mercoledì 4 luglio 2012

New Reality Show

E' veramente curioso come l'uomo cerchi sempre una via di fuga dalla realtà.

Inventarsi storie incredibili è così perfettamente in linea con questa "grande fuga", grande solo perchè universalmente condivisa.
Da cosa fugge questo strano bipede che ospita da pochissimo questa sfera ruotante in un universo immenso?
Probabilmente da se stesso e dal suo destino ineluttabile.

Ecco che allora dipinge davanti a se stesso una scenografia di paesaggi e un caleidoscopio di personaggi che, ahimè, non esistono; Volendo in tal modo esorcizzare la fossa che lo attende sin dalla nascita su cui è già scritto il suo nome.
Fa ridere poi che i modi per arrivare a questo mesto traguardo egli li percepisce come "l'illusione della scelta".

Nella fantasia cinematografica si creano pellicole fantasy e horror. Gli interpreti sono mostri spesso affascinanti e attraggono il nostro interesse distogliendolo dalla vera mostruosità delle nostre esistenze normali.
I "non morti" sono dunque tra noi, anche se, più esattamente, dovrebbero chiamarsi "non vivi".
Anche i vampiri ci sono e non parlo solo dei dipendenti di Equitalia, ma della pletora di esistenze parassite che traggono il loro nettare vitale dalla infelicità altrui spesso determinandola direttamente.
Le streghe e gli stregoni? Sono tra noi anche loro e gettano la loro visione e percezione di modi paralleli e multi-dimensionali sugli altri, ma restano inascoltati; Alcuni di loro divengono i cosiddetti grandi comunicatori del nostro tempo e come in una malia ipnotizzano le masse per farle muovere a loro piacimento e all’unisono in guerre e scelte economiche come gli stormi di uccelli guidati da un filo invisibile.

L’uomo è una specie gregaria può seguire chiunque basta fagli credere di essere un protagonista, guai a rivelargli la sua condizione di comparsa.

Non potendo comprendere la moltitudine semi addormenta dunque crede.
Talvolta la realtà è così evidente che abbaglia questo simulacro di essere senziente che definiamo uomo, esso si ritrae, però spaventato con una smorfia attonita.
Il risultato è lo stesso: l'ignoranza.
Ribadisco che non è completamente vero che questi racconti siano del tutto di fantasia, ma indicano con l'allegoria una realtà che riconosciamo ma che non ammettiamo a noi stessi.
Le storie in questi spettacoli dark dunque additano senza accompagnare verso uno specchio che appare ai più come una finestra su un mondo fantastico.
Questo è il motivo della seduzione e dell'interesse che suscitano.
Ci si riconosce senza offendersi trasponendo le nostre miserie su una rappresentazione feticcio.

Sono caramelle per tenere buoni i bimbi, nell'attesa che essi possano crescere, ma non divengano mai adulti; così che possano giungere sereni e inconsapevoli al mattatoio.
Che dire di Dio se non che è in definitiva il più grande serial killer, alla fine ci uccide tutti senza scampo né pietà.

Ho in mente un programma televisivo dove tre concorrenti anziani si incontrano in una stanza con una pistola carica.
A turno raccontano con onestà la propria vita, le illusioni disattese, i propri dolori generati dall’incomprensione, gli amori mai completamente ricambiati, la futilità di ogni velleità intrapresa, l’impossibilità di vedersi per quello che si è.
Vince chi non si spara un colpo alla tempia.
Il premio? Un frigorifero.




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