Fare finta che la disgrazia non ci abbia colpito non è possibile.
Invece far si che questo evento magari infausto porti con se delle novità, è in definitiva una trasformazione che ci renderà diversi forse migliori.
E' il modo corretto per vivere la realtà con una nuova prospettiva.
Questo è il modo di seguire il corso delle cose.
Non opporsi a nulla permettendo che i fatti ci cambino.
Tutto è in trasformazione, perché secondo me non esiste propriamente il Tempo, esiste solo il cambiamento.
Il dolore e la sofferenza provengono da questa opposizione, dal non aderire al cambiamento, qualunque esso sia; Mettendo uno status quo confortevole come valore auspicabile e positivo, mentre il disagio che è invece adattamento al nuovo come negativo.
Non è facile vivere il cambiamento come la realtà dell'esistenza, che è forse l'unica realtà, perché l'essere umano è a proprio agio nella certezza.
Ma la certezza non esiste.
E' una nostra illusione calmierante, sedativa quasi lisergica. La certezza è statica, immobile, dunque morta.
La Vita è nel moto, nell'armonia di elementi opposti che coesistono e primeggiano momentaneamente alternandosi in questa espressione visibile in un costante cambiamento.
Vivere dunque la trasformazione propria della vita è segue il corso naturale delle cose, è la spontanea adesione al divenire.
Nell'Induismo esistono tre forze universali, la cosiddetta Trimurti.
La prima è creativa rappresentata da Brama, la seconda è conservativa cioè Visnù, e infine quella distruttiva: Shiva.
La distruzione che generalmente è vista in maniera negativa, invece permette il rinnovamento: essere altro.
Nel Buddismo queste tre forze sono definite come il "Triplice Gioiello" cioè il Buddha, il Sangha e il Dharma.
Tre forze che permettono di percorrere la Via.
Il significato che ne viene dato è diverso rispetto all'Induismo, ma in ogni caso è una triplicità di forze che convivono insieme.
L'ottuplice sentiero buddista richiama le otto forze di espansione e circolazione del Qi Qung la pratica di salute cinese.
Come gli otto trigrammi del I Ching taoista.
Nel pensiero degli antichi possiamo trovare spunti di saggezza molto interessanti.
Gli antichi filosofi greci per esempio avevano più o meno la stessa visione, la creazione e la distruzione erano opera delle divinità, mentre la conservazione era una proprietà umana grazie alla razionalità e al ragionamento saggio che realizza la conservazione.
Oggi metto nel frigorifero ciò che mangerò domani e questo mi permetterà a Dio piacendo, di vivere un giorno in più senza patire la fame.
Nell'antichità dei greci si pregava non per esaudire i propri desideri che erano affare dell'uomo, ma per tenere lontano gli Dei dal Mondo materiale, perché quando gli Dei scendevano in Terra era il caos nel senso che gli Dei erano liberi da qualunque vincolo e Legge e così portavano scompiglio nell'ordine cui l'essere umano fa riferimento per vivere.
Anche nella pratica delle Arti Marziali questo principio consente di accedere al Potere cioè alla forza o Qi.
L'espansione e la concentrazione interna favoriscono e attuano l'applicazione, grazie a tre forze con direttrici opposte eppure confluenti nel movimento efficace.
Questo si vede nel Kung Fu che vuole dire: cosa fatta bene. Sono moltissimi gli spunti che ci mostrano come la percezione umana allargata sia iconoclasta rispetto alle concezioni comuni che distinguono e separano la realtà secondo utilità umana; Ma la Natura è più grande e più saggia dell'Uomo, poiché anche l'essere umano sebbene non lo ritenga, è strumento della Natura.
Noi come specie non siamo solo parte della Natura, ma servi della Natura, anche se ci riteniamo padroni e questo lo riteniamo grazie alla presunzione che acceca l'uomo rendendolo un idiota.
Così vivere il cambiamento anche se difficile è aprire la porta alla trasformazione che sarà comunque buona e giusta, perché appartiene a forze che ci superano.
Alcuni le definiscono Dio, altri Dei, altri ancora Tao oppure Spiriti o forze primordiali naturali. Anche nella Fisica si riscontra che sono tre le forze che generano il moto circolare. Il cerchio è sin dai primordi dell'umanità rappresentativo di un principio universale come di fatto la spirale reperibile nei più antichi glifi rupestri.
Nel cerchio i punti lungo la sua circonferenza sono equidistanti, eppure nel cerchio pare esistere una sorta di moto armonico che basta a se stesso. In alcune culture la forma dell'anima è quella di un uovo, quasi una sfera cioè un cerchio in tre dimensioni, ed è la forma più vicina alla perfezione (semmai esiste).
I concetti sono gli stessi, solo i nomi cambiano, ma non la sostanza delle cose.
C'è un detto in Oriente: "Il Mondo non è altro che un'unica perla fiammeggiante".
Il fuoco in questa frase rappresenta la distruzione creativa, un ossimoro che definisce però la generazione, grazie al cambiamento a volte drammatico che accompagna il rinnovamento.
La Natura ultima e autentica nelle cose del Mondo è la realtà.
E la realtà vince sempre.

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