martedì 1 agosto 2017

Racconto romantico Vol. 3



Proprio a Hong Kong dovevo sentirmi male, pensò mentre l’ambulanza procedeva lenta nel traffico caotico della metropoli cinese.
Sarà stato il Sui Tzu? Me ne sono scofanato due ciotole, forse ho esagerato, magari l’aria condizionata del ristorante?
Non fece in tempo a darsi una risposta, perché era già in una stanzetta del General Hospital.
La piccola infermiera cantonese entrò: “Dottole impegnato, si spogli, tu aspettale” Poi, andò via.
Ne approfittò per andare in bagno per una fase creativa che aveva in canna, e dopo stette subito meglio.
Quando tornò la ragazza, era nudo come un verme.
Lei gli dava le spalle per compilare la cartella clinica mostrando un didietro perfetto che riempiva la divisa verde acqua; Quando si voltò gli si dipinse lo stupore sul viso. “Signole! Tu glosso ploblema” disse, sgranando gli occhi con un leggero strabismo di venere. “Faccio subito plelievo ciomp-ciomp non posso apettale dottole”
“Cosè il prelievo ciomp….? Non finì la frase che la sanitaria era già in ginocchio.
“Caspita che roba” disse lui, colto da gaiezza improvvisa.
“Cinesina piace lavolale” rispose la ragazza tra un ciomp e l’altro.
Presto, forse troppo presto, pensò lui e spalancò la bocca in un urlo finale silenzioso.
“Ola quasi nolmale, plelievo abbondante ma liuscito bene” aggiunse l’infermiera, passandosi la manina sulle labbra.
Si mise alla scrivania e scrisse l’esito sul modulo di dimissione, poi si  voltò appena e con una somorfietta snob gli disse“Secondo filosofia Buddista tu leincalnazione di asinello cambogiano, eh?!”
“E tu?” chiese l’uomo svuotato da ogni altra domanda.
Lei guardò il soffitto, tamburellò la penna sul mento pensosa e rispose: “Sanguisuga, folse”.


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