martedì 17 luglio 2012

Il deserto dei Tartari





Per sfuggire al nulla, trascorriamo il tempo che il destino ci ha assegnato aggrappati all’attesa di un inverosimile evento straordinario, che possa finalmente dare un senso alla nostra vita.
Il tempo intanto si consuma sempre più precipitosamente e il viaggio si conclude.
Solo una morte dignitosa e serena potrà liberarci dall’angoscia, mettendoci in una dimensione eterna ed eroica che avevamo sempre sognato per emendarci dalla mediocrità.

giovedì 12 luglio 2012

Sull'essere Uomo

Ad ognuno tocca la sua parte su questa Terra.
A titolo personale penso sia importante per una mia buona interpretazione conoscere il personaggio che voglio esprimere visto che il copione della vita è sempre misterioso.

Non certo per mentire a me stesso o per uniformarmi ad un modello, ma perché il palcoscenico del mondo ha le sue regole e grazie alla maschera che talvolta volontariamente indosso conosco e rivelo il mio vero volto.
Ecco che mi interrogo su cosa voglia dire essere un uomo.
Quali sono le sue peculiarità virili? Che cosa ci si aspetta da lui? E ancora più importante cosa mi aspetto da me stesso?
Credo che l’uomo deve trovare il suo naturale sviluppo nel rapporto con una compagna. Senza un confronto, un paragone, un opposto non è possibile determinare nulla.
Mi pare evidente che non avrebbe molto senso definire un uomo se non esistesse una donna con cui confrontarsi,

Questa strana Chimera chiamata uomo dunque è composta da diverse qualità e si confronta e si completa  con quella sorta di alter ego, apparentemente tanto diverso che è l'essere femminile; Come fare di questo scambio vicendevole, spesso frutto di un mero mercanteggio, qualche cosa di grande, bello e anche, perché no, duraturo?

L’amore dalle radici profonde non nasce in un solo giorno e soprattutto non nasce ovunque.
Come dunque alimentare il mistero che lega un uomo e una donna nel formare una coppia?
Il segreto è, mi pare, nel rendere un poco inaccessibile ciò che credo di possedere.
Aprire gli occhi ogni mattina, ma realmente, per vedere chi ha dormito al mio fianco.
E' un gioco con me stesso, lo riconosco, ma è un artificio necessario per eludere le piccole manie che mi perseguitano e gli immensi egoismi evocati dalla mia natura umana spesso tanto immatura.

In generale riconoscere le debolezze ci rende forti.
Non della forza che ci fa vincere schiacciando il nostro autentico modo di essere. Parlo invece di quella forza (più grande) che ci fa accogliere in un abbraccio amorevole la nostra umana sensibilità e perchè no? Fragilità.
Niente come la donna amata mette in risalto i dubbi, le insicurezze e la delicatezza dell' anima di un uomo; Tanto forti presentiamo il nostro petto al mondo, ma solo perché le difficoltà e le paure le portiamo sulla schiena.
Tuttaivia so che debbo tenere per me queste incertezze.
Non per sicumera o per aderire ad uno stereotipo virile, ma perché profondamente sento che questo è giusto, mi tocca, è il senso che do all’identità maschile.
Voler portare questo fardello e riuscire qualche volta ad alleggerirlo a chi mi sta accanto è la mia speranza, il mio compito, la mia ambizione talvolta.
Penso che se condividessi le mie difficoltà con chi voglio aiutare non sarebbe in realtà un vero aiuto, poiché genererebbe un debito di riconoscenza che se compreso non renderebbe il rapporto libero.
E' in questo modo la percezione che ho della mia virilità, cercando altresì di non indulgere nell'arroganza che è sempre in agguato nella mia anima.
E' il modo, spesso frainteso e qualche volta goffo, di dire "ti amo" senza parlare.

Non è facile per me vivere come un uomo, aderendo alle continue aspettative degli altri e mantenendo integra la dignità nei confronti della mia coscienza, dei miei sogni, della mia parte più profonda e di quello spirito così spesso estraneo anche a me stesso, ma parimenti mi domando: per chi mai è facile vivere?
Come diceva chi è stato molto più saggio di me: "Ci si fa forti per portare pesi".

Rendere così leggero il passo di chi cammina con me lungo il sentiero della vita porta il mio stesso incedere ad essere più svelto e leggero, regalandomi finalmente una méta che altrimenti perderebbe di senso.
Alla fine, anche se incontrassi su questo sentiero arduo, ignoto e pericoloso un Dio o un Demone e questi mi chiedesse conto delle mie azioni e omissioni non ne proverei timore; Anzi, con sincerità e a buon diritto risponderei : "Ho fatto la parte mia, dando alle persone che amo il mio cuore e un po’ di aiuto".

E in questo folle mondo, a me pare già tantissimo.



giovedì 5 luglio 2012

Don't Stop Me Now

Sono una meteora lanciata verso il cielo.

Intorno a me velocissime scorrono le luci dei mondi, brucio come un sole, chiamatemi Mr. Fahrenheit.
Niente mi può fermare, sino al limite e poi oltre.

Abbraccio l’universo con un battito di ciglia, i miei pensieri sorgono spontanei e brillano come astri sconosciuti di una nuova galassia.
Come Lady Godiva percorro questa strada infinita libero da ogni vergogna.
Chi mi potrà mai fermare?

Giorni siete miei, anni voi mi appartenete, l’eternità mi attende mentre veloce arrivo al valore estremo.
La notte si srotola come un tappeto e scivola velocissima sotto la mia moto, sono un razzo, sono uno Sputnik flou in rotta di collisione con la follia, faccio il solletico alle stelle.
Nessuno mi può fermare.

Luci intorno a me corrono, come uno stroboscopio di tramonti blu.
Sono un angelo maledetto da Dio
Tutto si ferma.
Odo una voce cavernosa, è una Divinità che mi parla?
“Ma lo sa che andava a 270 km l’ora?”

Cazzo, la Stradale, mi sa che mi ritirano la patente.

mercoledì 4 luglio 2012

Anime Bonsai

Pin-Nao il grande maestro Taoista era intento alla cura del suo Bonsai: Pici-Nin.

Nella quiete del giardino potava i piccoli rami e poi con movimenti di libellula nebulizzava gocce d’acqua sorgiva. Tutto era pace, silenzio e profonda armonia.
Una leggera brezza di montagna soffiava da est ed era araldo dell’inverno imminente che, come poesia, suggeriva all’orecchio paesaggi innevati ancora al di là da venire.

L'allievo prediletto (nonché l'unico) Pi-Nin osservava il Maestro.
Poi, forte dell’ignoranza che fa sempre domandare prima di cercare di comprendere, chiese: “A che pro, Perfettissimo, ridurre ciò che è grande? Il Tao non si realizza nell’assecondare la Natura?”
Pin-Nao, taglio una foglia, e poi rispose amabilmente: “Il senso della pratica è nel conformare la realtà alla mente. Mente e Realtà non sono diversi in noi”.
Pi-Nin perplesso incalzò: “Allora perché fare?”.
Pin-Nao, trasse un profondo sospiro e rispose ancora: “Fare giova a chi fa e non è per il frutto del fare. Senza azione non si comprendono le 10.000 virtù della non-azione”.
Passarono diversi minuti nel silenzio.

Pi-Nin interuppe la pace del maestro con un'altra domanda: “Allora perché non praticare la non-azione direttamente?”
Il mastro ruggì: “E mò hai rotto il cazzo!”, e il vaso di terracotta che conteneva Pici-Nin si infranse sulla testa di Pi-Nin con inaudita rapidità e potenza…
L’allievo finalmente comprese.



New Reality Show

E' veramente curioso come l'uomo cerchi sempre una via di fuga dalla realtà.

Inventarsi storie incredibili è così perfettamente in linea con questa "grande fuga", grande solo perchè universalmente condivisa.
Da cosa fugge questo strano bipede che ospita da pochissimo questa sfera ruotante in un universo immenso?
Probabilmente da se stesso e dal suo destino ineluttabile.

Ecco che allora dipinge davanti a se stesso una scenografia di paesaggi e un caleidoscopio di personaggi che, ahimè, non esistono; Volendo in tal modo esorcizzare la fossa che lo attende sin dalla nascita su cui è già scritto il suo nome.
Fa ridere poi che i modi per arrivare a questo mesto traguardo egli li percepisce come "l'illusione della scelta".

Nella fantasia cinematografica si creano pellicole fantasy e horror. Gli interpreti sono mostri spesso affascinanti e attraggono il nostro interesse distogliendolo dalla vera mostruosità delle nostre esistenze normali.
I "non morti" sono dunque tra noi, anche se, più esattamente, dovrebbero chiamarsi "non vivi".
Anche i vampiri ci sono e non parlo solo dei dipendenti di Equitalia, ma della pletora di esistenze parassite che traggono il loro nettare vitale dalla infelicità altrui spesso determinandola direttamente.
Le streghe e gli stregoni? Sono tra noi anche loro e gettano la loro visione e percezione di modi paralleli e multi-dimensionali sugli altri, ma restano inascoltati; Alcuni di loro divengono i cosiddetti grandi comunicatori del nostro tempo e come in una malia ipnotizzano le masse per farle muovere a loro piacimento e all'unisono in guerre e scelte economiche come gli stormi di uccelli guidati da un filo invisibile.

L’uomo è una specie gregaria può seguire chiunque basta fagli credere di essere un protagonista, guai a rivelargli la sua condizione di comparsa.

Non potendo comprendere la moltitudine semi addormenta dunque crede.
Talvolta la realtà è così evidente che abbaglia questo simulacro di essere senziente che definiamo uomo, esso si ritrae, però spaventato con una smorfia attonita.
Il risultato è lo stesso: l'ignoranza.
Ribadisco che non è completamente vero che questi racconti siano del tutto di fantasia, ma indicano con l'allegoria una realtà che riconosciamo ma che non ammettiamo a noi stessi.
Le storie in questi spettacoli dark dunque additano senza accompagnare verso uno specchio che appare ai più come una finestra su un mondo fantastico.
Questo è il motivo della seduzione e dell'interesse che suscitano.
Ci si riconosce senza offendersi trasponendo le nostre miserie su una rappresentazione feticcio.

Sono caramelle per tenere buoni i bimbi, nell'attesa che essi possano crescere, ma non divengano mai adulti; così che possano giungere sereni e inconsapevoli al mattatoio.
Che dire di Dio se non che è in definitiva il più grande serial killer, alla fine ci uccide tutti senza scampo né pietà.

Come diceva Chuck Barris: Ho in mente un programma televisivo dove tre concorrenti anziani si incontrano in una stanza con una pistola carica.
A turno raccontano con onestà la propria vita, le illusioni disattese, i propri dolori generati dall'incomprensione, gli amori mai completamente ricambiati, la futilità di ogni velleità intrapresa, l’impossibilità di vedersi per quello che si è.
Vince chi non si spara un colpo alla tempia.
Il premio? Un frigorifero.




giovedì 28 giugno 2012

The dark side of the life



Nadir- Se ne è andata?

Zenit - Lo sai. E' andata via. Tutti vanno via prima o poi. Non senti il silenzio? Tutto è stato sezionato e poi asportato Un capolavoro di chirurgia. Nessuna anestesia, niente sangue. Una cosa perfetta, nel suo genere.

Nadir - Nessuna pena?

Zenit - La pena? Non so. La solita, immagino.

Nadir - La solita?

Zenit - Naturalmente. La solitudine.

mercoledì 27 giugno 2012

AnaTremi

E'una fatica vivere, ma in fondo per chi non lo è ?

Vivere bene, poi è un'impresa sovrumana.
Si respira nell'aria un certo sconforto ma come potrebbe essere diverso?
L'economia rotola stancamente verso un baratro, ma si cerca di chiudere gli occhi per non vedere l'abisso che si approssima. In definitiva cosa è mai la crisi economica? Una cosa molto semplice: i ricchi diventano più ricchi e i poveri diventano più poveri. Per capirlo non serve andare alla Bocconi e conseguire un master in economia internazionale.

La resa dei conti (in senso letterale) metterà a nudo tutte le deformità della nostra tanta esaltata collettività.
Intanto i cinesi comprano i buoni del tesoro dell’America e dell'Europa.
Prima si conquistavano le nazioni con le armi ora si conquistano con i debiti.
Nessuno potrà più dire e fare nulla fuori del gioco di questo Monopoli planetario perchè si dovrà sempre qualche cosa a qualcuno.
Per l’uomo della strada arrivare alla fine del mese è, e sarà sempre più, un'impresa da primato.
Le offerte seducenti della pubblicità non sono che trappole per estorcere denaro, indebitamente allestite da questa associazione per delinquere di avvocati e psicologi che studiano il sistema per fregarti mantenendo l’apparenza della legalità. Ormai i gruppi dirigenti delle grandi società con capitale sociale (che di sociale hanno ormai solo il nome).non indossano più neanche la cravatta, indossano direttamente  il passamontagna durante le loro riunioni che sono una camarilla, ma della banda dell’Ortica.

Apparentemente tutto è conforme alla legge e di una trasparenza sacrosanta, ma l'iniquità e lo sfruttamento galoppano a briglia sciolta e sono ormai palesi ma parimenti intoccabili.

La guida delle nazioni è affidata a delle nullità con facce da burocrati senza anima; E' il momento dei personaggi di piccolo rilievo che conquistano il sole della ribalta.
Così, in questo periodo di tramonto anche l'ombra di questi nani si allunga, ma restano ciò che sono.
La politica non è oramai che un commovente documentario sul disagio mentale.

Il lavoro interinale e le manovre finanziarie sostenute da leggi inique giustificano la perdita di ogni diritto acquisito dai lavoratori in anni di lotte sociali; è la punta di un Iceberg che affonderà questo Titanic che naviga nella notte, mentre i passeggeri della prima classe si concedono un ultimo rondò nel salone delle feste.
Il mondo è presentato come un palo della cuccagna, ma appena smetti di sgobbare per salire e tentare di arraffare i regali che i soliti privilegiati ti sventolano dalla cima, scivoli verso terra a tutta velocità. Retrocedere è però doloroso, perché questo palo ti accorgi allora, è conficcato nel tuo didietro.
La gioventù sogna un futuro prestigioso e gratificante, ma qualcuno dovrà dirgli, prima o poi, che dovrà invece vivere in un incubo.
Infiacchiti da un falso benessere questi ragazzi si apprestano ad andare ad una sparatoria armati con un coltellino da campeggio.

L'umanità marcia caracollando verso l'obiettivo dei dieci miliardi di bocche da sfamare che si spalancheranno fra meno di trenta anni.
Un mondo di estranei stipati su un pianeta sempre più affolato dove la solitudine è endemica nonostante il numero delle persone.
La casta del 1% dei detentori della ricchezza mondiale gestisce ormai le nostre esistenze peggio dei patrizi con gli schiavi al tempo dell'antica Roma. Non c’è manco un uomo come Spartacus che a questi figli del privilegio faccia almeno strizzare il culo.
Si continua a ripetere che ogni uomo è uguale, ma è palese che alcuni sono più uguali di altri, come diceva George Orwell.
Dunque cambiano le parole e i modi per fare le stesse identiche vigliaccate.

Non c'è speranza, non c'è futuro e soprattutto non c’è più parcheggio per l’automobile. Non c'è più neanche tempo per la redenzione di questo sistema perverso che sta arrivando a fondo corsa.
Il punto di non ritorno lo abbiamo passato da un pezzo, Il costo che si sta compilando alla cassa di questa planetaria trattoria è astronomico, non solo sarà caro e salato, ma spazzerà via ogni cosa buona insieme con le molte futili e nocive. Tutto è dunque inefficace, specialmente pentirsi.

Mi sembra di essere Savonarola sul pulpito fiorentino, oramai.
Chissà se mi darò fuoco da solo? Magari infiammando me stesso con le scintille del mio attrito interiore a contatto  con la nera pece di questo nichilismo.
In ogni modo da qualche parte devo pur stare, tanto vale che salgo su un pulpito. Qualche cosa devo pur dirla, mentre aspetto senza ben sapere perchè.
Lanciò così il primo anatema democratico della storia, perchè si abbatterà su tutti quanti.
Solo un utlima aggiunta.
Ma si, ecco…In bocca al lupo.