrazione, il lavoro interinale. La pensione(?) che viene elargita come un favore dopo aver messo le mani in tasca ad ogni contribuente per una vita intera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parole altisonoanti vengono pronunciate con sollenità da questi "personaggi" e coprono solamente tutte la stessa azione: il guadagno senza scrupoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La schiavitù, per esempio, non è terminata nel mondo per ragioni umanitarie, ma per ossequio alla logica economica. Questi "capitani d'industria" hanno semplicemente capito che è più economico andare con una prostituta piuttosto che mantenere una moglie che può magari ammalarsi e sicuramente invecchiare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si vede, dunque come si reprime blandamente il responsabile di una bancarotta fraudolenta o di un crac economico che procura al reo un bottino milionario senza quasi rischio, rispetto ad uno sprovveduto rapinatore che ruba qualche migliaio di euro? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi delinquenti in passamontagna e pistola in confronto ai malviventi in doppio petto e ventiquattrore appaiono dei veri dilettanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora credo sia giunto il tempo delle donne, almeno questo pare dirci Lisbeth Salander.&lt;br /&gt;"La rivoluzione è nostra", sembra esigere questo volto androgino di toccante femminilità.&lt;br /&gt;Ma di quale tipo di donna stiamo parlando? Certamente non quella che si vede abitualmente in televisione o per strada. Una donna cioè omologata nello stereotipo universalmente condiviso da una società maschile. Donna, che assomiglia a ciò che gli uomini pensano di desiderare (o dominare?) e peggio ancora che assomiglia agli uomini nei suoi peggiori vizi e mancanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, Lisbeth, è un prototipo diverso, unico, nuovo.&lt;br /&gt;Il suo messaggio non si rivolge solo agli uomini come monito, ma anche alle donne come esempio.&lt;br /&gt;Incarna così nell’immaginario uno strumento iconoclasta; capace di affermare se stessa oltre le regole, oltre i modelli che essa rifiuta, perché una definizione è parimenti un limite.&lt;br /&gt;Pare, che riesca ad esprimere un concetto semplice, ma terribile: "Prima di rivoluzionare questo mondo, rivoluziona te stesso".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Certamente una nuova costruzione non può poggiarsi su vecchie fondamenta.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sua forza non è negli slogan, non è nelle parole, non è nel suo modo di essere femminile in un mondo maschile. E' innanzitutto la forza di un'identità vissuta con la propria libertà personale, il resto viene dopo.&lt;br /&gt;E’ una donna che supera a piè pari le convenzioni e pare dica, anzi gridi: “Io sono”, e non c’è altro da aggiungere.&lt;br /&gt;Una figura apparentemente inquietante per un certo tipo di uomo. Ingestibile per la società come è fatta adesso, ma che con il suo comportamento anti-sociale mette a nudo le viltà del nostro mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Proprio perché è un essere umano difficile che diviene preziosa, proprio perché è unica diviene bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un catalizzatore nella vasca galvanica della collettività. Un mondo che come lo conosciamo ora è funzionale solo perché non messo veramente alla prova, è giusto solo grazie alla disinformazione. Un luogo pericoloso ed iniquo, ma camuffato da Luna Park.&lt;br /&gt;Non sembra forse che ci si costringe tutti a non vedere la realtà per vivere così tranquilli? Così facendo è come accecarsi per poter camminare sereni in una landa piena di burroni.&lt;br /&gt;Lisbeth, ha aperto gli occhi sull’orrore e non li ha più richiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace pensare allora che esista da qualche parte del mondo un numero sempre crescente di donne così, ed è forse questo il merito del successo mediatico di un tale personaggio.&lt;br /&gt;Mi piace pensare ancora che possa instillare il germe della rivolta in altre donne desiderose di cambiare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non adeguandosi certo al suo modello, ma ispirandosi alla sua unicità; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E così operare un cambiamento sociale cui l’uomo ha ormai rinunciato.&lt;br /&gt;Si rende necessario non un nuovo modo per uscire da una situazione stagnante che soffoca e affoga ogni novità ma un nuovo essere umano.&lt;br /&gt;Questo compito gravoso può essere portato solo da una società femminile che si regge però su basi proprie, nuove e libere dal condizionamento passato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per una Donna del genere questo è il suo tempo finalmente giunto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-8285108146937209642?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/8285108146937209642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=8285108146937209642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8285108146937209642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8285108146937209642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/06/millenium-novo.html' title='Millenium Novo'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/TA5KiWelHTI/AAAAAAAAAm0/WLQ1j8XZGZs/s72-c/uominicheodianoledonne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7426197459299528630</id><published>2010-05-21T10:29:00.013+02:00</published><updated>2011-09-29T15:22:10.215+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Amare è un dolce naufragare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_ZEo89-f9I/AAAAAAAAAms/TOwnHjMD_Kw/s1600/Francesco-Hayez-The-Kiss-+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473637867466948562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 317px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_ZEo89-f9I/AAAAAAAAAms/TOwnHjMD_Kw/s400/Francesco-Hayez-The-Kiss-+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il cuore in petto gli batteva forte come un tamburo.&lt;br /&gt;Quanto tempo l'aveva desiderata, pensò, e un brivido percorse la sua schiena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sera, fresca di primavera, pareva magnifica sotto un manto di stelle galeotte. Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando si è giovani. La vide scendere dalle scale, con quel vestito lungo azzurro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena lo scorse nella penombra del vicolo gli sorrise come solo lei sapeva fare; poi titubante si guardò alle spalle, per assicurarsi che nessuno in casa si fosse accorto della sua uscita proibita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era così giovane, pensò ancora lui, così bella e fresca.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Improvvisamente una carrozza rumorosa passò vicino. Gli zoccoli dei cavalli risuonarono sull'acciottolato come nacchere spagnole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prese per mano e si nascosero nel buio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finalmente l'eco si perse fra le case addormentate. Tutto tornò quiete.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei si abbandonò dolcemente contro il suo corpo. Lui la strinse delicatamente in un abbraccio e finalmente si baciarono. Il tempo allora, parve fermarsi e nel suo cuore eruppe un caleidoscopio di sentimenti dolcissimi. Fu così certo di amarla. Domani l'avrebbe chiesta in sposa al padre di lei, in fondo lui aveva già 19 anni e lavorava da un bel pò come aiuto del Connestabile del borgo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non era certo un ingenuo, la peste del 1620 gli aveva portato via tutti i parenti, ma lui era sopravvisuto, aveva imparato un mestiere; Ora era tempo di ricominciare, ricominciare con lei. Finalmente una futuro insieme, senza più sotterfugi, senza doversi incontrare di nascosto, vide innanzi a se una lunga vita che attendeva solo di essere vissuta.&lt;br /&gt;Era felice. Poi si svegliò.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella stanza dell'ospedale avvolta dai neon vide i monitor di controllo che emettevano ritmici tintinnii. In bocca il sapore amaro della malattia. Intorno a lui scorse anche i volti dei figli e dei nipoti. Sembravano però al di là di un vetro coperto dal ghiaccio, ma nessuno mancava. Spostò lentamente la maschera di ossigeno e disse: "Ah! Potersi innamorare, ancora una sola volta".&lt;br /&gt;Parlò piano, con un filo di voce e nessuno comprese le sue parole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non aveva più tempo. Allora sorrise di se stesso e si lasciò cadere per sempre in un dolce, lunghissimo silenzio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7426197459299528630?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7426197459299528630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7426197459299528630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7426197459299528630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7426197459299528630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/05/amare-e-un-dolce-naufragare.html' title='Amare è un dolce naufragare'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_ZEo89-f9I/AAAAAAAAAms/TOwnHjMD_Kw/s72-c/Francesco-Hayez-The-Kiss-+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-8251041633110823934</id><published>2010-05-20T13:10:00.008+02:00</published><updated>2010-05-21T11:53:15.208+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Qual piuma al vento...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_UZ7tEOMbI/AAAAAAAAAmk/fvNVyzvoVPk/s1600/lisamariescott+v.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473309435638985138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_UZ7tEOMbI/AAAAAAAAAmk/fvNVyzvoVPk/s400/lisamariescott+v.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mancava poco alla fine della sua giornata di lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il pensiero di lei lo perseguitava ormai sin dalla mattina, da quando cioè finalmente era arrivata a casa sua. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aveva dovuto recarsi in ufficio ma pregustava il momento del suo ritorno e del loro primo incontro romantico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avevano a disposizione non solo questa notte ma anche le altre a venire che avrebbero protetto come una morbida coperta il loro amore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quanto tempo l’aveva bramata! Ed ora, finalmente era arrivato il momento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con il fiato corto salì le scale ed aprì la porta. Entrò in casa e si diresse subito in camera da letto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei era stesa ad attenderlo… Soffice, sinuosa e con la bocca lasicva leggermente aperta lievemente piegata in un sorriso tentatore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era bella oltre ogni pensiero, le curve del corpo perfetto e liscio si intravedevano da sotto il lenzuolo che la copriva appena.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui ebbe un’erezione tremenda, quasi dolorosa e deglutì anche le ultime parole che gli erano rimaste in gola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si spogliò lentamente. L’accarezzò in ogni sua intimità con le mani brulicanti e la baciò con la sua lingua avida. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi fu in lei e tutto si consumò nel silenzio, il loro amore non aveva bisogno delle parole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La luce rossa dell’abat-jour tingeva del color del tramonto i loro corpi e anche i mobili della stanza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Facevano l’amore con un’intensità indescrivibile e in quel momento la sua mente fu ottenebrata dall’estasi; Così i movimenti delle sue pelvi si fecero frenetici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei gonfia di tanta mascolinità, assorbiva in se la forza dirompente di questa passione virile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi accadde: Pam!....Un rumore molesto e inaspettato bucò questo momento di magia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sua venere gli sfuggì da sotto e cominciò a roteare velocissima per la stanza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;II Destino, beffardo e invidioso del loro amore, trovò nella finestra semiaperta un complice crudele.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La bambola gonfiabile uscì da quel pertugio con un sibilo sinistro e volò via sopra i tetti di questa città indifferente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo una lacrima calda e salata scese lungo il suo viso attonito come epitaffio di amor perduto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-8251041633110823934?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/8251041633110823934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=8251041633110823934' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8251041633110823934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8251041633110823934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/05/qual-piuma-al-vento.html' title='Qual piuma al vento...'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_UZ7tEOMbI/AAAAAAAAAmk/fvNVyzvoVPk/s72-c/lisamariescott+v.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-6968371994224744868</id><published>2010-05-18T10:55:00.014+02:00</published><updated>2010-11-22T11:06:45.992+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Amici e Sacrifici</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_JZSos8J8I/AAAAAAAAAmc/5-yGkJolGgU/s1600/Rocco+Siffredi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472534673907001282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 239px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_JZSos8J8I/AAAAAAAAAmc/5-yGkJolGgU/s320/Rocco+Siffredi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_JWx_QyIwI/AAAAAAAAAmU/7l6NwCEqKPk/s1600/Rocco+Siffredi.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Era disperatamente innamorato, quasi alla follia.&lt;br /&gt;Vederla, anche per un attimo in ufficio dove lavoravano assieme, gli faceva tornare il cuore in gola come da ragazzini.&lt;br /&gt;Inaspettatamente una sera gli aveva chiesto di accompagnarla e poi, saliti in casa, avevano fatto l’amore.&lt;br /&gt;Da allora viveva per un suo cenno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fredda e scostante, a volte bambina, spesso si sfogava con lui per la relazione saltuaria con il loro “capo”, dal quale era continuamente sedotta ed abbandonata.&lt;br /&gt;Lui soffriva e l'agognava nello stesso istante, avrebbe anche avvelenato l'altro se solo lei glielo avesse chiesto.&lt;br /&gt;Lo teneva su una corda tesa e ogni tanto (ma molto raramente) gli donava il Paradiso.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi raccontò questo, il mio amico, guardandosi le mani bianche e stringendole così forte da far impallidire ancora di più le nocche.&lt;br /&gt;Fissava così un punto indefinito della stanza, mentre parlava con un tono imbarazzato di questo suo amore disperato.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ti aiuterò”, gli dissi e lo congedai pensoso.&lt;br /&gt;La cercai e dopo un paio di giorni la vidi in quel locale, che sapevo frequentava di solito con le amiche.&lt;br /&gt;Chiacchiere amene, molti drink insieme, poi le sussurai una proposta indecente nell'orecchio. Lei rise e accettò con un sorriso malizioso.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giunti a casa ancora fumo, alcol e anche altro...Poi arrivò Tano, il mio conoscente superdotato.&lt;br /&gt;La possedemmo entrambi, anche insieme, con inaudita passione e libidine. Togliendoci ogni voglia, senza pietà.&lt;br /&gt;Alla fine, esausti ci salutammo ed era quasi l'alba, ma con la certezza che non ci saremmo più rivisti.&lt;br /&gt;Quello che volevamo lo avevamo avuto ampiamente.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo, nel silenzio della stanza ancora satura dell’odore dell’orgia sorrisi e visionai il filmato amatoriale che avevo fatto di nascosto.&lt;br /&gt;Ne mandai una copia con una e-mail al mio amico innamorato e una invece, per mio piacere, la pubblicai su you-tube. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prima di addormentarmi profondamente pensai: “A volte il male si vince con un male più grande però, quella...Che gran bella troia!”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:100%;color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-6968371994224744868?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/6968371994224744868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=6968371994224744868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6968371994224744868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6968371994224744868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/05/amici-sacrifici.html' title='Amici e Sacrifici'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S_JZSos8J8I/AAAAAAAAAmc/5-yGkJolGgU/s72-c/Rocco+Siffredi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-2127993254265692758</id><published>2010-05-14T12:20:00.019+02:00</published><updated>2010-07-06T14:38:56.086+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conversazioni con esseri sovrumani'/><title type='text'>Il Rito Genovese della Loggia Scozzese.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S-0kWSwBePI/AAAAAAAAAmM/tbolC6f8mJw/s1600/La+loggia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471069087734003954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 224px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S-0kWSwBePI/AAAAAAAAAmM/tbolC6f8mJw/s400/La+loggia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La notte era senza luna e senza stelle come si dice siano le notti adatte per i Sabba.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il bar Ottolina in via Tito Milvio era deserto. Forse perché semplicemente era il suo giorno di chiusura o magari perché era stato prescelto dalla confraternita come sede del rito; Il Fato era sempre benigno con i membri della Setta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La società segreta “I cugini de Ball” era molto attenta alla scelta delle sedi per la liturgia iniziatica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo un Bar di periferia o in subordine una Bocciofila potevano avere i crismi geomantici necessari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo attento vaglio era stata scelta questa sede per la messa più importante, ovvero l’ingresso di una nuova adepta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con fare circospetto, a bordo della sua Ape 50 amaranto tempestata di opali, il dott. Haemo Royd, ovvero il Gran Sacerdote, aspettava nervoso stringendo con le sue mani grandi il manubrio del Motopiaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto, il suo vice-vice assistente Jean du Yacht, stava cercando di forzare la saracinesca, ormai da circa venti minuti ma senza successo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Belin, ma quanto ci mette quel bradipo sedato?”, disse il Gran Muftì rivolto al suo primo Ciambellano seduto nel veicolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Visir, nel suo abito da Batman, calmo e silente viveva un momento di raccoglimento catartico a fianco del Gran Maestro di Loggia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le sue energie erano concentrate ad evitare la devastante flatulenza che aveva in “canna” e con cui lottava da una buona mezz’ora per evitare che detonasse, ma a denti stretti rispose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Pazienza, o Sommo, sapete com’è…Il vice-vice Ciambellano e svelto di lingua, ma tardo di mano”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Umpf!”, sbottò il Semprecalmo guardandosi nello specchietto retrovisore e sistemandosi il Turbante Sultanato con il vistoso rubino (falso) nel centro e con piuma (vera) di pavone che adornava il nobile copricapo, simbolo del suo potere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un fragore nella notte avvisò i cospiratori che la barriera era stata finalmente forzata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All’interno del locale li accolse un odore stagnante di superalcolici e gazzosa mista a un'effluvio di brioches scadute.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Jean ancora un po’ e facevamo mattina”, disse Haemo con il suo tono cantilenante, ma avvolgente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quella puttanazza di una schifosissimabaldracca di saracinesca non voleva cedere”, disse il sempreducato Jean, dondolando sui piedi imbarazzato e ricomponendo il giustaccuore del suo vestito Louis XIV azzurro, in sapiente abbinamento cromatico con i pantaloni alla zuava zebrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo, era l’unico del gruppo che aveva seguito il corso per corrispondenza della Scuola Radio Elettra: “Scasso e furto facile in dieci lezioni”. Però nessuno aveva pagato le rate della scuola e il corso si era interrotto alla seconda dispensa...ma questi erano dettagli irrilevanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dov’è Visir? Dove sono Porporina, Bluvelvet e l’iniziata non ci sono ancora?”, ruggì il Profondo, chiamando a raccolta i suoi prodi come Leonida gli Spartani alle Termopili, ma intorno a lui c’era solo il vuoto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jean, appollaiato sul bancone era intento a scofanarsi le brioches del bar e bere a garganella da una bottiglia di Chinotto; Visir invece era in bagno a disincagliarsi dalla cintura lancia dardi di Batman per fare un varco ai vapori che avevano gonfiato enormemente il suo costume.&lt;br /&gt;Un sospiro, uscito da sotto i baffi alla Magnum P.I. del grande figlio di Ippocrate e uno sguardo verso il soffitto furono gli unici segni rivelatori del suo disappunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Improvvisamente all'esterno si udì un rombo di ciclomotore smarmittato e uno stridire di freni stile "Fast and Furiors".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano arrivate le "ragazze", pensò il Semidivino e si sistemò la veste leopardata che sfiorava l'impiantito slanciando (per quanto possibile) la sua figura bassa ma ieratica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;All’interno del Tabernacolo Ottolina ferveva il fermento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Jean, vacca troia sistema l’altare per il rito, almeno!”, disse il Gran Sacerdote Royd con un ringhio molossoide.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con la bocca ancora piena di brioches avariate il buon vice-vice Ciambellano scese malvolentieri dal bancone e cominciò ad apprestare nella sala biliardo i paludamenti sacri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Visir!”, chiamò Haemo a se il fido Primo Ciambellano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Yawoll!”, disse l’uomo pipistrello aprendo le falde del grande mantello nero e calandosi dal soffitto dove era appena levitato a causa dei gas nobili prodotti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Pensaci tu ad istruire l’Iniziata…Mi raccomando: PRECISIONE!”, scandì lentamente l’ultima parola per essere certo che tutto funzionasse a dovere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E apri la finestra…Non capisco com'è in questo bar, specie in questo angolo, c'è una puzza tremenda”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ri-yawoll!”, aderì Visir che conosceva le lingue straniere in maniera approssimativa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le candele furono disposte a pentacolo, il tavolo da biliardo fu ricoperto dalla sacra coperta patchwork, dono della nonna di Haemo e adorna nel centro del vistoso emblema della Loggia: un barboncino con la lingua penzoloni che tenta una copula impossibile su uno dei bracci di un grande compasso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La luce era fioca a causa delle candele di sego prese al discount da quel “genovese” di Jean du Yacht che facevano poca luce. Solo il neon dell'ingresso funzionava, così il volenteroso vice-vice tentò di accendere tutte le luci pasticciando con il quadro elettrico, ma causò invece un corto circuito mostruoso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Belan la madama! Prima le donne poi i bambini”, gridò Royd, sorpreso dal buio inaspettato e immaginando un blitz delle Teste di Cuoio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comparve invece Jean con una candela accesa in mano, ma tutto bruciacchiato. Aleggiava un curioso vapore azzurrino intorno alla parrucca bianca da cicisbeo che indossava usualmente nelle grandi adunanze; Poi disse: “L’impianto elettrico è andato! Celebreremo nell’ombra”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo il pensiero delle Vestali che stavano per fare il loro ingresso nell’abside lenì il disappunto del grandissimo figlio di Ippocrate che strorse inspiegabilmente e solo per un attimo il naso appena fu affiancato dal fidato Visir nel suo abito da supereroe ormai quasi sgonfio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questo quadro, che per maestosità ricordava un dipinto di Velasquez, presentò i tre figuranti agli occhi delle due vestali e della novizia che entrarono in pompa magna (scusate la parola).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trio Virago, così denominato amabilmente dai membri maschili della confraternita esoterica fece il suo ingresso nel Tempio già perfettamente allestito.&lt;br /&gt;Bluvelvet in abito tradizionale tirolese da pastorella con pecora impagliata al seguito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Porporina con un vestito seicentesco, modello “Pompadur” (scusate di nuovo), di tafetà rosa e un neo finto a forma di hamburger sulla gota sinistra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da ultimo, la novizia Pipoca, in gonna scampanata, scarpe basse e golfino aderente da ballerina di rock acrobatico, perfetta riproduzione di teen-ager anni 50’.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jean du Yacht deglutì rumorosamente, forse alla vista delle splendide dame o forse per le brioches non ancora perfettamente masticate che gli occludevano l’ugola con un bolo di calcestruzzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sempre concentrato Visir accese il suo Mp3 collegato all’impianto Hi-Fi della sua cintura multiuso e diffuse nei locali una musica liturgica: l’adagio di Albinoni cantato dagli Abba, una versione live quasi introvabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il grande Taumaturgo Haemo Royd apri le braccia in un inequivocabile gesto benedicente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vennero così eiettati petali di rosa dal suo dispenser portatile sistemato nella fascia infrascapolare a mo' di zainetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tensione era palpabile come avrebbe detto un maniaco sull’autobus.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La supplice adepta Pipoca, si inchinò con leggiadria verso i compagni e fu raggiunta dal Ciambellano Visir per essere accompagnata all’altare nella stanza rituale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Visir, non molto pratico del vestito di Batman che aveva preso in prestito dal suo vicino di casa (noto pervertito), inciampò nel mantello e avanzò, a testa bassa, di alcuni passi rapidissimi e scomposti verso la danzatrice di Boggy-woggy; colpì così la poveretta con una “craniata” tremenda proprio sulla fronte e la fece stramazzare a terra a gambe all’aria in un volteggio degno della Comaneci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cominciamo bene”, fu il commento lapidario della sagace Porporina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Lenitivo Royd, sollevando le maniche in un gesto che gli era congeniale disse: “Fate largo sono un medico…Opererò immantinente”, poi rivolto a Jean du Yacht continuò, “il bisturi e il divaricatore e acqua calda, presto!...La stiamo perdendo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per fortuna, la giovane allieva si riprese quasi subito evitando così una tracheotomia lampo che era una delle specialità, insieme alle cozze marinate, del Grande Vate della chirurgia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La messa continuò quindi dopo questo piccolo disguido con le fasi di rito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Haemo leggeva dal sacro libro della Loggia, recitando le frasi dal sapor antico ed oscuro che si srotolavano sul pavimento come un rosario blasfemo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli occhi di brace, la voce cavernosa, il viso ispirato, davano alla figura un pathos immenso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si era avveduto, il grande sacerdote, pregno dell’estasi, che la candela sorretta dal vice-vice Ciambellano Jean era pericolosamente vicina al suo turbante, il quale aveva cominciato a prender fuoco proprio dalla lunga piuma di pavone che gli dondolava sulla fronte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Visir tentò di avvertirlo con piccoli colpi di tosse, ma il Sommo lo zittì con uno sguardo furioso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli eventi degenerarono in pochi istanti quando il fumo invase la stanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimentico della celebrazione il Semidivino Royd gridò: “Chi cazzo si fa le canne durante il rito? Eh?”, poi guardò inquisitore l'ignaro Jean du Yacht che cercò di indicargli di rimando con l'indice teso il turbante ormai divorato dalle fiamme, ma fu inutile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il captativo Visir, azzardò una reazione; Estrasse da una tasca segreta del suo costume un mini-estintore al Protossido di Azoto e diresse un potente getto criogenico verso il fuoco, ma probabilmente a causa della concitazione degli eventi, sbagliò di poco la mira beccando invece il dito indice teso del povero Jean Du Yacht e congelandolo all'stante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il malcapitato emise nel mentre un barrito terrificante&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bluvelvet e Porporina cominciarono a gridare anche loro, forse per suggestione ipnotica o magari semplicemente si erano rotte le palle di questo casino e volevano andare a casa; anche perchè l'indomani ci sarebbero stati i saldi e bisognava svegliarsi presto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’Adepta si alzò di scatto dal biliardo votivo sul quale era distesa e disse: “Io me ne vado con le mie gambe, finchè sono in tempo”, indi ratta fuggì dalla saracinesca divelta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il buon Royd con il turbante ormai preda del fuoco capì che forse aveva ingiustamente incolpato il suo vice-vice di fumare senza “passare”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di bruciare come un Bonzo, roteò su se stesso alla maniera di un Derviscio in una disperata danza Sufi che spense, giusto a tempo, il suo cervello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tragedia però incombeva ugualmente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ululato della sirena che si udì in lontananza riportò la concentrazione per un attimo nel famigerato gruppo.&lt;br /&gt;“LaPulaCazzoPuttanaTroiaLuridaBagasciaImpestataeFetente!”, disse il sempre garbato Jean mentre si alitava disperatamente sul dito congelato simile ad un Calippo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Via, via”, gridava Porporina dalla strada già in sella al suo motorino: “Lotar”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Accelerava al massimo nell'attesa di Bluvelvet, la quale in una fuga un po' scomposta saltò al volo atterrando con impeto sul sellino e facendolo impennare. Il ciclomotore partì come razzo verso il cielo, pareva una V2 tedesca diretta su Londra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I tre bischeri, ormai nella confusione più totale, salirono alla bella meglio sull’Ape 50. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il cicisbeo Jean non trovando posto all’interno dovette accontentarsi del cassonetto scoperto, abbrancandosi ai montanti pareva Sansone fra le colonne del tempio Filisteo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La fuoriserie a tre ruote, rapida come una lumaca con l'artrosi, si dileguò appena a tempo mentre baluginavano nella notte le luci blu della forza pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La “Gazzella” dei Carabinieri si fermò con uno stridere di freni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel momento che scesero i due prodi militari con le armi spianate si guardarono in faccia perplessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Brigadiè”, esordì l’Appuntato, Esposito Lo Cascio, rivolto al capopattuglia Rotunno Romolè.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Stò a pazzià o aggé visto nu cicisbeo du setteciento cou’na parrucca da frocio in'goppa a n'Ape Piaggio tempestata te pietra preziuse?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Appuntà…io aggé visto Batman, assieme a uno co’u tubante preciso allo mio medico della mutua int'a'chilla fetenzia du motocarro!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Veramenta?”, disse Lo Cascio, stupito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Faciteme o piacere!”, rispose Rotunno con le mani congiunte e aggiunse: “Simmo vittime do mobbing…Appuntà, o'mobbing fa pazzià,! O’sapete?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“O’sape, o’sape”, concluse rassegnato l’Appuntato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi entrambi decisero di entrare nel bar oggetto di effrazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando stilarono il rapporto all’Autorità Giudiziaria fu omesso naturalmente ogni riferimento ai fuggitivi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'intervento portò invece all'arresto della pecora impagliata sorpresa in flagranza di reato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'animale, dopo una condanna esemplare, aggravata dalla reticenza, fu tradotto presso il penitenziaro cittadino e, forse complice la convivenza coatta in cella, divenne l'amante di un noto Boss dei Caruggi , ma questa naturalmente è un'altra storia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Della consorteria esoterica da allora non se ne seppe più nulla, anche se pare continui in gran segreto la sua opera munifica e visto come vanno le cose nel mondo pare abbia buon gioco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Fine. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-2127993254265692758?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/2127993254265692758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=2127993254265692758' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2127993254265692758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2127993254265692758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/05/il-rito-genovese-della-loggia-scozzese.html' title='Il Rito Genovese della Loggia Scozzese.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S-0kWSwBePI/AAAAAAAAAmM/tbolC6f8mJw/s72-c/La+loggia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-5226366204839366838</id><published>2010-04-19T13:07:00.071+02:00</published><updated>2010-05-03T10:46:14.172+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Canzoni stonate</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S9APWYWxMxI/AAAAAAAAAl8/PXf3iOYdI-Q/s1600/bluesbros.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462883225169900306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 271px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S9APWYWxMxI/AAAAAAAAAl8/PXf3iOYdI-Q/s400/bluesbros.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S9AOti_LyvI/AAAAAAAAAl0/R9Jj8b4X66g/s1600/blus+brothers.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dalla semplice osservazione si hanno spesso spunti per ragionare bene.&lt;br /&gt;Non credo che bisogna per forza di cose studiare molto per capire come va questo mondo, certamente bisogna pensare e guardare molto.&lt;br /&gt;Come pensare e come guardare è probabilmente il punto di svolta fra un’interpretazione reale della vita o una visone superficiale o peggio, forviante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci accostiamo a questo mondo materiale interpretandolo con la nostra mente che pesa ogni elemento, lo cataloga in: piacevole, doloroso, indifferente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dividere è proprio nella natura della razionalità umana, essa separa tutto in almeno due parti (la base minima per un’addizione) per valutare, trovare un nesso logico ed infine prevedere un risultato.&lt;br /&gt;Nulla di male, questo modo ci ha permesso di creare una tecnologia efficente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peccato, o per fortuna, che per quanto riguarda l'interiorità, la soggettività, l'essenza di una persona questo sistema non funziona più.&lt;br /&gt;Psiche e Soma, cuore e ragione, bene e male, amore e odio, spesso si confondono, direi che sono come i gemelli siamesi. E' impossibile separarli con un'operazione chirurgica, morirebbero entrambi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Integrare le due realtà della nostra vita, cioè quella oggettiva del mondo materiale, e quella soggettiva del mondo interiore delle emozioni e delle percezioni è come conciliare un paradosso, è simile a trovare una soluzione per una contraddizione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se penso alla soggettività la trovo fatta principalmente di emozioni, esse si legano talvolta fortemente alla memoria colorando le immagini di cui, quest'ultima, è generalmente composta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo modo si riesce a dare un passato al nostro vissuto che altimenti scorrerebbe senza traccia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi dentro di noi si crea un potentissimo mix di immagini (spesso parziali se non addirittura distorte) e le emozioni provate per un dato evento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Immagini parziali ho detto perchè il grado di affidabilità di queste non è molto elevato. Basta mettere a confronto più persone testimoni dello stesso fatto per ricavarne impressioni tanto diverse che pare a volte non abbiano assistito alla stessa scena.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche i dettagli hanno però la loro importanza, un odore, una musica, una parola, spesso formano un nodo inestricabile con questi fotogrammi di vita e danno a questi un valore che li separa dalla routine. Una routine che ci scivola adosso e non viene quasi mai ricordata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco che allora questo curioso miscuglio casuale, assolutamente personale e inaffidabile di immagini, sensazioni corporee, emozioni e dettagli convive in misura diversa nei nostri ricordi. A questo passato opinabile noi diamo il nome altisonante di "vita".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se osservassimo quello che sono le memorie più care oppure più dolorose con una visione oggettiva -come in un film- resteremmo probabilmente straniti dalla quantità di particolari che non sono mai esistiti e di altri invece mai colti, seppure palesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe un vero shock constatare quanto la costruzione del nostro accaduto e quindi dell'idea che abbiamo di noi stessi poggia in realtà su una base così incerta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Trovare un'armonia in questo disordine non è un compito facile per nessuno né tanto meno penso di avere delle risposte o delle soluzioni ad un quesito tanto ampio.&lt;br /&gt;Cerco, nel mio piccolo, di non separare le gambe quando cammino sul terreno sconnesso dell'esistenza, quando avanzo con un piede provo a non dimenticare l'altro che mi sostiene.&lt;br /&gt;Mi spingo a guardare i fatti dall'alto, in una prospettiva più estesa, dove tutto si stempera nel paesaggio e non mi perdo così, in particolari che assumono troppo spesso il valore di un orizzonte finito.&lt;br /&gt;Continuamente però sono distratto, richiamato per non dire costretto, a vivere in un mondo fatto di mille regole che non capisco, cui mi adeguo per quieto vivere, vigliaccheria e comodità ma che rendono miope il mio sguardo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso però che cominciare a liberarsi dai preconcetti e verificare di persona almeno le cose cui diamo un valore particolare è già un buon inizio, io almeno provo a farlo da lì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In generale bisognerebbe sviluppare il piacere per il gusto agro-dolce della realtà, anche se si soffre terribilmente ogni volta che si accosta la lingua a questo strano frutto.&lt;br /&gt;Parlando per tutti direi che spesso siamo vittima di noi stessi, il peggiore nemico della nostra vita.&lt;br /&gt;Un nemico pericoloso perchè nascosto nelle tenebre del nostro spirito e scovarlo nel fondo di questo antro buio è una impresa per pochi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per scorgere qualche cosa in questa oscurità è necessario un lampo, un momento che ci riveli quello che non conosciamo o che spesso non vogliamo conoscere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco che allora la Vita ci da una mano mettendoci di fronte all'inaspettato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci fa l'esame prima di impartirci la lezione.&lt;br /&gt;A ben vedere anche con questo, difficilmente siamo costretti a giocare il tutto per tutto, a metterci completamente nudi per vedere le nostre deformità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi domando allora di che cosa mai si parli quando, presuntuosamente, parliamo di noi.&lt;br /&gt;Considerare queste cose mette in discussione le nostre piccole sicurezze e tutto sembra muoversi in questo nuovo mondo senza alcuna certezza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare così a volte un moto apparente; Siamo veramente noi a muoverci oppure è ciò che ci circonda? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti i nostri sforzi paiono tesi ad evitare un confronto con la verità che, sebbene auspicabile, atterrisce.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;A volte credo si debba cambiare pelle come un serpente se si vuol crescere, per liberarsi di un involucro ormai stretto.&lt;br /&gt;Come lui anche noi patiamo un dolore lancinante.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ecco perchè nessuno vuole quasi mai vedere le meschinità di cui è fatto, la pochezza del suo pensiero, la debolezza con cui alimenta il suo spirito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si crede di aver dentro chissà quale tesoro ed invece è solo bigiotteria presa in prestito.&lt;br /&gt;Agli altri però ci presentiamo con il nostro lato luminoso, ma l'ombra non solo ci segue, ma ci perseguita.&lt;br /&gt;Per essere migliori bisognerebbe forse guardare in questa discarica che spesso diviene la nostra interiorità e cominciare a mettervi ordine. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avviarci in questo modo a divenire, per esempio, padroni della nostra bontà, magari conoscendo la propria cattiveria sino in fondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Iniziare ad essere liberi di amare intensamente avendo però il coraggio di saper espirmere liberamente anche il nostro odio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli estremi in qualche modo si devono sostenere ed è neccessario così aumentarne l'ampiezza di entrambi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si può vivere forse con questa attitudine, solo se si è visto negli occhi quello che a volte sembra essere il mostro della Vita; una fantasma fatto di paura che evochiamo ogni volta che rinunciamo ad una sfida, ad un sogno, in poche parole a vivere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dovremmo saper riconoscere sinceramente che spesso ci tarpiamo le ali da soli per giustificare il fatto che non vogliamo volare.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Quale uomo può dire con certezza di essere libero da tutto questo? Pochi, pochissimi. Se penso a me arrossisco solo a scriverne.&lt;br /&gt;Certo so che la realtà alla fine si incontra così, ma "sapere" e "fare" sono due strade che si assomigliano finché non si percorrono. La prima ti riporta da dove sei partito lasciandoti sempre uguale, mentre la seconda ti conduce dove non avresti mai immaginato di arrivare e ti trasforma lungo il percorso.&lt;br /&gt;Spero che prestare attenzione a questa differenza sia un aiuto, uno spunto, almeno per me, giunto come sono ad un’età in cui dovrei insegnare e invece proprio ora, mi sembra, comincio ogni tanto ad imparare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pagarne poi il prezzo di tutto questo, avendo appreso che è alto, e non vi è garanzia di riuscita, è veramente compito degno di un Dio; al quale immagino tutti tendiamo la mano per un aiuto, senza però quasi mai domandarci se, questa mano, ce la siamo almeno lavata prima. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare spietato ma alla fine ogni uomo dorme nel letto che si è fatto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco, non so se ho cantato la canzone giusta, ma è così che la sento suonare nel mio cuore oggi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-5226366204839366838?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/5226366204839366838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=5226366204839366838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5226366204839366838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5226366204839366838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/04/canzoni-stonate.html' title='Canzoni stonate'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S9APWYWxMxI/AAAAAAAAAl8/PXf3iOYdI-Q/s72-c/bluesbros.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-1914349088050145934</id><published>2010-04-14T12:56:00.012+02:00</published><updated>2010-04-30T10:33:05.969+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Se cerchi l'alba...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S8WhL3-UrNI/AAAAAAAAAlk/lclJY3BgaLs/s1600/Marcia_pinguini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459947348632579282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 238px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S8WhL3-UrNI/AAAAAAAAAlk/lclJY3BgaLs/s320/Marcia_pinguini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I pinguini, mi ricordano gli uomini migliori. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vivono eretti ed è probabilmente l'unica specie che ha scelto come noi una stazione così scomoda, ma che permette di scorgere un'orizzonte più ampio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Sono uccelli prestati al mare che sfidano il gelo vestendo in smoking.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Affrontano ogni anno una lunga marcia fra i ghiacci dopo la schiusa delle uova.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una lunghissima avanzata, stretti l'uno all'altro per vincere il freddo polare attraverso l'interminabile notte antartica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così simili a noi che avanziamo nella notte incerta dell'Esistenza, persi se mai soli, vinti se mai senza una speranza di una nuova estate di sole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-1914349088050145934?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/1914349088050145934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=1914349088050145934' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1914349088050145934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/1914349088050145934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/04/se-cerchi-lalba-devi-attraversare-la.html' title='Se cerchi l&apos;alba...'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S8WhL3-UrNI/AAAAAAAAAlk/lclJY3BgaLs/s72-c/Marcia_pinguini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-464019130511454138</id><published>2010-04-14T11:38:00.012+02:00</published><updated>2010-11-09T10:31:06.273+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>In questo mondo di ladri</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S8WPPggZyUI/AAAAAAAAAlc/h5LvrVXxutc/s1600/Prendi%20i%20soldi%20e%20scappa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459927619843246402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 174px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S8WPPggZyUI/AAAAAAAAAlc/h5LvrVXxutc/s320/Prendi%2520i%2520soldi%2520e%2520scappa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vita che si nutre di vita. &lt;div align="justify"&gt;Ogni cosa è presa a qualche altro, alla Natura, al Mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egli, il grande Artista, il Proprietario di tutto, lascia fare ma tiene il conto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe utile riflettere prima di arraffare a piene mani che prima di uscire da questo negozio arriverà il momento di saldare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-464019130511454138?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/464019130511454138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=464019130511454138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/464019130511454138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/464019130511454138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/04/in-questo-mondo-di-ladri.html' title='In questo mondo di ladri'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S8WPPggZyUI/AAAAAAAAAlc/h5LvrVXxutc/s72-c/Prendi%2520i%2520soldi%2520e%2520scappa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-620069682401714435</id><published>2010-04-06T15:45:00.001+02:00</published><updated>2010-08-23T14:27:14.071+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Non seguitemi, mi sono perso</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S-LJtcSznTI/AAAAAAAAAmE/CyPtmzlnqe0/s1600/179_leslie_nielsen.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468154680107572530" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 179px; CURSOR: hand; HEIGHT: 135px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S-LJtcSznTI/AAAAAAAAAmE/CyPtmzlnqe0/s400/179_leslie_nielsen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spigolando nelle selva dei pensieri ogni tanto colgo una traccia che mi piace seguire.&lt;br /&gt;Come si fa? Mi Domando.&lt;br /&gt;Non lo so. Forse non ha senso trovare regole, ricette, medicamenti per questi eventi di vita vissuta che ci governano, nutrono, feriscono.&lt;br /&gt;Ogni momento richiede nuove soluzioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le certezze allora? No, grazie abbiamo già dato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si dice così quando si vuole evitare un questuante?&lt;br /&gt;Eppure, eppure, eppure, solo noi possiamo trovare la strada che ci riporta a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi soffermo a volte a riflettere sulle apparenze che assumo un valore tanto importante. Tanto rilevante da abdicare il senso critico per un preconcetto, il quale non è che pigrizia di spirito.&lt;br /&gt;La memoria poi…Un impostore così opinabile.&lt;br /&gt;Fatta di ricordi, disegni indelebili nel nostro cervello, colorati però dalle emozioni che segnano il dipinto a tinte forti. Colori, tanto vivaci che rendono difficile riconoscere il disegno che c'è sotto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ stato detto che se l'uomo, d'improvviso, cogliesse la realtà per quella che è, morirebbe o impazzirebbe.&lt;br /&gt;Non saprei come esprimermi a proposito, penso che è un tema caro alla fantascienza, degno di un romanzo di Philip H. Dick., ma che si avvicina spesso al nostro presente.&lt;br /&gt;E' un universo distopico che si presenta a questi occhi, forse, finalmente aperti. Un orrido che dà le vertigini se ne vogliamo scorgere l'abisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando sulla Terra, dove abitiamo, non resta poi molto per tracciare una traiettoria sicura.&lt;br /&gt;Perse le mappe, forse rubate da un mago, non possiamo contare completamente sulla nostra visione limitata.&lt;br /&gt;Come si fa? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimbalza di nuovo questa domanda nel cortile angusto della mia mente.&lt;br /&gt;Resta solo il cuore, un muscolo concesso alle emozioni ed ai sentimenti.&lt;br /&gt;Uno strumento negletto, fortemente inaffidabile, come dicono i cinici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unica bussola, per me, che indica senza accompagnare ma che non sbaglia mai la rotta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-620069682401714435?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/620069682401714435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=620069682401714435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/620069682401714435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/620069682401714435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/05/non-seguitemi-mi-sono-perso.html' title='Non seguitemi, mi sono perso'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S-LJtcSznTI/AAAAAAAAAmE/CyPtmzlnqe0/s72-c/179_leslie_nielsen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-2315190421729014496</id><published>2010-03-15T12:28:00.033+01:00</published><updated>2010-05-05T10:19:48.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Sulla senescenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S54bpl3iQOI/AAAAAAAAAlE/X_n3ba-upxU/s1600-h/dvisible_image_size-copy.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448823000518508770" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S54bpl3iQOI/AAAAAAAAAlE/X_n3ba-upxU/s400/dvisible_image_size-copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dipingere un quadro realistico del divenire non aiuta spesso il buon umore.&lt;br /&gt;Ricordarsi poi che: "Invecchiare è l'unico modo per non morire", non giova a sopportare gli anni che passano e lasciano in noi molte cicatrici dolenti che fanno male anche quando non cambia il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Vita ci insegna con severità a fare a meno del superfluo, ma spesso si indugia nel voler ripetere la lezione credendo così di godere ancora per un po' i privilegi di quando si era giovani alunni.&lt;br /&gt;Si sfiora invece il ridicolo se solo ci si confronta con i compagni di classe. Si rimane a scuola come eterni studenti, quando si dovrebbe essere, a momenti, già pronti per la pensione.&lt;br /&gt;Uomini e donne troppo grandi per quei banchi fatti per bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo concesso non dovrebbe essere un bene da sprecare, ma una riserva da centellinare.&lt;br /&gt;Non potendo aggiungerne sarebbe saggio non buttarlo via. In particolare non ripetendo gli stessi errori.&lt;br /&gt;Il cambio di prospettive che l’Esistenza ci chiama ad osservare nello svolgersi della vita ci costringe a modificare i nostri orizzonti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte restringendoli ma allungandoli in profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che nell’antichità (chissà se poi era così) la vecchiaia era esaltata, ora mi pare sia invece negletta.&lt;br /&gt;Costantemente i messaggi subliminali dell’informazione ci vogliono e ci spronano a riamanere eternamente giovani.&lt;br /&gt;In pubblicità ci presentano vecchietti che fanno snowbord e copulano come quindicenni infoiati, grazie a questo o quel prodotto.&lt;br /&gt;Siamo forse condannati a sembrare o peggio essere sempre dei teenagers? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mi domando quale maturità si acquisisca nel trastullarsi sempre nei soliti giochi.&lt;br /&gt;Sarà questa la ricetta della felicità? Vivere come a vent'anni avendone il triplo?&lt;br /&gt;Mi viene da dubitarne.&lt;br /&gt;Se non altro in ossequio alla Natura che, molto più saggia di noi, ci insegna obbligandoci a restituire ciò che ci è stato prestato; Essa ci aiuta così a comprendere il reale valore di ciò che è nostro, delle poche cose realmente importanti. Rilevanti proprio perché conquistate sull'unica terra cui valga la pena di dare battaglia: cioè dentro di noi.&lt;br /&gt;Un luogo dove niente e nessuno può togliere ciò che è stato messo, diminuire e corrompere ciò che è stato edificato.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Parole come Amore, Amicizia, Onore, Dignità, Saggezza, Valore, additano qualità nobili, ma che fanno sorridere invece i nostri contemporanei che giustificano così con lo scherno le loro mancanze.&lt;br /&gt;Queste persone apprentemente "soddisfattissime" disprezzano come sentimenti anacronistici ciò che sanno, in cuor loro , di non meritare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viviamo in momenti di esaltazione del mito, che mai come in questi tempi trova seguaci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'eroe (sempre giovane, bello e maledetto) deve morire nel momento di massima grandezza perchè il suo ricordo duri per sempre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egli baratta la sua giovane vita per non conosere il decadimento della Natura e l'oblio del tempo che passa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' dunque la celebrazione, nell'immaginario collettivo, dell'immortalità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' l'identificazione dei molti con una vita apparentemente straordinaria, ma breve; Per giustificare la propria, insignificante e quindi in ogni caso inutilmente lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo excursus verso la senescenza mi ricorda Omero che sintetizza molto bene l’assurdità del senso che diamo talvolta al nostro vivere.&lt;br /&gt;Scriveva così il grande narratore delle gesta degli eroi, e se lo dice lui contemporaneo di uomini come Ulisse, Achille, Ettore e donne come Elena o Clitennestra possiamo credergli:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Non è del forte la guerra né dell'agile la corsa, perchè il Fato e il Tempo raggiungono ogni uomo".&lt;br /&gt;Il Fato e il Tempo ci raggiungeranno certamente, ma solo se noi non gli andiamo incontro...magari con coraggio e con la serenità di un sorriso di chi ha finalmente compreso che quando non desideri nulla...hai già tutto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-2315190421729014496?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/2315190421729014496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=2315190421729014496' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2315190421729014496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2315190421729014496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/03/sulla-senescenza.html' title='Sulla senescenza'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S54bpl3iQOI/AAAAAAAAAlE/X_n3ba-upxU/s72-c/dvisible_image_size-copy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7980904100914505820</id><published>2010-03-09T13:17:00.011+01:00</published><updated>2010-03-16T11:57:11.641+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Fughe immobili</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S5Y9pnOkAeI/AAAAAAAAAk8/_if-Vt97PlA/s1600-h/taxi_driver.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446608584465187298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S5Y9pnOkAeI/AAAAAAAAAk8/_if-Vt97PlA/s400/taxi_driver.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La vita sembra correre, ma noi spesso non ci muoviamo di un passo.&lt;br /&gt;Confusi da paesaggi diversi, distratti da volti che si sovrappongono tra loro come maschere Kabuki durante lo spettacolo, siamo straniti da questo moto apparente dell’Esistenza.&lt;br /&gt;Come treni attigui in una stazione, chi parte e chi resta? Non si è mai sicuri della risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, capita che le circostanze ci sorprendano; Ci giriamo un attimo indietro ed è passata, a volte, una vita intera.&lt;br /&gt;Come è stata spesa? Una domanda tanto imbarazzante cui evitiamo sovente di rispondere con sincerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno stavo andando in aeroporto in taxi e incontrai un mio amico che non vedevo da anni, proprio in un altro taxi che procedeva a passo d'uomo come il mio nel traffico.&lt;br /&gt;Vivevamo nella stessa città ma eravamo stati, sino a quel momento, ugualmente lontani come la terra degli unicorni.&lt;br /&gt;Lui andava all’aeroporto di Orio al Serio, io a Malpensa, pronti a salpare ognuno per la sua meta.&lt;br /&gt;Cammini diversi che avevano deciso di arrestarsi per qualche attimo nella stessa strada su sensi di marcia inversi.&lt;br /&gt;Un saluto, una stretta di mano fugace tra i finestrini abbassati e via...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' forse malinconico pensare che in fondo la vita è la stessa cosa.&lt;br /&gt;Chiusi nel taxi del nostro corpo, sfioriamo gli altri senza mai toccarli veramente. Ci saziamo con la curiosità che non diventa mai però adulta, attraverso una reale conoscenza.&lt;br /&gt;Cerchiamo di dissetarci e beviamo acqua salata.&lt;br /&gt;Manca il tempo, si dice come giustificazione, ma mentiamo a noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come diceva l'anziano monsieur Ibrahim al giovane Momo, nel libro -I fiori del Corano-: "La felicità é nella lentezza".&lt;br /&gt;Allo stesso modo direi della vita, delle persone, dei momenti, colti dalla nostra anima finalmente attenta grazie a questa "lentezza".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Colti come fiori ma senza reciderne il gambo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7980904100914505820?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7980904100914505820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7980904100914505820' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7980904100914505820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7980904100914505820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/03/fughe-da-fermo.html' title='Fughe immobili'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S5Y9pnOkAeI/AAAAAAAAAk8/_if-Vt97PlA/s72-c/taxi_driver.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-6854081001234217167</id><published>2010-02-23T13:21:00.040+01:00</published><updated>2010-03-24T14:18:50.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Giustizia sommaria</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S4PIgTW5szI/AAAAAAAAAkk/t-Tp8cOlik0/s1600-h/giustizia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441413232071390002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 399px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S4PIgTW5szI/AAAAAAAAAkk/t-Tp8cOlik0/s400/giustizia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' curioso come in questo mondo annoiato si cerca sempre l'estrosità per sollecitare una coscienza, un sapore ormai sopito.&lt;br /&gt;Spesso con ricette di cattivo gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una trasmissione televisiva di cucina si è presentato il modo per cuocere un gatto.&lt;br /&gt;Un gatto come pietanza! Il cuoco dichiarava candidamente che è stata una pratica comune in tempi di carestia, anche se ormai lontani dal nostro ricordo.&lt;br /&gt;La preparazione del piatto in questione non era altro che un racconto sulle modalità di esecuzione. In casseruola per fortuna non c’era il povero micio.&lt;br /&gt;Ne è seguita una bufera di polemiche, sollevata da animalisti e non, che ha portato al licenziamento dell’incauto gastronomo, un tipo anzianotto cui i capelli bianchi, evidentemente, non hanno regalato la saggezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me pare però, ancora più strano che questo chef abbia avuto il placet della produzione, del regista, della commissione esaminatrice che approva il palinsesto della puntata.&lt;br /&gt;Non è tanto grave che un vecchietto rincoglionito faccia una cazzata, ma è certo indicativo di un’ottusità diffusa che un sacco di gente ci va poi dietro.&lt;br /&gt;Che paghi solamente il povero sclerotico mi sembra riduttivo rispetto alla catena delle responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo fatto banale e inelegante mi ha fatto riflettere sul senso di equità e sui valori cui ad essa diamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di Giustizia della maggioranza delle persone è per me un mistero.&lt;br /&gt;Spesso il giudizio è un’incognita che si abbatte sul soggetto più evidente senza mai voler andare oltre la superficie.&lt;br /&gt;Si condanna l'esecutore, quando va bene, quasi mai il mandante e ancora meno i fiancheggiatori. Questi ultimi correi con il loro silenzio che apre la strada, altrimenti impossibile da percorrere, per l'autore dell'azione riprovevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tace dunque sui molti che tacciono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo ci si chiama fuori dal senso di responsabilità personale che dovrebbe in realtà vederci tutti sempre, in diversa misura, concausa di ciò che accade.&lt;br /&gt;La vita non ammette ignoranza, mi verrebbe da parafrasare il noto detto leguleio, ma non vorrei essere troppo manicheo.&lt;br /&gt;Ecco perchè non credo che una persona in cuor suo possa giudicare un altro, ma mi rendo conto anche che questa società abbisogna di regole, di limiti e di perimetri per trovare soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ignorando o volendo ignorare che ogni soluzione è sempre una trappola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo quindi nella legge, nell’ordinamento, nelle regole “tout court”, se non vissute attraverso la propria esperienza e condivise dal proprio sentire; Certamente non rispettate in ossequio ad un principio astratto o ad un imperativo morale al quale fare riferimento, sempre e comunque. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In definitiva è più onesto e vero aderire a regole fatte proprie perché metabolizzate e sperimentate, come già detto, nel proprio vissuto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una volta stavo contraddicendo un mio amico su una questione che lo riguardava e che non mi trovava d'accordo, tutto questo di fronte ad altri e lui mi disse: "Tu mi devi sostenere soprattutto quando ho torto! Se avessi ragione non mi servirebbe un amico!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fa sorridere questa frase ma a me ha fatto molto pensare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo sempre chiamati a scegliere fra cuore e mente, fra regole codificate e attualità e non è mai facile.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Penso che sia nelle nostre possibilità reagire, difenderci e magari punire qualche d’uno per un torto (presunto o reale che sia) subito.&lt;br /&gt;Giudicare no, poiché il giudizio è sempre una spada a doppio taglio, mentre fende l'oggetto del nostro giudicare taglia anche noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si ha modo di osservarsi, quando sorge dentro di noi il giudizio non si può che convenire con questa constatazione.&lt;br /&gt;Giudicare crea sempre una frattura, in primis in noi stessi.&lt;br /&gt;Non mi interessa convincere nessuno, ma a me sembra un dato di fatto, come la gravità, la notte dopo il giorno, la pioggia che segue il sereno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo comunque chiamati dall'Esistenza a schierarci, a prendere posizione, a dire qualche cosa.&lt;br /&gt;E' un paradosso che va riconciliato con una saggezza che non è facile realizzare, lo riconosco, ma non c'è altro da fare.&lt;br /&gt;Non credo che abbia senso fare altro nella vita se non questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso anche che noi non possiamo giudicare perchè non possiamo conoscere se non in forma parziale, soggettiva, spesso non libera dai pregiudizi.&lt;br /&gt;Così come non possiamo "fare" veramente per lo stesso motivo; Non siamo liberi di esercitare una volontà scevra da noi stessi cioè dai condizionamenti cui diamo l'aspetto di quel simulacro egoico che in maniera ridondante chiamiamo: personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aneddoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno un mio amico parlava a proposito delle sue “creazioni” artistiche con un mio conoscente di Istambul e questi ci disse: “Sapete perchè è vietato nell'Islam rappresentare le immagini degli esseri viventi? Perché nel Giorno (del Giudizio), vi sarà richiesto di dare un'anima alle vostre immagini. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E voi non potrete farlo. Soltanto Dio ha il potere di creare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo Lui (o qualunque nome o pensiero si dia alla Vita) può creare, giudicare e conoscere il fine di ogni cosa. Ma questa è, naturalmente, un'altra storia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto per amore di chiacchiera aggiungo che l'Inferno dell'uomo è solo dentro di lui, in particolare, quando, con arroganza, si appropria di un diritto (il giudizio) che non merita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono solo mie personali opinioni, ma penso altresì che non siamo noi i padroni di questo mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo ospiti ed è buona educazione comportarci come tali.&lt;br /&gt;Il corpo tornerà alla terra, l'anima (se esiste) dovrà essere prima conquistata per essere reclamata come nostra davanti ai nostri antenati.&lt;br /&gt;Loro ci attendono sulla soglia dell'Indifferenziato, ma dobbiamo meritarci il diritto di oltrepassare questo limite con Onore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parole che appaiono anacronistiche in questo presente e che pronuncio sottovoce.&lt;br /&gt;Nel cosiddetto uomo primitivo questa separazione tra Ego e Vita era meno evidente. Le culture animiste, nella loro apparente semplicità, proponevano un essere umano in una condizione paritaria rispetto alle piante, agli animali, al Tutto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi uomini vivevano (ed uso il passato perché ormai non credo che ne esistano quasi più) in un rapporto simbiotico con la Natura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fluivano nel grande "Manà", "cantavano" la realtà che si creava, grazie a questo, innanzi a loro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essi, non vivevano così l'angoscia della separazione dal mondo che invece ci porta per mano a fare tante stupidate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per quanti soldi, sesso, beni uno può credere di possedere non potrà riempire il Vuoto sotteso in questa cesura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Almeno io la vedo così.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Magari sono parole deliranti, ma forse, solamente perchè abbiamo smarrito la ragione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi rendo conto che si è persa la capacità di percepire realtà più ampie, di rapportarci con dimensioni diverse che coesistono nel nostro attuale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'eco però di questo canto antichissimo che ci indica una vita diversa risuona ancora un poco dentro di noi, sommerso solamente dalla cacofonia di domande senza senso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è sufficiente però coglierne il significato all'ultimo momento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti di fronte al baratro cambiano, ma potrebbe non bastare il tempo.&lt;br /&gt;Personalmente cerco di affrettarmi ma lentamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito ancora di Giustizia ero bambino, quando assistevo in televisione all’inaugurazione dell’anno giudiziario, con quella parata di toghe ed ermellini e ascoltavo il discorso di apertura che enunciava gli stessi problemi che ho sentito l’anno scorso, alla medesima annuale celebrazione.&lt;br /&gt;Sono però passati solamente quaranta anni.&lt;br /&gt;Mi sono domandato spesso come mai i cosiddetti problemi sociali non trovano mai soluzione, forse perché semplicemente i problemi di molti non divengono i problemi di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ oltremodo bizzarro che la scuola, e tutti i sistemi di formazione tendano a fornire metodi e nozioni per “fare” e mai sistemi per “essere”.&lt;br /&gt;Si studia dunque per saper lavorare e non per saper vivere.&lt;br /&gt;Nessuno, a parte alcune scuole antiche esoteriche penso ormai estinte, desidera insegnare a pensare, sviluppando ed indirizzando nel modo “migliore” la logica del pensiero.&lt;br /&gt;“Migliore” non in senso morale, ma semplicemente perché più ampio e nello stesso tempo più profondo, libero da quegli inutili orpelli di un ragionamento forviante.&lt;br /&gt;Il potere della visione reale o almeno realistica delle cose non è sviluppato, come sarebbe logico, partendo dalla semplice azione di eliminare dal nostro cervello quei “pensieri parassiti” che distorcono la nostra visione appunto, che in definitiva non ci permettono di essere ciò che facciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è probabilmente determinato dall’errata concezione, sempre a mio modesto parere, che pensiamo già di saper pensare.&lt;br /&gt;Esiste quindi, su questa base, quasi sempre una separazione fra ciò che facciamo e ciò che siamo, e in questoa linea di confine sottilissima ed invisibile si erge un muro invalicabile fra noi e la realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricordo un paio di storie esemplificative che spiegano meglio quello che penso.&lt;br /&gt;Sono due esperimenti psicologici.&lt;br /&gt;Il primo esperimento è stato condotto più di venti anni or sono.&lt;br /&gt;Ad un gruppo di persone è raccontata una storia e chiesto alla fine di esprimere la propria opinione. La storia è semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna, sposata ha un amante che vive in un altro quartiere della città. Questo quartiere è separato dal resto della città e situato su una piccola penisola circondata dal mare; ogni comunicazione con la terraferma deve transitare attraverso una sola strada che collega queste due parti. Diciamo che è un’isola collegata al resto della metropoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come d’abitudine ogni settimana questa donna si reca dal suo amante e trascorre qualche ora piacevole nel appartamento dell’uomo.&lt;br /&gt;Un giorno però, al momento di ritornare a casa, l’amante con una scusa puerile si rifiuta di accompagnarla.&lt;br /&gt;Forse non l’ama più? Forse si è stancato di questa relazione adulterina? Ha un’altra donna? Questi pensieri tormentano la donna, ma nonostante questo decide di non approfondire la cosa e di tornare a casa da sola.&lt;br /&gt;Prima però, alla radio, è diffusa una notizia.&lt;br /&gt;Un pericoloso assassino si aggira nella città. L’annunciatore, consiglia cautela sino al momento che la polizia (già sulle tracce del delinquente) non lo arresti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante queste brutte notizie, l’amante lascia che la donna torni a casa da sola. In fondo la casa di lei non è poi così lontana e manca veramente poco alla cattura del pericoloso criminale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il suo rientro solitario la donna si accorge però di essere seguita, preoccupata chiede aiuto ad un taxista per transitare in sicurezza l’unica strada principale che porta a casa sua, ma questi rifiuta.&lt;br /&gt;Il turno del taxi è finito e il conducente vuole tornare dalla sua famiglia per cena e non sente ragioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La donna, scoraggiata, continua a piedi l’attraversata, ma sfortunatamente incontra l’assassino che si rivela essere proprio quel uomo misterioso che la seguiva e inevitabilmente la uccide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo campione si espirme in diverse percentuali in merito alla responsabilità di questo evento narrato.&lt;br /&gt;Una parte incolpa la donna, fedifraga ed imprudente, altri invece incolpano l’amante che non ha saputo proteggere la ragazza; Altri addirittura il taxista o la polizia che non ha fatto abbastanza.&lt;br /&gt;Solo un piccolo numero da la risposta più logica e semplice: la colpa è dell’assassino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo esperimento verte ugualmente sul senso di consapevolezza e sul senso di giustizia.&lt;br /&gt;E’ uno studio apparentemente diverso che porta in luce il modo di ragionare che adottiamo spesso in maniera automatica determinando così situazioni paradossali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di volontari è diviso in due sottogruppi, una parte divengono i “prigionieri” e l’altro le“guardie”.&lt;br /&gt;I prigionieri hanno una serie di regole abbastanza ferree da rispettare, mentre le guardie devono assicurarsi che queste leggi siano rispettate.&lt;br /&gt;Sono regole a volte irrazionali cioè a prescindere da una qualsiasi logica.&lt;br /&gt;Per esempio il gruppo di prigionieri un certo giorno devono fare certe cose e non altre. Oppure vestirsi in un certo modo, magari camminare partendo sempre con il piede sinistro ecc. ecc.&lt;br /&gt;Evidentemente ogni tanto è rivelata qualche infrazione.&lt;br /&gt;Alle guardie è così spiegato che siccome alcuni prigionieri non si sono attenuti alle regole e necessario in qualche modo adottare delle sanzioni, queste punizioni sono solamente un deterrente per l’ordine approvato e sono necessarie per la buona riuscita dell’esperimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si presentata così la necessità di punire ed è instaurata una sorta di piccola tortura, alla quale tramite un congegno e non visti dal prigioniero, reo di una violazione, si somministra una piccola scarica elettrica al malcapitato. Solo un piccolo fastidio gli si dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, la maggior parte del gruppo di “guardie”, somministra senza troppi problemi le punizioni, anche se il soggetto della tortura grida e si lamenta contraddicendo gli organizzatori che avevano assicurato che il congegno era quasi innocuo.&lt;br /&gt;In una minoranza di secondini addirittura si assiste al nascere di un certo sadismo, giustificato magari dalle violazioni ripetute di un particolare prigioniero in una “excaletion” vessatoria senza rimorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso di responsabilità è quasi completamente sopito con la scusa di” aver eseguito gli ordini”, oppure che le urla sentite “parevano finte”, e via di seguito, adottando ogni sorta di giustificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un ristrettissimo numero esprime un rifiuto a questo comportamento disumano.&lt;br /&gt;C’è da rimanere attoniti se non "scossi" a nostra volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è possibile vaccinarsi contro questa forma ipnotica di adattamento? Come è possibile mantenere desto il nostro senso critico e ancora di più la nostra umanità? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse a soluzioni precotte per questi comportamenti è preferibile far appello ad un esempio, ad una storia, che indica una stada di buon senso, lasciandoci però liberi di costruirla da noi stessi. E' una storia che ho letto e che trovo bellissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta un vecchio monaco giapponese che viveva in solitudine in un remoto villaggio di montagna. Era molto amato dalla gente per la sua saggezza e per la sollecitudine con cui cercava di aiutare tutti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Un giorno una ragazza nubile del villaggio rimase incinta e non volendo rivelare ai suoi genitori il nome del padre, tenne il segreto sino alla nascita del bimbo. Dopo però, esasperata dai continui interogatori dei familiari e volendo proteggere il vero padre di suo figlio, incolpò del fatto il povero monaco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fu subito uno scandalo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I parenti della ragazza, furenti portarono il pargoletto al santo uomo che ascoltò con pazienza le rimostranze e poi gli insulti del gruppetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unico commentato del vecchio saggio fu un semplice: "Ah si?".&lt;br /&gt;I genitori inferociti ancora di più lasciarono al monaco il nascituro perchè se ne occupasse e se ne andarono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascorso un anno in cui il vecchio allevava amorevolmente il bimbo, subendo però, l'ostracismo di tutta la comunità, la verità venne fuori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vero padre confessò il misfatto e decise di sposare la ragazza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutta la famiglia allora per risolvere l'imbarazzo della situazione si recò nuovamente dal monaco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inutile dire che la questione era seguita da un grande interesse dalla gente curiosa del villaggio.&lt;br /&gt;Giunti da lui si scusarono dell’accaduto alla belle e meglio e si ripresero quindi il bimbo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’unico commento del vecchio fu ancora un semplice: "Ah, si?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sfiorano qui temi che andrebbero toccati probabilmente in una discussione più ampia, magari davanti ad una bottiglia di buon rosso.&lt;br /&gt;Avendo anche a disposizione il tempo non solo per parlare ma soprattutto per ascoltare le parole ed i silenzi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è forse la sede giusta e non è certo una questione di torto o ragione.&lt;br /&gt;Non volendo lasciare dietro di me fraintendimenti, dico solo che sono due cose ben diverse "giudicare" e "prendere posizione".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come già scritto, siamo necessariamente chiamati dall'Esistenza a dire qualche cosa e ad agire, altrimenti sarebbe come non vivere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello di cui io parlo non è però una posizione "orientalista" né "buonista", della serie: "Nessuno mi può giudicar...", come cantava Caterina Caselli; o "Lascia che sia", tanto per continuare con le canzoni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Se per esempio abbiamo voglia di comprendere e di rispondere ad un discorso fatto da una persona, bisogna fare per forza un piccolo salto nell'altro, altrimenti facciamo solo prendere aria ai denti, non c'è una reale comunicazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglio cioè dire che alla stessa maniera è l'assolutismo delle idee e delle prospettive personali che trovo un impedimento nell'avvicinarsi al reale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non deve essere necessariamente un conformarsi ad un atteggiamento rinunciatario nei confronti del mondo, anzi...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una sfida, la sfida di conciliare un paradosso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per esempio nella lotta, nel confronto forse anche nel conflitto l'essere umano è solo alla fine che comprende l'insensatezza di questo comportamento.&lt;br /&gt;Attraverso la frustrazione di un'azione che si rivela senza senso l'uomo può capire che proiettia sempre e comunque il suo disagio sull'altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se odiamo, odiamo alla fine solo noi stessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cioè siamo così stupidi che impariamo solo con gli errori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giudizio su se stessi poi che ricorre tanto facilmente in noi è forse necessario, ma parimenti inutile e senza senso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non parlo di "osservazione di se", ma di "giudizio di se", e come prima sono cose molto diverse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Oggi le circostanze ti hanno sorriso e ti senti un grande uomo, domani il mondo è contro di te e ti senti un fallito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quale genere di Uomo può chiamarsi a giudice della sua vita se vive in balia delle conferme?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quale forza, quale dignità, quali punti fermi ha raggiunto una persona così?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E non assomigliamo forse molto a questo piccolo uomo?&lt;br /&gt;Tutti, tanto fragili di fronte alla vita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cosa vogliamo mai giudicare se basta che non troviamo parcheggio per l'automobile per perdere il buon umore?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vediamo dunque come intorno a noi, tutti, si va in giro con la mano tesa in cerca di amore e dell'applauso che ci fa sentire importanti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quale Dio può ascoltare una preghiera di un essere tanto insicuro e nonostante questo così arrogante da giudicare il suo simile e il mondo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanto è importante allora avvicinarci a quel semplice: "Ah si?".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-6854081001234217167?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/6854081001234217167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=6854081001234217167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6854081001234217167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6854081001234217167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/02/giustizia-sommaria.html' title='Giustizia sommaria'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S4PIgTW5szI/AAAAAAAAAkk/t-Tp8cOlik0/s72-c/giustizia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-8410938451200831230</id><published>2010-01-21T12:21:00.007+01:00</published><updated>2010-03-03T12:19:43.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Eco di sentieri silenziosi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S1g5ur26YlI/AAAAAAAAAkc/EOFm2-duMaI/s1600-h/orme+nella+neve.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429152825004941906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S1g5ur26YlI/AAAAAAAAAkc/EOFm2-duMaI/s400/orme+nella+neve.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Camminiamo tutti nella neve ed è inevitabile lasciare orme dietro di noi, orme che dureranno solo fino alla prossima nevicata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In questo paesaggio imbiancato e silente non ho idea quale sia il vero valore di ciò che accade, forse non ha senso trovare un senso dove non c'è.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Posso solo vedere il ghiaccio mentre gioca con il sole e si stringe ai rami come amanti abbracciati in una stazione prima dell'ultimo bacio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sento gli alberi stormire, pare che dicano: arrivederci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-8410938451200831230?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/8410938451200831230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=8410938451200831230' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8410938451200831230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/8410938451200831230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/01/eco-di-sentieri.html' title='Eco di sentieri silenziosi.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S1g5ur26YlI/AAAAAAAAAkc/EOFm2-duMaI/s72-c/orme+nella+neve.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7804630656084834635</id><published>2010-01-07T15:05:00.007+01:00</published><updated>2010-01-08T15:44:03.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='taccuino di viaggio'/><title type='text'>Da-da!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S0XsTQ8vteI/AAAAAAAAAkU/6WGd2D-_0cM/s1600-h/russia2.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424001141949052386" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S0XsTQ8vteI/AAAAAAAAAkU/6WGd2D-_0cM/s400/russia2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo la tempesta arriva sempre il sereno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Superstite da inennarabili avventure nell'est europeo cerco di mettere ordine nei ricordi per una stesura agile del racconto di viaggio che pubblicherò appena mi garba. Karasciò?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ringrazio le moltitudini dei miei fan che mi hanno lasciato commenti e saluti sperticati e ricambio con una pastorale benedizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Posso solo dire per ora che una parte di me è rimasta in quei luoghi magici che paiono usciti da una pellicola degli anni 60'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Privet a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7804630656084834635?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7804630656084834635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7804630656084834635' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7804630656084834635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7804630656084834635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/01/da-da.html' title='Da-da!'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S0XsTQ8vteI/AAAAAAAAAkU/6WGd2D-_0cM/s72-c/russia2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-6994484627540362797</id><published>2010-01-03T13:23:00.001+01:00</published><updated>2010-11-09T10:34:49.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Dedicato ad A.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S45Wde9FoWI/AAAAAAAAAk0/--fZKD4NF2A/s1600-h/foto_inverno_21.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444384064062988642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S45Wde9FoWI/AAAAAAAAAk0/--fZKD4NF2A/s400/foto_inverno_21.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Sei arrivata dunque, figlia dell’Inverno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scorgo il tuo passo sicuro tra la neve.&lt;br /&gt;Mi hai preso di sorpresa anche se ti aspettavo da vite intere.&lt;br /&gt;Ho dovuto inciampare in tanti volti che non ti somigliavano per riconoscere il tuo.&lt;br /&gt;Eri allora tu quella luce lontana che avanzava nella notte? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho capito che mi ero perso quando ho trovato un sentiero da percorrere.&lt;br /&gt;Per questo forse, un caldo tepore mi è sceso sino al cuore che non sapevo intirizzito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I tuoi occhi di aria pulita si sono fermati in uno sguardo che sa scrivere nell'anima e, in punta di piedi, hai sollevato il mio mondo.&lt;br /&gt;Appoggiandoti con noncuranza hai scardinato il portone di una fortezza che si credeva inespugnabile; Sei entrata in me e conosco ora la bellezza di arrendermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un sorriso hai ucciso un uomo che voleva finalmente rinascere.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-6994484627540362797?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/6994484627540362797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=6994484627540362797' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6994484627540362797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6994484627540362797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/03/dedicato-ad.html' title='Dedicato ad A.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S45Wde9FoWI/AAAAAAAAAk0/--fZKD4NF2A/s72-c/foto_inverno_21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7632411760529393354</id><published>2009-12-14T15:08:00.013+01:00</published><updated>2009-12-15T16:30:48.062+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='taccuino di viaggio'/><title type='text'>La casa Russia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyZPSYuZeSI/AAAAAAAAAkI/p-nGjLWAl_I/s1600-h/73864-Troika.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415102779252898082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyZPSYuZeSI/AAAAAAAAAkI/p-nGjLWAl_I/s400/73864-Troika.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In contro tendenza con ogni logica climatica, parto per l'Est.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Destinazione segreta, insieme ad un manipolo di fidati compagni di viaggio ed espertissimi esploratori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La destinazione è comunque all'interno della grande madre Russia, oltre gli Urali, oltre le mappe conosciute dell'ex Unione Sovietica, in un'area circoscritta di appena 500.000 kmq (lo dico solo in caso qualche d'uno volesse inviare un biglietto d'auguri, un pacco viveri o chessò una scatola di condom in pile).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quivi discorrerò, come mio costume, con alcuni sciamani siberiani sui massimi sistemi; Poi con i nativi della pesca del caviale e prima di ogni cosa sulla distillazione della Vodka con esempi pratici esemplificativi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La trasvolata avverrà con un Ilyushin Il-214, un cargomobile battente bandiera panamense ad elica del 1946 (per dare maggior pathos all'evento) gentilmente offerto dall'aeroclub di Bresso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrivo nella notte in un aeroporto non segnalato nei pressi del delta del Volga. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci attendono in loco diverse Troike russe e poscia, per l'ultimo tratto sino all'immensa Taiga, delle slitte trainate dai famelici cani dell'Asia Centrale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Seguirà il nulla, ovvero l'incertezza propria di ogni missione esploratrice ai confini della realtà del Visir.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi assento così per un po', approffitando delle festività natalizie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Auguri anticipati a tutti e anche di buon Nuovo Anno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non temete, tornerò ad ogni costo... E vi toccherà sopportare ancora i miei sproloqui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dasvidania. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7632411760529393354?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7632411760529393354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7632411760529393354' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7632411760529393354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7632411760529393354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/12/la-casa-russia.html' title='La casa Russia'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyZPSYuZeSI/AAAAAAAAAkI/p-nGjLWAl_I/s72-c/73864-Troika.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7783616672332225235</id><published>2009-12-03T14:05:00.054+01:00</published><updated>2010-04-26T11:19:20.684+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Alfa e Omega.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/Sxe3sT-7TfI/AAAAAAAAAjg/4_KIF7QjKAU/s1600-h/CH-OmegaManPoste1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410995449215274482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/Sxe3sT-7TfI/AAAAAAAAAjg/4_KIF7QjKAU/s400/CH-OmegaManPoste1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho commentato su un altro Blog una recensione cinematografica di un film di cassetta, ora in programmazione: 2012. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così ho avuto modo di riflettere su un paio di cosine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I film catastrofici sono sempre affascinanti, quando però sono fatti come "Dio comanda".&lt;br /&gt;Ricordo "Occhi bianchi sul pianeta Terra" (1975), con Charlton Heston, dove interpretava l'ultimo uomo sul pianeta alla disperata ricerca non tanto di sopravvivere, quanto di mantenere viva la propria umanità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella pellicola il protagonista è impegnato in una lotta contro dei mutanti fotofobici sopravvissuti al disastro biologico che non solo avversano ogni tecnologia, ma cercano di distruggerla considerandola l'origine di ogni male.&lt;br /&gt;Il fatto che egli si rifiuti di abbandonare la propria abitazione di sempre nel centro di Los Angeles per un luogo lontano dagli assalti di questa congrega denominata "La Famiglia", evidenzia come sia forse preferibile, per lui, essere circondato da nemici che non essere circondato da nessuno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardandomi intorno mi viene da pensare che questa motivazione sia largamente condivisa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Recentementee vi è stato uno pseudo-remake di questo piccolo capolavoro, con il titolo: "Io sono leggenda", interpretato da un bravo Will Smith, ma non è neanche paragonabile all'originale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Anche "Zombie" (1978) di Romero, una delle ultime icone splatter, nasconde fra i fotogrammi iperbolici il suo interessante significato educativo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questa lungometraggio vi è una forte critica al consumismo, all’avidità fine a se stessa, esemplificato nei pochi sopravvissuti asserragliati, guarda un po', in un Supermarket.&lt;br /&gt;Circondati da orde di Zombie affamati i protagonisti sono trasformati essi stessi in oggetto di consumo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per non parlare poi della accusa contro la violenza, spingendo la situazione al paradosso come in una dimostrazione matematica “per assurdo”. E' famosa la battuta del film: “Quando i morti camminano, signori, bisogna smettere di uccidere. Altrimenti si perde la guerra”.&lt;br /&gt;Questo slogan suggerisce una soluzione e rimanda ad un’immagine molto più reale, cioè ai tanti conflitti armati nati tutti per "nobilissime" cause e finiti in inestricabili situazioni politiche. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse, basterebbe cominciare a non uccidersi per iniziare a trovare la soluzione di questo inestricabile nodo Gordiano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le situazioni fantascientifiche sembrano additare così comportamenti vissuti e visti nell’odierno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una sorta di gioco di specchi inserito in un altro gioco, ma di scatole cinesi. Col pretesto di divertire si suggerisce invece l'analisi di un sistema spesso più assurdo di una sceneggiatura surreale. E' una valutazione velata, stranamente discreta rispetto al prodotto che la veicola, che risulta ridondante. Un giudizio che se rivolto direttamente sarebbe troppo offensivo, saccente e serio; cosa quest'ultima imperdonabile per questo mondo, dove è "cool" solo cercare di divertirsi dimenticando, spesso la miseria che ci guarda in faccia. Come è possibile essere completamente felici quando intorno a noi c'è così tanta sofferenza? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di taglio diverso è un film australiano di qualche anno fa passato quasi completamente inosservato: "28", credo sia il titolo esatto, ma non ne sono certo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo film si immagina un'umanità condannata da un misterioso evento astronomico in avvicinamento. Il titolo rimanda ai giorni che restano alla vita su questo pianeta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo caso nella storia vi è la consapevolezza della fine. Questa conoscenza esalta la responsabilità di ognuno nei confronti della propria esistenza e soprattutto di come le si possa dare un senso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vengono incrociati nella sceneggiatura le vite di personaggi diversi. La narrazione segue una tecnica "ad incastro", facendo incontrare in tempi e modi diversi, con visioni prospettiche da soggettive diverse le varie avventure di questi personaggi, il ritmo talvolta è sincopato e in altre lento ed intimista ciò mantiene alta l'attenzione dello spettatore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è tra le storie quella di un uomo che cerca, nei suoi ultimi giorni di vita, di contattare le donne desiderate e mai avute nella sua vita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Osando anche realizzare i suoi desideri sessuali più incredibili spinto dalla forza di non aver nulla da perdere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Superando la timidezza e i preconcetti inanella una serie di incontri incredibili che realizzano le sue fantasie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Incalzante è in lui la decisione di depennare dalla sua agenda ogni occasione mancata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viene anche raccontata la storia di una donna che fa della fedeltà al proprio posto di lavoro il centro della sua vita, lei è vergine avendo preferito darsi completamente al lovoro piuttosto che ad un uomo; ora però questo lavoro diviene più che mai senza certezze. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sua ostinazione è sostenuta sino quasi all'ultimo dalla motivazione che: "Qualche d'uno lo deve pur fare". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascorre quindi i suoi ultimi giorni a lavorare per un'azienda che non ha più senso di esistere, salvo poi all'ultimo momento concedersi al libertino protagonista della storia precedente e incontrandolo  rispondendo ad un suo annuncio su internet dove domanda una vergine appunto, è così in un curioso riunirsi degli estremi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diversa è la vicenda di un'altra donna che affronta l'attraversata della città impazzita prima dell'arrivo della misteriosa minaccia e dominata da un caos incontrollato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' un viaggio nell'inferno per incontrare il proprio amante con cui finalmente a deciso di vivere, e con lui paradossalmente suicidarsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non riuscirà però nel suo intento, il destino la porterà a conoscere invece uno altro uomo di cui forse si innamora. E' proprio con lui che realizzerà il suo desiderio di autodeterminazione, dando un'utilità a quelle due pistole che si porta dietro per tutto il film come un peso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paradossalmente lei giungerà ad un punto fermo nella sua costrante indecisione in un momento ormai divorato dalla follia collettiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' tangibile il senso di vacuità che il film sottolinea, l'assurdità di ogni tentativo di dare una priorità agli ultimi momenti di vita. Ogni azione appare senza reale significato, tardiva rispetto alla minaccia incombente se non, e in questo forse c'è un prezioso segreto, per il sentimento autentico con cui essa può essere vissuta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tempo viene scandito e diviene via-via più incalzante come un tamburo di guerra, nel personaggio di una barbona, una folle; La quale corre tutti i giorni per le vie urlando il numero dei giorni che mancano all'Apocalisse. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una sorta di timer umano prima della detonazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essa è una esegeta dell'Entropia, avulsa da tutto e da tutti, spietata nella suo count-down. E' un esere senza passato e senza futuro che simboleggia il Tempo inesorabile nel suo scorrere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Bei tempi quando si facevano questi film", si dice ora.&lt;br /&gt;Chi parla così è forse perchè appartiene alla cosidetta generazione "in bianco e nero"? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quelli cioè che hanno visto gli albori del sistema televisivo che ha portato il cinema in tutte le case; E con esso le speranze disattese e banalizzate da questo formidabile strumento di informazione (la televisone) ridotto però a contenitore privo di contenuto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Probabilmente tutto questo ci ha fatto guadagnare il diritto di essere cinici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene da pensare ancora che curiosamente si riflette poco su come questi film di catastrofi, pandemia, invasione aliena ecc. ecc. risuonino su una corda sottile, ma profonda nel nostro sentire.&lt;br /&gt;Ovvero l'ineluttabilità della fine di ogni uomo nato per morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultima ora per ognuno è quasi sempre inaspettata, come in questi film è l’arrivo della minaccia distruttrice.&lt;br /&gt;Viene rappresentata in questo caso la moltitudine inconsapevole che si dibatte nell'acquitrino delle proprie meschinità e ignora la fine che avanza inesorabile.&lt;br /&gt;Secondo me non è molto diverso dal nostro quotidiano se solo ci ragioniamo un poco e ne cogliamo le similitudini, ma può anche darsi che sia solo colpa del Natale che sta arrivando e mi regala sempre un inveterato ottimismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Con questo evento apocalittico finirà il mondo!”, annunciano i trailers.&lt;br /&gt;“E' solo un film!”, risponde in coro il pubblico pagante; ma ne siamo proprio sicuri?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il mondo, il nostro mondo che è l'unico mondo di cui sappiamo e di cui abbiamo reale esperienza non finisce con noi, forse?&lt;br /&gt;Nessuno per quanto ignorante non sa che un giorno morirà, eppure non si considera quasi mai questa ovvietà se non in rari momenti malinconici.&lt;br /&gt;Che senso ha disperarsi se tutta l'umanità sparisce? Sparirà comunque, quando si spegneranno le luci per noi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La differenza di punto di vista fra film come 2012 oppure 28 è semplicemnete fra una fine improvvisa ed una annunciata cioè la stessa fra inconsapevolezza e conoscenza. In buona sostanza si viene trascinati verso il proprio destino proprio perchè non si vuole andargli in contro aprendo gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, non volendo indugiare troppo nello spingere chi mi sta leggendo a tastare i propri organi genitali in un gesto, inelegante, ma apotropaico posso solo aggiungere che la cosa va vista (a mia modesta opinione) come nell'ordine naturale delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Aurelio diceva: “Vedi nel passato come gli imperi nascano, prosperino e finiscono; ecco hai visto anche il futuro”.&lt;br /&gt;Forse il gesto del Lama nel film 2012 che, mentre va tutto a ramengo, si beve imperturbabile il suo thé appare la cosa più sensata: quando hai letto l'ultima pagina, chiudi il libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo: felicità a tutti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7783616672332225235?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7783616672332225235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7783616672332225235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7783616672332225235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7783616672332225235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/12/alfa-e-omega.html' title='Alfa e Omega.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/Sxe3sT-7TfI/AAAAAAAAAjg/4_KIF7QjKAU/s72-c/CH-OmegaManPoste1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7807799211472250489</id><published>2009-10-29T13:13:00.036+01:00</published><updated>2010-08-27T14:01:34.867+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conversazioni con esseri sovrumani'/><title type='text'>Vicini, vicini.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SumIa0k6r4I/AAAAAAAAAjA/L3um55ji9NY/s1600-h/vicini_vicini_16.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397995622751711106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 328px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SumIa0k6r4I/AAAAAAAAAjA/L3um55ji9NY/s400/vicini_vicini_16.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se c'è un piacere materiale al quale dedico le mie attenzioni senza mai stancarmi è la casa.&lt;br /&gt;Una dimora confortevole e con "un’anima calda" è forse uno dei piaceri più sani di cui un uomo può godere, fosse anche perchè così evita di andare in giro a fare danno.&lt;br /&gt;Trovare poi il giusto equilibrio fra comfort e design è la prova del nove del gusto e della misura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho amici con super loft che paiono progettati da Le Corbusier, non esagero, sembrano case uscite da AD in cui, però, non sai come muoverti, dove sedere. Stanze enormi, scale e anfratti dove è fin troppo facile perdersi, figuriamoci andare al cesso.&lt;br /&gt;Quando mi invitano in queste "maison" pulitissime, organizzatissime e un po’ morte mi porto per sicurezza un WC biologico da campeggio che, alla bisogna, sistemo sul loro terrazzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Evito così di essere impreparato se colto da un impellente bisogno. Senza questa contromisura sarei costretto magari ad evacuare in corridoio dentro una scultura di Giò Pomodoro. Qualche maligno potrebbe dire che ne guadagnerebbe l'opera d'arte, ma non giudico mai i successi altrui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inutile dire che da questi amici sono probabilmente considerato come una persona bizzarra, secondo me sono solo previdente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci sono invece altri cui la casa assomiglia ad un mercato di Kabul, però dopo un attentato kamikaze.&lt;br /&gt;Il caos regna sovrano ed è impossibile anche appoggiare un pacchetto di sigarette su un tavolino talmente tutto è ingombro di cose.&lt;br /&gt;Spostare questi oggetti, magari all'insaputa del proprietario (giusto per non offenderlo) è comunque estremamente pericoloso a causa dello strato di polvere millenaria diffusa su ogni orpello; pare di entrare in una scenografia di un film horror. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono praticamente delle cripte non delle case.&lt;br /&gt;Insomma alla fine sto bene solo a casa mia.&lt;br /&gt;Vago ovunque, ma solo nel mio antro ricarico le batterie.&lt;br /&gt;Certo ho le mie molestie, piccoli fastidi che sopporto con stoica determinazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per esempio la bimba del piano di sotto che piange. Quando mi sveglia alle tre del mattino (durante il mio primo sonno), rivolgo una preghiera accorata ad Erode (santo incompreso del passato), faccio spallucce e mi riaddormento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Al piano di sopra ho invece un problema più serio, una coinquilina che parla a voce altissima. Inizia alle 9 del mattino, gridando al marito come fosse su un alpeggio di montagna, mentre lui di solito è invece distante pochi centimetri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se non può parlare al consorte, parla al gatto (Romeo), inanellando anche con lui una serie di cazzate immani.&lt;br /&gt;Non credo di aver sentito, nei molti anni della sua molesta vicinanza, una frase intelligente da lei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è semplice dire solo banalità, lo riconosco, ma lei (la signora Crotti) ci riesce: è il mio mito.&lt;br /&gt;Una volta faceva spesso sesso col marito e visto che ormai le pareti sono fatte di carta mi toccava sentire tutto, ma posso confermare che in quel caso risparmiava il povero Romeo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sesso, manco a dirlo, rumorosissimo. Emetteva nel mentre grugniti da cavernicola e latrati degni di un licantropo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un contrasto stridente rispetto alla sua aria anonima da signora sulla cinquantina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un primo tempo dico la verità ho pensato fosse un caso di possessione demoniaca. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così, da buon spirito illuminista quale sono, avevo provveduto a disseminare intorno al mio giaciglio e in casa un reticolato di rosari inframmezzati da "santini" che via via sostituivo con le figurine dei giocatori dell'Inter (tanto alla fine era la stessa cosa).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, un bel giorno l'ho incontrata davanti alle caselle della posta, vicino alla portineria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con noncuranza le ho dondolato davanti agli occhi il grosso crocefisso in alabastro che portavo con me abitualmente e le ho parlato, al modo di un saluto, in alcune lingue morte (Aramaico e Sanscito in special modo). Con questo semplice sistema ne ho dedotto che non capiva un acca di queste lingue, chiaro sengo che non c'era più bisogno di un esorcismo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inspiegabilmente per qualche mese mi ha tolto il saluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fianalmente, grazie a questo esperimento, però ho potuto liberarmi da tutti quegli aggeggi religiosi che davano alla mia casa un aspetto vagamente quaresimale.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Talvolta è stato anche divertente. In particolar modo quando il marito durante l'atto l'apostrofava con ogni genere di sconcezza, insultandola pesantemente con frasi irriferibili che nel mio intimo condividevo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi vendicava del disturbo arrecatomi dalla consorte “caciarona” e gli diceva quelle cose che avrei voluto dirle io, ma che non osavo per paura di una querela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo al passato perchè ultimamente questo non succede più, cioè loro non fanno più sesso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In compenso il casino che fanno litigando non cambia di molto la mia situazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso sia dovuto al fatto che il marito è stato operato di tumore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli hanno tolto un polmone e le "performance", si sono azzerate. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Naturalemente ha smesso di fumare e per aiutarlo nel salutistico impegno, visto che era un tabagista incallito, quando sento che esce sul balcone, esco anche io e mi accendo una sigaretta; In modo che dalla mia posizione sottostante gli arrivino delle rievocative nuvolette profumate di tabacco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Talvolta grazie alle mie premure si accende una sigaretta di nascosto ma è puntualmente beccato dal quel cerbero di consorte che comincia a gridargli dietro frasi che farebbero arrossire un camionista siberiano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quei momenti sono musica per le mie orecchie stanche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oltre alla malattia c’è anche da considerare che gli anni passano e spesso hanno la meglio anche sul testosterone più infoiato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Peccato, perchè avevo instaurato una sorta di duello fra me e lui a chi faceva più casino con la rispettiva partner, anche se, dico la verità, non sono mai riuscito a far raggiungere alla mia amata del momento, i livelli di primitiva esuberanza della “Signora del piano di sopra” eguagliabile solamente da un Grizzly nella stagione dell’accoppiamento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diciamo che in questa originale corsa equestre (inconsapevolmente disputata dal mio vicino) pur contando su un maggior vigore giovanile io ero già perdente, in quanto lui “montava” un cavallo migliore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domandargli un Handicap, chessò mettere una pallina da tennis in bocca alla molgie, sarebbe stato forse di cattivo gusto e non consono alla mia naturale sportività, quindi mi sono rassegnato a fare del mio meglio anche se ora come ho detto non ho più avversari&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di tutto questo bailamme cosa resta? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo degli sporadici incontri in ascensore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte capita che ci troviamo nella stretta cabina dell’elevatore tutti e tre. L'irreprensibile grufolatrice, il marito denigratore ed io.&lt;br /&gt;Seguono attimi di imbarazzo, forse dovuti alla vicinanza coatta, forse perchè loro sanno che io so che loro sanno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una storia che avrebbe potuto ispirare Harper Lee, altro che “Il buio oltre la siepe”, “La porca oltre il soffitto”, avrebbe scritto, ma mi risulta che il noto scrittore vivesse in una villetta isolata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Noi andiamo al quarto", mi dice di solito lui, con quel fischio nella voce, mentre lei si guarda attorno.&lt;br /&gt;"Io scendo al terzo", rispondo e sempre un mezzo sorriso mi piega un angolo della bocca.&lt;br /&gt;La mia fantasia corre a quei momenti e non riesco a trattenere un moto di ilarità sulfurea.&lt;br /&gt;“Se, Se…I due santarellini”, penso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In quei casi mi trattengo a stento e giunto al mio piano, chiusa alle spalle la porta dell'ascensore, vorrei emettere un ululato, forte e prolungato, degno di un lupo mannaro come innocente commiato al loro amore che fu. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giuro, una delle prossime volte che li incontro lo faccio.&lt;br /&gt;Eh si! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' vita di condomino, forse ordinaria, ma comunque vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7807799211472250489?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7807799211472250489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7807799211472250489' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7807799211472250489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7807799211472250489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/10/vicini-vicini.html' title='Vicini, vicini.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SumIa0k6r4I/AAAAAAAAAjA/L3um55ji9NY/s72-c/vicini_vicini_16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4870371781849150848</id><published>2009-08-19T13:40:00.007+02:00</published><updated>2009-12-15T11:16:56.973+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conversazioni con esseri sovrumani'/><title type='text'>Metropolis</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyYyTKGywKI/AAAAAAAAAjw/K0UMKfn1lQI/s1600-h/Metropolis%2001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415070906671349922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyYyTKGywKI/AAAAAAAAAjw/K0UMKfn1lQI/s400/Metropolis%252001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Nocciolato e pistacchio, con amarene e panna montata”, disse Zenit dall’alto del suo metro e novanta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Uguale”, aggiunse lesto Nadir, guardandosi attorno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il paesaggio era grigio vicino a quel chiosco della Stazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passanti frettolosi fra gli sbuffi dei gas venefici dalle automobili e dagli autobus, facevano da contorno a questo momento di pigrizia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mangiavano in silenzio, con avidità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non bisogna parlare”, disse Nadir, che come sua abitudine infrangeva così la regola che enunciava.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sennò non si gusta il gelato”, continuò rimestando con la paletta di plastica nella coppa grande come un trofeo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Già”, rispose Zenit deglutendo una robusta porzione di panna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Perché altrimenti non si apprezzano le combinazioni”, incalzò dopo qualche attimo Nadir.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Eh si! Le combinazioni, la sincronicità”, confermò di rimando Zenit, mentre rincorreva un’amarena che non voleva farsi acchiappare nascondendosi sotto una spessa coltre di nocciolato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vedi, ora mischio il pistacchio con la panna, poi invece con l’amarena, poi ancora assaggio il mix di tutto, quello che si forma negli angoli del bicchierino di carta, quella curiosa striatura di gusti che pare il dentifricio a strisce…Come si chiamava?”, domandò ancora Nadir con il cucchiaino a mezz’aria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Chi? Il dentifricio?”, chiese stupito Zenit, rimanendo anche lui con il cucchiaino a mezza altezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quei due cucchiai parevano montacarichi attigui che avevano deciso di fermarsi un momento allo stesso piano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Acquafresh!”, lo anticipò Nadir colto da illuminazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Esattoooo!”, confermò Zenit, indicando il compagno con la coppetta di gelato come in un brindisi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Seguirono poi momenti di raccolto silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una serata d’estate afosa che non voleva diventare più fresca nonostante il sole se ne fosse andato da un po’.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nadir continuava a guardarsi intorno inquieto, poi finito il gelato disse:“Che schifo di città, puzza. Puzzano anche le persone. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti questi stranieri, questi gialli, neri, arabi, indiani mi pare che puzzino, puzzino di disperazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”“Eh? Forse”, commentò Zenit&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sono razzista? Spero di no, è solo che mi sembra così squallida la metropoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' peggiorata man mano, ed ora la guardo e mi fa schifo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ti ricordi Giorgino?”, chiese Zenit.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il Laido?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Proprio lui”, assentì Zenit e continuò&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sai perché lo chiamavano così?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No, perché?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Gli piacevano gli uomini sporchi”, disse Zenit guardandosi intorno come per sincerarsi che la rivelazione non potesse essere udita da orecchie indiscrete, poi continuò:“Gli piacevano e li pagava”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Li pagava?”, domandò Nadir con una nota di ingenuità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si, ma prima li sporcava, e poi se li faceva…Sì insomma capisci, prima li doveva sporcare ed era un casino, gli doveva dare anche i soldi per la tintoria, dopo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Pazzesco!”, disse Nadir scuotendo la testa, poi distese il volto corrucciato e aggiunse:“Ecco perché la settimana scorsa l’ho visto così contento! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era sempre triste e ora è il più felice del mondo, questa è diventata la sua città ideale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ come per un topo in una fabbrica di formaggio. E' come per un orso quando i salmoni risalgono la corrente!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Proprio così! Ora spende quasi un cazzo. La fortuna di uomo è la sventura di un altro”, disse Zenit e con un sospiro aggiunse: “Ora li trova già belli e pronti…Vuoi un altro gelato?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No, sono a posto così, andiamo?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si dai, che mi scappa una pisciata che non ti dico”, sbottò Zenit notoriamente insofferente ai disagi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si appartarono in angolo un poco lontano e Zenit salì su un muretto e in cima, in bilico cominciò a sbottonarsi la patta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma che fai? Sei matto?”, rimbrottò Nadir preoccupato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma se mi scappa”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mica per quello! E che se caschi ti fai male; Aspetta che ti tengo”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così dicendo Nadir lo abbrancò per i fianchi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Non mollare dal culo però", aggiunse preoccupato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Tranquillo, tranquillo", disse Zenit.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre Zenit si liberava dal fluido in eccesso partorì una filosofica sentenza:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ah! Cosa vuoi di più dalla vita, una bella pisciata, quando ti scappa e un amico che ti tiene per non cadere!”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4870371781849150848?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4870371781849150848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4870371781849150848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4870371781849150848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4870371781849150848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/08/metropolis.html' title='Metropolis'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyYyTKGywKI/AAAAAAAAAjw/K0UMKfn1lQI/s72-c/Metropolis%252001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7534745928196529995</id><published>2009-08-14T13:03:00.008+02:00</published><updated>2010-04-22T10:39:27.071+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>Il caso insoluto.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyYu-lzLngI/AAAAAAAAAjo/ap-CzS5C8CU/s1600-h/derrick.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415067254793149954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 274px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyYu-lzLngI/AAAAAAAAAjo/ap-CzS5C8CU/s400/derrick.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi pare, e qualche volta mi sembra proprio vero che ciò che si vive abbia un perimetro definito.&lt;br /&gt;Come su un palcoscenico. Oppure in una stanza, forse in una gabbia da dove, una volta che se ne è esplorati i limiti che la definiscono non se ne possa uscire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le parole dette, i sentimenti provati, le sensazioni, oltre un certo punto non sono più nuove.&lt;br /&gt;Si ripetono nella sostanza e solo apparentemente appaiano attimi diversi solo perché siamo molto distratti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con licenza poetica direi che le emozioni sono una vecchia baldracca che non diventa più giovane perché si cambia il vestito ed il rossetto.&lt;br /&gt;Penso che nella realtà dell’essere la voce del cuore è sempre uguale a se stessa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E’ come nei telefilm di Derrick, il commissario tedesco, dove le diverse puntate sono interpretate dagli stessi attori.&lt;br /&gt;In una puntata magari uno è il colpevole e in quella dopo la vittima.&lt;br /&gt;La realtà è, a volte, il contrario e se possibile ancora peggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli attori cambiano, ma il copione è lo stesso.&lt;br /&gt;E’ qualche cosa di terribile anche solo pensarlo, ma non ci posso fare niente: è così.&lt;br /&gt;Lavorare, parlare, baciare, incazzarsi, ubriacarsi, scopare, alla fine è sempre la solita storia.&lt;br /&gt;Anche i traumi della vita che ci capitano addosso, oltre a un certo grado non arrivano mai.Il dolore oltre una certa soglia non può andare, anche il suo potere ha un limite.&lt;br /&gt;Così tutto si svolge nell’ambito del già visto, in sottofondo c’è sempre lo stesso sapore, lo stesso odore come in una cucina dove il sentore stantio delle stoviglie e degli stracci bagnati soverchiano il gusto di qualunque pietanza.&lt;br /&gt;E’ così solo per me? E’ così forse per tutti?&lt;br /&gt;Fa troppo male ammetterlo ed allora è meglio raccontarsela? Mi viene da domandarmelo, anche se la risposta è nascosta sotto il pelo dell’acqua come un caimano pronto a mordere, basta aver il coraggio di smuovere la superficie e non aver paura.&lt;br /&gt;Quanto possiamo contenere? Quanto, mi domando ancora, possiamo “realmente” sperimentare?&lt;br /&gt;Cercando di guardare onestamente in me stesso mi devo rispondere con una constatazione nichilista, cinica sicuramente senza speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre lo stesso. Sono sempre uguale nella sostanza. Mi sento identico al bambino che ero a tre anni, nell’adolescente scapestrato dei sedici anni, nell’uomo maturo dei quaranta e sarò lo stesso magari nel vecchio che fa capolino dallo specchio e che arriverà, anzi è già qui nascosto sotto la pelle. Aspetta solo il suo turno per affiorare alla realtà.&lt;br /&gt;Non mi sono mosso di un passo. Ho sognato di viaggiare, ma sono sempre stato nel mio letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mi sono improvvisamente visto nello specchio. Sapete come capita.&lt;br /&gt;A questa immagine riflessa ho posto una domanda terribile: “Chi sei?”.&lt;br /&gt;Ma questa figura non ha avuto cuore di rispondermi, allora ho cominciato a radermi.&lt;br /&gt;La schiuma bianca sulle gote, la lama che creava man mano una piccola strada rosa fra questo paesaggio imbiancato.&lt;br /&gt;La mia attenzione è stata rapita in questo gesto. Il rumore dell’acqua mentre ripulivo il rasoio per poi riprendere a disegnare un altro sentiero sulla mia faccia.&lt;br /&gt;Ero come ipnotizzato dai cerchi dell’acqua nel lavandino.&lt;br /&gt;Mentre mi facevo la barba, il mio stesso fare mi allontanava da questa inquietudine, da questo enorme interrogativo, da questo abisso senza fondo che provavo nel guardare dentro di me.&lt;br /&gt;Ecco! Ho pensato, muovendoci nel mondo, credendo di “fare” ci distraiamo da noi stessi, da questa vertigine di cui non si vede la fine.&lt;br /&gt;A volte penso che ci consoliamo con le nostre azioni, le nostre assurde ambizioni come bambini spaventati dal buio che cercano la mamma e nella sua carezza trovano la pace illusoria di essere al sicuro.&lt;br /&gt;Al sicuro? Non c’è nulla di sicuro, questa è la spietata verità…Nulla.&lt;br /&gt;Dentro questo nulla, nulla cambia e forse è l’unica certezza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Osservo come se appartenesse ad un altro la vita che scorre in me e passa fra le cose che accadono senza essere mai veramente determinate.&lt;br /&gt;Uno muore, l’altro nasce. Una donna mi bacia, poi non mi bacerà più.&lt;br /&gt;Se né forse è andata? E’ mai stata “veramente” qui?&lt;br /&gt;Oggi amo e domani proverò solo indifferenza. Allora non ho mai amato? Non ho forse mai veramente toccato, ma tutto mi è scivolato addosso come pioggia sui tetti la notte?&lt;br /&gt;Cosa mai di originale è scaturito in me? Libero dai condizionamenti, dal sentito dire, dalla memoria.&lt;br /&gt;Ho calpestato la polvere sul proscenio dell’esistenza e penso che un giorno quella polvere sollevata ricadrà esattamene da dove è venuta e io con lei.&lt;br /&gt;Credo forse, perché sollevo una piccola nuvola, di vivere?&lt;br /&gt;L’oblio silenzioso e senza traccia alcuna è lì che aspetta da vincitore e ride delle mie considerazioni.&lt;br /&gt;Il mondo può fare a meno di me, ma io di lui non posso.&lt;br /&gt;Gli appartengo ed è solo vanità e follia credere che è lui che appartiene a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho guardato allora fuori dalla finestra e ho sentito il vento che arrivava da lontano e spostava i rami degli alberi per poi rimetterli al loro posto, con cura…Mi sono fermato per un lungo, lunghissimo momento, ma anche questo attimo dilatato alla fine mi ha lasciato come ogni cosa, senza un perché.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7534745928196529995?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7534745928196529995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7534745928196529995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7534745928196529995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7534745928196529995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/08/il-caso-insoluto.html' title='Il caso insoluto.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SyYu-lzLngI/AAAAAAAAAjo/ap-CzS5C8CU/s72-c/derrick.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-5784716712602741715</id><published>2009-06-23T14:54:00.005+02:00</published><updated>2009-06-23T15:10:04.624+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Haiku</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SkDS-HGNcTI/AAAAAAAAAiI/TZfxp_uLjiA/s1600-h/Fiori+che+non+colsi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350508321814966578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SkDS-HGNcTI/AAAAAAAAAiI/TZfxp_uLjiA/s320/Fiori+che+non+colsi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Caldo pomeriggio d'Estate,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;nascono i fiori di un solo giorno &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;ai lati del sentiero dimenticato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-5784716712602741715?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/5784716712602741715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=5784716712602741715' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5784716712602741715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5784716712602741715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/06/hai-ku.html' title='Haiku'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SkDS-HGNcTI/AAAAAAAAAiI/TZfxp_uLjiA/s72-c/Fiori+che+non+colsi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-3305465395783956258</id><published>2009-06-19T10:44:00.000+02:00</published><updated>2009-07-09T11:00:00.847+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fritto misto'/><title type='text'>La venticinquesima ora</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SkCWKv2wQ4I/AAAAAAAAAh4/ieGUOhBp4nY/s1600-h/25thHour.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350441468705129346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 217px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SkCWKv2wQ4I/AAAAAAAAAh4/ieGUOhBp4nY/s320/25thHour.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vivere è distillare dalla Vita la parte migliore, come un profumo che è fatto di essenze mescolate per crearne la fragranza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Percezioni, sensazioni, emozioni, sentimenti, intuizioni, come un buongustaio, da ogni frammento trarne un prezioso boccone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per chi vede il mondo dei fenomeni esiste un inizio e una fine, chi vede la realtà invece sa che non vi è inizio né fine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dispiacersi dell'ultima ora di vita è dispiacersi di tutta la propria vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei si approssima sempre veloce. E' quel fatidico ultimo giorno che arriva sempre presto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Immaginando di avere a disposizione pochi minuti di vita, forse un’ora appena mi trovo a spronarmi per godere di più, osare di più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come affronterò il giudizio più spietato: quello di me stesso?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come avrei potuto, mi domando ancora, provar piacere e assaporare di più ogni istante?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Provaci ora! Mi risponde il cuore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Preparandomi alla morte imparo a vivere e se perfino la sabbia con il tempo diventa polvere, non è proprio il caso di badare alle convenzioni e alla reputazione. Resterà così poco di quanto trascorso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Morire per “sempre” a questo mondo è un onore che va guadagnato.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La vita non è mai gratuita e si paga con la moneta del tempo.&lt;br /&gt;Tempo che ci è stato regalato, ma quanta valuta abbiamo ancora nelle tasche non ci è dato di saperlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non voglio più spendere è il momento di cominciare a guadagnare, e realizzare così in quel giorno, forse in quella ora una morte perfetta.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Creo per me la venticinquesima ora: ogni giorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-3305465395783956258?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/3305465395783956258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=3305465395783956258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3305465395783956258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3305465395783956258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/06/vivere-e-distillare-dalla-vita-la-parte.html' title='La venticinquesima ora'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SkCWKv2wQ4I/AAAAAAAAAh4/ieGUOhBp4nY/s72-c/25thHour.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-2090483001651251578</id><published>2009-04-24T11:11:00.001+02:00</published><updated>2009-04-24T11:23:20.322+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Tributo a N.Z.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SfGE9tSx0tI/AAAAAAAAAg0/TqWnSTbGdo8/s1600-h/deathseventhseal1.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328186029821252306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 255px; CURSOR: hand; HEIGHT: 299px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SfGE9tSx0tI/AAAAAAAAAg0/TqWnSTbGdo8/s320/deathseventhseal1.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beato l'Uomo che nel medesimo tempo e&lt;br /&gt;in una sola carne vede&lt;br /&gt;la bella maschera e il volto mostruoso che essa cela.&lt;br /&gt;Poichè solo Lui con grazia e dignità&lt;br /&gt;potrà suonare il doppio flauto&lt;br /&gt;della Vita e della Morte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-2090483001651251578?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/2090483001651251578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=2090483001651251578' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2090483001651251578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2090483001651251578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/04/tributo-nz.html' title='Tributo a N.Z.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SfGE9tSx0tI/AAAAAAAAAg0/TqWnSTbGdo8/s72-c/deathseventhseal1.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-6820205083737267994</id><published>2009-03-16T13:21:00.001+01:00</published><updated>2010-03-18T18:37:46.919+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angolo poetico'/><title type='text'>Dedicato a S.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S595kiHa7uI/AAAAAAAAAlU/4tof08hDtbE/s1600-h/bebÃ¨.bmp"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 237px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449207742681771746" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S595kiHa7uI/AAAAAAAAAlU/4tof08hDtbE/s320/beb%C3%A8.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei qui perché voluta, cercata e chiamata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indomita e dolce, ti ho visto nascere e mi hai regalato un attimo che vale una vita intera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Piccola eppure così forte nella gioia che diffondevi intorno a te.&lt;br /&gt;Ora ti credi grande, ma quando ti appoggi a me e sento la tua testa sul mio petto mi sorprendo a pensare che nulla è cambiato.&lt;br /&gt;Prima piangevi ora parli, prima correvi ora cammini ma non ti sei mai mossa dal mio cuore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La mia vita per la tua: in ogni momento del giorno, in ogni giorno dell’anno; Senza rimpianto né esitazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così è scritto nella mia anima.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-6820205083737267994?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/6820205083737267994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=6820205083737267994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6820205083737267994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/6820205083737267994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2010/03/dedicato-s.html' title='Dedicato a S.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/S595kiHa7uI/AAAAAAAAAlU/4tof08hDtbE/s72-c/beb%C3%A8.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-5773641784878531837</id><published>2009-02-12T14:59:00.024+01:00</published><updated>2010-03-01T13:00:44.742+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero -Parte I-</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQrx89Y6iI/AAAAAAAAAd0/p2QzMGfFLU4/s1600-h/prisoner460.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301910798499113506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQrx89Y6iI/AAAAAAAAAd0/p2QzMGfFLU4/s320/prisoner460.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leggeva il giornale di ieri. Non poteva permettersi nemmeno il quotidiano del giorno giusto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gironzolava in pigiama, nella cucina del piccolo appartamento in affitto, mentre si svegliava molto lentamente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stilò un breve bilancio della sua situazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trenta anni, niente lavoro, niente soldi, il frigo quasi vuoto. Nessuna relazione sentimentale, gli amici poi...Ormai lo evitavano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In meno di un minuto aveva tirato le somme della sua contabilità esistenziale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Zero, era la cifra che ricorreva sotto ogni colonna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mica male”, pensò e sorrise senza allegria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto che beveva il caffè riscaldato, la sua attenzione si posò su un trafiletto del giornale aperto sugli annunci: un avviso, anonimo ma curioso lo interessò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mise la seggiola su cui si era appena seduto un po’ più vicina al tavolo e raddrizzò la schiena tirando su con il naso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi lesse: “Cercasi candidato: uomo, massimo trentacinque anni, eterosessuale, per esperimento sociologico, ottima remunerazione, disponibilità a viaggiare all’estero”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Queste erano le notizie salienti, ma a lui interessava solo la penultima parte: ottima remunerazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva l’acqua alla gola e non sapeva né voleva nuotare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scese in strada in tuta da ginnastica, fece una telefonata dalla cabina all’angolo e fissò un appuntamento con la cortese signorina all’altro capo del filo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi tornò in casa per vivere un altro giorno di inutile apatico tormento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due giorni dopo si recò come stabilito nel luogo dell'appuntamento che si trovava al secondo piano di un grande palazzo. Nello stabile eroano ospitate, tra le altre, numerose società&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’agenzia di servizi che si occupava del “reclutamento delle cavie" per questo esperimento era un’agenzia famosa, almeno così gli pareva di ricordare, un’agenzia di sondaggi o cose del genere come gli aveva spiegato l'impiegata con cui aveva parlato al telefono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi era il giorno del sua primo incontro, ma non sarebbe stato né il primo né l’ultimo, ma ancora lui non lo sapeva. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva indossato il suo unico vestito decente rimastogli, un completo nero e un dolcevita nero anch'esso che gli conferiva un aspetto perlomeno convenzionale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo una breve attesa fu ricevuto da uno Psicologo (almeno così si presentò) che gli fece molte domande, poi compilò un lungo questionario, alla fine il dottore lo congedò sbrigativamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tutto qui?”, aveva chiesto sorpreso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ci faremo sentire noi…Nel caso”, aveva detto il suo interlocutore, mettendo l’accento sull’ultima frase. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una risposta decisa che non lasciava spazio a ulteriori domande o repliche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era deluso. Avrebbe potuto dormire sino a tardi quel giorno, come faceva di solito, ma si era dovuto svegliare presto per partecipare alla selezione ed adesso, dopo un’ora e mezza di esame, era di nuovo se stesso; purtroppo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sua atavica indolenza lo perseguitava come un senso di colpa per un crimine abietto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inaspettatamente dopo tre giorni ricevette già una lettera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una nuova "convocazione", come lui ormai chiamava questa opportunità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In realtà era un’occasione in cui aveva inciampato senza neanche troppa convinzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella raccomandata era descritto cosa lo attendeva. Doveva fare una serie di esami clinici e ancora nuovi test psicologici, questo era almeno il programma da svolgersi per addirittura un giorno intero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sbadigliò grattandosi la testa, mentre leggeva la lettera scritta in uno stile anonimo che enumerava una serie lunghissima di prove che sarebbero state svolte su si lui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le avrebbe fatte, ormai avrebbe fatto quasi tutto. Firmò la liberatoria allegata e la rispedì al mittente pensando:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi sbatteranno fuori casa fra meno di un mese e non ho modo di pagare l’affitto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi erano i pensieri tristi che gli facevano compagnia, mentre guardava dalla finestra. Era inverno, e il pensiero di vivere in strada lo fece rabbrividire nonostante il riscaldamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno della seconda selezione fu lungo e pieno di cose da fare che rispettarono però puntualmente il programma che aveva approvato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le visite mediche accurate con esami, prelievi e le infinite domande sulla sua salute, sulle sue preferenze, sembravano scavare nella sua vita banale. Probabilmente alla ricerca di un particolare che non sapeva di avere. Concluse con prove attitudinali di ogni genere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quella giornata faticosa terminò come l’altra: un brutale congedo senza manco un sorriso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passò ancora una lunga settimana, ma gli regalò alla fine un nuovo inaspettato invito, l’ultimo c’era scritto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Doveva recarsi presso un avvocato in centro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Che palle!”, pensò con un sospiro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi fanno girare come una trottola”, sbottò, “ma in fondo che avevo da perdere?”, concluse ormai rassegnato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno dell'incontro era in anticipo all’appuntamento, di ben dieci minuti. Un fatto incredibile per la sua naturale pigrizia, ma che gli diede modo di guardarsi intorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo studio legale era prestigioso, elegante e ben organizzato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avvocati ben vestiti andavano e venivano lungo il corridoio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passavano da un ufficio all’altro in una sorta di gioco dei quattro cantoni. L’immagine che ne trasse fu di efficienza dinamica, ma senza frenesia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sala di attesa in cui aspettava il suo turno era raffinata con parquet e tappeti orientali. Era sprofondato in una delle poltrone di pelle e palleggiava il suo sguardo fra i quadri alle pareti e le tre segretarie alla reception. Erano tutte belle, molto cortesi e vestite con abiti di ottimo gusto. Se le sarebbe scopate tutte e tre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scacciò questo pensiero per rimanere concentrato su quello che lo aspettava, ma naturalmente non ci riuscì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sua era una specie di ossessione per il sesso, cui non poteva dare seguito se non saltuariamente a causa dei suoi problemi economici che influivano pesantemente sulla sua vita amorosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non che fosse brutto, solamente era tremendamente spiantato e le donne che incontrava di solito non erano attratte da quel genere di uomo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inoltre la sua indolenza mista a un’inveterata infedeltà mettevano a dura prova anche la donna più innamorata. Alla fine la relazione più lunga negli ultimi tre anni era stata di cinque settimane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I suoi pensieri furono interrotti da una fragranza squisita; Mirra e fiori selvatici, avrebbe detto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Signor Smith, signor Peter Smith? Prego, si accomodi gli avvocati la stanno aspettando”, il viso della segretaria era vicino al suo e ne poteva sentire l’alito fresco che si mischiava divinamente con quel profumo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La guardò con un’occhiata languida, da cane affamato, e si alzò dalla poltrona per dirigersi verso l’ufficio indicatogli. La porta era aperta: pareva una bocca spalancata nella attesa di ingoiarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poco prima di entrare però si guardò indietro. Voleva osservare il sedere della bella impiegata che stava tornando alla scrivania.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Era proprio bello tondo”, pensò e indugiò fra se immaginandoselo senza gonna e senza il perizoma che si intuiva sotto il tessuto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per un attimo il sangue gli andò alla testa, ma il ricordo di cosa era venuto a fare gli fece evaporare tutta la poesia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ufficio era più grande di quanto immaginava.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arredato con mobili antichi, si sarebbe potuto definire una sorta di “Country Club” se non ci fossero stati i monitor dei computer che punteggiavano, con il loro candore, le due scrivanie in mogano scuro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Osservò con cura le persone che lo aspettavano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un giovane, probabilmente un avvocato, alla sua destra in piedi, un'altro avvocato più vecchio seduto su una grande poltrona girevole dietro una delle scrivanie. Alla sua sinistra verso il fondo della stanza invece un uomo in carrozzina; dietro a quest’ultimo un altro uomo, una specie di gigante, con la faccia da gorilla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi scorse anche una donna, forse una segretaria, oppure un’infermiera, seduta su una piccola poltrona a lato dell’invalido.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’aria all’interno dell'ufficio era amichevole e rilassata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Forse un po’ finta”, pensò con diffidenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giovane si avvicinò a lui con passo dinamico e gli strinse la mano: “Sono l’avvocato Michael Leonardi…ma se vuole può chiamarmi semplicemente Mitch”, disse con voce gioviale come se fossero stati vecchi amici ritrovati ad una rimpatriata di ex studenti di Harvard.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non poté fare a meno di notare il bel vestito gessato di questo “amico ritrovato” e l’asola del bottone della manica della giacca lasciata volutamente aperta, a far intendere che il vestito era un prodotto sartoriale, non un “pre a porter” del cazzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi con continuità gli furono presentati gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il socio Senior dello studio: l’avvocato Skowrosky”, aggiunse il suo anfitrione, indicando con la mano aperta l’uomo seduto dietro la scrivania.&lt;br /&gt;Questo uomo era anziano con una cascata leonina di capelli bianchi. Skowrosky gli fece un cenno della testa come saluto, poi piegò un angolo della bocca, come se quella smorfia potesse essere scambiata per un vero sorriso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ed ecco il nostro cliente”, aggiunse indicando subito dopo l’invalido, ma stranamente non ne disse il nome.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E naturalmente la sua segretaria, miss Tippy”, inchinò leggermente il capo, in una sorta di piccola reverenza all'indirizzo della ragazza, come un vero gentleman.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non c’era che dire a Harvard li ammaestravano proprio bene”, pensò Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Del “gorilla” appena fuggito dallo zoo non fu fatta menzione. Lui certo non aveva la curiosità di conoscerne il nome e neppure aveva il desiderio di una stretta di mano con quel energumeno per magari farsela stritolare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si accomodi signor Smith”, disse il socio Senior, indicando la sedia di fronte alle scrivanie, disposta in modo da guardare tutti i presenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Grazie”, disse Smith, fingendo la disinvoltura di chi usualmente frequenta posti di classe come quello in cui si trovava.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I secondi successivi però trascorsero in un silenzio carico di imbarazzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vecchio invalido lo scrutava.&lt;br /&gt;Avrebbe potuto avere fra i sessanta e i settanta anni, ragionò Peter che lo guardava ogni tanto di sottecchi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301913722680532482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQucKYkXgI/AAAAAAAAAd8/QEWo4_uDoRE/s320/ian_mckellen_04.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Curiosamente era vestito completamente di bianco, il viso, curato e magro, faceva pensare ad un carattere volitivo, ma gli occhi, gli occhi erano estremamente penetranti, anzi inquietanti: di un grigio liquido che parevano poter guardare direttamente dentro la mente dell’altro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi furono i pensieri rapidissimi che passarono nel suo cervello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quegli occhi sembravano avere la fissità di quelli di un gatto, ma con la perspicacia di un venditore di tappeti furbo, questa fu la conclusione del suo ragionare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nervosismo che cominciava a provare fece diventare rapidamente scomoda la bella sedia imbottita su cui si era accomodato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Arriviamo al dunque saltando i preamboli inutili, va bene signor Smith?”, disse l’avvocato anziano, rompendo il silenzio con il solito mezzo sorriso, ma usando stavolta l’altra metà del viso che non aveva ancora adoperato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Skowrosky, pronunciò “signor Smith”, con una sorta di disprezzo perfettamente camuffato dalla gentilezza. Un vero attore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lei è uno dei candidati, per l'esattezza il numero 6, che hanno sino a ora superato la selezione ma adesso, se deciderà di aderire al progetto dovrà conoscerne i particolari e dopo accettarne le clausole del contratto per essere eventualmente assunto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Naturalmente”, rispose Peter, scodinzolando sulla sedia che non riusciva a diventare comoda neanche ora che il vecchio aveva tolto lo sguardo dalla sua persona. Notò con la coda dell'occhio che parlava nell’orecchio della segretaria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'avvocato anziano aggiunse ancora con tono affabile, ma mantenendo quella aria di disgusto come se avesse sotto il naso una merda di cane:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Naturalmente…Lei -signor Smith- sarà vincolato al segreto, anche nel caso non accettasse l’offerta del nostro cliente. Questo è il modulo che ci consente di perseguirla legalmente nel caso, anche una sola parola uscisse da lei in merito a quanto stiamo per dirle”, dopo una breve pausa il vecchio squalo in abito blu aggiunse, “E’ tutto chiaro?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cristallino”, rispose Peter, palesando una sicurezza che non aveva mai avuto in vita sua.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Firmi, allora e conoscerà questa fantastica offerta...Le cambierà la vita”, disse l’avvocato dandogli una penna e un foglio dattiloscritto fitto di causali e postille.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mai parole furono più vere in bocca ad un patrocinante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continua… &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-5773641784878531837?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/5773641784878531837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=5773641784878531837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5773641784878531837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5773641784878531837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/il-prigioniero-parte-i.html' title='Il Prigioniero -Parte I-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQrx89Y6iI/AAAAAAAAAd0/p2QzMGfFLU4/s72-c/prisoner460.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7885231561313698451</id><published>2009-02-12T14:51:00.016+01:00</published><updated>2009-12-15T11:42:20.990+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero -Parte II-</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQp4v00dEI/AAAAAAAAAds/DF5yyfoONf4/s1600-h/donald_sutherland.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301908716209337410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQp4v00dEI/AAAAAAAAAds/DF5yyfoONf4/s320/donald_sutherland.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cosa desidera un uomo?”, disse con voce profonda l’avvocato Skowrosky, stagliando sornione questa domanda sul fondo di un discorso di chi possiede già tutte le risposte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mah! Non saprei, penso che per ognuno sia diverso”, rispose Peter cercando di guadagnare tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si sbaglia signor Smith, per tutti è la stessa cosa”, incalzò l’avvocato guardandolo dritto negli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Denaro e Sesso, ecco cosa vogliamo, possibilmente senza limiti”, continuò sicuro nella sua arringa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Beh! Certo, potendo scegliere non è affatto male”, confermò sorridendo accondiscendente Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ebbene, ecco la proposta del nostro cliente”, e così dicendo il legale indicò con l’indice l’invalido sulla sedia a rotelle, ma senza voltare il volto o distogliere lo sguardo da Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“L’offerta è per vivere dieci anni in una lussuosa villa sul mare, con ogni comfort e…Donne, tante donne, sempre diverse. Il sogno di ogni uomo che diventa realtà”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fece una breve pausa e poi riprese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non certo quelle stupidate che sono comunemente contrabbandate come il senso della vita: Amore, Libertà, Amicizia, Serenità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, no, signor Smith: C O N C R E T E Z Z A", e scandì l'ultima frase, sillaba per sillaba, come parlasse ad un ritardato mentale, poi riprese amabile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ecco cosa le è offerto, la vera ricetta del vivere bene. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il romanticismo e la filosofia sono trappole per gli sciocchi. Sedativi sociali per tener buona la moltitudine. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è l'unica, semplice e vera realtà”, così dicendo sollevò le sopraciglia ed aprì le mani in un gesto inequivocabile di constatazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti attendevono un commento da Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Concordo!”, rispose quindi, guardandosi attorno e incontrando così solo sorrisi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma…Ci sarà pure un -ma-?“, aggiunse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ovvio.” disse Skowrosky, incrociando le dita e appoggiando i gomiti sulla scrivania lucida.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi si sporse verso di lui e continuando a fissarlo, disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non deve certo essere un avvocato che le spiega che: nulla si fa per nulla -Quid pro quo-”, e finalmente sorrise, usando perfino entrambi gli angoli della bocca, per questa citazione senza umorismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lei vivrà in un’isola soleggiata, in una grande villa, avrà a disposizione con ragionevolezza ogni agio che il denaro può fornire, ma non si potrà allontanare. Questa condizione non è negoziabile, inoltre dovrà avere tre rapporti sessuali ogni giorno con donne sempre diverse, piacenti e consenzienti, ma scelte dal suo nuovo datore di lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tre, si ricordi”, così dicendo sollevò l’indice, il medio e l’anulare in un’inequivocabile addizione che riassumeva le sue -perfomance- giornaliere obligatorie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sarà anche ripreso dalle telecamere presenti in ogni angolo della casa e del parco, una sorta di Grande Fratello privato ma discreto, glielo garantiamo, ad uso e consumo del nostro cliente, questa è in sostanza la proposta”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi tacque.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche Peter era senza parole. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Perché io?”, chiese, stupendosi della banalità di una domanda senza senso fra tutte quelle che gli affolavano in quel momento la mente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Perché?”, disse con una smorfia ilare l’avvocato, sollevando le spalle e guardandosi attorno incredulo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Semplicemente perché lei piace al nostro cliente, ha superato la selezione, ma soprattutto...Perché lei è un disperato”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paradossalmente questa offesa pronunciata senza astio aveva tutta la naturalezza della verità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Ok, Ok, vivrò su quest’isola, avrò tre donne diverse ogni giorno, godrò dei lussi che questa casa e il benessere del denaro, per dieci anni, ma se un giorno non voglio fare sesso? Se volessi fare un viaggio? Se mi ammalassi? Che succede?”, le preoccupazioni cominciavano a far capolino nel suo cervello con maggior ordine e a dare corpo a quel presentimento nefasto che lo aveva accompagnato dal momento che aveva varcato l’ingresso dello studio legale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Il contratto è chiaro”, disse improvvisamente l’altro avvocato, quello giovane, sollevandosi legermente da dietro la scrivania e passandogli una copia di un documento in quindici pagine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi permetta di sollevarla da una lunga lettura”, aggiunse di rimando l’avvocato Senior, scoccando un'occhiata avvelenata al suo giovane collega.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lei sarà vincolato in quella meravigliosa residenza, ma solo per dieci anni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non per sempre, e dieci anni passano in un attimo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi creda, quando uso poi il termine -meravigliosa- non esagero. Inoltre cosa vuole che siano tre rapporti ogni giorno? Un uomo nel fiore degli anni come lei, non dovrà fare altro nella sua giornata che occuparsi di tre donne belle, giovani, seducenti e sempre diverse…Una passeggiata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine del contratto lei avrà due milioni di dollari, rivalutati al tasso di interesse pari alla svalutazione annuale, ed in più una casa, a sua scelta, fra quelle che le mostrerò”, così dicendo dispose sulla scrivania con l'abilità di un croupier alcune foto di lussuose residenze .&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Lei, signor Smith, tra dieci anni, avrà risolto ogni suo problema materiale ed in più avrà vissuto un decennio di godimenti, un piccolo Paradiso”, continuò nella sua esposizione con una serenità e una logica che faceva apparire tutto semplice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sì certo, visto in questo modo non è impossibile da realizzare, magari difficile però fattibile, ma se non ce la facessi? Se per dire un giorno non avessi voglia?”, chiese ancora titubante Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Potrà recuperare, basta che alla fine del mese la sua –prestazione- sia di novanta coiti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non uno di più né di meno.”, aggiunse cordiale “Mitch l’amico" come ormai lo nominava nella sua mente. Così dicendo il giovane avvocato diede un'occhiata al socio Senior per avere la conferma che stava dicendo bene. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Ma se non riuscissi?”, continuò Peter come un disco rotto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Allora le sarà amputata una piccola parte del corpo”, aggiunse Skowrosky, atono, come se avesse commentato la cosa più evidente al mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Con questa ultima frase calò un silenzio glaciale su tutto l’ufficio e per un attimo il cuore di Peter parve spegnersi in questo gelo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continua…. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7885231561313698451?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7885231561313698451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7885231561313698451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7885231561313698451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7885231561313698451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/il-prigioniero-parte-ii.html' title='Il Prigioniero -Parte II-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQp4v00dEI/AAAAAAAAAds/DF5yyfoONf4/s72-c/donald_sutherland.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-5727649856627913727</id><published>2009-02-12T14:43:00.011+01:00</published><updated>2009-08-05T13:29:02.976+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero -Parte III-</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQnpG4tkdI/AAAAAAAAAdk/h_otU3GUHbg/s1600-h/Prisoner_grab.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301906248498516434" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 242px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQnpG4tkdI/AAAAAAAAAdk/h_otU3GUHbg/s320/Prisoner_grab.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si alzò di scatto dalla sedia.&lt;br /&gt;Fu una reazione inconscia, istintiva, come quando si ritrae la mano da una fiamma ancora prima di sentire il dolore che ne farà seguito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nessuno tentò di fermarlo, ma giunto alla porta udì una voce autorevole, la voce di chi, abituato al comando, non aveva bisogno di alzare il tono per essere ascoltato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Peter, non è forse vero che il valore di una moneta si determina esaminandola da entrambe le facce?”&lt;br /&gt;“Cosa? Cosa?”, disse Peter voltandosi indietro come se un’eco dentro alla sua testa facesse rimbalzare questa voce e scuotesse le fondamenta stesse del convincimento che lo facevano fuggire da quel posto folle, da quel luogo dove persone apparentemente per bene deliravano invece che conversare. Da quel manicomio camuffato di rispettabilità.&lt;br /&gt;“Prego, si sieda e mi ascolti per due minuti”, era la voce del vecchio invalido che udiva, ma il timbro era quello di un uomo di mezza età. Una intonazione bassa, baritonale, che contrastava paradossalmente con il suo corpo menomato, anziano e magro. Essa vibrava di una forza misteriosa. Una sorta di accento strascicato che rendeva le sue parole, apparentemente amichevoli, sinistre e nondimeno ammaliatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’invalido indicò la sedia da cui lui si era alzato e Peter rimase fermo sull’uscio come in forse.&lt;br /&gt;“Mi accontenti”, aggiunse, “Solo per compiacermi”. Sottolineò la frase con un sorriso che scoprì i denti perfetti.&lt;br /&gt;Come in uno stato ipnotico ritornò sui suoi passi e si risedette. Seppe di essere di nuovo in catene, ma ormai, inspiegabilmente, si era già abituato a quel peso da non patirlo quasi più.&lt;br /&gt;Il primo passo verso l’inferno era stato compiuto? A questa domanda avrebbe potuto rispondere solo dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Due minuti, non un secondo di più”, proferì Peter e le sue parole parvero a se stesso estranee, simili alla minaccia di un ragazzino: ridondante ma inverosimile.&lt;br /&gt;“Basteranno”, disse il vecchio senza il minimo accenno di fretta, poi continuò.&lt;br /&gt;“Immagini un foglio bianco. Lo vede Peter? Ecco, lo divida a metà con una linea ideale. Alla sua destra scriva i “contro” e alla sua sinistra i “pro”, ma mi permetta, solo per gioco, di suggerirle alcune voci.&lt;br /&gt;Poi, se vorrà potrà cancellarle se non le corrispondono o aggiungerne altre, come le ho detto è solo un gioco.&lt;br /&gt;Il senso? Giudicare correttamente per decidere nel modo migliore, cioè senza rimpianti.&lt;br /&gt;Le persone comuni spesso prima scelgono e poi, pentendosi, giudicano.&lt;br /&gt;Lei è un uomo intelligente: non faccia questo errore dettato dall’impulsività”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fece una breve pausa in questo discorso semplice ma vero, pronunciato in un tono così quieto e distaccato che piuttosto di convincere, cullava come una storia per bambini.&lt;br /&gt;Peter lo guardava con stupore, e seguendo l’onda della voce modulata del vecchio trovò la calma e l’arrendevolezza necessaria a considerare la proposta in tutte le sue sfaccettature.&lt;br /&gt;L’uomo sulla sedia a rotelle lo guardava in viso, ma senza alcuna ostilità, anzi una sorta di familiarità sembrava scaturire da quel volto segnato dalle sofferenze fisiche che, però non avevano intaccato uno spirito forte come l’acciaio e tagliente come una lama di bisturi.&lt;br /&gt;Quindi proseguì la sua esposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nei –contro- metterei sicuramente la sua attuale situazione finanziaria che, non si offenda, definirei fallimentare.&lt;br /&gt;Se analizziamo la sua condizione umana, poi: non ha amici, non ha una relazione sentimentale, non ha parenti.&lt;br /&gt;Lei è solo.&lt;br /&gt;Senza tema di sbagliare aggiungerei che è un indolente, un pigro inveterato, un perdigiorno, un inetto. Non ha saputo costruire nulla sin d’ora e certo adesso alla soglia della maturità non cambierà.&lt;br /&gt;Il mondo è pieno di gente poco realista che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuole dire che diventa aceto, è così; se vuole dire che migliora con l'età, non è così.&lt;br /&gt;Se avesse potuto farcela in qualche modo sarebbe già accaduto.&lt;br /&gt;Miseria e solitudine è quello che sicuramente l’aspettano per i prossimi anni che le resteranno da vivere.&lt;br /&gt;La vita è piena di incertezze, specialmente per un povero. La malattia e le disgrazie mietono vittime otto volte di più nelle fasce demografiche a basso reddito, ma non voglio annoiarla con le statistiche…Sono così aride!&lt;br /&gt;Solo una piccola curiosità: lo sa che muoiono sulla Terra più persone in un anno per incidenti stradali nei week-end che in molte guerre? Fuori è una jungla, ma a molti appare uno zoo”&lt;br /&gt;Fece ancora una breve pausa, non erano che passati trenta secondi e davanti agli occhi di Peter il mondo si era già sgretolato come un affresco ammuffito.&lt;br /&gt;Poi l’anziano riprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Da ultimo consideriamo la sua paura più grande se accetterà questa –occasione unica- e cioè una possibile menomazione, per la verità piccola, magari solo un dito della mano o del piede, nel caso di un suo fallimento mensile.&lt;br /&gt;Certo, può spaventare, ma è un’eventualità gestibile non una certezza ineluttabile.&lt;br /&gt;Se lei è padrone del suo destino lei è libero, anche se vive senza uscire per dieci anni in una splendida villa.&lt;br /&gt;E sa perché è libero? Perché lei ha vinto sul fato. Nulla le accadrà di inaspettato, lei determinerà in maniera certa il suo divenire.&lt;br /&gt;Quindi vede come già un –contro- può essere messo nei –pro-, semplicemente ampliando il proprio orizzonte”&lt;br /&gt;Un breve sorriso distese il volto del suo interlocutore che continuava nella sua lucida esposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nella colonna dei vantaggi metterò una cosa sola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le pare strano, Peter? Forse, ma è la cosa che da senso a tutte le altre.&lt;br /&gt;Lei non sarà solo. E non parlo della compagnia di splendide ragazze che allieteranno i suoi giorni, ma la consapevolezza che la sua vita avrà senso per lei e anche per chi, come me, vivrà di riflesso della sua.&lt;br /&gt;Sarà il protagonista, lo sceneggiatore e il regista della propria esistenza.&lt;br /&gt;Mentre io, che fino a qualche momento fa le apparivo come un nemico: sarò solo il produttore, ovvero quello che paga le spese.&lt;br /&gt;Gli altri candidati non mi interessano, mi piace lei, mi ricorda un poco me stesso da giovane, ma questi sono solo sentimentalismi di un vecchio, adesso solo i fatti contano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Posso darle del tu?", domandò cambiando tono e Peter fece solo un cenno con la testa per acconsentire a questo amichevole passo verso l'altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Bene", proseguì l'anziano.&lt;br /&gt;"Ecco perché dico che tu firmerai e, fra dieci anni, quando tutta questa storia sarà finita, penso che ti ritroverà ad essere un figlio di puttana sorridente".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In meno di un minuto e venti secondi la sua mente era stata plasmata da una nuova luce.&lt;br /&gt;Gliel’avrebbe fatta! Cazzo, sentiva che poteva vincere! Anzi ne era certo.&lt;br /&gt;La sfida era stata lanciata e lui ora si sentiva forte come mai in vita sua.&lt;br /&gt;Firmò, e così perdendo il suo nome, divenne il "numero 6".&lt;br /&gt;Era iniziato il suo viaggio verso una nuova casa, una nuova vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua…. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-5727649856627913727?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/5727649856627913727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=5727649856627913727' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5727649856627913727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/5727649856627913727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/il-prigioniero-parte-iii.html' title='Il Prigioniero -Parte III-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQnpG4tkdI/AAAAAAAAAdk/h_otU3GUHbg/s72-c/Prisoner_grab.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-2168064668510395846</id><published>2009-02-12T14:29:00.007+01:00</published><updated>2009-07-22T11:33:12.485+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero -Parte IV-</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQmFHe6z5I/AAAAAAAAAdc/cobowCNJ6Qw/s1600-h/m_5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301904530671849362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQmFHe6z5I/AAAAAAAAAdc/cobowCNJ6Qw/s320/m_5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservava il mare seduto sul lettino vicino alla grande piscina, era un paesaggio mozzafiato che i suoi occhi conoscevano ormai perfettamente, ma che non smettevano di ammirare. Oggi era il giorno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dieci anni, dieci lunghi anni erano trascorsi e gliel’aveva fatta. Adesso avrebbe rivisto il suo “datore di lavoro”, il &lt;em&gt;Numero 1,&lt;/em&gt; come nelle rarissime comunicazioni telefoniche si faceva chiamare il vecchio paralitico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un brivido lo percorse da capo a piedi e quasi si sentì sopraffare dalla gioia e dall’orgoglio della sua vittoria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certamente i momenti difficili non erano mancati, disse fra se, e ricordò con precisione tutte le difficoltà affrontate ed i cambiamenti che aveva dovuto operare su se stesso per arrivare a questo momento, per gustare questo istante che aveva il sapore dell’Ambrosia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordò il primo giorno del suo arrivo sull’isola. Era atterrato con l’elicottero privato del &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, quel invalido malefico che lo aveva condannato a dieci anni di paradiso forzato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Una villa meravigliosa”, aveva detto quel avvocato molto tempo fa, ed, infatti, così era.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Purtroppo il lusso stemperato nella routine, annoia. Anche la carezza amorevole ma costante soffoca, alla fine l’abitudine soverchia ogni altezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La naturale associazione mentale che arrivò nella sua mente fu per tutte le donne che aveva posseduto in questi anni, ma questo pensiero non gli diede fastidio.&lt;br /&gt;Una sorta di distaccata osservazione si fece largo fra le pieghe del suo cervello nel ricordare tutte le ragazze che aveva avuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stranamente serbava memoria solamente della prima e ora si ripromise che avrebbe ricordato per sempre anche l’ultima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La bella e giovane fotomodella lo attendeva da un pò in camera da letto per: l’ultimo rapporto sessuale obbligatorio della sua vita.&lt;br /&gt;Il suo ultimo spettacolo osceno per il "&lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le altre “signorine” risultavano indistinte, corpi ben fatti, bocche vogliose, odori diversi si confondevano nella sua memoria come un collage scandaloso ma confuso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Finalmente sarebbe stato ricco e libero”, sorrise della propria vanità e ricordò ancora di come era cambiato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un cambiamento così radicale che fra il vecchio, ma allora giovane, se stesso e l’attuale uomo non passava nemmeno un segno di riconoscimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva modificato la sua esistenza, come un atleta in occasione di un’olimpiade. Solo che per lui non ci sarebbe stato il guadagno di una medaglia alla fine della gara, ma un pezzo del suo corpo ancora attaccato a se stesso, e la cosa era molto più seria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eliminate le sigarette, ridotto a dosi omeopatiche l’alcol, aveva disciplinato il proprio corpo in un allenamento duro ma non esasperato. Nuoto, un’ora il giorno ma tutti i giorni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ginnastica e cibo sano” erano stati i suoi compagni di viaggio. Il Trainig mentale il suo maestro per non cedere alla depressione e alla paura. Aveva costruito un corpo forte che gli aveva consentito di avere poco meno di 10.800 orgasmi in dieci anni e uscirne vivo da questa brutta storia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vivo, ma non illeso”, precisò nel suo monologo mentale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il lavoro più duro era stato plasmare la sua mente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Estirpare da se stesso la paura di non farcela, mondare il suo inconscio da ogni pensiero parassita. La sua vita apparentemente dissoluta era in realtà una vita monastica. Un tempio costruito all’interno di un bordello. Aveva dovuto edificare una simile opera per sopravvivere e nel sopravvivere aveva covato l’odio e la rivalsa per il suo carceriere multimiliardario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva una sorpresa per lui: una trappola. Un regalo forgiato dal livore. Un’opera costruita dentro la sua mente. Aveva scavato nel suo cervello una buca irta di pali acuminati, dove il grande mammut sarebbe andato a cadere e morire, ma con dolore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi accadde. Gli angoli della sua bocca si distesero in un’espressione travisata e sgomenta che appannava il suo sguardo.&lt;br /&gt;Il seme di un'intuizione stava sconvolgendo la sua interpretazione del passato e di ciò che si apprestava a fare. Era forse solo inciampato in un barlume di verità che, però non scalfiva la granitica costruzione cui aveva sacrificato un decennio. Fu quindi solo un attimo, una considerazione bizzarra che allontanò da sé come un'assurdità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Distese lentamente il braccio e prese il bicchiere di cristallo appoggiato sul tavolino, bevve il succo di pomodoro condito come fosse champagne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il cameriere alle sue spalle interruppe il corso del suo ragionare.&lt;br /&gt;“Il Signore desidera qualche cosa?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No grazie, ho tutto quello che mi serve”, rispose e quelle parole per lui avevano anche un alto significato, molto più profondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’accappatoio bianco lo copriva dal vento fresco che si era sollevato inaspettato. In questa isola della Grecia faceva sempre un tempo magnifico. Pioveva raramente e mai per tutto il giorno. Gli inverni miti gli avevano concesso una salute di ferro. Le lunghe ore di esposizione al sole, mentre sprofondava nella lettura e nella meditazione, avevano conferito alla sua pelle un colorito bronzeo elargendogli, però qualche ruga.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ho già quaranta anni”, pensò come se questa verità biologica fosse stata per lui, in quel momento, una rivelazione spirituale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Osservò poi con indifferenza le amputazioni che aveva subito, quattro falangi delle dita di un piede, il mignolo di una mano. Si accarezzò l'orecchio che gli era stato amputato del lobo e rivisse per un attimo il male e il terrore, ma senza più coinvolgimento, come se fosse accaduto ad un altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva imparato anche a fare questo, ora era libero dal dolore, non insensibile, ma semplicemente oltre questo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Bene!”, Disse per farsi coraggio, "Andiamo a lavorare", e così dicendo si avviò claudicante verso la camera da letto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La stanza lo aspettava con le grandi porte-finestre aperte sul patio lastricato di belle pietre levigate .Le tende azzurre pigramente spostate dal vento davano saltuari scorci del locale dove, in centro campeggiava un grande letto bianco e sopra di esso c'era una ragazza sdraiata, nuda. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei gli dava le spalle, mentre leggeva una rivista. Era mora, magra ma perfetta con un seno scolpito e i glutei alti e muscolosi leggermente abbronzati; pareva un bassorilievo sul candore delle lenzuola.&lt;br /&gt;La giovane si volse appena verso di lui e sorrise ammiccante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sei l’ultima”, pensò Peter fra se, ma poi ricordò il suo piano e si corresse: “Forse”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre si accoppiava con la bella amante provò un'inaspettata soddisfazione. Poi udì in lontananza l’elicottero che si avvicinava alla villa ed ebbe una stretta allo stomaco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel momento dell’orgasmo apparve nella sua mente la faccia del vecchio che lo contemplava con un ghigno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;“Ride bene chi ride per ultimo”, disse a se stesso, poi guardando fisso nella telecamera nascosta dietro l’armadio rise, rise forte come posseduto dalla follia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continua…. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-2168064668510395846?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/2168064668510395846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=2168064668510395846' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2168064668510395846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2168064668510395846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/il-prigioniero-parte-iv.html' title='Il Prigioniero -Parte IV-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZQmFHe6z5I/AAAAAAAAAdc/cobowCNJ6Qw/s72-c/m_5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4997386790697096112</id><published>2009-02-11T16:11:00.012+01:00</published><updated>2009-07-22T13:28:41.784+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero -Parte V-</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZwldOij39I/AAAAAAAAAeM/M3GL_Vax4Bs/s1600-h/IanMcKellen.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304155645185089490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 280px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZwldOij39I/AAAAAAAAAeM/M3GL_Vax4Bs/s320/IanMcKellen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le pale dell’elicottero appena atterrato nello spiazzo antistante la grande villa, piegavano come spighe di grano nel vento, le schiene del gruppetto di persone che si avvicinavano a lui.&lt;br /&gt;Piegavano tutti tranne il &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Era già pomeriggio inoltrato e lo vide subito da lontano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ritto e fiero sulla sedia a rotelle spinta dal suo guardaspalle gigantesco, pareva indeformabile a qualunque elemento atmosferico e lo faceva assomigliare, in quel frangente, al capitano Achab sulla prora della baleniera Pequod, orgoglioso della sua caccia a Moby Dick.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tempo non lo aveva cambiato, pensò nel vederlo più da vicino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’immancabile vestito bianco, lo sguardo penetrante ed acquoso, lo avrebbe riconosciuto fra mille. E come avrebbe potuto dimenticare l’uomo che aveva cambiato la sua vita da un inferno in un incubo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora, era il momento di svegliarsi da questo brutto sogno, era il momento che aveva atteso, pianificato e maledetto per dieci anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando furono vicini e il rumore del rotore non era altro che un lieve borbottio lontano, notò con distrazione che il tempo era passato invece impietoso per il primate che spingeva la carrozzina. In dieci anni era imbolsito, aveva perso molti capelli e quelli superstiti erano divenuti grigi. Conservava sempre una stazza eccezionale, tale da incutere una naturale diffidenza in chi gli si avvicinava.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La segretaria era invece ingrassata tanto da apparire più una massaia di mezz’età piuttosto che un'inappuntabile collaboratrice di un miliardario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alle spalle del gruppetto un ultimo personaggio che non conosceva, anonimo nell’aspetto e nel vestito. Li lasciarono soli, aspettando in piedi a rispettosa distanza, loro invece si accomodarono vicino ad un tavolo in angolo del grande spiazzo con piscina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche secondo di silenzio fu il loro primo saluto poi vennero le parole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Buon giorno…&lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;” disse Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Buon giorno Numero 6", rispose il vecchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’assurdità di una simile situazione sarebbe bastata a farli scoppiare a ridere se non fosse scorso, in quel surreale incontro sanguinario, il veleno della tragedia vissuta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non ha perso poi molto”, aggiunse l’invalido osservando il piede e poi il resto delle sue amputazioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certo, rispetto a lei, &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, penso che posso suscitare ancora invidia”, rispose Peter, guardando la carrozzina dove il magnate era confinato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Colpo su colpo avrebbe restituito, non era più l’uomo di una volta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Facciamo finta che lei sia ben disposto nei miei confronti e io farò finta di essere una persona per bene…Le interessa una breve tregua?”, aggiunse il Numero 1 con un sorriso sardonico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si può fare…mi sembra ragionevole”, rispose Peter.&lt;br /&gt;"Se non ricordo male le davo del tu, le spiace se riprendo questa familiarità?", domandò il vecchio.&lt;br /&gt;"Per me va bene, ma personalmente continuerò a darle del -lei-", precisò.&lt;br /&gt;"La senescenza ha i suoi privilegi", aggiunse ancora l'uomo sulla sedia a rotelle con un sorriso che sarebbe stato bene sulla faccia di nonno alla vista del nipotino preferito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;-Come era astuto quel uomo-, pensò Peter e non poteva far a meno, in una piccola parte di se, di ammirarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sempre attento, empatico, capace, cambiando i punti di riferimento, di ribaltare una posizione sfavorevole in una di vantaggio, e così avere la meglio. Quest’uomo parlava e si comportava con un distacco tale che quasi le cose e le persone facevano a gara per assecondarlo, curiosamente le circostanze parevano favorire i desideri di un uomo che apparentemente né sembrava mancante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva certamente da imparare da un uomo così ma anche lui aveva da insegnare al suo nemico, e presto lo avrebbe fatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Due milioni e trecentododicimila dollari e il rogito della casa scelta tempo fa, ricordo bene?”, esordì il &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, riassumendo la vincita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma prima che il mio notaio ti consegni il denaro e i documenti di proprietà", disse il vecchio indicando l'uomo che lui non conosceva e che stazionava a debita distanza da loro con una ventiquatrore di pelle nera, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Posso farti un paio di domande?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certamente a patto che io possa farle una proposta”, rispose Peter, senza lasciar trasparire la minima emozione del vulcano interiore che stava ribollendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Una proposta? Uummmh! Interessante, Peter, e ti chiamo adesso con il tuo nome perché ormai non avanzo più nulla da te, dico bene?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certo, lei non dice mai cose sbagliate, ma che sono dette per il bene questo è un altro discorso. Comunque io continuerò a chiamarla &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, visto che non conosco il suo vero nome.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“I nomi”, disse l’anziano, mulinando una mano come se avesse da riavvolgere una matassa di lana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“I nomi sono gli araldi dell’ignoranza, spesso ci accontentiamo di catalogare con una parola un concetto, un sentimento, una persona addirittura; così facendo ce né dimentichiamo. Smettiamo di cercare, di vedere, di domandarci, -chi o cosa- essa sia realmente, o cosa diventi. Credendo di conoscere diventiamo più ignoranti”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le parole pronunciate lo stupirono per la loro profondità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi il suo interlocutore si schiarì la gola e aggiunse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Questa, però non è una lezione di filosofia e tu non sei certo uno studente”, tratteggiò un nuovo sorriso sul suo volto segnato dalle rughe e gli scoccò uno sguardo che gli raschiò l’anima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vorrei sapere come sei riuscito da inetto invertebrato quale t’ho conosciuto a portare a termine un compito non facile come quello cui ti sei dedicato nell’ultimo decennio. Come, mi chiedo ancora, tu abbia superato anche la paura e il dolore. Le tue due ultime -operazioni- addirittura senza anestesia. Un’impresa quasi sovrumana”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“In tutta questa cosa di umano c’è ben poco e lo sappiamo entrambi, ma le spiegherò come ho fatto: giusto per compiacerla”, citò volutamente una delle frasi del vecchio nel loro primo incontro avvenuto tanto tempo fa. Poi riprese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il bisogno ha reso necessario il mio cambiamento. La sofferenza è il prezzo che ho dovuto pagare per cambiare e dare valore a questa cosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In merito alla paura e al dolore posso dire che spesso mi precipitavano nel baratro che cercavo di evitare. Ho così edificando un corpo sano e una mente tranquilla per poter vincere, ma prima di raggiungere la vittoria ho dovuto liberarmi dalla vittoria stessa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho agito come se tutto fosse già stato fatto. Non conosco come un’intuizione del genere mi abbia portato a spezzare le catene delle mie abitudini per farmi sopportare il peso, di altre catene, che avevo però liberamente scelto, ma così è stato. Forse per caso”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il caso non esiste”, lo corresse l’uomo sulla sedia a rotelle, parlando con la sua voce bassa, una voce che pareva giungere da lontano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La vicinanza con questo uomo era inquietante. Fisicamente insignificante a causa della sua menomazione, riusciva però, a metterlo a nudo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Creava stranamente nella sua mente una sorta di eco. Peter, riusciva ad ascoltare in questo modo le sue stesse parole, percependo spesso la sensazione che non fossero vere, reali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Non devo dubitare di me stesso", pensò e spronò il proprio spirito ad essere più forte. Avrebbe attinto dal profondo del suo cuore, ammesso che ne avesse ancora uno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Solo ciò che è vero non può essere manipolato", si esortò con questa considerazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pescò dunque nel magma del suo rancore, eruttò lapilli incandescenti di scaltrezza e diede forma alla lava del suo desiderio di rivalsa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dei soldi non gliene fregava più nulla. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ho rinunciato alle anestesie perché limitavano, intossicandomi, le mie –prestazioni- diciamo così, e volevo inoltre provare a me stesso di aver superato il dolore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' stato semplicemente un esperimento dettato dalla necessità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho risposto alle sue domande?”, chiese Peter senza rivelare il minimo sentore della battaglia che stava affrontando per mantenersi lucido e calmo.&lt;br /&gt;“In parte” rispose il vecchio, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Ho fiducia però che le tue prossime parole mi chiariranno molto di più le cose. Tu sai certamente che le domande rivelano l’interlocutore più di qualunque risposta: quindi vorrei conoscere la tua -proposta-“.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si interruppero per un attimo all’arrivo del cameriere che servì da bere un aperitivo analcolico guarnito di frutta e obrellini di carta multicolore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel frattempo il sole cominciava a tramontare e la temperatura mite lambiva questo quadro elegante che si dipingeva man mano sulla tela di un paesaggio bucolico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parevano amici che amabilmente conversassero dei bei tempi, ma senza fretta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nulla di più lontano dalla sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre ognuno di loro sorseggiava con piacevolezza il proprio drink, la battaglia silenziosa non era certo meno violenta della salva delle loro battute.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una guerra di anime fra loro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peter non voleva abbassare la propria attenzione né consapevolezza su ciò che faceva, dove era, e con chi era. Era chiaro come non mai nella sua mente cosa andava fatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il miliardario non era certo da meno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nuovamente soli, Peter parlò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lei ha giocato sino ad ora con me, da una condizione di superiorità. Diciamo che lei ha tenuto il –banco-.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo perché io non avevo nulla da scommettere a parte me stesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora invece punto oltre alla solita posta anche due milioni e rotti di dollari e la casa che possiedo per rilanciare. L'offerta è per altri dieci anni come questi, ma alla fine, il premio di questa scommessa, una volta vinta, sarà tutto, e quando dico tutto, intendo il suo patrimonio completo. Ogni cosa che lei possiede, nulla escluso, fino all’ultimo cent”, espose la sua folle offerta con continuità, come se avesse commentato la scelta delle vele in una barca che passava al largo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Perché mai dovrei accettare una cosa del genere?”, chiese il vecchio senza scomporsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Perché lei ha tutto, &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;”, disse Peter e aggiunse, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E chi ha tutto non può dire di no ad una sfida, specie una sfida come questa”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il silenzio che fece seguito alle sue parole sottolineò uno dei più intensi momenti della sua vita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il sole nella sua parabola discendente tratteggiava appena di rosso il bel cielo limpido ma ancora luminoso e colorò il suo sguardo, mentre il profumo delle magnolie che carezzavano l'aria riempì il suo respiro, quietandolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’atmosfera era carica di energia che avvolgeva entrambi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era come un'ampolla ove si stava distillando il futuro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passarono diversi secondi, forse un minuto, in cui il vecchio pareva scandagliare ogni circostanza e abbracciare con lo sguardo gli eventi prossimi venturi, poi parlò risoluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“D’accordo, &lt;em&gt;Numero 6&lt;/em&gt;, naturalmente faremo le cose in modo regolare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nulla è più corretto di un accordo fra nemici”, aggiunse e risero entrambi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma voglio in cambio di questa sfida una posta più alta”, enunciò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cioè?”, domandò Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Voglio la tua vita. La voglio messa in gioco, oltre alle parti del tuo corpo, ma solo nel caso in cui per tre volte di seguito tu non raggiungi il target mensile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo anche io mi sto giocando la vita. Come potrei vivere senza denaro, alla mia età e con queste gambe inutili?”, parlò l’invalido e aggiunse al modo di passatempo: “Giusto per rendere più eccitante il gioco".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fece una pausa sapiente e continuò in tono atono.&lt;br /&gt;"Dei dettagli si occuperà l’avvocato Leonardi, mi farò mandare subito con un fax il contratto che sarà convalidato dal notaio qui presente. Gli chiederò inoltre di nominare un curatore delle mie proprietà, da oggi e per i prossimi dici anni, per garanzia".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cambiando ancora tono come se parlasse in un sibilo concluse: "Se vincerai...E sottolineo -se-, avrai tutto, altrimenti…”, e soffiò nel palmo della propria mano, indicando così la sua fine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;"Accetto! Do ut des", confermò Peter, poi con una nota di curiosità chiese: “L’avvocato Leonardi? Come mai non Skowroski?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Skowrosky è morto due anni fa, fulminato da un infarto in uno dei suoi rari week end di riposo nella sua villa di Malibù. L’autopsia ha rivelato che aveva le coronarie come cavi di acciaio. Stress, credo abbia diagnosticato il patologo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cose che non accadono a uomini come noi, dal sistema nervoso inattaccabile” constatò con cinica ironia il vecchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E' vero, &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, ma lei, come ha detto, ha una certa età. Se non arrivasse alla fine della scommessa?”, disse Peter sollevando un poco il mento in un gesto di sfida.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Allora avrai vinto lo stesso, non c’è problema, ma io ci sarò. Ci sarò…”, concluse finalmente il suo nemico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa frase era destinata a risuonargli nella testa per molto tempo ancora. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Vide infine tutti loro, espletate le formalità del nuovo contratto, salire a bordo dell'elicottero che si sollevò da terra con un rumore assordante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sovrastata la casa, l'aeromobile fece un mezzo giro su stesso e si allontanò volando a pelo d'acqua verso la linea del tramonto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio che seguì coprì la villa, poi l’isola e anche il mare circostante parve immoto.&lt;br /&gt;Gli sembrò che tutto il mondo fosse privo di qualsiasi rumore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fra due giorni avrebbe preso il via la nuova sfida, sarebbe tornato nell'arena per l'ultimo lunghissimo combattimento/spettacolo.&lt;br /&gt;Solo per un attimo attraversò nel suo cervello un pensiero pavido, generato forse dal silenzio e dalla solitudine: "Che ho fatto!".&lt;br /&gt;Era un grido di disperazione che si diffondeva in lui come un urlo silenzioso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Fu solo un momento di debolezza cui non lasciò altro spazio.&lt;br /&gt;Raddrizzò la nuca e si riappropriò di se stesso, mentre il suo sguardo malinconico indugiò per un poco nell’orizzonte dove un punto nel cielo diventava sempre più piccolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continua….&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4997386790697096112?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4997386790697096112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4997386790697096112' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4997386790697096112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4997386790697096112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/il-prigioniero-parte-v.html' title='Il Prigioniero -Parte V-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZwldOij39I/AAAAAAAAAeM/M3GL_Vax4Bs/s72-c/IanMcKellen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-2711146553693282815</id><published>2009-02-10T15:02:00.029+01:00</published><updated>2009-07-22T14:44:08.750+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero -Parte VI-</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZ7FYTFKSyI/AAAAAAAAAek/wDX4FSiJqsc/s1600-h/tempesta1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304894432318475042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZ7FYTFKSyI/AAAAAAAAAek/wDX4FSiJqsc/s320/tempesta1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo svegliarono di soprassalto nella notte, in maniera brutale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tre uomini robusti vestiti di scuro avevano interrotto il suo sonno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo pensiero che attraversò la sua mente fu: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ci sono, è arrivato il mio momento”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vecchio non era stato dunque ai patti. Ora che lui stava per vincere tutto avrebbe perso ogni cosa, ma solo perché l’altro era stato sleale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non si fanno patti con il Demonio”, pensò, mentre si metteva i pantaloni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Alla fine si può solo rimetterci con il rammarico inoltre di aver, per avidità, perso molto credendo di acquisire a buon mercato”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mise la sua anima in pace, finì di vestirsi senza fretta e attese la sua fine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa però non sembrò arrivare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo fecero invece salire su un potente motoscafo su cui i tre balordi erano arrivati. Lo avevano ormeggiato al pontile vicino alla villa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La barca aveva due enormi motori che brontolavano sommessi e producendo dei mulinelli di schiuma bianca nel mare scurissimo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo scafo dondolava assecondando la risacca e urtando ogni tanto con i parabordi di gomma la struttura di legno, segnando con questi rintocchi il tempo come un orologio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’aria era fredda, umida e pungente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Probabilmente a causa di un’imminente temporale che stava arrivando. Lo aveva annunciato anche la televisione, ragionò fra sé, forse per quello era vietato il volo notturno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ecco perché non sono arrivati con l’elicottero. Il destino si presenta sempre con un vestito nuovo agli appuntamenti importanti”, valutò, ragionando ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sganciate le cime partirono veloci scivolando sopra questo mare di pece, saltuariamente illuminato da una pallida luna che pareva un faro di un carcere che scandaglia il muro di cinta, fra il buio e le nuvole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il motoscafo saltava fra i marosi a folle velocità, pareva in lotta contro il tempo, ma lui non sapeva con chi o perchè stava lottando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di nuovo il pensiero della fine lo attanagliò, mentre erano al largo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ecco, ora spegneranno i motori, mi metteranno un’ancora legata ai piedi e mi butteranno nel mare. Fine della storia.”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'imbarcazione però non accennava a rallentare, impennandosi fra le onde come un grosso Merlin preso all’amo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mancavano ancora due anni alla fine della sfida”, computò nella sua testa. “Avrebbe potuto attendere che inciampassi (come era già accaduto) in un insuccesso, perché anticipare la mia fine? Che senso aveva questo trasferimento?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Queste domande senza risposta si infrangevano contro la sua logica come gli spruzzi del mare contro la prora di questo battello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Inutile domandare a loro”, pensò ancora, “quei tre uomini avevano i modi e la faccia di chi non rispondeva alle domande…Caso mai le facevano, le domande!”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Incomprensibilmente era calmo, non rassegnato, ma calmo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Già da qualche tempo in lui era pervenuta una tranquillità naturale, ferma, indeformabile agli eventi che anche adesso lo sosteneva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordò che questo “dono” gli era arrivato dopo la seconda e ultima operazione, quando stava per perdere tutto nella &lt;em&gt;nuova&lt;/em&gt; scommessa decennale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stava per disattendere per la terza volta di seguito il suo obiettivo mensile. Rischiava così di pagare non solo il pegno di una parte del suo corpo ma tutto se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si era ammalato di un’uretrite terribile aggravata da un’influenza, capitata in quell’angolo di mondo chissà come; questi due nemici si erano alleati e gli avevano tolto le forze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era stato così di fronte alla morte e proprio in quel frangente aveva saputo abbandonarsi, non da sconfitto, ma da uomo libero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inspiegabilmente aveva amato la “nera signora”, nella stessa maniera cui amava la vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa imparzialità lo aveva trasformato, aveva operato in lui un ultimo salto che gli aveva permesso di raggiungere un altro stato di coscienza, uno stato più profondo, vero, inalienabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era guarito incredibilmente dopo questa “rivelazione”, in due giorni, miracolosamente, e con impensabili prestazioni di recupero si era salvato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Salvato? Per quanto?”, la sensazione che questa nuova domanda non lo riguardava solo in quel particolare frangente, ma che lo accompagnava in ogni momento della sua esistenza, e in quella di tutti, ridusse ad una proporzione accettabile un’incognita così grande.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fu sballottato contro il parapetto a causa di un’onda più alta delle altre e ritornò per un attimo al suo presente, al pozzetto dove era seduto nella barca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il timoniere, poco distante da lui, in una posizione sopraelevata maneggiava sicuro il timone, a gambe larghe, e manteneva la rotta nelle tenebre. Assomigliava un poco alla sua vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva dovuto costruire una barca robusta, cioè il proprio corpo, tracciare la rotta disegnando una mappa con punti di riferimento reali nella sua mente, guidare con il timone del proprio sistema nervoso le emozioni per arrivare dove voleva arrivare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dove?”, Domandò a se stesso. “E dove altro?”, Si disse ancora, e in maniera del tutto naturale si rispose: “Alla fine”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardò il cielo, stringendosi nello spesso giaccone di lana grezza che gli avevano fatto indossare e ringraziò le stelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva imparato a fare anche quello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Osservò le sue dita della mano sinistra. Ne mancavano tre, due c’erano ancora otto anni prima, pensò, quando, e gli parve che allora fosse ancora giovane, aveva rilanciato la sfida con il Numero 1.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pazzo? No. Ora sapeva perché aveva fatto una cosa del genere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che non sapeva o meglio di cui doveva avere conferma era del perché aveva accettato tale sfida il suo antagonista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comunque si era sbagliato perché lo sbarcarono illeso dopo due ore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fu trasferito su un fuoristrada e giunsero, qualche ora dopo, allo scalo internazionale. Prese, insieme ai suoi accompagnatori, giusto in tempo l’aereo per gli U.S.A.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tornava a casa? Pareva ormai quasi certo, se solo lui avesse mai avuto una casa!”, questa battuta lo fece ridere, pescando così lo sguardo torvo dei suoi nuovi compagni di viaggio, che lo squadrarono stupiti con quelle facce da galera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avrebbe potuto fuggire, chiedere aiuto, ma lo avrebbero raggiunto comunque, tanto valeva arrivare fino in fondo a questa partita e scoprire tutte le carte del mazzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dodici ore di volo sono lunghe. Approfittò di questo tempo per analizzare la sua situazione alla luce dei nuovi eventi che per un poco avevano cambiato l’idea che si era fatto della sua esperienza, del suo incubo, come una volta lo definiva. Adesso aveva una considerazione diversa del suo passato.&lt;br /&gt;L’intuizione che era balenata nella sua anima molto tempo fa, mentre ragionava su quel lettino steso al sole durante l’attesa dell’arrivo del &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, aveva preso corpo nei successivi otto anni.&lt;br /&gt;Quello che allora aveva accantonato come un’assurdità alla luce della sua nuova maturità era risultato vero.&lt;br /&gt;Aveva dubitato, e lo ammise candidamente con se stesso, nel momento in cui aveva visto quei tre uomini strapparlo al sonno e aveva pensato che erano venuti per ucciderlo, ma ora che le cose sembravano seguire una logica era sempre più convinto della sua interpretazione dei fatti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva però bisogno di un’ultima conferma. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Entrò profondamente in se stesso, percepì la propria integrità completa, si fuse con naturalezza nell’ambiente circostante e separò la sua mente dal suo corpo, come aveva imparato a fare per sopravvivere e in questo modo si sentì completamente libero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo un tempo che non avrebbe potuto definire, si riappropriò del suo fisico. Sentì che le sue emozioni si erano placate, determinando in lui uno stato di serenità, bellezza e perfezione che forse appartenevano alla “vera” normalità di un essere umano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo modo vide più chiaramente la sua situazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi finalmente atterrarono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al di fuori dell’aeroscalo c’era una bella limousine bianca ad attenderli che, veloce lungo l'highway, li portò lontano, in strade sempre meno trafficate sino in campagna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304879970773821826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 297px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZ64OhoO6YI/AAAAAAAAAec/iwFtYKMFOUg/s400/Numero+1+house.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giunti di fronte ad una principesca residenza che si ergeva dinnanzi ad un piccolo lago artificiale, pensò: “La casa del Numero 1, non c’è bisogno di domandarlo ai passanti”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Camminando nell’ampio salone all’interno di questa enorme casa vittoriana, udiva l’eco dei suoi passi e quello dei suoi angeli custode sulla pavimentazione a scacchiera, bianca e nera, di marmo pregiato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo aspettava, al centro di questo ampio locale dal soffitto alto sino al terzo piano, il guardaspalle del vecchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’uomo pareva una statua posta a monito per i visitatori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il gigante congedò con un’alzata del mento i tre balordi che si allontanarono senza una parola. Bastava certo lui da solo a fare per loro tre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da vicino sembrava fatto di granito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La voce che uscì da questo “Frankenstein” fu invece gentile, virile, ma con una nota di fondo malinconica e triste.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Venga, il Signor Richards l’aspetta, mi raccomando…E’ molto malato, ma voleva assolutamente vederla prima…Prima di…Insomma lo vedrà da se”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa raccomandazione quasi materna strideva con l’uomo che la pronunciava, il contesto in cui era detta e soprattutto la storia che vi era dietro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Era veramente una situazione bizzarra”, ragionò, “ma ogni vita a suo modo lo è nella sua unicità”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Salirono lungo l’ampia scalinata sino al primo piano dove “boiserie” in legno avvolgevano le pareti facendo da continuazione ideale al pavimento di legno anch’esso ma di tonalità più chiara. Percorsero un corridoio ampio e lungo che si snodava lungo tutto il piano della grande casa, era punteggiato di porte a destra e ampie finestre a sinistra, ogni tanto un grande balcone dava uno scorcio sul parco meraviglioso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le pareti erano impreziosite da dipinti di grande gusto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giunti infine in una spaziosa anticamera, arredata con mobili antichi e al cui centro era sistemata una coppia di divani gemelli , si fermarono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli fu indicata una porta di legno bianco finemente intarsiato di una stanza da letto, indugiò pochi secondi e poi entrò da solo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Disteso nel grande letto, leggermente sollevato da una pila di cuscini, respirava a fatica con una maschera ad ossigeno il &lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’unico segno della sua tempra eccezionale lo davano i suoi occhi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano l’ultima ridotta posta a baluardo della sua vita. Il corpo aveva capitolato già da un po’, ma gli occhi erano illuminati dalla fiamma del suo spirito invitto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sorrise, nel vederlo entrare. Un tipo di sorriso che non pensava potesse appartenere ad un uomo così: di una dolcezza infinita e carico di una serenità che pareva già provenire dall’altra dimensione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Buongiorno, Peter”, disse il vecchio spostando con la mano segnata di macchie senili, la maschera dell’ossigeno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Buongiorno Signor Richards, ora conosco il suo nome, ma vorrei conoscere l’uomo che c’è dietro, se possibile”, stranamente le sue parole fluirono dal suo cuore come se il male trascorso non fosse stato che un piccolo inconveniente sul loro comune sentiero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ho chiesto alla morte di aspettare un poco solo per questo”, disse ancora l’anziano con voce bassa ma nitida, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dovevo essere sicuro che ogni cosa fosse al suo posto e come vedi ogni desiderio è esaudito per l’uomo che sa come chiedere”, sorrise ancora e parve ringiovanire per un attimo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Hai capito?”, chiese e subito si interruppe per tossire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si”, rispose Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ogni pianta per essere forte deve conoscere le sue radici più profonde”, continuò il vecchio, con un leggero fischio nel respiro affannoso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ho preparato una raccolta documentale di chi ti ha preceduto in modo, bada bene, tu possa decidere se continuare in questa difficile cosa o vivere la tua vita godendo ciò che hai conquistato.”, ebbe un singulto ma riprese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Inoltre, quando non ci sarò più, riceverai un piccolo regalo che ti aspetta nella stanza accanto. E’ il mio studio privato che ora è tuo, come tutto il resto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lei, ha fatto di me un uomo, insegnandomi con spietata bontà come operare in me stesso un cambiamento dettato da una coscienza libera dal dolore e dal piacere. Una lotta terribile che ho vinto grazie ha sforzi e sofferenze cui mi sono liberamente sottoposto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si interruppe un attimo perché l’emozione lo sopraffaceva, nonostante l'esposizione del suo sentire fosse così logica, quasi impersonale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No, no!” disse Richards, con uno sguardo severo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non devi essere triste! Io resterò nel tuo ricordo come un amico e non come un Maestro, ora tu sei completo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Come mai ora? Perché state morendo?”, domandò Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tu eri pronto già da un po', ti ho ben valutato nella tua crescita. Ti avrei comunque mandato a prendere, la malattia è stata solo una circostanza, niente di più”, espose il vecchio con il suo tono pacato e convincente che lo contraddistingueva in ogni occasione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E quei personaggi ambigui di cui si è servito in tutta questa storia?", chiese Peter, voleva sciogliere ogni nodo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ah! Quelli...", disse il signor Richards, con una nota di vaghezza,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"...Sai com'è, Peter, un buon allevatore di purosangue deve conoscere tutti i ladri di cavalli", aggiunse con arguzia a conclusione della questione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vorrei che lei restasse ancora un po’ con me, ho ancora da imparare”, disse Peter serio e stupendosi dell’affetto che sgorgava dalle sue parole con naturalezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sei giunto al punto in cui puoi imparare da te stesso. Il mondo è troppo piccolo per due &lt;em&gt;Numeri 1&lt;/em&gt;”, rispose l’anziano intervallando la sua risata sommessa ai colpi di tosse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E poi…”, aggiunse, “...Nulla è per sempre”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascorse qualche secondo di silenzio in cui il vecchio parve riandare con il ricordo ad un passato remoto, gli occhi si velarono di una leggera patina di sogno, improvvisamente  riprese come se si fosse svegliato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sappi che anche io ho avuto in dono la tua stessa sorte. Ero giovane, molto giovane e vivevo una vita di espedienti, lasciandomi trasportare dalle circostanze come un relitto dal mare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando incontrai il mio mentore, vissi le tue stesse difficoltà, ma patii molte più amputazioni. Paradossalmente persi l'uso delle gambe per imparare a camminare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come vedi ho trovato un allievo migliore di me. Non potevo desiderare di meglio. Perdonami, se puoi, del male che ti ho fatto, ma era l’unico modo che conoscevo per salvarti da te stesso”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Voi non mi dovete nessuna scusa! Io ho avuto molto di più di quello che ho perso”, lo interruppe Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vecchio fece un gesto stanco della mano come a scacciare queste gentilezze superflue e concluse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il mio tempo è arrivato, ora lascia che mi raccolga in me stesso. Ti lascio per un posto migliore non devi affliggerti. La morte è solo un passaggio, una porta niente altro.”, fece ancora una breve pausa e disse le sue ultime parole: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“L’uomo è più grande delle sue sofferenze”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli parve che gli avesse strizzato l’occhio, dopo aver pronunciato questa frase che gli aveva dato i brividi, ma non ne fu sicuro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi sulla stanza calò un silenzio liquido di serenità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passarono vicino le ultime ore, senza una parola, mentre il sole faceva il suo percorso nel cielo andando a morire anche lui nella sera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come quell'uomo affrontò il momento che a tutti tocca incontrare fu il suo ultimo insegnamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ad un tratto il vecchio trasse un profondo respiro e parve quasi sollevarsi dai cuscini, espirò lentamente e chiuse gli occhi sorridendo per l’ultima volta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il suo viso pareva quello di un bimbo con le rughe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passarono ancora molti minuti, forse anche un'ora. Pareva che il tempo si fosse fermato, le immagini della sua esistenza erano bloccate su questo fotogramma: lui, il vecchio, la stanza. Un attimo gigantesco avulso dallo scorrere delle cose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi una mano delicata si appoggiò alla sua spalla e lo ridestò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Numero 1&lt;/em&gt;, Signore…Prego, ci sono cose che l'aspettano”, disse la signorina Tippy che era entrata da un po’ nella stanza senza fare rumore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E’ vero c’erano cose che andavano viste e fatte”, disse a se stesso e scosse la testa in cenno di assenso.&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con passi lenti si diresse nel suo nuovo studio e aprendone la porta, ebbe la netta sensazione che stava varcando una soglia, non solo verso il passato, ma anche verso il futuro.&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Terminerà nella prossima con il finale…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-2711146553693282815?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/2711146553693282815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=2711146553693282815' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2711146553693282815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/2711146553693282815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/il-prigioniero-parte-vi.html' title='Il Prigioniero -Parte VI-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SZ7FYTFKSyI/AAAAAAAAAek/wDX4FSiJqsc/s72-c/tempesta1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-4401601945599431511</id><published>2009-02-05T17:58:00.018+01:00</published><updated>2009-07-22T14:22:25.605+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Il Prigioniero - VII Ultima Parte-</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SaV5Q50sfLI/AAAAAAAAAe8/mN27cRDVrUQ/s1600-h/alba+nuova.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306781067232705714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SaV5Q50sfLI/AAAAAAAAAe8/mN27cRDVrUQ/s320/alba+nuova.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;All’interno dello spazioso studio gli parve di sentire l’odore di chi lo aveva preceduto. Un sentore di erba appena tagliata con un sottofondo di pane sfornato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’arredamento del locale era ricco ma sobrio e dava immediatamente una sensazione di protezione, raccoglimento e distacco dalle umane e spesso meschine cose del mondo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ampie scaffalature alle pareti piene di libri di pregio rilegati facevano argine all’ignoranza. Scorse con i polpastrelli il dorso di questi volumi gironzolando per il locale. I suoi passi non risuonavano sul parquet perché coperto da spessi tappeti antichi del Caucaso. Un divano di pelle nera posto vicino al grande camino acceso pareva invitarlo al riposo, ma non era il momento di fermarsi.&lt;br /&gt;Accese un’altra luce per contrastare il buio incombente della sera e lesse alcuni titoli della biblioteca privata.&lt;br /&gt;“Lettere a Lucilio” di Lucio Anneo Seneca, poi più in là “I Fratelli Karamàzov” di Dostoevskij, “Il Mahabaratta”, il grande poema epico Indiano e subito dopo “l’Odissea” di Omero.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Entrava man mano nella vita del vecchio Numero 1, ma in punta di piedi.&lt;br /&gt;Si sedette sulla poltrona imbottita di fronte all’ampia scrivania di legno.&lt;br /&gt;Alle sue spalle una vetrata intarsiata di vetri colorati separava le tre grandi arcate delimitate da colonne di granito che permetteva di affacciarsi sul parco secolare.&lt;br /&gt;Spesse tende di velluto blu facevano da cornice a questo quadro bellissimo.&lt;br /&gt;Visionò con cura gli oggetti che una volta erano appartenuti all’uomo che aveva cambiato in maniera così radicale la sua vita. C’erano ricordi da tutto il mondo, disposti però con gusto e moderazione; li accomunava la bellezza e la cura con cui erano stati scelti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pensò a quanto lavoro e tempo vi era dietro alla costruzione di ogni oggetto e come una volta erano appartenuti e voluti proprio lì da un uomo che ora non c’era più.&lt;br /&gt;Non poté fare a meno di indugiare nel sentimentalismo.&lt;br /&gt;Fu una breve vacanza, di qualche minuto, da cui si riprese cercando ciò che doveva essere trovato.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La documentazione era ordinatamente impilata alla destra della scrivania, di fronte il grande monitor del computer che lo avrebbe aiutato nella lettura.&lt;br /&gt;“Numero 2”, lesse nel fascicolo ed estrasse il Dvd.&lt;br /&gt;Scorse la notevole mole di dati, moltissimi documenti, relazioni e filmati.&lt;br /&gt;Era uno degli uomini che lo avevano preceduto in questo esperimento, in questa scommessa con il fato e contro ogni logica apparentemente razionale.&lt;br /&gt;Le relazioni psicologiche dettagliate stagliavano il profilo psichico di questo suo “fratello”, poi i cambiamenti sopravvenuti durante la clausura decennale.&lt;br /&gt;Il numero 2 aveva superato i dieci anni, ma non aveva continuato.&lt;br /&gt;Dopo circa due ore di lettura e di filmati e dichiarazioni una breve nota a pie di pagina ne dava il destino che era seguito alla sua vincita: suicidio sei anni dopo.&lt;br /&gt;Più fortunato era stato il numero 3, aveva vinto, ma era anche riuscito a sopravvivere alla vittoria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viveva ora in Scozia, sposato con tre figli.&lt;br /&gt;Il Numero 4 e 5, pur avendo ottime “chance” (almeno così erano stati indicati dai test), avevano abbandonato.&lt;br /&gt;Il primo era quasi morto attraversando su una zattera rudimentale lo stretto che dall’isola portava alla terra ferma in una fuga disperata quanto scomposta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era stato salvato in extremis e poi “graziato” dal vecchio Numero 1, di lui in seguito si erano perse le tracce.&lt;br /&gt;L’ultimo era semplicemente impazzito a causa delle amputazioni subite ed era diventato un erotomane senza freno, un maniaco compulsivo.&lt;br /&gt;Ora era rinchiuso in un manicomio di lusso, pagato sempre dal vecchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrivò, ed era già notte fonda, al proprio fascicolo digitale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Apprese che fra i candidati selezionati nella sua “leva”, era il meno favorito, ma il Numero 1 lo aveva preferito ugualmente, forse mosso più dall’istinto che da considerazioni oggettive.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rileggere e rivivere quei diciotto anni fu un’immersione totale nel suo passato, nel suo cambiamento. Era come assistere alla genesi di un uomo nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa regressione evidenziò ciò che già sapeva e cioè come apparentemente mosso dall’avidità aveva scelto di accettare la sfida per poi rilanciare, ma per rancore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allora non poteva sapere né immaginare che a spingerlo era in realtà la ricerca di se stesso, il desiderio inconscio di dare un senso alla propria esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un senso perverso certo, ma sempre un senso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva dovuto curarsi con il veleno che, per un uomo come lui intossicato dall’apatia e dalla abiezione per se stesso, era stata l’unica medicina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un fiore sorto dal fango, avrebbe detto se avesse voluto dirla in poesia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’alba lo sorprese con gli occhi arrossati ancora nella lettura di questa vicenda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grande fu la sorpresa nel leggere, stavolta su diari e su documenti cartacei, la storia del vecchio Numero 1.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molto simile alla sua, forse anche troppo, e questa identificazione gli graffiò l’anima e dovette ricordarsi le ultime parole del suo mentore per non cadere nella tristezza più nera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una nota nel diario scritta nell’ultima pagina dallo stesso Richards, lo colpì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il serpente è costretto a cambiare pelle per crescere. Io non mi sono rassegnato ad una condizione di schiavitù e ho stappato da me tutto quello che non mi consentiva di realizzare la mia libertà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse anche il serpente patisce in questa trasformazione quello che io ho dovuto soffrire, anche se sono certo solo di me stesso”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non c’era altro da aggiungere”, pensò chiudendo il diario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sentì in quel momento un leggero bussare alla porta, era la signorina Tippy.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entrò con un vassoio con la colazione e questo gli fece notare che era già mattina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lo sapevo che non avrebbe dormito, però almeno mangi qualche cosa!”, Pareva una simpatica zia di mezz’età in quel frangente e gli strappò un sorriso bonario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quanto ha ragione! Signorina”, disse e poi aggiunse,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Nulla è più interessante di se stessi per se stessi”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La signorina appoggiò il vassoio su un lato della scrivania e scosse la testa dicendo,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi sembra di sentire il vecchio Numero 1. Si ricordi che fra poche ore arriverà il notaio per il testamento, prima, però deve firmare le pratiche di adozione, il signor Richards ha fatto in questo modo, così tutto passerà a lei senza grossi incomodi”, attese qualche secondo e continuò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dopo che avrà firmato potrò chiamarla Signor Richards in pubblico e Numero 1 in privato come ho sempre fatto. Le va bene?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Per me va bene ma ho una domanda. Chi visionava le mie –performance- per tenerne il conto?” chiese Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Io naturalmente”, disse miss Tippy strizzandogli l’occhio e uscendo dallo studio con passo leggero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Simpatica”, pensò fra se.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi mangiò, e dopo aver firmato le carte per l'adozione si dedicò a cose più serie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cosa fare?”, Ragionò in se stesso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Un uomo, ha il diritto di cambiare il destino di un altro uomo?&lt;br /&gt;A che titolo posso proporre una scelta così grande ad un'altra persona , con le conseguenze e i rischi che ho visto?&lt;br /&gt;Chi sono io per dire ad un altro essere umano che la sua vita è buttata via, dargli in cambio come alternativa la mia stessa esperienza di vita?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passarono momenti molto difficili nella coscienza di Peter su quello che avrebbe dovuto, potuto, voluto fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi con naturalezza dipanò questo gomitolo di incertezze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Le cose buone sono patrimonio di tutti, se quello che è accaduto è stato un vero bene per me lo sarà anche per un altro nella mia situazione. Non vi è certezza a questo mondo se non nella propria anima. Farò quello che voglio fare, ma non per un mio interesse, in questo modo la mia intenzione sarà pura, libera, non in senso morale, ma libera dal pensiero del profitto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alzò la cornetta e compose il numero personale, trovato nell'agenda sulla scrivania, dell’avvocato Michael Leonardi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Avvocato sono io”, disse Peter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il Numer…” e subito si corresse, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il Signor Richards mi aveva informato di questa possibilità, cioè di una sua chiamata”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dia inizio alla ricerca” confermò Peter&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ho capito” rispose l’avvocato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No Leonardi, lei sa, ma non ha capito”, lo corresse Peter con tono fermo, ma gentile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certo, certo…Contatteremo la sua segretaria appena avremo i candidati dalla società di ricerca. Buongiorno Numero 1”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Buona giornata anche a lei”, concluse Peter riagganciando il telefono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il suo sguardo si posò in angolo della stanza. L'aveva quasi dimenticato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riposava in quel posto il suo “regalo”, una scatola voluminosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’apri e trovò una cella criogenia portatile, collegata ad un alimentatore elettrico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All’interno vi erano tutte le sue parti amputate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo stupore lo fece rimanere a bocca aperta, ma fu nulla in confronto alle poche righe che lesse nella lettera che trovò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era del vecchio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;“Troverai in questo contenitore quanto ti è stato tolto, è stato conservato accuratamente e la mia, ora tua segreteria ti indicherà un esperto di microchirurgia che dovrebbe realizzare i trapianti con successo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tu sei più fortunato di me, te l’ho già probabilmente detto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ai miei tempi questa tecnologia non era disponibile, ma sai che il progresso sempre tardi arriva! Sono certo che potresti vivere sereno anche senza, ma perché dire di no ad una condizione migliore?&lt;br /&gt;Sans rancune.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Piegò il foglio e lo mise nella tasca della giacca vicino al cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certo adesso aveva tutto, ma semplicemente perché poteva rinunciare a tutto”, pensò e con la mente andò a quel uomo che non conosceva ma che stava già cercando: il numero 7.&lt;br /&gt;E proprio pensando a quel uomo che sgorgò spontaneamente la frase del vecchio e ne comprese a fondo il senso: “Sans Rancune”, senza rancore, numero 7", disse a bassa voce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In quel momento una falce di sole disegnò sui vetri della stanza una sorta di sorriso e gli sembrò quasi una conferma che stava facendo la cosa giusta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fine &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-4401601945599431511?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/4401601945599431511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=4401601945599431511' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4401601945599431511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/4401601945599431511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/02/allinterno-dello-spazioso-studio-gli.html' title='Il Prigioniero - VII Ultima Parte-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SaV5Q50sfLI/AAAAAAAAAe8/mN27cRDVrUQ/s72-c/alba+nuova.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-3840189841679449711</id><published>2009-01-10T15:33:00.007+01:00</published><updated>2010-04-15T11:12:26.345+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conversazioni con esseri sovrumani'/><title type='text'>Lo Zenit e il Nadir.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/Si-2rM_7-xI/AAAAAAAAAhg/1Eot5Qx3NIU/s1600-h/Il_settimo_sigillo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345692136052095762" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 247px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/Si-2rM_7-xI/AAAAAAAAAhg/1Eot5Qx3NIU/s320/Il_settimo_sigillo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo Zenit (noto al mondo come il Pizzarro) e il Nadir (Nazir) sono le due antitesi occulte che sostengono una tesi fra le più fondamentali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quale? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Naturalmente la legge alchemica del "Menga" che nella tradizione Sufi dei Dervisci corrisponde alla danza rotatoria che porta alla catarsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nei due omologhi viventi invece (Il Pizzarro e il Nazir) si manifesta con una notevole rotazione delle parti basse del corpo, quindi potremmo definirla una sorta di danza scrotale, interiore, nascosta e certamente esoterica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Pizzarro (a volte tradotto come Bizzarro) è l'archetipo dell’ego, ma non un ego normale, bensì un ego superdotato ed erroneamente definito: "Cazzone".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esso è nell'immaginario comune: "il Palese", "il Manifesto" e a volte anche "La Gazzetta dello Sport". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Di converso il Nazir appare invece, nell'universo fenomenico, schivo, malleabile e rappresenta invece il nascosto, l'inverno Belga, l'acqua fredda delle Fiandre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egli è dunque l'inconscio; Ed anch'esso erroneamente viene definito come incosciente, sacrestano, bilingue, falsone.&lt;br /&gt;Nello sciamanesimo Andino viene chiamato: "El Pajero".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutte queste sono però interpretazioni semplicistiche di questi due Psicopompi e gli aggettivi detrattivi sono palesemente forvianti, ma esatti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nei millenni queste anime raminghe vagano a ramengo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una (Il Pizzarrone) sorvola le terre emerse in costanti pellegrinaggi (la Francia ultimamente con le sue cattedrali pare essergli congeniale).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte vive in piccole isole ospite di lussuose residenze messe a disposizione da i suoi occasionali consanguinei, affini oppure semplici conoscenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come un Cuculo, il Pizzarro, depone le sue due uova nel nido ospite e, una volta giunte a maturazione, vola via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno potrebbe definirlo un Maestro del trascen-dente, di cui conosce ogni otturazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egli dispensa con generosità le sua saggezza stomatologica ammaestrando le genti alitanti ed esultanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però la sua anima inquieta sente sempre il bisogno di partire (senza assicurazione alcuna) per non essere confinata mai in un rapporto, in una soluzione che vivrebbe come una trappola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' il mutamento personificato e stropicciato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo in questo continuo cambiamento egli trova la certezza, appoggiandosi talvolta al bastone che la Natura gli ha offerto per riprendere fiato e ricominciare un nuovo pellegrinaggio.&lt;/div&gt;Saltuariamente torna alla avita magione pascendosi nelle immense stanze del giusto riposo.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'altra, il Nazir (Nasune nella traslitterazione italiana) invece non si sposta mai.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Apparentemente immutabile, il suo corpo pare non essere scalfito dal tempo (ingordo e corruttore) se non per delle curiose capigliature sempre più rarefatte con cui si adorna (per altro con scarsi ed incerti successi estetici).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vive in un piccola stanza, una sorta di antro, di foggia mediorientale molto tranquillo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nei pressi di questo luogo sacro di elaborazione interiore e meditazione trovasi un animale Totemico: il Ciro, guardiano dalla forma gnomica e dalla voce di Putto che ne protegge il riposo e funge da sentinella impavida a questo Tabernacolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sorvolando sugli aspetti esteriori il Nazir è come detto il naturale contrappunto al Pizzarro, in una simbiosi osmotica di non facile definizione.&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi due "elementi" sono come Yin e Yang i due famosi scoiattoli giapponesi. Essi però non vivono insieme e non litigano per le noci, ma alla fine è uguale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella loro, a volte, polverosa esistenza, indulgono nel gioco degli scacchi che li accomuna nelle notti di plenilunio in un curioso rituale che li avvince in una sfida mortale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I due contendenti, contrapponendosi con astuzia levantina e barando, a volte spudoratamente nel gioco (in ispecie il Nazir), dipanano, discorrendone le problematiche relative alla vita, alla morte e soprattutto alle difficoltà di parcheggio dell'automobile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nascono così discussioni filosofiche di alta caratura, ma di nessuna utilità pratica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essi in questo modo esplicitano e significano una saggezza molto Zen, ovvero: agire oltre lo scopo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per loro non è importante vincere, ma umiliarsi vicendevolmente con una denigrazione che nel Pizzarro è palese, mentre nel Nazir sorniona ed epistolare.&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo apparente conflitto è epifania di una eterna riconciliazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ un costante moto di "Vaffanculo-Ti voglio bene" di Tankrediana memoria (solo più vero e raffinato).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine questa dicotomia trova pace con il loro più sagace commento, un "mantra" antico rivelatogli dal Marchese Alberto degli Ulivi , un Rosacrociano di grande saggezza creatore del Rito Massone Antico e Accettato dei Piedi Dolenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il motto magico viene proferito di solito alla fine dei loro convivi, alle prime luci dell’alba come una celebrazione .&lt;br /&gt;Come il nembo di Giove Pluvio addita il cielo scagliandosi sulla terra, il primo di loro a cui viene in mente lo recita: "E' tutto un magna-magna".&lt;br /&gt;Proferita questa sentenza di solito su entrambi cala un silenzio raccolto; poi si salutano con solo un cenno e tornano alle proprie vite come se non esistesse un domani. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-3840189841679449711?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/3840189841679449711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=3840189841679449711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3840189841679449711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/3840189841679449711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2009/01/lo-zenit-e-il-nadir.html' title='Lo Zenit e il Nadir.'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/Si-2rM_7-xI/AAAAAAAAAhg/1Eot5Qx3NIU/s72-c/Il_settimo_sigillo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-226293736106758309</id><published>2008-12-05T14:15:00.004+01:00</published><updated>2008-12-05T14:27:56.920+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conversazioni con esseri sovrumani'/><title type='text'>Delirix</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/STkplYAEH0I/AAAAAAAAAbs/ty9meEnCR1I/s1600-h/greyhound.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276294160515866434" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/STkplYAEH0I/AAAAAAAAAbs/ty9meEnCR1I/s320/greyhound.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’autobus non arrivava. Pareva una giornata in cui il mondo aveva deciso che gli autobus non erano stati ancora inventati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Faceva anche freddo. Un freddo umido e pungente nello stesso tempo, quello che entra nelle ossa e poi non se va più. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scende fino al cuore, fino alle palle e te le stringe forte, senza amore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ero solo. Forse perché era ancora mattina presto, forse perché gli altri semplicemente stavano in casa oppure si erano tutti messi d’accordo di farmi uno scherzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma, ero lì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Improvvisamente mi giro e lo vedo.&lt;br /&gt;Un coniglio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;C’era un coniglio vicino a me, ma mica un coniglio normale, un coniglio alto quasi due metri, ritto sulle gambe posteriori e dritto come un corazziere.&lt;br /&gt;Il pelo poi: viola flou.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Strano", penso, "Chissà cosa vuole? ".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi il coniglio mi guarda, fa un cenno con la testa e mi saluta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alzo il mento e ricambio il saluto, sono uno educato...Io.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Andrà tutto bene”, mi dice con una bella voce allegra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Scusa?”, domando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Andrà tutto bene, basta che smetti di fumare e andrà tutto bene”, ripete il grosso animale flou.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Ma io non fumo”, rispondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Appunto”, mi dice convinto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Ah! Ecco”, concludo guardando la strada deserta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due minuti passano silenziosi, ma l’autobus naturalmente non arriva. Non si vede neanche in fondo alla via, figuriamoci se arriva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Decido di far conversazione, così, per ingannare il tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ingannare il tempo", ma se è lui che inganna noi continuamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ok, ok, fa troppo freddo per una riflessione filosofica, meglio fare due chiacchiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io-"Chi sei?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;…-“Sono un animale totemico, un Puka”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io-“Ah! Io invece lavoro alle Poste”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka-“Lo so”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io-“Davvero?”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka-“Certo, ci lavoro anche io”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io-“Non ti ho mai visto”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka-“Perché sono dentro di te, ecco perché”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io-“Ah! Ecco”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascorrono altri due minuti, dove ogni tanto batto i piedi a terra per scaldarmi e soffio una nuvola di alito sulle mani ghiacciate.&lt;br /&gt;Decido: riprendo la conversazione, tanto dell’autobus neanche l’ombra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io-“In che senso dentro di me?”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka- “Sono uno dei tuoi sensi di colpa”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io- “Non capisco?”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka- “Neanche io, ecco perché sono uscito a incontrarti”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io- “Ah! Ecco”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comincia a piovere, una pioggia fine, fine, quasi nebulizzata. Ci spostiamo entrambi sotto il balcone vicino alla fermata per ripararci. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il coniglio si accende una sigaretta, poi sbuffa una nuvoletta azzurra che colora questo paesaggio atono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka- “Ne vuoi una?”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io- “Ma si... Dai”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka- “Ti piacciono le Marlboro?”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io- “Buone”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mi accende la "bionda" che aspiro voluttuosamente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Puka- “Vabbè si è fatta una certa ora, mi sa che vado”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io- “Ciao”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puka- “Ci si vede”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io- “Alla prossima, sai dove trovarmi”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto che fumo lo vedo allontanarsi con quella sua andatura strana, con il codino viola che dondola come un pendolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Noto con stupore che ha già smesso di piovere.&lt;br /&gt;Fianalmente, in fondo alla strada arranca l’autobus verso di me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cazzo! Smetto di fumare un altro giorno”, dico a me stesso, mentre salgo e con nostalgia lancio il mozzicone lontano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-226293736106758309?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/226293736106758309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=226293736106758309' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/226293736106758309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/226293736106758309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2008/12/lautobus-non-arrivava.html' title='Delirix'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/STkplYAEH0I/AAAAAAAAAbs/ty9meEnCR1I/s72-c/greyhound.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-7885342796395230893</id><published>2008-11-20T11:07:00.011+01:00</published><updated>2008-11-25T10:25:04.140+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Innocenti Delitti -parte I-</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SSU5NVSGVVI/AAAAAAAAAac/SHnfVJV3Dp0/s1600-h/s1e11_p1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270681840121173330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SSU5NVSGVVI/AAAAAAAAAac/SHnfVJV3Dp0/s320/s1e11_p1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo seguiva ormai da giorni. Aveva preso un po’ di ferie per potersi dedicare completamente alla realizzazione del suo "progetto".&lt;br /&gt;La cosa era nata lentamente nella sua mente, un piano che via, via si definiva nei dettagli e gli era parsa l’unica soluzione.&lt;br /&gt;Pioveva anche quella sera.&lt;br /&gt;Aveva atteso il momento giusto ed ora sembrava che questa fosse la notte adatta, per fare ciò che andava fatto.&lt;br /&gt;Poche ore, forse minuti e con un po’ di fortuna sarebbe diventato un assassino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensò a lei per un attimo, poi osservò i tergicristalli dell’auto che graffiavano il vetro imperlato dalle gocce. L’automobile era vecchia, ma ancora efficiente. Un’auto facile da rubare, l’aveva selezionata con cura, come tutto quello che faceva nella vita.&lt;br /&gt;Era l’automobile del suo vicino di casa, in viaggio per qualche settimana all’estero, nessuno ne avrebbe denunciato il furto ancora per qualche giorno, ma a lui bastava molto meno.&lt;br /&gt;Non era stato facile all’inizio. Aveva dovuto pagare un suo conoscente, un meccanico, per insegnargli come fare ed aveva appreso in fretta il metodo.“Rubare è più semplice che riparare”, gli aveva detto il suo insegnante. E così era stato.&lt;br /&gt;Gli era costato molto di più risparmiarsi le domande del suo istruttore che pagare le sue lezioni, ma non erano un problema i soldi per lui.&lt;br /&gt;Attendeva che l’uomo scendesse dalla propria autovettura per entrare nel negozio di videonoleggio.&lt;br /&gt;“Ma quanto ci mette!”, pensò stizzito. "Calma, calma", un respiro profondo e tornò padrone di se stesso.&lt;br /&gt;Dopo tanto tempo che seguiva i suoi movimenti era finalmente uscito di casa da solo, la sera.&lt;br /&gt;Di solito facevano tutto assieme: lui e lei. In due settimane di appostamenti ora conosceva ogni loro abitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva ancora un po’ di tempo prima dell’azione, pensò e con una stretta allo stomaco ritornò al pensiero di lei, la sua amante.&lt;br /&gt;Anzi la sua ex-amante, definì con precisione nel suo soliloquio, mentre una smorfia si disegnò sul suo volto cercando di assomigliare ad un sorriso.&lt;br /&gt;“Che donna!”, disse fra se. Aveva goduto attimi meravigliosi con lei, mai provati prima nella sua vita. I loro momenti rubati avevano un'intensità indescrivibile.&lt;br /&gt;A letto lo faceva impazzire, con la sua bocca, la sua lingua instancabile, il suo corpo avido di sesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di lei non ne aveva mai troppo. Addirittura succedeva che, mentre la penetrava gli pareva di vedere la faccia del marito (che conosceva superficialmente), e questo invece che infastidirlo gli dava ancora più libidine. Pareva impossibile che un'uomo mediocre anche se di bell'aspetto avesse avuto la fortuna di sposare questa dea del sesso e ne fosse quasi completamente disinteressato.&lt;br /&gt;Lei non era bellissima, ma era certamente la più sensuale del mondo, almeno per lui. Con quelle forme ben disegnate, i seni floridi e i folti capelli biondi, lo aveva ammaliato senza scampo.&lt;br /&gt;L'odore di quella femmina e il suo profumo soprattutto lo precipitavano ogni volta in un abisso di vertigine, se avesse potuto scegliere il suo ultimo respiro, lo avrebbe voluto di quella fragranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, un brutto giorno lei lo aveva lasciato; Aveva detto che non reggeva più questa relazione clandestina, che voleva ricominciare a provare ad amare di nuovo suo marito (quel cornuto che la scopava si e no una volta al mese).&lt;br /&gt;Così da allora, lei aveva rifiutato qualsiasi occasione per rivederlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo dopo una settimana di questa tortura che lo separava dal suo amore era nata nel suo cervello, come uno scherzo, l’idea: -Se "quello" fosse morto?-Certamente lei sarebbe ritornata con lui.&lt;br /&gt;Lui l’avrebbe riavuta e anche sposata, finalmente sarebbe stata sua, completamente.&lt;br /&gt;Ci sarebbe stato prima il funerale, il lutto, dove avrebbe dovuto consolarla, ma poi…L'immagine di lei vestita in nero, da vedova, mentre lui la montava gli procurò un’erezione marmorea.&lt;br /&gt;Sapeva che era nel giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piano era semplice. Come si conviene ai crimini impuniti.&lt;br /&gt;Lo ripassò come si ripeté una lezione studiata alla perfezione.&lt;br /&gt;Avrebbe per prima cosa bucato il pneumatico posteriore, quello più vicino alla strada.&lt;br /&gt;Una strada senza marciapiede come quella dove ora si trovavano.&lt;br /&gt;Poi mentre lui, “il bastardo”, armeggiava per sostituirlo lo avrebbe schiacciato con l’auto rubata piombandogli addosso a tutta velocità. Aveva con se un passamontagna nero che in questa notte scura lo avrebbe reso quasi invisibile agli occhi indiscreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe infine abbandonato l’auto qualche chilometro più avanti e sarebbe tornato a casa a piedi, senza fretta.&lt;br /&gt;Certo non avrebbe preso un taxi o un autobus, testimoni e curiosi era l’ultima cosa che gli serviva in questo momento.&lt;br /&gt;Non avrebbe lasciato tracce sull’auto: la piccola tanica di benzina era pronta. Sarebbe bastato una sigaretta buttata distrattamente dal finestrino e piano, piano le fiamme avrebbero cancellato ogni sua eventuale traccia o oggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente lo collegava a lei. Erano stati molto prudenti durante la loro relazione, niente messaggi o telefonate dal cellulare, niente mail, nulla di nulla. Il loro primo incontro era stato casuale in palestra e poi tutti gli altri invece voluti, ma le cui tracce non potevano essere rilevate da un'indagine anche attenta. Ma chi si sarebbe dato la pena di farla? Un incidente stradale, un pirata della strada si sarebbe detto. Un drogato, probabilmente, su un'auto rubata poi fuggito chissà dove. Una fatalità, ecco cosa avrebbero pensato tutti. Tutti tranne lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doveva badare solo a non danneggiare troppo l’automobile nell’urto, ecco perché l’aveva scelta così robusta, con i parafanghi rinforzati in modo che potesse condurlo un poco lontano dalla scena del delitto. Bastavano solo pochi isolati.&lt;br /&gt;"Un delitto", ripetè, e si stupii dell'eco greve di questa parola nelle sue orecchie.&lt;br /&gt;"Cosa sarà mai?", si giustificò, migliaia di persone inutili muoiono ogni giorno, ma l’unico che lui odiava, che si frapponeva al suo amore e alla sua felicità, invece stava bene.&lt;br /&gt;Questa assurdità sarebbe stata appianata entro poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscì, senza spegnere il motore, dalla sua autovettura e si avvicinò, percorrendo la ventina di metri che lo separavano a quella del suo nemico ormai vuota.&lt;br /&gt;Si piegò lievemente, come per raccogliere qualche cosa a terra, e inserì una vite autofilettante nel pneumatico che cominciò a sgonfiarsi lentamente.&lt;br /&gt;Naturalmente indossava dei guanti di pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era nervoso, maledizione la ruota si sgonfiava troppo lentamente.&lt;br /&gt;Se fosse arrivato ora? Se non si fosse accorto di nulla e fosse tornato a casa? Sudava nonostante il freddo.&lt;br /&gt;Vide attraverso la vetrina che la fila di persone alla cassa del negozio era lunga: "Bene", pensò sollevato.&lt;br /&gt;Tornato in macchina aprì un poco il finestrino e attese come un felino nella Savana…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7044454094279415900-7885342796395230893?l=visiria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visiria.blogspot.com/feeds/7885342796395230893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7044454094279415900&amp;postID=7885342796395230893' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7885342796395230893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7044454094279415900/posts/default/7885342796395230893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visiria.blogspot.com/2008/11/innocenti-delitti-parte-i.html' title='Innocenti Delitti -parte I-'/><author><name>Visir</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02504669273509661761</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_IMCyEhPEs2o/SJhB4JqcjtI/AAAAAAAAALQ/zljxJR2Iu3I/S220/Tiziano+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SSU5NVSGVVI/AAAAAAAAAac/SHnfVJV3Dp0/s72-c/s1e11_p1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7044454094279415900.post-5142123125417712176</id><published>2008-11-20T10:27:00.006+01:00</published><updated>2010-01-13T11:08:33.617+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Room'/><title type='text'>Innocenti Delitti -parte II-</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SSU-hKENcYI/AAAAAAAAAak/Y3Su6aQKZqo/s1600-h/barba.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270687678265651586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IMCyEhPEs2o/SSU-hKENcYI/AAAAAAAAAak/Y3Su6aQKZqo/s320/barba.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si radeva guardandosi distrattamente nello specchio del bagno. I vapori dell’acqua calda avevano coperto lievemente lo specchio e rimandavano la sua immagine come in una foto di altri tempi.&lt;br /&gt;Era mattina presto e faceva freddo in casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In casa faceva sempre freddo. Il riscaldamento era sempre al risparmio in quella villetta plurifamiliare dove vivevano ormai da dieci anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dieci anni pensò e si osservò con maggiore cura. Vide le piccole rughe ai lati degli occhi, i capelli scomposti e con alcune piccole striature bianche, quasi impercettibili ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era anche ora un bel uomo pensò soddisfatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi lo attraversò fugace un pensiero: sua moglie dormiva ancora nel letto. Un senso di noia lo riempì e non ci poté fare nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La sua vita era noiosa, tranne per una cosa.&lt;br /&gt;Il nodo allo stomaco gli fece male, ma lo fece sentire vivo pensando all’altra, alla sorella di sua moglie ed ebbe un’erezione al solo evocare la sua immagine.&lt;br /&gt;Chi l’avrebbe mai detto? Dopo tanti anni di vita insieme di routine, di viaggi, di lavoro non ne poteva più del suo solito tran, tran.&lt;br /&gt;Sarebbe morto di monotonia se non fosse accaduto l’inaspettato nella sua vita e se, le circostanze, non avessero concorso a prendergli la mano e farlo decidere.&lt;br /&gt;Una decisione drastica, terribile, di quelle da cui non si torna indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai non la sopportava più. Ci andava ancora abbastanza d’accordo, sì certo le solite discussioni, ma quello che lo tormentava, il tarlo che non gli dava tregua era la ripetizione di quello che aveva già vissuto.&lt;br /&gt;Nella ditta che gestivano insieme il lavoro era ormai sempre quello, sempre i soliti problemi, i soldi, i clienti con le loro chiacchiere inutili e dopo la sera a casa il copione veniva riproposto fedele come un vecchio cane.&lt;br /&gt;Quando ritornavano nel loro appartamento (sempre assieme) era come trasferirsi da uno sbadiglio ad un altro.&lt;br /&gt;Gli stessi discorsi, le stesse espressioni, gli stessi rari pompini, poi la scopata mensile stereotipata, una fatica…Anche quella.&lt;br /&gt;Ecco, tutto in lui era fatica, senza slancio, ma le cose sarebbero cambiate, eccome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci aveva mai pensato alla cognata, almeno prima. Era anche un po’ bruttina, ma aveva un non so ché, che lo aveva stregato lentamente.&lt;br /&gt;Non che la consorte fosse un “figa stratosferica”, ma messa giù bene si faceva ancora guardare.&lt;br /&gt;A letto poi gli si concedeva senza negargli nulla, ma a lui non interessava più. Per noia ripeté a se stesso. Tutto era successo per noia e mentre finiva di radersi come un ragazzino disegnò un cuore sui vapori dello specchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre mesi erano passati dal loro primo bacio e la loro relazione continuava ancora.&lt;br /&gt;Era successo una sera che la moglie non c’era, era in palestra come al solito.&lt;br /&gt;Era salita a trovarlo, come ogni tanto faceva. Abitavano infatti tutti nella stessa grande villa, con i suoceri, in una sorta di condominio familiare che a lui pareva Alcatraz.&lt;br /&gt;Avevano parlato come non avevano mai parlato prima. Confidandosi entrambi delle difficoltà con i rispettivi patner. "Almeno lei era solo fidanzata", aveva pensato mentre l'ascoltava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, pareva strano confidarsi così alla sorella della propria moglie, ma quella sera era stata speciale, tutto pareva possibile, anche parlare disinvoltamente, proprio lui che usualmente era di poche parole.&lt;br /&gt;La singolarità di quel che avvenne dopo mise il seme dello stupore nella sua vita, una vita fin troppo prevedibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per errore, mentre discorrevano, aveva appoggiato una mano su quella di lei e lo sguardo che ne aveva ricevuto di rimando era stato inequivocabile.&lt;br /&gt;Si era ritrovato con le sua lingua nella bocca di lei quasi senza accorgersene e&lt;br /&gt;si era eccitato subito tantissimo, ricordò, come non gli accadeva da anni.&lt;br /&gt;Poi, senza più ritegno, avevano scopato senza pietà, senza rimorso, senza freno.&lt;br /&gt;Lei aveva goduto, tremando sotto le sue spinte e quasi gridando di piacere nel momento dell’orgasmo e in quel momento lui l’aveva inondata con un’eiaculazione che gli parve senza fine.&lt;br /&gt;Il gusto del proibito aveva risvegliato l’uomo che dormiva in lui, un letargo che durava 
