In Oriente si dice che esistono tre verità.
La mia verità, quella del mio nemico e infine quella degli altri.
La realtà, la realtà materiale delle cose si comprende grazie alle informazioni a riguardo di quelle cose.
Questo solleva una domanda necessaria: cos'è l'informazione?
E' interessante e utile l'analisi sul concetto di informazione.
Cosa significa realmente informazione?
Superando a piè pari la definizione del dizionario: "Un dato o un elemento che concorre alla conoscenza" si incontrano tre tipi diversi di informazione.
Il primo tipo è l'informazione che si coglie da dati parziali, si desume, come il colpevole di un reato trovato grazie alle impronte digitali, oppure il numero degli anni di un albero tratto dal computo degli anelli del suo tronco.
Questo tipo di informazione si occupa di ciò che è stato.
Un elemento che appartiene al passato ed è compreso e trovato da dati a lui connessi sebbene diversi.
Vi è un secondo tipo di informazione cioè quella che si esprime in un'istruzione per fare qualcosa.
La ricetta di cucina che si legge è di questo tipo, ci da informazioni su come si produrrà una certa pietanza.
Questa informazione si occupa di cosa sarà il prodotto fatto da questa informazione e ancora da realizzarsi.
Mentre la prima era nel passato, questa sarà invece nel futuro.
C'è un ultimo tipo d'informazione: quella semantica, fattuale cioè che si occupa di com'è il mondo, la realtà presente.
Come sono le cose, i fatti appunto e come funzionano nella realtà odierna cioè nell'attualità.
Per esempio cosa nel mercato economico sta incrementando il valore di un titolo oppure quale titolo è soggetto a svalutazione.
Più semplicemente come si chiamano le capitali degli Stati in cui si divide il Mondo. Questa è un'informazione geografica che riguarda lo stato delle cose.
Questo tipo di informazione fattuale si può anche integrare con le prime due, ma a differenza di queste il requisito fondamentale è che sia vera oppure falsa.
Il primo tipo d'informazione non ha bisogno di questo requisito, necessita invece che vi sia una corrispondenza oppure non vi sia. Questo è il suo elemento nodale.
Nel secondo tipo di informazione non c'è necessità che sia vera o falsa, ma che funzioni oppure non funzioni. Questo è il suo punto.
Solo il terzo terzo tipo di informazione richiede la veridicità, perché è quella che veicola domande e risposte riguardo al nostro presente; La necessità di conoscere come si è formata questo tipo di informazione ci dirà se è vera oppure falsa.
Questa ricerca è necessaria altrimenti questa informazione sarà elusiva di una reale conoscenza.
Si riscontra fortemente nella nostra quotidianità questo terzo tipo di informazione e ci obbliga (tutti) a occuparcene se vogliamo aumentare la nostra conoscenza tramite l'informazione vera oppure diminuirla.
Rendersi conto del valore cruciale di quest'azione cioè di trovare il vero o il falso in tale informazione semantica è imperativo e di questo si occupa la filosofia dell'informazione, una nuova branca della filosofia.
Il più importante filosofo dell'informazione riconosciuto al mondo è italiano. Siamo i migliori benché se ne parli sempre male. A volte penso che lo si fa per invidia e questo lo scrivo con una punta di nazionalismo.
Molti non conoscono questo brillante filosofo che è Luciano Floridi, oggi naturalizzato negli Sati Uniti e professore a Yale da cui ho tratto alcuni spunti per riflettere su quanti tipi diversi di informazione esistono e come e perché abbiano necessità e funzionalità diverse.
Spero che a qualcuno possa interessare approfondire questa fondamentale comprensione.
Fondamentale, perché guiderà la conoscenza verso il vero.
Conoscenza (informazione) e verità devono essere sinonimi altrimenti si sviliranno entrambi in un nulla e in certi casi in un danno disastroso.
Perché fraintendendo il vero dal falso non si distinguerà più il bene dal male.

Nessun commento:
Posta un commento