mercoledì 24 giugno 2026

Domani è un altro giorno



"Domani è un altro giorno" si dice spesso con un sospirone.

Il domani però non arriverà mai, perché quando accadrà si chiamerà oggi.
In ogni caso è una frase suggestiva quella che diciamo spesso e resa famosa da un film di Hollywood, perché richiama alla speranza.
Si crede al Futuro e con una certa ragionevolezza si pianifica quello che verrà, ma obiettivamente non succederà così come si crede.
Anche quando le cose vanno nel verso che vogliamo accadono sempre in maniera diversa.
La speranza è propria del nostro modo di pensare.
Il Futuro sarà sempre meglio di oggi.

Nel Futuro ci sarà salvezza secondo la Religione, avverrà la guarigione secondo la Medicina, si avrà il superamento dei conflitti sociali ci assicura la Politica.
Il meglio verrà sempre dopo, questo è lo slogan dei tempi moderni.
Sebbene queste promesse siano disattese dai fatti sotto gli occhi di tutti, non cambiano la nostra prospettiva protesa all'orizzonte che posticipata in un altro tempo al di là da venire gli ambiti traguardi.
Si corre senza preoccuparsi di conoscere la strada.
Pare un peccato veniale questo ottimismo, ma è una costante solo per una cultura come la nostra.
Ci sono popolazioni primitive per cui il futuro non esiste; è un quasi presente il Domani e questi uomini faticano a concepirlo.
Alcuni Missionari in Brasile, venuti a contatto con gli indios che morivano di febbre per un raffreddore, una malattia cui il loro sistema immunitario non era attrezzato a contrastare e portato dai bianchi, fornirono delle coperte a questi primitivi.
Infatti di notte fa molto freddo nella selva amazzonica.
Gli indios usavano la coperta per scaldarsi, ma poi la dimenticavano chissà dove al mattino, perché nella loro idea una notte non sarebbe seguita ad un altra. Era semplicemente finita.
Sarebbe tornata?
Non era nelle loro preoccupazioni.
Questa previsione che per noi è automatica per loro invece è inconcepibile.
Non è però un errore della loro mente o una mancanza di un processo cognitivo raffinato: semplicemente hanno un modello culturale diverso.
La mente umana si forma e si plasma dal condizionamento familiare e sociale già appena nati e non solo aderendo a norme e codici sociali condivisi, ma perfino nel modo di costruire il pensiero.
Altrimenti non ci intenderemmo.
Popoli diversi non parlano solamente lingue diverse, ma pensano in modi diversi. Questo retaggio che chiamiamo "culturale" è quello che crea religioni e filosofie diversissime e che permette ad alcune etnie di primeggiare in campi diversi.

La vita degli Indios è più semplicemente aderente al presente in maniera fortissima; Sono incredibilmente concentrati e percettivi, perché non si occupano di quello che verrà, ma piuttosto di quello che accade.
Questo gli permette di affinare capacità utili alla sopravvivenza nel loro ambiente difficile e talvolta ostile.
Nella Natura selvaggia il "qui e ora" è un elemento fondamentale alla sopravvivenza; Noi uomini civilizzati invece in quel contesto ci perderemmo e moriremmo in pochi giorni.
Non solamente, perché abbiamo conoscenze diverse che non sono utili nella foresta, ma perfino apprendendole non potremmo utilizzarle con la medesima efficienza.
Se sai che il giaguaro ti può sbranare non è detto che lo riesci a vedere nel fitto della giungla.
Conoscere le tracce di una preda non è riconoscerle nel terreno né ti permette di seguirle lungo un percorso che ai nostri occhi apparirebbe indistinto.
La loro adesione a ciò che li circonda è totale.
Si confondono con le foglie e gli alberi quasi fossero un tutt'uno e questo lo posso affermare, perché l'ho visto.
Quando questi nativi vengono in contatto con la Civiltà sono disorientati come bambini, e noi ugualmente lo siamo nel loro mondo.

Bisogna comprendere bene che la previsione e la preparazione al dopo è un fattore relativamente moderno, principalmente utile alla Tecnica.
Le persone che vivono nel Mondo civilizzato considerano il Progresso in termini di Tecnica e la Tecnica è quasi sempre sinonimo di comodità, produttività e conseguente consumo ed efficienza industriale.
L'uomo moderno è calato mani e piedi nel "tempo della macchina" cioè della produzione, quando non è in un altro tempo e in un altro luogo nell'ideazione del Futuro e poco, anzi pochissimo nel presente.
Lo si vede in metropolitana dove la maggioranza è persa nella contemplazione di uno smart phone e non si accorge nemmeno di pestare i piedi al vicino.
Questa "distorsione" chiamata Domani ha generato la tecnologia, ma ha portato l'essere umano a conoscere la nevrosi che è una malattia propria del mondo moderno.
Le tribù primitive non l'hanno.
Soffrono la fame, ma non la psicosi.
Non si può dare un valore positivo o negativo rispetto a queste differenze, perché sono maturate in contesti diversi e hanno funzionalità diverse.
Dunque il Futuro per noi è quasi più importante del oggi, sebbene l'unico momento in cui possiamo vivere sia l'adesso.
La Medicina si incarica di dirci che viviamo di più, ma io dico che viviamo meno intensamente.
Non soffriamo il freddo, ma soffriamo l'ansia di una vita frenetica, soverchiata di impegni burocratici, divieti, regole, leggi e tesa verso un status che a ben vedere è esagerato rispetto alle reali esigenze umane. Ci sono talmente tante regole che vivere senza permesso pare non essere più possibile.
Siamo sudditi del Troppo che esige un tributo costoso in termini di sofferenza psichica, eufemisticamente definito: stress.
Da molti questo cafarnao di oggetti e beni è confuso con il benessere, addirittura con la felicità, ma solamente perché si dispongono di molte cose non è detto che questo sia un bene. Il progresso non è certo che ci sarà amico, perché la soddisfazione effimera che promette, rispetto alla felicità autentica, auspicata dall'essere umano è cosa molto diversa.

Pare così che: «Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento».

lunedì 22 giugno 2026

Magha Puja



"Quando la vista vede realmente, vede con gli occhi della Mente.

Il Cuore sente insieme al udito.
Il naso gode il profumo della compassione in ogni odore.
Il tatto è sfiorato da una brezza di Verità.
Allora il gusto del Esistere si apre in tutti i suoi infiniti sapori".


Indovina chi viene a pranzo?




L'altro ieri conversavo a pranzo con una ragazza che si occupa di economia.

Le regole che enunciava erano sicuramente esatte.
La differenza tra spese sostenute per Status e gli investimenti, sono cose da comprendere.
Propriamente l'investimento è ciò che produce denaro, mentre altri acquisti che si chiamano impropriamente "investimenti" sono più esattamente dei beni che incrementano di valore. Quei beni costosi acquistati per Status invece sono di fatto un perdita che si accetta volentieri per vanità.
Queste differenze ci dicono quanto il denaro sia presente nella vita di tutti.
Personalmente considero il denaro un elemento divisionale.
Non aiuta la coesione umana, mettendoci in competizione gli uni con gli altri.
Siamo tutti amici quando siamo al ristorante, finché non arriva il conto da pagare.
Questo per dirlo alla buona.
Dunque a chiacchere i mezzi di informazione e la religione ci esortano a una maggiore solidarietà, all'aiuto reciproco, a vivere con maggiore benevolenza, ma poi nella realtà della vita cioè la realtà economica, perché la società umana si fonda sull'economia, ci mette in gara gli uni con gli altri.
E' una contraddizione insanabile.
Inoltre il denaro non ha valore intrinseco è solo un mezzo di scambio.
Il denaro fa avere il cibo, ma non si mangia.
Il denaro nel nostro Mondo economico ti permette di comprare dei vestiti, ma non ti veste.
Non ti scalda se fa freddo a meno che lo bruci in un falò da campeggio.
Il suo valore è un'illusione condivisa e fortemente radicata nella nostra cultura e nella nostra vita.
Questo però come detto divide le persone e genera una quantità di conflitti che alla fine pare un cattivo affare per l'umanità.
Tuttavia se non esistesse il denaro la gente si scannerebbe per una bistecca.
Allora?
Il problema non è il denaro in se e per se, ma la speculazione.
Quando il denaro produce altro denaro senza fornire beni o servizi diventa un cancro per la nostra società.
Questo risulta evidente dall'aritmetica con cui lo si computa: il debito pubblico mondiale supera la ricchezza del intero pianeta. E' di fatto impagabile.
Un paradosso che evidenzia l'errore.

Già nei primi anni del 900' insigni economisti hanno prospettato sistemi economici diversi, dove il denaro si svaluta se è accumulato e così dovendolo spendere produce lavoro e diversifica e ridistribuisce la ricchezza.
Inutile dire che questi buoni propositi sono non solo stati disattesi, ma ignorati.
E questo perché chi detiene la ricchezza non vuole cambiare il sistema con cui l'ha ottenuta.
Visto poi che chi ha la ricchezza ha anche il potere è evidente che non è possibile cambiare il nostro tipo di società.
Qualcuno ci ha provato con qualche rivoluzione che, secondo i casi, è stata schiacciata nel sangue oppure è fallita, perché non poteva commerciare e dunque sopravvivere avendo a che fare comunque con un sistema economico globale non rivoluzionato.
La Rivoluzione sociale cioè un cambiamento rapido e radicale di un sistema comunitario deve essere planetario, altrimenti non funziona.

Questo avviene anche a livello umano.
Ci sono sicuramente al Mondo persone buone, sensibili, leali e profonde cioè consapevoli, ma la maggioranza ancora fatica a capire che avere un vantaggio a scapito di un altro non è mai un buon affare.
Generalizzato questo sistema predatorio costruisce una sorta di Inferno. Insomma crea il mondo che abbiamo.
Così se ne parla, ma non sono le parole che possono cambiare l'Uomo, ma le esperienze.
Non sono le risposte che possono rendere l'Uomo migliore, ma le domande.
Alla fine del pranzo (ottimo) abbiamo ovviamente dovuto pagarlo, ma per fortuna in parti uguali.

La Giustizia per un attimo certamente non ha trionfato, forse non ha nemmeno vinto;
Diciamo 0-0.

martedì 16 giugno 2026

Il mio caro Angelo



Scrivo allegro, ma non blasfemo.

Ogni tanto parlo con il mio Angelo Custode che tra l'altro si chiama Angelo. Non ha nemmeno le ali, perde anche un po' i capelli, ma è davvero bravo.

Una volta gli ho chiesto il motivo di questa parsimonia di originalità nella scelta del suo nome e lui mi ha detto che è perché gli piace il suo lavoro. Si identifica fortemente con il suo impegno. E' una potenza di quinta dimensione saggio e con tanta pazienza con l'energia senziente (me stesso) che gli è stata affidata da accudire.

E' dunque molto occupato con me e lavora sodo per mantenermi in salute e vivo visto che non sto mai fermo e non faccio certo una vita morigerata né priva di rischi.

Proprio ieri sera mentre stavo per prendere sonno mi è venuto un po' di nostalgia per l'amore e così mi sarebbe piaciuto innamorarmi ancora una volta.  Ubriacarmi di passione e sentire l'anima nuovamente tesa sino allo spasimo. Ho formulato questa fantasia in me senza troppe pretese.

Ho visto però che Angelo faceva una faccia strana del tipo: "Si, si aspetta e spera"

Così mi sono incuriosito e gli ho chiesto: "Scusa, perché? Non si può desiderare?"

Lui mi ha risposto serio: 

-"No non è questo, ma vedi l'Amore è come vincere al Superenalotto per risolvere il problema che hai pochi soldi, perché spendi più di quello che guadagni. Non si fa, bisogna imparare a gestire le finanze e non sperare invece nella Fortuna.

Bisogna in generale smettere di essere masochisti cioè devi smettere di rovinarti la vita da solo come non solo fai tu, ma fanno tutti su questo pianeta.

Abbandonare il giudizio sugli altri e su te stesso, questo è la prima cosa; C'è un'interessante teoria che sostiene che il giudizio è una proiezione della vergogna la quale è diversa dal senso di  colpa, poiché quest'ultimo è determinato da un'azione o un pensiero che sottintende una frase: Ho sbagliato. Mentre la vergogna è un giudizio più severo che diciamo a noi stessi: Sono sbagliato. Vale la pena riflettere su questa interpretazione per una maggiore comprensione e così vedere se questa ipotesi ci corrisponde per correggersi. E' importante anche evitare i confronti con il Destino e piano, piano liberarti da tutti quei falsi concetti che ci rifiliamo aderendo a quello che si crede e determinati da un modo di essere non consono alla Vita, avverrà un certo distacco dalle cose, una liberazione che ti farà leggero; Ma soprattutto trarre via da dentro di se i danni dei pensieri impropri che ti rovinano la vita, senza manco accorgerti che li fai, poi  la felicità così raggiunta credo basterà. 

L'amore è un Jolly che non bisogna sprecare né ci esime da questo lavoro di consapevolezza interiore e modifica (abbandono). 

Bisogna imparare a saper vivere. 

Saper vivere in armonia con gli altri e con la Natura cioè con tutto il Mondo.

Questo è il compito nell'esistenza: imparare a vivere.  Semplice, ma non facile.

Quando sei giovane l'Amore è spesso regalato e altrettanto spesso sciupato e sprecato, poi procedendo nel corso della Vita sei chiamato a comprendere il profondo masochismo e la distruttività con cui vivi.  Vedere quanto sei nemico di te stesso e così finalmente riappacificarti. Comprendere che tu e l'altro è solo una differenza apparente; Che il giudizio sugli altri è una spada a doppio filo, che mentre divide l'altro, taglia anche te stesso e questo produrrà sofferenza. Se proprio non puoi fare a meno di giudicare, aggiungi sempre un cucchiaino di bontà per addolcirlo, solo così sarai giusto.

Poi, parlando in generale, una volta abbandonato il masochismo con cui convivete un po' tutti in questa dimensione e purtroppo senza accorgervene, se non vi basterà la molta felicità raggiunta....Si vedrà.

Adesso però dormi e non rompere il cazzo"-

Angelo, ma che carattere! 

Mi ricordavo che gli Angeli non hanno sesso, ma com'è?

-"Non fare il cretino, dormi!"-

Ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato.