mercoledì 27 aprile 2016

Pensieri sparsi al vento

Questa società ci insegna ad essere dei vincenti ma solo per gli obiettivi che vuole che raggiungiamo. Considera un valore essere una persona di potere e di successo, ricca.

Dimentica però di informarci che il vincitore è sempre solo, perché unico. Omette di dire che l'uomo di potere, famoso  e ricco sono condannati all'isolamento, anche se hanno tanta gente intorno, perché temono quasi sempre che gli altri gli siano vicino per i soldi, i favori e la notorietà. 
Questi pseudo valori dunque ci accompagnano verso la solitudine e non alla felicità, perlomeno non a costruire dei rapporti significativi e reali come invece promettono.

Il nostro mondo ci incoraggia verso una competitività esasperata. 
Quando la società parla di condivisione, parla di uno slogan, di un sogno ad occhi aperti, mentre i fatti ci mostrano il contrario. E' un'ipocrisia mascherata dai buoni sentimenti verso un egoismo ancora più grande.

Chi ha la disgrazia dell'intelligenza comprende molto presto che i fatti e le persone, visti attraverso di essa, raramente ci rendono felici.
La felicità ordinaria che ogni uomo desidera è quasi sempre figlia dell'indifferenza, compagna dell'ignoranza e soprattutto orfana della sensibilità. in particolare per tutto quello che non ci riguarda personalmente.
Chi sia colpito dalla sfortuna di vedere il mondo senza metterci davanti i propri desideri lo vedrà per quello che è, ma non sarà un bel vedere. Inevitabilmente sarà sospinto verso la disillusione.



L'unico sollievo allora perverrà forse dall'ironia cui considerare se stesso e le proprie e altrui azioni come un'interminabile tragi-comica follia. 

Sarà comunque solo una boccata d'aria in questa acre vita che tutti respiriamo.


https://www.youtube.com/watch?v=k9IfHDi-2EA

venerdì 1 aprile 2016

Fiat Lux


Non per fare il figo e atteggiarsi a disilluso e miscelare così con un po' di amaro il cocktail delle mie parole, ma solo per esercitare la mia naturale attitudine ad osservare e dedurre.

Si dice che l’albero si riconosce dai frutti, e come non essere d'accordo con questo sillogismo?

Se un animale a strisce mi ruggisce contro e mi mangia una gamba è certo una tigre e non un criceto. 
Se abbaia, morde e annusa è un cane, non una lucertola. 
Così è per l'uomo. Se una persona ruba è un ladro, se fa il pane è un panettiere. Se non lavora ma è ricco e racconta un sacco di bugie, anche in questo caso non si potrà sbagliare: E' un politico oppure un prete.

Presuntuosamente indago con questo metodo semplice e pragmatico la natura di Dio cioè questa fantasiosa creazione umana, intrisa di superstizione e di poteri soprannaturali per capirne la veridicità e il Suo eventuale carattere attraverso le Sue opere. Per comprendere un essere bisogna vedere cosa fa e cosa desidera. 
Con queste due semplici coordinate si determinerà la sua posizione esistenziale.
I Promoter di questo fiabesco personaggio sostengono invece che non è possibile comprenderlo, almeno con la mente umana. 
Allora perché l'ha fatta sviluppare alla nostra specie? 
Ci avrebbe dato l'intelligenza per immaginarlo, ma non l'intelligenza per capirlo; Qual'è il senso di un tale paradosso?
Penso che invece sia una tesi molto comoda per chi di questa colossale ipnosi ne ha fatto un business estremamente remunerativo.

Non c'è nulla di male dunque nel voler comprendere il Creatore guardando la Sua creazione e i Suoi scopi o almeno il risultato cui pare tendere.


Com'è fatta questa Creazione?
C'è l'’universo: immenso e freddo.
Disabitato, ma con alcuni pianeti probabilmente adatti alla vita però posti a distanze inimmaginabili. Gli alieni se esistono sono talmente lontani che è come se non ci fossero.

C'è la Terra: lussureggiante e inospitale.  
Non ci si crede? 
Gli inverni sono freddi se non si possiede  il riscaldamento, le estati torride senza l'aria condizionata.  
Ci sono le alluvioni,  in altri momenti e aree diverse, la siccità. Appena ci si sposta dalle zone civilizzate e si supera il vallo costruito grazie al duro lavoro umano per arginare le difficoltà, le cose non sono per nulla confortevoli. 
Abbandonata a se stessa perfino la Svizzera diverrebbe selvaggia.
Poi ci sono terremoti,  cicloni, tornado, uragani che flagellano il pianete senza distinzioni e in maniera imprevedibile.
Eruzioni, Tzunami, buchi nell'ozono, smottamenti, frane, fulmini e tempeste. Accadono di continuo e in ogni dove. 
Glaciazioni che arrivano lentamente ma inesorabilmente.

La Terra sembra sia un essere vivente. I suoi movimenti sono lenti ma solo perché visti da una prospettiva umana.
Non dico questo per abbracciare una bizzarra concezione aborigena, ma perché le teorie della scienza moderna indicano come sempre più probabile l'ipotesi che così è. 
Il suo sistema nervoso sarebbe composto dall'acqua, i suoi neuroni sarebbero gli agglomerati batterici nel mare che comunicano tra loro grazie alle correnti oceaniche. 
La Terra è dunque viva, ma non è mai tranquilla.
E non lo è neppure la vita biologica che vi abita.
 
L’umanità per esempio? Da quanto cammina eretto quest'uomo cerca sempre di accopparsi a vicenda, di derubarsi l’uno con l’altro, di sfruttarsi e schiavizzarsi nei modi più fantasiosi, usando le circostanze e le opportunità. Ipocritamente poi nascondendosi dietro alla morale corrente.
"L’uomo è l’uomo" si dirà, ma la vita degli altri esseri è diversa?  
Solo nell'immaginazione degli stupidi. 
Appena esci dalla città i fastidi aumentano, mosche e zanzare ti tormentano. Perfino una mucca o un cane randagio ti possono aggredire e uccidere; Non esistono esseri innocui.

Proseguendo questa passeggiata ideale verso la Natura selvaggia cosa si incontrerà?
Animali di ogni tipo e taglia, la cui unica attività è la sopravvivenza, grazie all'assassinio generalizzato. 
Una catena alimentare predatoria dove nessuno è al sicuro, in particolare l'essere umano che è uno degli animali più deboli. 
Il mondo vegetale non è esente da questa costante lotta, anzi è una competizione terribile e silenziosa per l'acqua e la luce e poi tutte queste specie arboree contro gli insetti parassiti e gli erbivori.

Maggiormente si osserverà il panorama nel dettaglio, più diventerà terrorizzante.  
La vita dei mammiferi è dura, breve e spietata ma lo è forse di più quella dei rettili e degli insetti.  
Più sono piccoli più sono incazzati. 
Se si procede nell'osservazione a livello microscopico le cose si inaspriscono ancora di più.
Virus, batteri, muffe e funghi non vedono l’ora di fare fuori tutti quanti e una volta riusciti nell'intento morire con il soggetto ospite.
Sono dei kamikaze, dei veri terroristi; A confronto di un virus, un Talebano è Ghandi con l'asciugamano in testa e la camicia da notte. 

Non bastassero le malattie terribili portatrici di una fine prematura, in ogni caso per ogni entità vivente, c'è l'inevitabile degenerazione nell'arco di poco tempo e con essa arriva,  dunque e comunque, la morte.
Di fatti la base chimica da dove trae origine la vita è la decomposizione.

Non fosse sufficiente questo a toglierci il sorriso, ecco che suppergiù ogni  26 milioni di anni avviene un’estinzione di massa o come dicono quelli che hanno studiato, una transazione biotica. 
La prossima probabilmente giungerà tra qualche migliaio di anni, giusto in concomitanza con la fine dei lavori dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. 

L'ultima volta un asteroide spazzò via i dinosauri e quasi tutti gli animali e piante, ma è' stata solo una delle cinque grandi estinzioni (Big five) che hanno drasticamente ridotto il numero delle specie viventi a un pugno di sopravvissuti. Fu un'estinzione casuale? Per alcuni scienziati era prevedibile, perché si ipotizza una stella binaria, una nana bruna chiamata Nemesis (mai nome fu più evocativo) in orbita con il Sole. Un astro non ancora osservato, perché oscuro che lungo la sua orbita ampia ed ellittica lambisce la nube di Oort e periodicamente causa un'influenza gravitazionale deviando gli sciami di asteroidi e indirizzandoli proprio verso casa nostra (Echecaz).

Le precedenti estinzioni invece non sono avvenute con un asteroide, ma con altri metodi ingegnosi della Natura e magistralmente in linea con la sua strategia bellica.  
Le sue armi ? 
La variazione dell'asse terreste (detta Ipotesi di Shiva), i vulcani e i batteri nel fondale marino. 

I vulcani che quando le loro eruzioni divengono gigantesche e concomitanti, inondando l'atmosfera di metano e altri gas, in una sorta di flatulenza planetaria.
Non bastassero le "puzzette" del sottosuolo, ci sono i batteri nel delicato ecosistema dei mari che appena subisce delle variazioni sensibili di ossigeno (Anossia) innesca un picco micotico cioè questi batteri si sviluppano in maniera esponenziale, emettendo acido solfidrico. Un elemento tossico per la maggior parte degli esseri viventi. 
Una miscela venefica che dopo aver eliminato quasi tutti i pesci si riversa nell'atmosfera sotto forma di gas e uccide la maggior parte degli esseri sulla terraferma, insetti compresi.
Una sorta di Auschwitz globale. 
Forse è il modo che ha il Divino "dottor Stranamore" di fare le pulizie di primavera.
  
E’ già successo così quattro volte, almeno dodici se si considerano le cosiddette "piccole estinzioni". Piccole solo perché appena un po' meno catastrofiche.

Ora, pare che questa Creazione sia meravigliosa, a volerla guardare con la pancia piena e gli occhi d'artista, ma è nondimeno ostile e spietata.
Madre Natura non è solo matrigna come sosteneva il poeta di Recanati, non è solo un gigantesco Serial Killer, Madre Natura è proprio una vera stronza.

I casi sono due.  
O Dio, che ha generato questo sistema naturale e questo mondo spietato è Egli stesso spietato, oppure nel migliore dei casi non se ne occupa, quindi è perlomeno complice.

A meno che si consideri il mondo in un'ottica trascendente e lo si immagini come uno specchio fatto per produrre negli esseri senzienti una coscienza un po' più evoluta, grazie ovviamente a continui castighi; Sarebbe così una planetaria lavatrice dove questo Essere Celeste mette la biancheria sporca a lavare. 
C'è stato sempre un gran fiorire di ipotesi salvifiche chiamate religioni che aiutano l'essere umano a sostenere una speranza ingiustificata nella vita e gli regalano un po' di tranquillità che diversamente non avrebbe. 
Sono modelli di pensiero e principi di vita affascinanti e accattivanti che non trovano, però una corrispondenza oggettiva nei fatti a disposizione. Sono nel migliore dei casi esercizi di fantasia.

Pensare che solo perché una persona è buona e leale, lo sarà anche il Mondo con lui è come credere che un leone non ti mangerà per il solo fatto che tu non lo mangeresti. E' ingannare se stessi. 
  
La fede religiosa sostiene che esiste un ordine e una legge morale nell'universo, però queste norme etiche non si realizzano nei fatti. Se esistesse una retribuzione divina lo JOR sarebbe già sprofondato nelle viscere della terra per tutte le schifezze che ha fatto e per il modo in cui investe il denaro dei cattolici (armi, speculazioni, gioco d'azzardo e pornografia). Se non si crede basta informarsi.

Qual'è il senso di trovare un senso quando non c'è? 
Personalmente trovo che sia facile rispondere. L'uomo si comporta in maniera irragionevole, perché è mosso dalla sua psicologia (psicopatologia, direi) non dalla ragione.

E' solo il puerile desiderio di dare un senso alla propria vita, perché la sua futilità ci atterrisce.

Così vogliamo un motivo a tutti i costi e quando gli eventi superano qualunque spiegazione religiosa si invoca l'imperscrutabile volontà di "vostro Signore". 
Non sarebbe più semplice ammettere che forse non c'è nessuno? Invece di arrampicarsi sui vetri per far quadrare un cerchio.
Non stupisce che le religioni hanno una simile logica delirante ma funzionante. Esse agiscono su meccanismi potenti, quali: la paura, il senso di colpa e la speranza; Trovano un terreno fertile proprio dove c'è povertà e ignoranza, ovvero dove gli elementi su cui fanno leva sono più generalizzati. 
Certamente il Mistero esiste, e non parlo solamente della dichiarazione dei redditi, perché conosciamo veramente poco della realtà. Per questo è una buona cosa essere umili, ridurre la nostra presunzione e avere così la misura della nostra abissale ignoranza.

L’essere umano che si autoproclama l’essere più intelligente del pianeta, cosa fa? 
Invece di darsi una mano a vicenda, prevenire le controversie e i problemi come sarebbe ragionevole fare; Magari chiedendo aiuto all'unica entità che può cambiare veramente la sua vita cioè quella che guarda nello specchio del bagno tutte le mattine, si appella a presunte verità intangibili di divinità invisibili. 
Quando le cose vanno male e ha qualche problema (il più delle volte per colpa di se medesimo) si rivolge così all'autore di questo planetario "Death Match" credendo fermamente, nonostante tutti i fatti gli indichino il contrario che questo Essere Soprannaturale lo aiuterà, perché è buono (almeno nell'accezione umana del termine). 
Ecco che questo pover'uomo (povero di buon senso, non certo di orgoglio) riverserà la sua fiducia in qualcosa di mai visto né sentito che dovrebbe prendersi cura di lui, perché interessato chissà poi perché, alla sua insignificante esistenza. Un'esistenza generalmente vissuta all'insegna della meschinità e dell'egoismo.

E' strano che le preghiere dei fedeli riguardano sempre i loro impicci e interessi. Non sono altruisti nemmeno con le giaculatorie. 
Pochissimi di questi seguaci davanti alla morte si ricordano che incontreranno finalmente questo fantomatico Essere che "dicono" di amare. 
Non sono coerenti con la loro fede, cagandosi addosso dalla paura invece di essere contenti. 
Non sono coraggiosi, e come potrebbero? 
Hanno sostenuto per tutta la vita una consolazione immaginaria per non vedere in faccia la verità, procrastinando la paura invece di affrontarla. Preoccupandosi, particolarmente all'ultimo momento, di quella metafisica assicurazione di eternità che chiamano anima. 

L'uomo edifica cattedrali, moschee, sinagoghe, templi in onore di Dio e tra un impalcatura e l'altra, arrostisce i suoi simili con roghi improvvisati. Indice happening di persecuzioni con decapitazioni estemporanee. Commette stragi abominevoli e genocidi, ma sempre in nome di ottime intenzioni. 
Non contento combatte guerre sanguinose per conto di questa o quella Divinità, giustificando così la sua crudeltà. 
Per riabilitarsi saltuariamente chiede scusa dalla cima della montagna di cadaveri accumulati. Come ha fatto il Papa, ovviamente dopo centinaia d'anni, badando però nel mantenere i privilegi, le proprietà e il denaro accumulati grazie a questi  delitti.

Se dovessi assegnare il Nobel dell'ipocrisia non saprei proprio fra i tanti meritevoli a chi consegnarlo.

Questo pittoresco bipede chiede a Dio di esaudire le sue richieste, quasi sempre assurde e di liberarlo dai problemi; Quegli stessi problemi generati della sua vanità e ambizione.

Quando gli dice male, ecco che questo pellegrino senza meta si butta in ginocchio, alza gli occhi al cielo e prega con fervore a mani giunte proprio quel Creatore che avrebbe dato vita a un sistema naturale così spietato. 

Un atteggiamento che trovo divertentissimo; E' come se un ebreo chiedesse aiuto a Hitler, e già che c'è domandasse pure di scoparsi la figlia di Himmler. 

Ma per favore...

P.S. 
A volte penso che il Dio che ha creato questo mondo non sia il vero Dio, e certo non merita di essere adorato. 
La nostra essenza è libera e immortale da miliardi di anni, da quando esiste il tempo. 
E' stata imprigionata in un corpo da un meccanismo che non ha nulla a che fare con la Fonte.  L'usa ma non è.
Dunque quello che per molti è la fine per me invece è una liberazione. 
Spezzare questa catena e così finalmente andare e mai più tornare. Questa ipotesi spirituale, però la sostengo solo il giovedì, gli altri giorni della settimana penso che è tutto il solito magna-magna.


martedì 29 marzo 2016

Nessun dorma

Vi è una legge economica immutabile. 
La ricchezza non si crea, ma si sposta.

Quando una persona diventa più ricca un'altra da qualche parte diventa più povera. 

Su scala globale avviene che i lavoratori (produttori di merci e servizi) che hanno già poco denaro lo perdono ulteriormente a causa della diminuzione del potere d'acquisto; mentre i detentori del capitale, nel tempo, grazie alla speculazione ne hanno sempre di più (cioè paradossalmente il denaro rende altro denaro pur non essendo né una merce né un servizio, ma solo una convenzione di scambio). 

Di fatto i poveri spesano la cosiddetta svalutazione a vantaggio dei ricchi che non solo non la subiscono, ma si arricchiscono. 
Questo non si dovrebbe chiamare più semplicemente: rubare?

giovedì 3 marzo 2016

Sull'Amore.


Forse sarebbe meglio la dolcezza della serenità, piuttosto che la magia dell’amore, ma quando si ama non si pensa così. 

Si può vivere benissimo anche senza, però la vita non è un granché.  Inoltre non si può amare un po’, non si può amare al trenta percento, o si ama oppure non si ama.

Come tutte le particolarità di questo mondo, anche l’amore deve essere appreso e dunque insegnato. Esso dipende dallo stato dell’essere. Maggiore è la profondità con cui viviamo più sarà lo spessore di questo sentimento. 
Almeno se lo si vuole vivere pienamente, se lo si desidera conoscere oltre al naturale istinto che ci porta a sentirlo dentro di noi.
Spesso è una percezione indistinta, mischiata e confusa con altri sentimenti che non c’entrano nulla.

Va dunque capito, grazie ad un lavoro di raffinazione. E’ come estrarre dalle anonime pietre, l’oro.

C'è un problema; Molte nozioni al mondo si danno per scontate. Un errore in cui si inciampa spesso.
Ho notato che le persone sono convinte che sia necessario avere un’abilitazione per svolgere quasi tutto, a volte perfino per un lavoro senza importanza. Affermano che è bene frequentare corsi per qualsiasi cosa, anche per preparare il barbecue la domenica.
Per quello che è veramente fondamentale invece, sono certi di conoscercelo come scienza infusa; Per diritto naturale di nascita. 
A me sembra presuntuoso oltre che falso.

Tanti, tantissimi pensano di saper respirare, di saper camminare, di saper pensare correttamente…di saper amare. In realtà sanno veramente poco, e poco per queste cose è come non sapere nulla.
La maggioranza non è dunque padrona del proprio respiro, non è consapevole di come cammina, e si vede; Si trascinano per questo mondo tutti storti, senza eleganza né agilità. 
Sono deboli, vuoti. Hanno opinioni, certamente, ma sono prese a prestito, perché non sanno indagare la realtà dei fatti oltre le apparenze e le idee degli altri.
Percepiscono forse istintivamente questa debolezza, ma invece di affrontarla, di guarirla e trasformarla in forza la nascondono sotto una coltre di aggressività e di egoismo. 

In particolare per questa sorta di proto-umani,  i sentimenti sono funzionali principalmente alle loro ambizioni e alle loro attese. “Ti do per quanto mi dai” pare così che agiscano solo in conformità a questo principio commerciale, sovente manovrando di nascosto per ottenere più di quanto meritano.  Si comportano come ladri piuttosto che come degli onesti contadini, e alla fine restano poveri proprio perché vogliono arricchirsi in fretta e senza sacrifici. 
Non stupisce che s’invaghiscono piuttosto che innamorarsi. Non stupisce nemmeno che i sentimenti in loro cambino così tanto, così in fretta e per così poco.
 
Fuoco e fiamme nei confronti del loro partner appena conosciuto e dopo qualche anno,  mese, a volte giorni,  divengono l’uno per l’altro estranei, quando non divengono nemici.

Personalmente  ho invece sentimenti durevoli.  Quando amo, amerò per sempre. Certamente le necessità e le circostanze, a volte mi allontanano dalle persone care, ma nel fondo di me stesso, i sentimenti una volta nati, restano. 
Le follie del mondo mi turbinano intorno, ma i miei affetti restano nell'occhio del Ciclone, immutabili. E' per questo che gli do un grande valore, certamente non li confondo con gli oggetti e con i soldi.

Ricordo che da bambino amavo ogni cosa. La mamma, il papà, i compagni di scuola, gli amici con cui giocavo, perfino i semplici giocattoli mi parlavano, e ricambiavano il mio affetto.  Gli alberi erano come il tetto della mia casa, e il cielo era la mia televisione. Tutto brillava in una connessione che comunicava con me. 
Una profonda luce mi scaldava il cuore e mi accompagnava, insieme allo stupore continuo di vedere la vita svolgersi davanti ai miei occhi con le sue rivelazioni e ancora di più con i suoi misteri.

Lentamente e dolorosamente, però ho constatato che gli altri erano diversi da me.  A loro era preclusa questa percezione di unicità e non sentivano le cose e gli altri come se stessi. 
I miei genitori a volte non mi capivano, i compagni di scuola inaspettatamente erano crudeli e prepotenti, gli amici spesso mi preferivano al tornaconto. 
Banalmente direi che la rivelazione che ne ho tratto è che Il mondo umano era (lo è sempre stato?) un luogo insidioso, insensibile, irriconoscente, dominato dalla stupidità di volere sempre una soddisfazione immediata, senza alcuna visione più ampia e lungimiranza.
Ho compreso che quest’umanità non mi rappresentava completamente. Non ero certo migliore, nondimeno ero, e sono molto diverso. 

Per necessità ho fatto così l’inconcepibile. 
Ho riposto questa gemma preziosa che brillava dentro di me in un luogo sicuro; L’ho nascosta, perché non volevo che altri la sporcassero e la sfruttassero. 
Forse è capitato a tutti in qualche misura? Forse solo a me. Non saprei che dire.
In riposta a questo disagio ho edificato un muro per proteggermi e ho chiuso in una stanza, dietro ad una porta d’acciaio quello che ritenevo di valore. 
Poi, ahimè col tempo ho dimenticato dove avevo riposto la chiave per aprire quella porta.  Il tesoro non era proprio sparito con la sua chiave ma era diventato però irraggiungibile. Così per non dispiacermene ho dovuto scordare di averlo mai posseduto.

Ho vissuto per molto tempo senza quella luce, compagna della mia più profonda felicità.  Constatando saltuariamente ma amaramente che un diamante in una cassaforte non brilla più.
Sebbene è ragionevole pensare che una pietra preziosa vada custodita, non si può metterla in una cassetta di sicurezza. Deve invece essere indossata. 
E’ pericoloso, rischioso e difficile, ma cosa non lo è in questa vita di ciò che ha valore e significato?

In conseguenza alla mia rinuncia ho vissuto l'esistenza come in una sorta di distacco, ero invincibile ma solo perché non combattevo per qualcosa cui davo realmente valore. Non avevo paura,  ma solo perché non mi importava di me stesso. 
Che triste consolazione questa invulnerabilità. Che idiozia! Riderei sino alle lacrime di quel me stesso se solo non avessi dovuto condividerne il destino e comprenderne l'errore pagandone il caro prezzo.

E’ solo quando ci si libera dalla follia che si capisce di essere stati pazzi, perché nelle tenebre non si vede nulla.

Ero amato ma non amavo. E’ stato come sedersi a una tavola apparecchiata senza appetito e senza nessuno con cui fare quattro chiacchiere.
Mi facevo largo nel mondo come in una battaglia ma non sapevo per chi conquistare qualcosa. Ero un guerriero crudele, senza pietà per nessuno, soprattutto per me stesso.

Tutto ciò mi ha trascinato in una profonda crisi percependo dentro di me una desertica solitudine e la vacuità di ogni azione. 
Ho cercato così con arroganza la perfetta autarchia. Un’autonomia completa. Volevo bastare a me stesso. Essere il Dio della mia anima. Ovviamente ho fallito, perché è impossibile. Almeno lo è per me.  
Da questa situazione di stallo interiore e senza speranza ne sono uscito in maniera inconsapevole e fortuita. Grazie alle circostanze o più verosimilmente creando le situazioni per arrivare in fondo a questa strada senza uscita.

La vita mi ha dato una mano, alla sua maniera che di solito è una mano chiusa, un pugno che arriva dritto sul naso.
Una serie di circostanze terribili hanno improvvisamente e inaspettatamente distrutto tutto il mio mondo. 
La mia energia interiore a lungo compressa è detonata. E' stata una vera fortuna. 
Come scriveva un grande uomo di vita: “Per quel che mi riguarda, ben sapendo di essere sempre stato la causa principale di tutte le sventure che mi sono capitate, mi sono trovato con piacere in condizione di essere lo scolaro di me stesso e in dovere di amare il mio precettore”.
Sono in pratica morto non in senso letterale, altrimenti sarei il trionfo dello spiritismo, ma nel senso più ampio del termine.
Dal fondo della mia fossa sono inaspettatamente risorto, il mio funerale è stato la mia nuova nascita e con una voce diversa ho emesso il mio secondo primo vagito alla vita. 
Non avendo più nulla da perdere né da proteggere ogni difesa è crollata in me.

Togliete ad un uomo ogni speranza è conoscerà finalmente la libertà. Posso garantire che è così ma è un incontro atterrente. 
E' qualcosa che è oltre ogni umano coraggio. Abbagliante e agghiacciante nel medesimo tempo. In verità inesprimibile.

La porta d’acciaio dove avevo riposto il mio amore si è inaspettatamente incrinata. Non si è aperta, ma si è fessurata un pochino.

Una piccola apertura; Sufficiente a far filtrare uno spiraglio di luce all'interno e coglierne così il bagliore di rimando che né usciva. Questo mi ha indicato la strada che dovevo percorrere; Ciò che dovevo fare.
Ho dovuto così lavorare duramente per scardinare quanto rimaneva di questa barricata e trarne fuori faticosamente questa gemma preziosa, lavarla e lucidarla per renderla ancora presentabile.
La strada fatta è stata lunga, dolorosa ad ogni passo come un calvario ma non era che l’inizio.
Perché a che serve un diamante se non ne puoi condividere la bellezza? 
L’unico modo per non perderlo di nuovo, l’unica maniera per vederlo bene è stato donarlo a qualcun'altro. 
Se lo avessi tenuto indosso non sarei riuscito a scorgerlo bene, e gli specchi in questo mondo di sentimenti non esistono, o meglio ci sono ma si chiamano persone. 

Tutto quello che so dunque sull'amore, l’ho appreso principalmente grazie alla sofferenza e non alla gioia come si vede nei film. 
Soprattutto grazie alla Donna che è per me il naturale contrappunto a me stesso. Lei è stata, ed è il mio maestro d’amore.
Quando parlo di donna parlo di una Donna con la D maiuscola, non certo quelle che si trovano in giro e che in un modo o nell'altro si vendono al miglior offerente, il quale se ha tempo le compra con le attenzioni e le adulazioni, altrimenti se ha fretta con i soldi.  
Solo una donna completa può completarmi.
Cosa può fare un uomo? O meglio cosa posso fare io?
Amare, certamente e sperare di essere riamato. 
Più in generale direi però che se questo sentimento non è corrisposto bisogna avere le palle per lasciarlo andare.
La vita è troppo breve per trascorrerla da masochista e soffrire per qualcosa che è oltre le nostre possibilità. 
Così se hai il coraggio di dire "addio" la vita ti regalerà certamente un altro "ciao".
Bisogna perciò essere buoni con la propria vita perché siamo l'unica persona che ci può rendere felice. 
Ma visto che non si può comandare l'amore, bisogna almeno comandare a se stessi. Non è assolutamente facile, non lo è nemmeno comprendere che ogni sorriso che l'amore regala lo si pagherà, in un modo o nell'altro, e quando accade è proprio un vero inferno rosa.

Alla fine che lezione ho ricevuto da tanto patire? 
Che cosa ho capito dopo tanti severi castighi, dopo che tante lacrime si sono asciugate, cosa è rimasto scritto sulle mie guance? 
Qual è dunque il segreto che è stato sussurrato alle mie orecchie sorde? 

Per prima cosa che l’Amore non lo puoi avere stabilmente, rubare o comprare: accade. Oltre la propria volontà, oltre i meriti e le circostanze. Questa accettazione d'impotenza richiede un grande coraggio, forza e molta fiducia. 
Non nell'altro come banalmente si potrebbe credere, ma fiducia in se stesso; Nelle proprie percezioni e nel sapere di meritarselo. 
Un merito che non si accumula come in un conto corrente, perché in questo mondo non esiste alcuna contabilità retributiva sovrumana o divina. 
Esso va meritato momento per momento. 
E' sempre un nuovo inizio che non può essere confinato nelle leggi di una relazione stereotipata, nelle idee e nei desideri che mettiamo davanti ai nostri occhi e che ci nascondono la verità.

Vi è però una dimensione più profonda e sconvolgente che va oltre alla naturale relazione sentimentale. 
L'amore nella sua dimensione più vera non ha soggetto. Incredibilmente quando ami tu non esisti più. 
C'è solo la percezione fortissima di non separazione. Non è freddo e non è caldo. Non è bello né brutto. 
E' semplicemente oltre ogni categoria. 
E' sconvolgente eppure così naturale. Non tiene conto di nulla ma ti da tanto. Non c'è contabilità, paura, calcolo. 
E' azione senza nessun tornaconto. 
E' qualcosa di assurdo che invece è l'unica cosa ragionevole nella vita.
Spesso è per questo motivo che l'Amore non lo si capisce e neppure lo si riesce a vedere. 
A volte, ti passa accanto e non te ne accorgi. Ha un passo talmente leggero! 
E’ fortissimo ma fragile, va trattato con cura. E' sacro.
Allora cosa mai  bisogna fare?

Una cosa sola: -Se vuoi conquistarlo, devi arrenderti ad esso-  


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lunedì 11 gennaio 2016

Lo strano caso umano di Dio.



Pare abbia detto, contemplando la Creazione: "Mi sa che ho fatto na'cazzata".

Il problema con Dio penso sia che non ha padre né madre, non ha cugini, zii, affini, non ha nessun parente neanche amici, quindi non ha radici.

Nessuno cui rendere conto, cui ispirarsi. Ha solo figli da mantenere.
Con un background del genere non ci si deve stupire se spesso per i viventi le cose vanno come direbbe un veterenario: alla cazzo di cane.
Certo Dio è uno, ma è anche trino cioè è padre, è figlio, ma non è madre (chissà poi perché) in corrispettivo di questa figura femminile mancante c’è un piccione, detto lo Spirito Santo.
Chi, come me vive in una grande città sa quanto i piccioni siano un vero problema, in particolare per la carrozzeria dell'autovettura, ed è forse in questa triplice natura che si spiegano alcuni suoi comportamenti un po' contraddittori.

Come si è arrivati a conoscere Dio? 

Chi si è immaginato che questo copione senza senso che chiamiamo vita è in realtà scritto da una Entità, e ha addirittura una sceneggiatura precisa? 
Sono stati i Messia, sono loro che hanno fatto conoscere al mondo questo grande scrittore, mica un dilettante da strapazzo che realizza un romanzo così alla buona.  Un vero artista. 
Un professionista serio, anzì serissimo, perché è noto che non ha "sense of humor" e non ride mai. 
Un tipo schivo, quasi invisibile anche se è una presenza autorelovole. Ha uno sguardo acuto visto che è onniscente, è vestito sempre bene (gli dona parecchio l'azzurro) con la barba, l'aureola. 
Di poche parole ma con tutti gli annessi e connessi. 
L'unica cosa che gli manca è il pisello in mezzo alle gambe, ma pare riesca benissimo anche senza a fare figli alla velocità di un sueper coniglio allupatissimo. 
Quindi, a parte questa appendice di volume incrementabile, particolarmente infaffidabile con il passare degli anni, per il resto ha tutto. 
Forse è l'invidia del pene che lo rende a volte così drastico e spietato? Si spiegherebbe la curiosa abitudine di mandare random terremoti e ogni genere di disatro naturale, così a muzzo. Nel tempo libero tempesta di malattie tutti i viventi, pure i neonati e poi non contento ci fa schiattare tutti. 
Non si sa perchè lo fa. Il motivo di questa furia paterna? Magari per noia. Assiso com'è nel gelido spazio siderale ci usa come una sorta di televisione multicalnale, ci guarda costantemente per lenire la sua solitudine, perfetta ma stucchevole. Farsi l'abbonamento a Sky, no? Certamente è un personaggio bizzarro e originale. Unico e contraddittorio. Non si possono giudicare queste sue stranezze, bisogna considerarlo in una prospettiva più ampia, universale direi. 
"Cosa vuoi capirne tu Visir che a malapena riesci a compilare la dichiarazione dei redditi"  penso, conversando come uno schizofrenico con me stesso .

Dio, come sappiamo si è fatto conoscere al mondo grazie ai Messia, perchè Lui con la gente normale con noi barboni insomma, non ci parla. 
Prima delle Rivelazioni la gente nasceva, scopava, rubava e si ammazzava, esattamente come adesso, ma non sapeva di vivere nel peccato. 
Ora invece lo sappiamo e possiamo per fortuna avere i sensi di colpa.

Il più importante di questi annunciatori che sono un po' dei  piazzisti divini,. Il primo della hit parade per noi occidentali è stato Mosè. 
Un inciso prima di sollevare polemiche invidiose e gratuite su questo mestiere.
Quello del Messia è un lavoraccio. Non è mica come fare il geometra al catasto. Il più delle volte butta male, è pieno di rischi. Un esempio? La prematura fine di Gesù, per non parlare del suo insegnante di catechismo: Giovanni il Battista che per non cedere alle lussuriose profferte dell'amante del Re, Erode Antipa, resta senza la testa; Non volendo perderla per quella femmina voluttuosa gli è stata  comunque tagliata. 
Ciò a riprova che la castità è una gran bella virtù, purché praticata con moderazione.
La storia ci racconta che i Messia sono stati  uomini che hanno fatto una carriera breve, e spesso anche poco remunerativa. Sono quasi sempre morti male, ma diciamo che le soddisfazioni con questo incarico si ottengono nel lungo termine, nell'altra vita (?). Quindi massimo rispetto per la loro professione orientata a prepararci al dopo. 
Eh già! Perché non lo sapete? Questo manicomio non finisce qui (credevate eh!) c'è anche il benedetto aldilà, è una storia lunga, anzì infinita. 
Una dimensione ultraterrena di cui nessuno sa un piffero, ma se ne fa un gran parlare come se fosse l'ultima località alla moda visitata per le vacanze. 
Così per occuparsi  dell'aldilà, grazie ai suoi promoter, l'aldiquà va a puttane, ma questi sono dettagli. 
Non è il caso di cavillare, perchè la storia di cui è protagnoista l'umanità, venduta a caro prezzo è a dir poco fantascientifica. 
Qualche sacrificio lo vogliamo fare per tanta fantasmagoria, o no? 
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Il primo messia che ha dato vita alle  tre principali religioni monoteiste (giudaico-cristiana-mussulmana) è stato Mr. Mosè. 

Non traiamo un superficiale giudizio da quello che queste tre religioni hanno combinato e combinano. Dimentichiamoci le centinaia di milioni di morti ammazzati, le persecuzioni, i roghi, le guerre e il fatto innegabile che tutte le religioni hanno creato più problemi di quanti ne abbiano mai risolti. Consideriamo invece magnanimamente la bellezza da dove trae origine questa fiabesca trama che ci chiama tutti a partecipare come attori o più esattamente come comparse, 
Vediamo innanzitutto i protagonisti, e soprattutto il curriculum di Mosè per capire se era un personaggio qualificato.
Bimbo abbandonato dai genitori è adottato dalla figlia sterile di un Faraone egizio, allevato dalla sorella naturale che pare gli facesse da balia con una situazione casalinga al limite dell'incesto. I suoi anni di formazione sono avvolti purtroppo nella nebbia del passato e in circostanze poco chiare. 
In età matura il nostro eroe si rende conto di non avere sbocchi di carriera, perché il posto di Faraone è destinato al suo fratellastro e prova, con qualche conflitto in famiglia a costruirsi una figura professionale autonoma. 
Vole fare -nientepopodimeno- il leader carismatico, e porca zozza paletta ci riesce, ma solo con gli Ebrei che erano nella società dell'epoca, schiavi e senza patrimonio (Da non credere visto quanti soldi hanno oggi ma guarda te come gira il mondo).

Insomma diventa il più figo degli sfigati, e come tutti sappiamo non è stato certo né il primo né l'ultimo che cavalcando il popolo dei reietti riesce a non andare a piedi. 
In ogni caso, prima di conoscere la sua origine ebrea ne aveva combinate di ogni, e stava alla grande nel palazzo reale. 
Come diventa ebreo, puttana miseria, gli arriva una sfiga dopo l'altra. Deve andare in aspettativa forzata come generale egizio e passare un po' di tempo all'estero, perdendo stipendio e benefit acquisiti. Siccome non gli bastano le rogne patite decide di prendersene un'altra per sua libera iniziativa e si sposa mettendo al mondo un figlio.  
"Allora sei de coccio!" verrebbe da pensare con la nostra modesta mente umana.
Invece Mosè pensava: "Ma come, zoccola impestata ladra, incontro la vera fede e guarda che sfortuna mi capita. Ci sarà sicuramente un malinteso" e invece di starsene buonino, si lancia su ordine della Divinità in un nuovo lavoro: diventa un agente provocatore per conto dell'Altissimo. 
Ovviamente all'inizio non se lo fila nessuno, ma niente paura, arriva Dio ad aiutarlo.  E' come nei film Marvel, avete presente quando lo sfigato di turno diventa un supereroe ecco preciso a quello, e vedremo come. 
All'inizio è ovviamente tentennante, ma Dio è un grande persuasore e lo convince. Lo trasforma allora in uno iettatore di proporzioni bibliche (è proprio il caso di dirlo) portando una sfiga dopo l'altra a chiunque gli fa girare le balle, in particolare a quel povero cristo del Faraone che gli aveva fregato il posto fisso. 
Si, proprio quel Ramses II non certo amato dalle maestranze circoncise, ma in ogni caso che non trova una corrispondenza storica (infatti ai tempi di Ramses II Israele era già costituito). Comunque sorvolando sulle interpretazioni archeologiche e rimanendo fedeli al testo dell'Esodo, egli  viene tempestato da una sfortuna dopo l'altra, insieme a tutto il popolo egizio. A parte le emorroidi a grappolo la sfiga non gli fa mancare niente. 
Il meschino arriva al punto da non poter più usare manco le mani, costantemente strette ai coglioni in un gesto apotropaico ma inelegante per un Faraone. Non può manco più lavarsi i denti né tenere lo scacciamosche e il rampino simbolo del suo lignaggio. Viveva certamente nella costante paura superstiziosa ma giustificata di un'altra maledizione. 
Esasperato così lo accontenta: "Mo' ti togli dal cazzo" pare abbia detto, ma il geroglifico che riporta la cronaca degli eventi in quel punto non è del tutto chiaro. 
Lascia raccattare a Mosè i suoi nuovi amici senza prepuzio e: "Iatavvinne". Questo fu il commiato sgarbato del grandissimo figlio di Ra. 
Poi però ci ripensa e tutti sappiamo come questo gli porterà male. "Ma lasciali perdere gli ebrei" pare gli consigliassero i sacerdoti- "quelli più che rogne non danno". Come dargli torto?

Invece Mosè ha finalmente raggiunto il suo scopo.
La prima cosa che fa per il popolo sionista qual'è? 
Porta tutti a fare una bella passeggiata a zonzo per il lungomare mediorientale arido e infuocato, ma solo per quarant'anni. 
E' vero, una bella passeggiata mette di buon umore, schiarisce le idee, ma quì forse si esagera. 
Quanto doveva essere confuso? 
Anche se presumo che il suo vero problema fosse il senso d'orientamento. 

Altro che Esodo, dovevano chiamarlo INPS, perché è come la pensione, non arriva mai. 
Insomma la "Terra promessa" è e resterà per lui solo una promessa. 
Non la vedrà mai, pensa tu che inculata che si è preso, eppure gli inizi parevano promettenti e le promesse alettanti, se solamente l'Essere Celeste non fosse così procrastinatore. 
Qualcosa è andato storto? 
Secondo alcuni il rapporto privilegiato instaurato con il Grande Artefice dell'Universo si è trasformato in un matrimonio: fuoco e fiamme all'inizio e poi  solo fumo e cenere.

Come si sono conosciuti questi due?
Mosè incontra Dio (in una sorta di speed date) nel deserto, poteva magari incontrarlo al supermarket nel reparto surgelati, ma allora non erano ancora stati inventati e la gente forse, a quei tempi, si incontrava nel deserto.
Il Vecchio Testamento racconta come andò, anche se le versioni sono leggermente diverse a seconda che si legga “L’Esodo” della tradizione ebraica (Tanak) o quello della versione cristiana.

Il nostro Mosè obbedendo ad una voce nella sua mente (perché lui sentiva le voci) salì sul monte Sacro e trovò un cespuglio che bruciava, ma senza consumarsi (già esistevano gli effetti speciali come nei film di Gorge Lucas).
Cosa gli viene in mente di fare? 
Chiede: “Chi sei?”.
Ora, non vorrei sembrare polemico, ma domandare ad un rovo incandescente "chi sei?", solo perché nella testa si sente una voce che ti chiama non mi sembra indicativo di salute mentale o almeno di normalità. 
Va bene, sorvolo su questa cosa se no non si va avanti in questa storia. 
Quindi:

Mosè: “Chi sei?” (timido)
Rovo incandescente tempestato di fiamme: “Io sono colui che è” (con voce cavernosa).

Niente male come risposta, condivisibile, moderna. Cavolo però chiunque 
potrebbe dire: “Io sono quello che sono”, un’affermazione (tautologica) cui non è possibile replicare, ma che in realtà non dice nulla. Diciamo che però come biglietto da visita è strafigo.
Va bene, soprassediamo sulla logica e ritorniamo allo strano incontro.

Mosè: “Cosa vuoi da me?”.
Domanda più che legittima da fare ad un cespuglio in fiamme (Ok, Ok, non insisto).

Lichene eruttante lapilli infuocati: “Sono Dio, tu d’ora in avanti mi chiamerai Yavveh”
Un passo avanti, direi determinante, almeno abbiamo un nome, un indizio, ma le cose si fanno subito complicate.
.
Mosè: “Ah! Vabbè”
Dio: “No Yavveh!”
Mosè: “Vabbè”
Dio: “Yavveh!”
Mosè: “Vabbè”
Dio: “Yavveh!”

L'incomprensione è indicativa di una certa difficoltà da parte di Yavveh alla comunicazione con l'altro, all'ascolto delle problematiche dell'umano. 
E' il limite intrinseco del linguaggio o è proprio che non si capiscono? 
Forse è la prova  di  una “sindrome del figlio unico” senza nessuna figura genitoriale di riferimento cui accennavo nel mio esordio che incide significativamente sulla capacità di relazione.
Comunque, questo tira e molla durò per quaranta giorni e quaranta notti, poi entrambi passarono al punto successivo, forse c’entra Noè, non ricordo bene, perché pioveva molto, un vero diluvio, ma alla fine è sempre la stessa storia che si ripete.
La rivelazione mistica però arriva in questo incontro puntuale come una cartella esattoriale, e Dio dice:
“Tu non avrai altro Dio all'infuori di me” (lievemente spazientito) chiudendo così la bocca a qualunque polemica e pretesa.
“Ecchecaz! Ci siamo appena incontrati”, avrà pensato Mosè, “già scattano le pretese”. Il rapporto diventa infatti immediatamente monogamico.
Manco una cenetta, un happy hours, un caffè per conoscersi e zacchete! Mosè si ritrova inguaiato. 
Dio sopra, lui sotto.
Il povero Messia però in quel frangente non dice più nulla, forte dell’incomunicabilità, e dell'umidità precedente, rinuncia subito e lascia parlare solo il cespuglio. 
Come del resto l'uomo con la donna che diciamo per "relazionarsi " con il "cespuglio" deve stare muto. 
Mi sono sempre domandato cosa spinga un maschio verso quella  barbara usanza socialmente accettata di castrazione volontaria chiamata matrimonio? 
Questa domanda però è fuori tema.
 
Tornando alla rivelazione...
Dio “ Ti darò dieci comandamenti che porterai al tuo popolo, e diverrà il popolo eletto e farete schiattare d'invidia tutti gli arabi e comanderete pure gli americani. Finché farete quello che dico Io andrà alla grande. Altrimenti so'cazzi”.
Insomma il succo del discorso è sempre quello, ubbidisci o ti tempesto di sfiga divina. Alla faccia del libero arbitrio.
Si è passati da un Faraone che era un Dio vivente, al quale Mosè poteva almeno rivolgersi (in fondo erano parenti) e si trova subito un altro padrone che per certi versi è anche peggio. Un essere invisibile, assenteista (compare quando gli pare) mai filato sino ad allora, e sordo a qualunque domanda. 

Un’Entità che appena amata comincia subito a comandare (praticamente una moglie direbbe un misogino), dimostrando col tempo (perché il carattere di Dio si vede con il tempo) un ego smisurato, vendicativo e con "nuance" di onnipotenza, un carattere forte ma dispotico. Sono tutti comportamenti privi di quella maturità che uno si aspetterebbe da un essere eterno e perfetto.
Si è vero, mi si dirà,  eravamo agli albori della razza umana e anche Dio come si dice “si stava facendo le ossa” ma non è che adesso le cose sono migliorate molto. Vabbè, Yaveh.

Però, mi viene da pensare che se c’è un popolo che è stato sempre sfigato sono proprio gli ebrei.
Diciamo che ultimamente si stanno tirando su con i palestinesi ma non è che fanno chissà cosa, loro con i carri armati quelli con le fionde, è facile così fare i fighi.
Poveretti bisogna anche capirli, non hanno mai avuto una terra, le hanno prese sempre da tutti. Nelle barzellette ci fanno sempre la figura dei rabbini. Mezzo mondo non li può vedere, l'altra metà li vuol far fuori, figurati se non erano il popolo eletto che gli capitava!
Qualcuno dice che un po’ se le sono anche andate a cercare. Non si sono mai veramente integrati, con questa storia che loro sono i preferiti da Dio, e la mania per i soldi, però questa è un’altra storia,  i soliti luoghi comuni.
Meglio tornare alle tavole della Legge che mi sembrano, a voler essere buoni, un pochino contraddittorie.

Il buon Mosè prende così carta, penna e calamaio e comincia a scrivere.

I Dieci Comandamenti (wrooouum, rombo di tuono)

1° Io sono il Signore Dio tuo (è questo si era già capito).
2° Non nominare il nome di Dio invano (con i fraintesi che ci sono stati da subito si capisce il perché).
3° Ricordati di santificare le feste (e chi se ne scorda, non si vede l’ora dopo una settimana di lavoro di riposarsi in santa pace).
Ora, però viene il bello.
4° Onora il padre e la madre
Certo ma detto da uno che non li ha pare strano. Mi domando dobbiamo onorare i genitori, proprio tutti? Anche quelli che si vendono i figli, che li picchiano, li stuprano, che li condizionano con delle assurdità che gli rovineranno la vita? E poi gli psicoanalisti che fanno? 
Queste domande non sono state poste dal buon Mosè che non discuteva con il rovo, prendeva appunti e basta, senza commenti a latere.

5° (questo è forte) Non uccidere. Vero, questo è un crimine abietto, ma se per esempio mi trovo legato con una mano ad un termosifone e a pochi metri da me un pazzo sta per schiacciare il tasto “finedelmondo”, attivando tutte le bombe atomiche dell’arsenale mondiale e ucciderà tutta l’umanità ed io ho a disposizione una pistola e posso fermarlo solo sparandogli in testa (il suo dito è già sul bottone “strart”) che faccio? Gli sparo o non gli sparo?
Meglio che lasciamo perdere questa ipotesi assai improbabile. Allora parliamo degli animali. Li mangio?
Perché "non uccidere" significa "non distruggere la vita", e anche una mucca è viva, ma è viva anche una pianta e allora che faccio non mangio più? Ok ora che siamo tutti a dieta passiamo avanti.

6° Non commettere atti impuri. Quali sono? Mettersi le dita nel naso? Fare su e giù con una bella ragazza? Grattarsi il sedere? Impuri per chi? Dove? Quando?
Insomma se abbiamo delle regole sensate che siano chiare, univoche, condivise magari ci proviamo a rispettarle. Non credete? In ogni paese invece la morale cambia, quello che in un luogo è una virtù in altro è una schifezza. L'unica certezza sembra essere il dubbio. Passiamo con plastica agilità al prossimo fiabesco precetto.

7° Non rendere falsa testimonianza. Questo è giusto! Ma mi domando: anche al fisco iniquo? Alla suocera malefica? Al giudice corrotto o prevenuto? Anche se le leggi non le ho fatte io e qualche altro le ha scelte per me? Se una legge è sbagliata o se un sistema giudiziario è distorto devo essere sincero? E se sono minacciato da un criminale, da un clan mafioso, posso dire il falso o devo farmi fare a pezzi?
Alla Tim posso mentire o devo sempre rispondere sinceramente ai loro sondaggi?

8° Non rubare. Ohibò! Questa è ancora più  forte. Sono 40.000 anni che l’uomo esiste grazie ad una struttura organizzata su questo manicomio di pianeta e si sono già spartiti tutto prima.
Si sono presi la terra, ci hanno messo una bella bandiera colorata e il filo spinato, hanno detto: E’ MIA! E nessuno gli può dire più un cazzo. 
Si sono inventati le eredità e tu non puoi avere più nulla.
Il trisavolo ha recintato un appezzamento e si è messo di guardia con la carabina ed ora è tutto del bisnipote: che minchia vuoi tu!
Rubare non si può, dicono, ma allora le tasse? Gli stipendi dei parlamentari? Le buonuscita milionarie degli amministratori delegati delle aziende fatte fallire proprio da loro? 
Insomma se mandi in bancarotta una multinazionale è un’operazione di alta finanza, se una banca truffa i risparmiatori consigliandoli di comprare bond argentini è una fluttuazione del mercato instabile, se ti portano via la casa aumentandoti il tasso di interesse del mutuo con percentuali da usuraio va bene, ma se i soldi li prendo io ad una banca è un furto.
I ricchi possono rubare, ma i poveri no, questa è la cruda realtà. 
E' fantastico che l'80% della ricchezza mondiale è in mano a quindici famiglie, ma nessuno trova niente da ridire in questa sproporzione. 
Questi detentori del "quasi tutto" vivono però tranquilli, perché  sanno che possono sempre assoldare dei poveri per far fuori gli altri poveri che vogliono cambiare il loro infausto destino già segnato. 
Hanno inventato il "diritto" che però funziona solo per loro. 
Hanno creato la polizia che è celere ed efficiente solo quando sono toccati i loro interessi. 
Ai morti di fame l'unica cosa che elargiscono i tutori dell'ordine sono le manganellate, se facessero veramente il loro lavoro questi "tutori della legge" dovrebbero cominciare ad arrestarsi tra loro. 

Hanno fatto i monopoli, i cartelli, le lobby, i pedaggi, le nazioni con i confini, le televisioni private pagate da tutti, i partiti.
Insomma, si sono accaparrati tutto prima, e quando nasci l’hai già in quel posto, c’è sempre qualcuno che avanza un diritto prima di te.
Puoi provare a comprare un oggetto da un altro morto di fame come te, ma il prezzo chi lo stabilisce? Il mercato naturalmente, ma non il mercato sotto casa ma quello economico che non si capisce dove sia e come mai fa aumentare tutto senza dare spiegazioni logiche. 

Tutto deve aumentare, sempre, non si torna mai ai prezzi di prima, ma perchè? 
Nessuno trova strano che la cosiddetta "svalutazione" è spesata dal potere d'acquisto dei lavoratori e non grava sulla speculazione del capitale detenuto dai ricchi.  Cioè i poveri che hanno poco denaro nel tempo vale sempre meno; I ricchi che hanno invece tanto capitale nel tempo ne hanno sempre di più. Questo non è rubare? 

Originale, ma nessuno se ne accorge? 
Coì nasciamo tutti nudi, ma alcuni (molti) sono più nudi e lo divengono maggiormente ogni anno, e come mai? 
Perché si è sempre fatto così e i risultati sono sotto gli occhi di tutti,  forse è per questo che nessuno o quasi se ne accorge.

Bene, passiamo alla sfera privata, magari va meglio.

9° Non desiderare la donna di altri; Come se la donna fosse una proprietà, un camper. Per il rovo incandescente la donna è un camper. Casomai un uomo la donna d’altri la vuole trombare (se è carina) non desiderare, ma poi se a desiderarti è la donna? Cioè la donna può desiderare l’uomo, ma l’uomo no? Qui si fa discriminazione sessista.

10° Non desiderare la cosa di altri. Pronto? Ma come? prima si accaparrano tutto. Nasco in questo mondo di letame è sono già gravato da un debito nazionale grosso come un bubbone, ci sono vincoli, prelazioni, brevetti su ogni cosa creata, aree private, pedaggi anche per transitare nella tua stessa città e non posso manco desiderare una vita migliore? 

Tempestano ogni comunicazione di pubblicità, il 90% delle cose che un uomo possiede sono solo esibizione del proprio status sociale, del proprio benessere accumulato e poi non devo desiderare? Allora, perchè tutto è messo in mostra?
Se una persona vivesse sobriamente non sarebbe oggetto di desiderio.
Poi scusate chi già possiede un oggetto (il cosiddetto proprietario) prima, prima di diventarne padrone, non l’ha desiderato?
E non era di qualcun'altro? Quanti di voi trovano per strada qualche cosa che non è di nessuno? Nessuno, appunto.
Allora che cosa facciamo? Sino al 57 D.C. potevi desiderare dopo no?
Le cose comunque appartengono sempre a qualcun'altro, perchè non le devo desiderare se ogni cosa in questa società è una seduzione? 
L'economia mondiale su cosa si fonda se non sul desiderio? 
Se veramente è un peccato il Papa non dovrebbe fare comunella con i cosiddetti grandi imprenditori. Senza parlare dello I.O.R. e del patrimonio immobiliare del Vaticano.
Ma la Chiesa desidera "solo" la tua anima, si dirà, la sua ricchezza è solo accidentale. Ma qualcuno ci crede a questa barzelletta?
L'anima, poi è mia, perchè la volete?
Vi pigliate già l'ottopermille, non pagate un euro di tasse, non producete niente e volete anche la mia anima? 
Proporrei uno scambio rivelatore delle loro vere intenzioni: vi do l'anima e voi mi date indietro  i soldi. Alzi la mano chi crede che questi prelati accetteranno?  
Basta guardare quanta gente tra le loro fila vive benissimo anche senza.
Forse sbaglio ed è solo, quando conosci i Comandamenti che diventano validi? 
Una sorta di partita I.V.A. che come l'apri sei già contemporaneamente fottuto.
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Vorrei saperlo giusto per capire da che parte mi devo mettere con il culo a ponte in questo gran casino...
Zap!

Visir è finalmente incenerito da un fulmine, nonostante la giornata sia tersa e soleggiata, interrompendo il parto continuo di articoli senza capo né coda e pure blasfemi.



"Oh! Signur", Pare abbia detto il meschino, paraculo e selvatico prima di annichilirsi in un mucchietto di polvere fumante. 
Secondo fonti apocrife ma affidabili invece le sue ultime maschie parole sono state: "MaPorco..." 
Vabbè tanto alla fine è lo stesso.