giovedì 19 febbraio 2026

Come finalmente smettere di migliorarsi



Il cervello è un calcolatore.

Un tesoriere che amministra il nostro corpo secondo tre direttive principali: efficienza, risparmio e comfort.
Generalmente le persone considerano la funzione del cervello quale pensare.
E' un errore.
Il cervello fa, non pensa. Esegue operazioni: controlla il battito del cuore, la peristalsi, il sistema endocrino. Il cosiddetto pensiero è una qualità della mente che utilizza le informazioni allocate nell'encefalo in particolare nella memoria.
Cosa sia esattamente la "Mente" non lo si sa, dipende dalla scienza che la indaga, dipende dal punto di vista che si adotta.
Non è un elemento fisiologico, ma esperienziale.
Gli scienziati la considerano però seriamente e dunque non è un dato che appartiene alla pseudoscienza.
Solamente è molto difficile definirla in maniera esaustiva. Certamente abbiamo alcuni dati su cui riflettere.
Più informazioni ha una persona a disposizione più la mente potrà accedervi, sebbene non sia garanzia di un pensiero più profondo e saggio.
I dati per essere utilizzati correttamente devono essere proporzionati all'essere cioè alla nostra esperienza.
Chi pensa più di quello che è entra in una area senza controllo, dove l'errore non è solo probabile, ma quasi inevitabile.
Ecco che nel nostro tempo dove c'è una ridondanza di informazioni e dove la tecnologia è spesso utilizzata senza conoscerne la natura, tutto questo diviene un male per l'essere umano.
La gente cammina e guarda solo il cellulare, parla e non ascolta, vede e non osserva né quasi mai contempla.
Io cammino e sento i piedi, sono fermo e cado in me stesso come la sabbia che tracima.
Respiro e non penso a nulla.
Parlo e mi dimentico ciò che ho detto.
Quando guardo gli altri mi viene da sorridere, quando veramente voglio ridere però guardo me stesso.
Sono sicuramente matto.
La maggioranza forse si considera sapiente perché sa usare il computer o altri strumenti, ma in realtà non lo è.
Utilizzare con abilità non significa conoscere con profondità.
Infatti molte persone parlano diffusamente e con competenza di cose che non conoscono minimamente.
L'area sottesa tra ciò che conosciamo e ciò che crediamo di conoscere porta l'Uomo all'arroganza propria del errore.
Dunque è bene essere informati, ma tutto questo è necessario indagarlo con l'esperienza, altrimenti si mettono le Tigri in Africa come fece Salgari che non aveva mai viaggiato in vita sua.
Si dice in Oriente: "L'erudizione senza saggezza è un carico di libri messo sulla groppa di un asino".
La domanda da porsi è: cos'è la saggezza?
E' esperienza (certamente), ma anche comprendere che la vita è breve e il tempo che passa non può ripetersi, questo comporta la necessità di essere realisti.
Le informazioni devono essere verificate.
Causa ed effetto sono da considerare obiettivamente.
Le parole rispetto ai fatti spesso sono una mistificazione.
Bisogna realizzare che l'esistenza è dolore; Questa constatazione amara, ma vera per viverla con saggezza, richiede sensibilità ed empatia.
Qualità dell'intelligenza emotiva.
Senza di essa, senza empatia, la vita si stinge, perché sono i sentimenti più che le emozioni che danno un senso al nostro vivere. Senza sentimenti la vita è come un orologio senza orologiaio.
E' solo un meccanismo, un tic-tac senza alcun appuntamento cui essere puntuali.
La vita senza poesia è una vita sprecata.
Senza umiltà, dove spesso si è troppo affezionati alle nostre qualità, la vita diventa un bilancio sterile di un ragioniere senz'anima.
L'amore, cioè il sentimento più grande e totalizzante che un individuo può sperimentare nell'esistere, non è generalmente quello che si crede che sia,
Non è passione, non è desiderio, non è necessità psicologica, non è un rimedio alla solitudine; Questo per dire che quando si considera la nostra vita emotiva non si è molto obiettivi.
Si crede di averla questa sensibilità, ma spesso è solo egoismo ben camuffato.
E' necessario essere spietato con se stesso e non sottrarsi a un'analisi de-identificata per vedersi per quello che si è; Per cosa si è.
Aiuta la sincerità con se e con gli altri, perché quando i nostri segreti saranno condivisi perderanno la presa che hanno su di noi.
Quando la neve si scioglie ci si accorge che non ha odore.
Spesso fa male questa autenticità, ma solo così è possibile essere e fare, perché fare senza essere non è fattibile in termini di realtà.
L'illusione è ovunque e lo rimarrà nell'individuo sinché la realtà non sarà scelta e voluta non perché è più conveniente, ma perché vera.
Illusione e realtà coesistono nello stesso tempo.
L'illusione è generalmente piacevole, seduttiva e confortante, La realtà è sempre cruda, diretta, lampante.
Meglio ancora sarebbe considerare questi opposti come una cosa sola.
Qualunque cosa possa essere.
Questo sciocco parla del vivere, ma sa che non è possibile sapere veramente se la vita sia oppure non sia. Abbiate pazienza.
Questa obiettività di cui parlo richiede coraggio, una qualità che ai giorni nostri si vede poco. Meglio ancora è la non-paura.
Dunque leggere e studiare non è certo un male, ma senza quello che ho descritto come necessario, non serve a nulla.
L'uomo ordinario è come una prugna che maledice l'uomo affamato che la coglie e non il contadino che ha piantato il seme e l'albero che l'ha fatta crescere per essere mangiata.
A ben vedere se un bambino avesse la possibilità di sviluppare una mente sana, un ragionamento obiettivo e una visione lucida dell'esistenza, a dieci anni saprebbe già tutto quello che gli serve del mondo.
Nasciamo perfetti, ma mancanti solo di qualche informazione utile alla sopravvivenza, ma se vogliamo veramente crescere dobbiamo rimanere come se non fossimo mai cresciuti.
Io lo chiamo -essere baby-.
I bambini sono maestri, gli adulti invece pretendono di insegnagli, ma cosa gli insegnano?
La loro ipocrisia, le loro ansie, i desideri, l'inestinguibile brama che governa il mondo.
Infatti un bimbo da poco nato non giudica, pensa senza conoscere il linguaggio, ragione velocemente perché non vive il tempo, per lui tutto è un eterno presente. E' curioso, ma non saccente. Contende con un altro per un giocattolo totalmente, quasi ferocemente e un momento dopo lo lascia per correre dietro a una farfalla ridendo.
E' forte nonostante sia piccolo. La sua energia si muove libera in lui. E' totale. Parla al mondo, agli alberi, al vento, agli animali e loro lo capiscono e gli rispondono.
Non chiede a un altro bambino il nome, la professione o altro che: Giochiamo assieme?
Cos'è il gioco se non azione senza scopo?
Fare senza fare.
I saggi Taoisti cinesi lo chiamavano Wu-wei e ci dicono che questo è il punto.
Nel Buddismo è: "La dottrina del Vuoto" la suprema saggezza nella perfetta ignoranza recitata nel meraviglioso Sutra del Cuore.
Nel Cristianesimo è: "Fare Verità" evidenziata nelle parabole di Gesù.
Nell'Islam si trova nel Corano nella Sura della montagna: "Insciallah".
Ha molti nomi questa semplicità, questo abbandono.
Ha tanti riflessi questo diamante, ma questa conoscenza è sempre con noi.
La abbiamo già, ce ne siamo solo dimenticati.
Smettere di migliorarsi significa trovare ciò che siamo.
Non dobbiamo cioè imparare altro che a non perdere le qualità che abbiamo già alla nascita.
Passiamo invece la vita ad accumulare e a sovrapporre a quel diamante che siamo, strati e strati di cose.
Per far brillare questa pietra preziosa bisogna o bisognerebbe togliere e non aggiungere.
Questo i libri non lo possono insegnare, perché ce lo insegna la Vita.

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