lunedì 29 agosto 2016

Aborigeno sarà Lei





Se volessimo capire cosa siamo con onestà, dovremmo guardare all'essere umano nella sua dimensione più semplice e meno civilizzata; Agli Aborigeni e ai primitivi che ormai sono quasi completamente estinti. Essi sono uomini liberi (o meglio più liberi) dai condizionamenti della Società civile, vivendo in una struttura sociale molto più semplice.

In tale dimensione primitiva essi non conoscono menzogna, invidia, gelosia e soprattutto possesso se non in forma embrionale. In definitiva non conoscono fino in fondo il peccato. Non sono necessariamente "buoni" almeno nell’accezione morale del termine e nemmeno migliori, ma semplicemente sono quello che sono senza sovrastrutture.
In cosa sono diversi? 
Sono diversi nella mente, o meglio la mente è diversa perché non si occupa più di tanto del futuro

E' il rapporto con il tempo che cambia la nostra natura intrinseca.

L'uomo moderno investe quasi totalmente l'energia della propria coscienza e le proprie fatiche nella capacità di previsione, e nella preoccupazione di edificare il -dopo-.
Un atteggiamento ragionevole, ma che esasperato diviene "innaturale" e lo porta necessariamente a vivere in una dimensione non umana, di accumulo, di sfruttamento e di paura, e anche di profondo smarrimento. La maggior parte delle persone in questo mondo "evoluto" non sono più esseri umani a causa del rapporto esagerato che hanno con il Tempo.
Probabilmente anche io ho perso molto della mia unanità, costretto a convivere con questa follia da troppo tempo oramai. E' triste, ma è così E' mia intenzione porvi rimedio ma questo è un'altro argomento.
Più in generale si è perso il contatto con la realtà del tempo cioè con la propria vita, perché essa s’incontra solo nel Presente.

E' anche importante capire cosa ci muove. 
Il piacere spinge tutte le nostre azioni, ma molti ipocritamente lo chiamano: felicità. Si giustifica questa pulsione naturale con i sentimenti, si mistificano le proprie azioni con una distorsione dell'obiettività per aderire ai canoni morali e religiosi che non corrispondono alla natura umana, perché funzionali alla società, non alla persona in se. E' così fondamentale capire cosa sia per noi il piacere vero.

L'essere umano può essere a suo agio solo nel trovare questo "piacere vero" nella semplicità e nella bellezza di ciò che è, nell'unico tempo che ha a disposizione per coglierlo: l'Adesso. 
Questo è secondo me un piacere reale, perché emancipato dal desiderio che non è che un'altra forma di seduzione e schiavitù che ci spinge nel futuro. 
Il presente nella nostra quotidianità è l'unico tempo reale ma ormai è quasi completamente assorbito da un futuro che ancora non esiste.
Quasi tutti siamo così trascinati in un altro momento irreale che chiamiamo a secondo delle circostanze: passato o futuro. Maggiore è la nostra capacità di organizzazione del futuro e pià grande sarà la nostra integrazione nella società; Questo atteggiamento è così elevato dall'opinione condivisa, a virtù. Una virtù che però è tale solo se è accettata acriticamente. In definitiva è una perversione che ci rende profondamente infelici e insoddisfatti, ma in maniera subdola, dandoci solo un'illusione di un piacere, nel voler cogliere gli obiettivi che ci sono proposti dall'esterno o dal capriccio senza mai domandarci  se ci appartengono per una libera espressione della nostra volontà. 
E' evidente che per esprimere una volontà bisogna essere prima liberi dai condizionamenti e dai bisogni, viceversa sarà solo una risposta a questi fattori la nostra decisione, e non una scelta indipendente.

E' emblematico lo stimolo, anzi la pulsione ad avere cose: Spesso inutili, sacrificando noi stessi; Quando dovremmo essere invece “noi” la cosa più importante di cui occuparci.
Tali desideri sono indotti, infatti, appena raggiunti evaporano e si spostano più avanti in nuovi e diversi
E' un'eterna corsa senza nessun traguardo. 
Tutto ciò lo chiamiamo assurdamente: normalità. 
Si è così abituati e assuefatti a questo stato di cose che non se ne percepisce più la follia.

Forse andare via dal mondo, da questo mondo, potrebbe essere un modo per ritrovarsi se mai è ancora possibile.
Non lo so.
Temo che la semplicità, una volta persa, non sia più possibile averla indietro. 
Il "soddisfatto o rimborsato" non pare essere previsto dalla Vita.

Anche perché a differenza di come si è abituati dal nostro sistema di vita, in una dimensione più vera, si avrà in conformità a quanto si è disposti a perdere.

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